Ira

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Mar

22

Ago

2017

Mia madre mi da della puttana

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Non ho un buon rapporto con la mia famiglia  e son costretta a vivere con loro perchè sono minorenne; Con mio padre neache parlo, con mia sorella litigo ogni santo giorno e con mia madre non ci capiamo proprio. Quando litigo con mia sorella a volte scappano delle parolacce tipo "troia" "puttana" "stronza", ma la cosa che mi fa soffrire di più è le litigate con mia madre. Mia madre usa lo stesso linguaggio, stesse parole, aggiungendoci anche imitando gesti del rapporto sessuale. Io mi scandalizzo ogni volta che lo fa, mi distrugge perchè questo non mi sembra un comportamento da madre. Oggi, per esempio, ho litigato con lei e mi ha dato della puttana perchè sono andata fuori con una canotta e dei jeans strappati al ginocchio e mi ha detto che se vado in giro così attiro i ragazzi, uomini che mi stuprano etc... e anche mia sorella aggiunto "è vero, sei una puttana, anche tua madre lo dice, visto? Vai per strada"

Sentendo queste parole mi sono messa piangere, ripetendomi che forse sono effettivamente una puttana. Mi fanno sentire come se ora dovessi truccarmi pesantemente, mettermi vestiti cortissimi e andare per strada per fare la puttana.

 Questa situazione mi ha davvero distrutto, ho pure ricorso ad un psicologo ma niente...

 Non vedo l'ora di andarmene via. 

Mar

22

Ago

2017

AndatAndate a quel paese

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Mi sono rotta di star male a causa degli altri per quello che dicono e quello che pensano.Ammazzatevi voi che é ora che vivo io

Lun

21

Ago

2017

Ogni mattina

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

ogni mattina mi alzo alle 05:30 dopo essermi svegliato dal solito incubo: il mio passato 

in passato avevo paura di mio padre che picchiava mia madre ogni sera quando tornava ubriaco.

C'era un problema, quel bastardo lavorava in polizia

parlo in passato però, perché ora è tutto finito.

È morto a causa di un incidente nella quale è morta anche mia madre

l'unica cosa che mi rimane è mia sorella

ora ho 23 anni, vivo con la mia sorellina che mi fa sentire bene ma ogni giorno chiedo scusa a mia madre attraverso gli incubi che faccio . 

 

Non so se devo dimenticare mia madre  

Lun

21

Ago

2017

A dir poco uno sfruttamento

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

salve,a ottobre compio 17 anni,ho iniziato a lavorare in una pizzeria con pochissimi dipendenti(quando ce ne sarebbe molto bisogno),lavoro dalle 17:30 a chiusura(potrebbe essere all'una come alle quattro del mattino),quando parlai per lavorare mi dissero che mi davano 15 euro a serata Perchè c'era molta poca gente e dovevo portare solo i piatti,che non mi urlavano addosso e non commentavano.

A luglio ho lavorato solo il sabato e non sono stata ancora pagata,quindi non so nemmeno se per coscienza avrò aumenti. Ad agosto ho iniziato tutti i giorni e non porto solo piatti,sparecchio,friggo patatine e fritture miste,lavo piatti,li asciugo (tra l'altro devo fare tutto a mano Perchè una volta ogni tanto usano la lavastoviglie),ogni sera riempiamo tutti i tavoli e mi vengono a dire che non c'è gente,quando vengono altri e i tavoli si liberano e non ci sono più cose per apparecchiare mi tocca lavare ciò che  mi serve,asciugare e apparecchiare,devo usare affettatrice per i salumi che vanno sulle pizze,in più devo pulire il bar e pretendevano pulissi anche il bagno,poi quando ho chiesto i guanti mi hanno lasciato pulire solo il bar.

Adesdo mi rimangono solo 5 giorni,ogni volta che prendo soldi di mancia solo per me mi costringono a metterli nelle altre mance che vengono prese da sopra i tavoli,con la scusa che poi si dividono,ma in sala siamo tre,io,la proprietaria e la cognata di questa,quindi dovremmo dividerle solo io e la cognata,ma non so come nè quando.

