Tutti gli sfoghi

Sfoghi: (Pag. 288)

Lun

10

Giu

2019

Ragazzo che lavora con sole donne

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Ciao gente, vorrei sentire proprio un vostro parere riguardo la mia situazione attuale a lavoro. Allora, a parte il direttore ( persona appostissimo e simpatico ), lavoro in ufficio con un team di sole donne, io sono un ragazzo. Mi piace il lavoro che sto facendo ( sono in tirocinio al momento ), mi impegno e ce la sto mettendo davvero tutta, e così continuerò a fare, solo che da qualche settimana sto notando un cambiamento strano ed improvviso nei rapporti nei miei confronti. Mi sembra di vedere che siano diventate più o meno tutte molto severe con me, quasi ogni volta che mi rivolgono la parola, che sia per spiegarmi qualche lavoretto da fare e quant'altro in ambito lavorativo, sono troppo troppo serie rispetto a prima. Poi diverse volte capitano episodi o fraintendimenti nella routine lavorativa che mi fanno passare per l'idiota di turno che non ha capito niente o non ha ascoltato, ma ragazzi ve lo giuro non è assolutamente così! Io non mi sono pentito affatto del lavoro che sto facendo però vorrei tanto che questa situazione cambiasse, vorrei che le colleghe avessero modi un pò più sereni con me, a volte mi sembra quasi che non si fidino, eppure diverse volte le ho aiutate e gli ho portato avanti diversi lavoretti. All'inizio quando la situazione non era questa lavoravo molto più fluido e capivo al volo le cose senza farmele rispiiegare, ma perchè ero trattato diversamente e quindi ero più sereno, lo sono abbastanza tuttora ma molto meno rispetto a prima e la mia reazione psicologica è questa, mi porta ad essere più insicuro a lavoro, ho tanta paura di sbagliare per il pensiero che poi si innervosiscano, io non capisco, non merito questo, do l'anima e corpo per questo lavoro non so proprio cosa stia sbagliando. A questo punto mi viene da pensare che essendo l'unico maschio tra i dipendenti, forse la diversità anche degli argomenti durante le chiacchierate o non lo so, non ho molto feeling con loro, non ho più di tanto da condividere, spesso quando parlano di cose non lavorative, essendo donne, gli argomenti sono più legati al mondo femminile, e mi sento sempre più escluso, tanto che ho anche paura che terminato il tirocinio mi lasciano a casa. Non so cosa pensare veramente, tutto questo mi demoralizza tanto, e ciò comporta a perdere lucidità nel lavoro e ho paura di fare errori grossolani. Io sono così, come penso molte altre persone, se vengo trattato con serenità io risponderò dal punto di vista produttivo in modo positivo, altrimenti mi demoralizzo e mi porta a fare errori o meglio, a dimenticarmi alcune cose. Ditemi cosa ne pensate o se avete passato anche voi simili esperienze. Grazie a tutti in anticipo!

Tags: donne, ufficio

Lun

10

Giu

2019

mi serve un avvocato

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Riflessioni e seghe mentali. La violenza subita esce fuori a distanza di anni. Sono perseguitato da un gruppo di criminali. Cerco soluzioni.
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Concetto di base: la strange Situation, quella dei test sui bambini per la valutazione del loro attaccamento ai caregivers.

Se la famiglia è disfunzionale si può ipotizzare che ci siano casi come il mio, in cui il bambino viva perennemente in strange Situations.

Caregivers che se ne vanno, ricompaiono, abusanti che si danno il cambio per sorvegliare il bambino tenuto come un ostaggio dalla famiglia (Manson).

Manca una situazione di base che non sia, appunto, "strange".
Una situazione che non sia strana.

È nella situazione di base che il bambino cresce e sviluppa il suo attaccamento ai caregivers.

E col test della strange Situation si può cercare di capire l'atteggiamento del bambino di fronte alla vita.
Attaccamento ok oppure no.
È la teoria dell'attaccamento.
Organizzato, disorganizzato, evitante eccetera.

