Superbia
Sfoghi: (Pag. 13)
Mer
20
Giu
2018
Il pesce palla 🐡
Permaloso, perso in tanti modi e mondi diversi, pof!
Dedico il mio primo minuscolo scritto al mio pesce palla (sì, mio), che dissimula (male) il suo sentirsi punto nell'orgoglio (imponente) e si gonfia tutto. Ciao, bello! 🐡
Dom
17
Giu
2018
Perché dovrei?
perchè diavolo dovrei stare con uno che mi fa schifo??? É cosi da stronze guardare solo ragazzi che attraggono??? ( attenzione che non parlo di bellezza). Tutti a farmi i moralisti del cavolo e a dirmi che sono superficiale mentre loro non starebbero con i soggetti in questione. Per caritá sono quasi tutti bravi ragazzi molto gentili ma assillano e si appiccicano e soprattutto pretendono giustificazioni al rifiuto che mi mettono nella terribile situazione di dover mentire o ferirli. Sono single da tanto e forse perchè sono troppo selettiva e chiusa ma mi sembra sia un mio diritto scegliere un uomo che mi piaccia. Non sono una discarca. Vorrei un ragazzo che oltre a una bella personalitá abbia una bocca che mi faccia venire voglia di baciarlo e non di fare voto di castitá. ho provato a stare con un ragazzo che mi piaceva poco ( fisicamente) ed é andata a finire che tutta la parte sessuale é stata un disastro lasciandomi ricordi non proprio stupendi.
Dom
17
Giu
2018
Gli anziani montati
Odio quando i vecchi se ne escono con frasi tipo "zitto che sono più grande di te" "ti puzza la bocca di latte" o roba del genere. Dico io, perché dovrei portare rispetto ai rincoglioniti? Io rispetto chi ha una rapporto alla pari con me, se mi tratti da persona della mia età ok ma se mi tratti da ritardata fanculo non mi interessa se sei vecchio, potrei anche staccarti la dentiera con un pugno
Dom
17
Giu
2018
Dare la colpa
Non sopporto la gente che invece di prendersi le proprie responsabilità, da la colpa ad gli altri o usa frasi qualunquista o peggio ancora etichetta la gente.
Mar
29
Mag
2018
Frustrazione
E arrivi a fine giornata dove l agenda è ancora piena di cose da fare che vengono rimandate a "domani"'forse per il solo gusto di rimandare, dove vorresti solo una persona con cui parlare (ma pensi che significa solo rompere le balle a qualcuno), dove l'unica cosa importante è essere accolta. Ma da chi? Da quel fidanzato ideale che non hai perché sei tanto esigente e nessuno è all altezza, dagli amici che non coltivi perché nuovamente ti senti al di sopra delle righe, senza senso. Accumuli impegni, ti prendi incarichi a cui dovresti dire no, affretti le cose quando non hai il tempo di sistemare la stanza, o forse vuoi solo sentirti incasinata per non goderti nulla, per non rallentare. E finisci così, ad essere frustrata perché le cose non vanno come vuoi, perché le giornate nn durano 48ore, perché non ti accetti per quel che sei. Intanto la testa fa male, hai sonno, la stanza è un caos ma il disordine è dentro, in quel vuoto, in quel deserto arido dove il sole picchia forte, dove l acqua è poca e la papera non galleggia, dove sei sola in balia delle decisioni che non prendi, in balia di scelte egoistiche.
Ma chi me lo fa fare?
Vorrei solo rallentare. Godermi il tempo. Guardare il mondo e sentirmi bene, senza accumulare cose da fare, di corsa senza prestare attenzione.
Mer
23
Mag
2018
Assistenza sociale
Mando vanculo tutte quelle istituzioni che dicono di aiutare le donne maltrattate. ..non è vero ti lasciano Sole....devi arrangiarti. ..maledetto il giorno che mi sono rivolta a loro...glielo detto in faccia ma la colpa è solo mia ...sono povera
Sab
19
Mag
2018
Ho offeso il mio mentore, aiutatemi!
Sono una studentessa universitaria di 26 anni e nei precedenti anni universitari ho avuto dei ''problemi'' con un professore.
Sembrava ci fosse dell'antipatia nei miei confronti per vari motivi: frequentavo poco, arrivavo tardi alle sue lezioni, non intervenivo mai a lezione, non apprezzava il mio carattere insicuro, mi trattava con sufficienza, mi bocciava continuamente perchè troppo insicura o con delle lacune. I miei compagni non avevano nessun problema con lui, solo io ero sempre in difficoltà.
L'anno scorso dopo la seconda volta che mi bocciava al solito esame gli chiedo un colloquio per farmi spiegare nel dettaglio cosa avevo sbagliato e come invece avrei dovuto fare.