Non so quando e quanto mi pagano dato che non ho visto un euro,io da persona onesta i soldi che mi danno i clienti li metto nella ciotola delle mance,quando potrei tenerli ma per evitare che quella mi dica che faccio schifo non me li tengo.

Grazie a dio non lavoro per bisogno,ma per esperienza,ma so che un minorenne potrebbe lavorare fino Alle 22:00,e io sono assicurata fino Alle 21,non ho vita sociale Perchè lavoro sempre,mai un giorno libero,una volta sono stata male e sono dovuta andare dopo Perchè avevano bisogno.

Faccio quel che mi dicono e stanno sempre ad urlarmi addosso,ogni cosa che sbagliano loro è sempre colpa mia,l'altro proprietario qualche giorno fa ha sbraitato contro di me senza alcun motivo dicendomi che criticavo la sua attività e sua sorella,senza aver parlato male con nessuno,dicendo a tutti i miei amici di venire a mangiare da me,mi ha detto che dovevo stare lontano dalla figlia,che potevano andare anche i miei a parlare e che li avrebbe presi con i chiodi da venti,che doveva stare lontano dai miei parenti che nemmeno conosce,che dovevo ringraziare che ero una ragazza se no mi avrebbe messo le mani addosso,eccetera.

La sorella ha ribadito che non mi fanno fare nulla di pesante,che mi tengono preservata dato che sono esile è più piccola,l'altro dipendente che aiuta il pizzaiolo leccava il culo a entrambi,screditandomi,eccetera.

quando dovevo mancare Perchè stavo male però avevano bisogno di me,quando c'era loro cugino insieme a me dicevano che io ero molto brava.

Tutto quel che mi rimane di positivo sono i clienti che non fanno altro che complimentarsi con me della velocità del mio servizio e non degli altri che sono lentissimi.

Non ce la faccio più,sono solo 5 giorni ma non so cosa fare per uscirmene con più soldi,Perchè li merito,se chiedo l'aumento non posso sapere come reagiscono,non ho lasciato prima per paura di loro e Perchè vivo in un paesino se avessi lasciato e l'anno prossimo voglio andare a lavorare altrove chiederanno di me,preferisco che dicano che ho lavorato Fino alla fine e non che me ne sono andata prima.

Vi prego datemi un consiglio,per favore. 

Dom

20

Ago

2017

Senza Titolo

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

In questi ultimi anni mi sono comportat. male. Ho provato odio verso Dio, l'ho bestemmiato tante volte perché seguivo la massa sentendomi altamente brav., alla moda ma sinceramente me ne pento.

 È la mia prima confessione su questo sito e, non so se questo tipo di argomento possa andare bene. 

Grazie mille, buona giornata. 

Sab

19

Ago

2017

Odio mio padre

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Odio mio padre.

Ci sono voluti 2 anni di terapia per capire che lo odio.

Quando ero piccolo mi picchiava...pesantemente.

Ricordo ancora una sera, a 8 anni, stavo in un angolo del soggiorno, sanguinante, in stato di shock, sinceramente non ricordo che avevo fatto, ma ricordo il terrore e i tentativi di fuga falliti.

Ricordo quando al liceo ho zoppicato per una settimana perché mi era saltato su una coscia mentre mi picchiava.

Proprio al liceo i miei voti calarono: problemi di ragazze, cose normali, tutte superate ovviamente. Essendomi fatto la nomea di lavativo non li rialzai mai al massimo dei voti come prima.

Mi accoglieva tutti i giorni dopo scuola con "Fallito" e me lo ripeteva finché non mi chiudevo in camera.

Però mi riempiva di soldi.

La sua idea di padre è "punizioni di una violenza inaudita e supporto emotivo sostituito da iper amplificato supporto economico"

Non sapevo nemmeno che farmene tanto che finivo con l'offrire cene ai miei amici, per dare un senso a quel flusso colprvole.

Non smise mai di picchiarmi finché a 18 anni non ebbi uno scatto d'ira e reagì con tutta la forza che avevo buttandolo su un tavolo di plastica in veranda. Ebbe paura, glielo lessi in faccia, pure io ne ebbi della mia reazione, e non mi toccó mai più.

 Mi spiava.

Se uscivo con qualcuno, 90 su 100 mi seguiva in macchina per vedere dove andavo e che facevo...non vi dico il piacere nei primi appuntamenti. Dovetti imparare a depistarlo.

Ancora oggi quando lo ospito a casa mia, a 30 maledetti anni, capita che rientrando a casa lo trovi a cercare di entrarmi nel computer per leggersi i miei file privati. E se lo riprendo su questa cosa nega con le mani nel sacco.

 Lo odio per essere stato un padre emotivamente freddo e violento, materialista, che mi ha fatto sentire in colpa persino per come IO avrei cresciuto mia sorella di soli 3 anni meno di me (e con un sacco di problemi).

Lo odio per avermi dato soldi quando io volevo un padre.

Lo odio perché non riesco a fargli capire il tormento che mi ha dato e che mi dà sapere che è vicino alla morte e mi lascerà con questo ricordo di lui.

Un padre che per "il tuo bene" mi ha abusato in tutte le forme e non mi ha rispettato un giorno che fosse uno.

Oggi sono uno psicologo e tiro fuori da queste cose  ogni giorno un sacco di gente e odio odiarlo, vorrei potergli volere bene, e gliene voglio tantissimo, ma lo odio anche.

Non so che padre saró, ma lo giuro sulla mia vita...non così  

Sab

19

Ago

2017

Amore finito... A causa mia

Sfogo di Avatar di Uomo94Uomo94 | Categoria: Ira

Sono arrivato così vicino a scriverti che mi manchi, che voglio fare di nuovo l'amore con te, che mi manca il tuo profumo, abbracciarti forte e stringerti, la tua fierezza nel mostrarmi nei social, ma non mi mancano le brutte cose del nostro rapporto, vorrei averti ancora qui. Lui non è nessuno e rimarrà nessuno, io ne farò di strada nella vita ma voglio solo te al mio fianco, ma tu non rispondi più quando ti chiamo, mi hai fatto chiamare dal tuo ragazzo per dire che dovevo smetterla di infastidirti, mi ha detto anche che stavi malissimo ed avevi perso il sorriso dopo che ti ho lasciata ma perché non me l'hai mai detto????????? Parla, cazzo, parla dovevi parlare dirmelo, ed a questo momento saremmo marito e moglie ed è quello che mi fa male, non è bello svegliarsi tutti i giorni con i rimpianti, ora mi sento proprio esattamente come mi sentivo prima di incontrarti di merda, vado a giocare a basket o a calcio e mi concentro sul gioco, sto in famiglia, vado in vacanza quando faccio queste cose la mia mente è libera, ma quando sono libero io e tutta la stanza piomba nel silenzio sei tu l'unica persona a cui riesco a pensare, speri di dimenticarti oppure di ritornare insieme a te oppure di dimenticarti e trovare una ragazza più bella di te o meno che però mi faccia innamorare di nuovo, sono davvero stufo di uscire con le solite ragazze che vogliono palestrati, cazzo, e se lo fossi? Se avessi la tartaruga invece di avere la pancetta cosa cambierebbe? Il carattere è lo stesso e non capisco come il mondo di oggi possa essere superficiale, comunque tornando a noi, anzi più che a noi a me, spero che questo senso di malinconia, pena, rabbia, rimpianto, e sensazione di vuoto sparisca, per trovare una che mi ami come hai fatto tu per quello che sono e non per come sono. 