Lui mi dà delle motivazioni (che tuttora non ritengo consistenti, ma vabbè) per la mia bocciatura. Mi consiglia di essere piu' attiva, piu' presente e mi dice che avrei dovuto aumentare le ore di tirocinio per fare esperienza. La vedo come un'altra punizione, ma sotto sua richiesta (fatta al direttore da lui stesso) mi trovo costretta a fare il doppio del tirocinio che avrei dovuto fare. Inoltre provo a essere un po' meno me stessa e un po' piu come mi vuole lui; mi espongo durante le lezioni, se c'è bisogno di una dimostrazione pratica davanti alla classe mi faccio avanti (sotto il suo sguardo pressante), cerco di partecipare a molte attività dove è presente lui, gli faccio molte domande su gli argomenti che non mi sono chiari... ritento l'esame e lo supero.
A quel punto sembra essersi sciolto un nodo. Capisco che quella è la strada giusta e continuo a darmi da fare e il rapporto con lui sembra migliorare. Inoltre durante il tirocinio lo prendo come punto di riferimento per dimostrargli sempre il mio interesse e per questo lavoriamo spesso insieme. Nonostante il nostro rapporto sia migliorato non pensate che mi abbia preso in grazia: ci sono stati momenti dove ho sbagliato e lui mi ha fatto piu di una partaccia davanti a tutti, i voti a gli esami sono rimasti bassi, e la sua opinione sulle mie capacità non sembra essere cambiata.
Durante quest'anno abbiamo fatto un colloquio per discutere del mio andamento universitario. Mi ha spiegato nel dettaglio e senza mezzi termini tutto quello che pensava di me e delle mie capacità professionali (non sono stati commenti positivi). Dicendomi cosa migliorare e come farlo. Poi ha concluso dicendo ''Anche se non sono commenti positivi c'è da dire che hai seguito i miei consigli, mi cerchi sempre quando non capisci qualcosa e stai migliorando''. Anche se le sue opinioni su di me non sono cambiate, il fatto che ''perdesse del tempo'' nello spiegarmi come fare, cosa fare, perchè, e senza mostrare sufficienza mi ha fatto davvero piacere... e per questo vi dico che sento che il rapporto stava cambiando in positivo.
Ho seguito i suoi consigli e ho continuato a lavorare sempre con lui quando mi era possibile. Mi sono resa conto che mi piaceva quello che mi insegnava, che era molto bravo nel suo lavoro, apprezzavo il tempo che dedicava a insegnare solo a me, insomma alla fine è diventao il mio punto di riferimento. Adesso non vedo l'ora di lavorare con lui quando mi è possibile (nonostante mi stressi molto per le pretese alte che ha). E mi sembra di percepire che anche a lui non dispiaccia la situazione visto che adesso mi saluta sempre, mi sorride, ci diamo del tu (d'altra parte siamo quasi coetanei), fa battute, e non mi ignora come faceva anni fa.
Oltretutto, credo, se devo dirla proprio tutta... credo di aver sviluppato una cotta nei suoi confronti. Non so fino a che punto si tratta di stima per la sua bravura e quanto diinteresse nei suoi confronti. Fatto sta che mi sento sempre agitata e in imbarazzo se mi tocca o mi guarda per paura che intuisca qualcosa.
Ora arriva il dramma.
un mese fa circa ho visto che stava lavorando a un progetto(ve lo paragono a un problema matematico per questioni di privacy) e gli ho chiesto se potessi rimanere ad osservare. Voleva risolvere questo problema come sfida personale perchè nessuno all'interno dell'università ci era riuscito. Immaginate che sia un'equazione difficilissima e nessun professore di matematica (lui compreso) fosse mai riuscito a risolverla. Quel giorno sono rimasta con lui un paio di ore finchè non si è arreso. Poi ha continuato a provarci per tutto il resto del mese.
La scorsa settimana fumiamo un sigaretta insieme dopo le lezioni (ci siamo beccati per caso). E' venuto diretto verso di me (anche se c'erano altre persone che conosceva con cui andare a parlare). Lui sembrava particolarmente scherzoso e in confidenza. Mi guardava dritto negli occhi. Faceva battute. Abbiamo chiaccherato del piu' e del meno.
Ero molto in imbarazzo perchè non sapevo come comportarmi e allo stesso tempo contenta che mi stesse trattando come una sua amica. Prima di andare via gli dico ''ho un po' di tempo libero, vedrò di risolvere il problema di matematica dell'università'', lui ride e io me ne vado.
E qui succede il casino.
...riesco a risolvere il problema matematico.
Ero da sola in un'aula vuota quando lo vedo passare e su di giri lo chiamo.
Faccio un respiro profondo per ricompormi e non sembrare una pazza. Gli faccio vedere la soluzione al problema. Lui la guarda e fa una faccia sconvolta e incredula. Era basito.
Gli dico '' e' giusta no?'' con indifferenza
Lui ''sì, sembra di sì... come hai fatto?''