Sab

19

Ago

2017

NON SONO NESSUNO

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

DISPERATOHo 16 anni compiuti da poche settimane. Non sono un cazzo di nessuno. Non ho amici, non ho ragazze, niente. Scuola mia mi sta sul cazzo, non la sopporto, per lo stress e per tutto lo schifo; e perche non so stare in mezzo agli altri, perche ho ansia sociale o qualcosa di simile, con chi non conosco della mia eta soprattutto. E quindi ho ansia a stare con quegli scemi che ci stanno la a scuola. Non esco chiramente mai di sera, sto a casa o esco coi genitori e NON ce la faccio piu. Mi portano a scuola dei miei parenti e mi sono quasi un po rifugiato in famiglia, con gli altri non so starci perche mi sento insicuro, non so se sia anche perche sono stato troppo in famiglia e ora non so essere autonomo e ho paura di tutto, non so niente. Sono purtroppo sempre un po stato cosi, ed ero sempre stato quello sfigato, ma poi la situazione era cambiata e fino a prima dell'inzio delle superiori, avevo amici nella mia classe delle medie (anche se li, non molti,) e in cortile sotto casa. Che ora non ho proprio più. Ho questa continua ansia e vaffanculo. Gli altri adolescenti sono tutti diversi, li sento completamente lontani, e non mi sento in grado di fare niente che si fa a questa eta, cioe avere amicizie, andare a ragazze, uscire, sballarsi. Non mi sento minimamente in grado di fare nulla, ho questa ansia continua a stare tra altra gente soprattutto coetanei. Sono stato malissimo un sacco di volte, avendo anche vomito o altro e cosi via. Quando vedo gli altri diversi, più li vedo più ci sto male. Odio scuola mia come ho detto e spiegato... Sto a casa coi miei genitori e basta, ho zero amici o vita sociale mia. Mi porta in macchina mio nonno a scuola, non mi sento neanche in grado di prendere l'autobus, più che altro anche perché non so se poi posso incontrare qualche compagno di scuola e allora mi riparte l'ansia magari, nonostante con qualcuno sono riuscito a scambiare qualche parola, ma sono stato ancora impacciato diverse volte, e mi hanno anche preso un po in giro qualcuno per questo, anche se poi mi parlavano ed erano quelli che più mi cercavano, e sono sempre stato io ad evitarli, per l'ansia, per tutti questi problemi del cavolo. Cosi sto diverse volte dai miei nonni durante un anno scolastico, parlo con loro che sono relativamente giovani per essere miei nonni, e con cui ho sempre avuto un buon rapporto; quando vado a scuola in auto a volte mi partiva l'ansia, sara ansia sociale o qualcosa del genere, e allora mi si incoraggiava dicendomi di non pensare agli altri e pensare solo alle materie (materie del cazzo), finche poi mi rendo conto io stesso che sono io che vorrei una vita diversa, avere qualcuno, ecc. Ma non lo so fare. E poi non capisco più niente. A scuola mi vedono fin troppo come quello per bene e bravo ragazzo, corretto, e asociale; solo perché non parlo mai, sto sempre zitto, e sto come ho detto coi genitori, con parenti ecc: e tutta questa situazione a me che ho 16 anni mi fa sentire ad un certo punto male, e quasi in prigione, imprigionato, cosi mi sale una strana voglia di trasgredire, come risposta ad una situazione che mi tiene bloccato e che non so cambiare, di trasgredire di fronte a tutti, alla faccia di tutti. Chiaramente tutto impossibile. Non so più che cazzo fare. Mi faccio film mentali, penso di avere una fidanzata e qualcosa. E allo stesso tempo sento di non riuscire minimamente ad averla perché non sono in grado, mi sento troppo debole per tutte queste situazoni sociali rispetto a tutti i coetanei. A 16 anni non ho mai ancora avuto una fidanzata vera e propria, solo tra le elementari e medie, nel mio crtile, una che non ho mai baciato nemmeno perché eravamo piccoli: a quel tempo, soprattutto nel mio cortile, mi ero sbloccato con tutti. Ora sono l'esatto opposto. Il primo anno delle superiori sono stato malissimo a stare tra gli altri, non ce la facevo più, e ho saltato ogni gita o altro di simile sia il primo che il secondo anno. Pero il secondo anno è di sicuro andato un po meglio, comunque, con qualcuno, nonostante ho avuto sempre ancora ansia, tanta in certe situazioni, ma molto di meno rispetto al primo e ho preso un briciolo di confidenza con qualcuno. Anche se poi alla fine non parlavo mai perché ero impacciato a stare troppo con gli altri eccetera. Questo gli altri me lo facevano pure notare PIU volte e mi dava un fastidio incredibile. Nonostante come ho detto certi problemi li ho sempre avuti, in quanto ad esempio alle elementari per i primi anni ero sempre l'unico che non parlava mai e all'intervallo stava in disparte sempre da solo, finché mi sono sbloccato dopo anni e anni e in 5 ero diventato amico di tanti in classe. A catechismo, quando ci andavo, ad esempio, che non conoscevo nessuno, invece, sono sempre stato zitto, sempre l'unico a tacere sempre, e anche a quel tempo ci stavo male e avevo ansia ad andarci li, perché non riuscivo a trovarmi con gli altri, me lo ricordo ancora dopo anni.Vabbe. Non sopporto scuola mia, ma lascio stare per non aprire un altro discorso DI QUANTO ROMPONO LE MATERIE e di quei cogli**i dei miei professori figli di putt. che odio, nonostante cerco di andare decentemente, ma bho. non sopporto niente. Mi sento impedito a fare qualsiasi cosa, e sono in un mondo completament differente e lontanissimo rispetto a quello degli altri adolescenti della mia eta che escono, vanno a a ragazze, a amici, si sballano, non hanno nessuno di questi problemi, sono autonomi e via dicendo. Io invece ho ansia in qualunque cosa, sono insicuro di tutto, non riesco a fare mezzo passo da solo e a stare con gli altri coetanei ho questi problemi. E' strano in effetti pensare che esista uno come me. Forse in realta nemmeno esisto

Sab

19

Ago

2017

CessAlternativi che vogliono mostrarsi migliori (guarda casa, tutti ciccioni)

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Sono una ragazza relativamente carina, un po' per fortuna e un po' soffrendo ho ottenuto la mia bellezza, ma guardandomi indietro credo che questa abbia creato molta invidia attorno a me!

Frequentavo gli ambienti 'alternativi' tipo dark e metallari anche se non ero molto convinta perchè io amo solo la musica, non tutte quelle affetazioni che si fanno in quegli ambienti, e lì mi sono trovata in questi figuri. 

Chiaro, non sto dicendo che tutte le persone brutte e grasse vestite da alternative siano stgronze, dico solo che quelli a cui auguro una dolorosa malattia mentale seguita da un tentativo di suicidio disperato ripreso per i capelli e delirio cronico sono esattamente come sopra descritti. 

Una, la mia ex-migliore amica, una grassa puzzona -lei puzzava, sì, non è contro tutte le persone grasse-, ha tentato di prendersi il mio ex-ragazzo e poi mi ha quasi denunciato perchè l'avevo picchiata... ma quando mai!!! 

Se l'avessi picchiata non l'avrei lasciata in vita, credo... Ed era invidiosa, mi spingeva sempre a litigare con le altre e faceva battute sul mio peso e sui miei problemi alimentari, tentava sempre di surclassarmi ma finiva male perchè faceva cose assurde!

Un'altra, una tizia con la quale suonavo, ha creato più di un falso profilo dicendo che ero una stronza pervertita sessuale, una troia, e mettendo in giro la voce che lei fosse figa -un cotechino pure brutto- e che IO fossi stata una donnetta invidiosa. Ehm, ehm... Non ci siamo! Una di quelle metallare\punk\raver\non si capisce cosa faccia, purchè possa far la figa. Quasi è riuscita a mentire su di me in varii modi. Quella troia

Un tizio, beh, lascio proprio perdere, una povera merda brutto come una merda sciolta e banfone.