E io che volevo scherzare perchè ero felice dico è ''ehh.. è un segreto professionale'' senza rendermi conto che poteva essere una battuta fuori luogo!
Lui ha fatto un'espressione offesa e io ho subito detto ''no vabbè.. ho fatto così '' e gli ho spiegato brevemente il procedimento che avevo utilizzato.
Lui annuisce dice ''brava'' a denti stretti e se ne va.
E io ci rimango di merda.
Non volevo assolutamente offenderlo o mancargli di rispetto.
Lui ha un po' di manie di superiorità (perchè in effetti è bravissimo nel suo lavoro) perciò è facile che si sia offeso sul serio.
Avrà pensato che la prima studentessa cretina che spunta dal nulla viene a mettere in discussione le sue capacità.
Ho davvero paura che mi odi. Accidenti alla mia boccaccia e alla mia incapacità di relazionarmi cazzo. Ma cosa mi è saltato in mente di rispondere in quel modo? Perchè non so comportarmi come una persona normale?!
Mi sento davvero una merda perchè non volevo offenderlo... ero contenta e volevo condividere il mio successo, non ho pensato che l'avrei fatto sfiguare!!
Sono giorni che non riesco a pensare ad altro! Mi odio tantissimo!
Ho paura di aver perso il rapporto che avevo costruito con lui e l'opportunità di lavorare insieme!
Sono proprio una cretina!!
Mi aiutate? cosa ne pensate di tutta questa storia? Cosa fareste al mio posto? Come interpretate i suoi comportamenti e la sua reazione? Vi prego, vi prego rispondetemi e datemi dei consigli perchè non so piu dove sbattere la testa per il casino che ho combinato. :(
Gio
10
Mag
2018
Essere diversi per non essere uguali
Non ho mai voluto essere come gli altri. Trovo la società odierna in una situazione talmente degradata che difficilmente può essere salvata. Sono un ragazzo che il prossimo mese compirà 18 anni e fino a questo momento mi è sempre sembrato di non essere vissuto affatto. Sono 4 anni ormai che non esco la sera per fare una passeggiata o bere una birra con amici, proprio perché non ho amici. Ho tentato diverse volte a cambiare gruppo ma non mi sono mai inserito; le persone lì fuori sono sempre le stesse. Sono maleducate e arroganti, pronte di gettarsi nel pericolo per un minino di attenzione. Certo delle volte sono fiero di essere un ragazzo con la testa sulle spalle anziché un tizio che pensa solo a bere e fumare per fare colpo,ma darei tutto per vivere un solo minuto della loro vita. Inizio ad essere stanco di uscire da casa solo per andare a scuola. Inutile dire che non farò feste per i miei 18 anni. Quando vedo qualcosa che ha a che fare con l'amicizia inizio a starci male. Forse era meglio nascere stupido, cosi non avrei mai scritto questo post.
Mer
09
Mag
2018
Idk
Potrei essere una ragazza normale se non fosse che qualche volta al mese ho questi attacchi... quasi quasi mu reputo malata di mente. Mi viene voglia di far scomparire tutto e tutti, vorrei che tutto si fermasse e qualche volta comincio ad avere questi atteggiamenti da autolesionista o suicide, penso alle cose che mi sono accadute in passato e ho dei tic alla mano. Poi è come se avessi dei distacchi dalla realtà.Ma dopo qualche giorno ritorno a quella di prima.Ammetto che ho avuto parecchi traumi in famiglia, cose di cui vorrei evitare di parlare, sono stata vittima di bullismo e cyberbullismo e ho rischiato uno stupro qualche anno fa. Ora vivo in Germania e mi sento un po' sollevata, vivere in Italia è stato orribile.
Mar
08
Mag
2018
Avere nulla per un cervello
È da fin troppo tempo che mi trovo in questa situazione e spero di non essere l'unico. Da alcuni anni mi trovo leggermente diverso rispetto il ragazzo che ero solito essere. Non ho ancora capito se sono io ad essere cambiato oppure il mondo a me circostante... Forse l'aggettivo asociale mi identifica al meglio; non ho amici, non esco la sera e non do retta ai social e roba varia. Ci ho provato fin troppe volte, cambiando gruppo sera dopo sera ma alla fine ho avuto la conferma che i ragazzi (e ragazze) là fuori sono troppo stupidi, maleducati e scortesi con tutti, che pensano solo a fare i grandi bevendo o fumando, mettendosi in pericolo per nulla. Forse sarò brutto, forse sarò troppo "studioso" per loro ma pian piano questa cosa mi sta facendo del male.
Non esco da 4 anni e a breve farò 18 anni (inutile dire che non farò alcuna festa). Mi sembra di vivere solo quando vado a scuola ed inizio a preoccuparmi per la fine della scuola e l'arrivo dell'estate (la quinta chiuso in casa)
Cosa starò sbagliado? Alcune volte darei tutto per vivere anche un solo minuto della loro vita spensierata.
Questo non si fa.
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