Uno innamorato di me, bruttissimo e pure che puzzava, ciccione e metallaro convinto di ascoltare la musica del Diavolo coi genitori che se lo coccolavano al massimo e lui convinto di essere ribelle, bluuuaaaargh! Voleva assolutamente che stessi con lui, continuando a insinuare che ci si innamorasse col tempo, 'imparando se si vuole'. E se dico brutto, proprio brutto. Oltre che molto molto molto grasso, con la sindrome del Dio.

 

Sono democratica, però, e perfettemente egualitarista: 50% genere femminile, 50% genere maschile. 

 

Uffff, mi sento molto meglio. 

E' il mio primo sfogo e spero non ce ne saranno molti.

E spero sempre che queste merdaglio soffrano.

Mi pento di augurare loro il male?

Ovviamente NO

Ven

18

Ago

2017

Mia nonna

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Mia nonna ed io non siamo mai andate d'accordo, il primo ricordo che ho di lei è uno schiaffo ricevuto perché mi succhiavo il dito (avrò avuto due anni) ed il secondo una sgridata interminabile in cui mi chiamava "inutile mocciosa" perché non ero stata in grado di stirare una maglietta (a 10 anni). Il nostro rapporto non poteva che peggiorare quando, dieci anni fa, venne a vivere con noi.

L'adolescenza è complicata già di per sé, e dal mio lato avere in casa una persona che ti vessa e ti denigra continuamente perché non sei una brava massaia non era d'aiuto. Quando in casa restavamo solo io e lei era il delirio, lei mi insultava continuamente nonostante provassi a soddisfare le sue "richieste": rilavava i piatti che avevo già lavato io, ristendeva i panni, mi rifaceva il letto, "ordinava" la mia stanza secondo il SUO punto di vista, ovviamente diverso dal MIO. Non importava cosa facessi, per lei era sempre sbagliato ed io dovevo vergognarmi di me stessa, ero un fallimento di figlia e di donna.

Fin qui la situazione può anche dirsi controllabile. Ma quando iniziò a svegliarmi ogni mattina all’alba (perché “le brave ragazze si alzano alle 5”) rovesciandomi l’acqua addosso, ad entrare in bagno quando c’ero io perché “mi lavavo male” (a 13 anni) e a chiamarmi puttana perché mi mettevo gli shorts, iniziai a ribellarmi.

Le urlavo contro, la insultavo, e lei, come un agnellino, riferiva tutto a mia madre. Lei, a sua volta, mi sgridava. Io cercavo di far valere le mie ragioni, ma nulla da fare. Ero solo una bambina disobbediente e la nonna una povera anziana malata. Io dovevo avere rispetto perché era mia nonna e dovevo essere più gentile perché aveva la demenza senile.

Crescendo cercai di abituarmi, ma la sensazione di essere sempre nel torto, di essere costantemente osservata qualunque cosa facessi non mi abbandonava mai.

Poi arrivò il verdetto dei medici. La demenza senile era solo un sintomo: nonna aveva l’Alzheimer. In una forma ancora lieve, ma sarebbe andata peggiorando. Non solo per lei, anche per noi.

Vivere con una persona con l’Alzheimer non è facile, non tanto per la perdita dei ricordi, la progressiva incapacità di fare le cose più normali, come un caffè, o il fatto di dover ripetere mille volte le stesse cose. Non è facile perché vedi una persona trasformarsi completamente davanti ai tuoi occhi. In poco tempo non la riconosci più, e paradossalmente sei tu ad aggrapparti ai ricordi che hai di lei. Non è facile perché mentre una parte di lei scema via, l’altra parte, la peggiore, emerge. La parte che non accetta la malattia, la paranoica convinzione che tutti ce l’abbiano con lei, l’ossessione per il controllo…

Non è facile, perché la morsa che teneva su di me adesso è ancora più oppressiva. I suoi scoppi d’ira sono incontrollabili, mi prende e mi rimprovera senza ragione e, cosa che più detesto, a 22 anni mi tratta come se ne avessi 8.

Ho iniziato a chiudere la porta della mia stanza ogni volta che ci esco (anche quando vado in bagno, o a fare colazione), c’è stato un periodo in cui (stando fuori tutto il giorno per via dell’università) la chiudevo anche a chiave. Ho iniziato ad ignorarla, completamente, a fare finta che non ci sia. Prima quando chiamava mia madre per cavolate, come collegare le cuffie alla TV o trovarle qualcosa, ci andavo io, adesso non oso avvicinarmi a quella stanza, nemmeno se chiama tre o quattro volte.

Non riesco, non ce la faccio, a parlarle senza nascondere il mio astio.

Il suono che odio di più è la sua voce, e ancora di più detesto la sua risata.

Mi ricordo di quella storia del marito anziano che va a trovare la moglie in clinica nonostante lei non si ricordi più di lui. Lui l’ama ancora perché amava la persona che era prima della malattia. Lui riesce ad andare oltre ciò che vede, il suo amore gli da la forza di vedere la donna che aveva sposato.

Mia madre, nonostante ci siano volte che metterebbe le mani addosso a mia nonna da quanto la fa esasperare (prima di giudicare provate. Sfiderei chiunque a non sclerare), ricorda sua madre com’era davvero, e soprattutto, ricorda il bene che le vuole. Evidentemente, ha dei ricordi belli a cui aggrapparsi. Io ho già detto quali siano i miei.

Per quanto mi riguarda, io non riesco a smettere di odiarla. So che è sbagliato, ma non ci riesco. Non riesco nemmeno a non sentire una certa soddisfazione quando piange, depressa, perché si sta rendendo conto che sta uscendo di testa. Non riesco a provare pietà per lei. Ci sono momenti in cui devo trattenermi dal saltarle addosso.

A volte, anzi, ultimamente fin troppo spesso, assumo volontariamente comportamenti finalizzati ad infastidirla, o che la facciano stare male. E quando riesco nel mio intento, quando chiudo la porta e la sento piangere, mi sento soddisfatta.

So che è orribile. So che è sbagliato, so che questo mi rende una persona disgustosa. È per questo che sto scrivendo tutto, per farmi rendere conto di ciò che sento, forse nella speranza che qualcuno lo trovi. Di solito chi è colpevole lo fa.

Non so se sono io ad avere un problema, paranoie, ansie, manie di persecuzione o che so io, o se chiunque reagirebbe come sto reagendo io. Se sono io quella sbagliata ad avere certe reazioni davanti a lei o se è normale averle. Non so a chi chiedere, non so con chi parlare di tutto questo.

Tutti mi dicono di avere pazienza, di sopportare e sorridere, ma non ci riesco. Ho provato a non essere astiosa, ad essere gentile e ad instaurare un rapporto cordiale, ma ogni volta l’odio che sento per lei prende il sopravvento. La vedo e vorrei che sparisse, che smettesse di esistere. Non posso dire “vorrei che morisse”, perché sarebbe troppo.

Questa sera resterò a casa da sola con lei. So già che la ignorerò. Non le rivolgerò la parola. Andrò da lei solo se, chiamandomi, sentirò vera urgenza nella sua voce. Certo, se dovesse capitarle qualcosa di veramente brutto quando di guardia ci sono io la colpa ricadrebbe su di me per averla ignorata, e sarebbe fastidioso prenderle da tutti.

Ho qualcosa che non va? Vorrei smettere di odiarla ma non riesco. Sarebbe tutto più semplice se non la detestassi così tanto. Il problema è più nella mia testa che in lei. O almeno, questo è ciò che mi ripete mia madre.

Mi guardo allo specchio e già so che non importa quante persone mi diranno che devo avere pazienza, che sono io che devo cambiare atteggiamento, le cose non cambieranno. La odio, e non posso nasconderlo.

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L'ira è forse il sentimento che più degli altri mette allo scoperto la nostra vera anima e ci spinge al di là delle azioni che i paletti della buona educazione e della diplomazia ci impongono. E' quel fuoco che senti nascere nelle viscere e che una volta fuori ti fa pentire di ciò che hai fatto.

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