Test degli anni 70 un po' troppo abusato. Veniva eseguito nelle scuole ed era suscettibile a trucchi vari. Per approfondimenti si rimanda alla voce enciclopedica corrispondente: teoria dell'attaccamento.

Andiamo a vedere cosa accade in mancanza di una situazione non "strange".

È il mio caso.

È quello che è accaduto a me.  Sono stato definito "ostaggio" dagli spettatori dell'orrendo teatro.
La definizione è giusta. La mia famiglia mi teneva in ostaggio.

Galera è un'altra delle definizioni possibili.

Chi ha usato per primo questi termini altri non è che i vicini di casa, appartenenti allo stesso condominio, "quelli del piano di sotto".

Cominciava per me l'avventura della vita. Tutta una storia illegale che mi vede vittima di più soggetti criminali, quelli che all'epoca "facevano" i delitti di Firenze.
Delitti by proxy, così sono stati definiti da uno di quelli, uno della mia generazione che mi è stato nemico.
L'impunità di cui hanno abusato i mostri dell'epoca ha portato allo sfacelo la generazione successiva dei "figli di", e il territorio ****(con collegamenti all'estero. Il più abusato mi risulta essere ******* complice il clima politico di quei tempi).

Corruzione morale della gente, terrore e paura, anarchia, legge del più forte, fascismo, la popolazione è "immostrita" sotto gli occhi delle autorità compiacenti.
Hanno chiuso gli occhi polizia, carabinieri e magistrati. Addirittura una larga fetta dei miei coetanei lavorava "al depistaggio". Depistaggio delle indagini e depistaggio delle persone intere.
Una mafia locale che imponeva mode, costumi e modus operandi. O plata o plomo, secondo la celebre frase attribuita a Pablo Escobar, nell'immaginario popolare l'Al Capone di quei tempi.



A  ******# l'aeronautica è un gruppo importante, dà da mangiare a molte famiglie, insieme all'ospedale ****** e i resti del Carrozzone dello stato italiano, quello di quando si votava a sinistra.
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Ci sono state discussioni in merito a chi fosse davvero il soggetto più cattivo, il "peggio".
Mi è stato detto che non è lui il peggiore oppure quello che comandava tutti. C'erano varie fazioni, vari clan.
Mi è stato fatto notare che la mia famiglia è peggio di lui (lui inteso come capo clan).

Qualcuno mi ha minacciato e mi ha detto che devo chiudere la bocca.
Mi risulta che non sono io il provocatore ma chi ne difende la reputazione e mi perseguita.
Se si va a vedere chi c'è dietro a quella gente si vedrà che c'è sempre o quasi lo zampino suo.
Non è l'unico, però. Il tizio ha fatto scuola. Molta gente si è accodata al carrozzone degli attori e dei maghi.
Hanno notato che le istituzioni coprivano certi fatti e sono saliti sul carro degli impuniti.

Se mi arrestano - raccontava ******* - me la canto sul mostro. Col risultato che lo facevano uscire.
Così millantava il ********, e per quello che ho potuto vedere e capire, il Mago era molto coinvolto nella storia dei mostri. Lui e altri nomi storici dei suoi compagni di merende. Chi è di ******* e ha per lo meno 50 anni, ne sa più di me che sono il figlio di *****.

Scomoda posizione la mia. Vorrei evitare certi riferimenti a sopra e sotto e cavoli vari.
E comunque ci siamo capiti.

Serve a poco che io scriva queste note. Nel frattempo se ne va la mia vita. È vero che anche senza ****  ero messo male lo stesso. Al momento il mio nemico più prossimo è la mia mammina, che copre il marito anche da defunto, e continua a farmi del male, ostacolandomi l'esistenza.

Non è più una persona, mia madre. È una macchinetta che subisce l'influsso di terze persone che ostacolano me tramite lei.
By proxy, avevamo detto. Come i delitti.

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Chi ha influito di più nella mia vita? Chi mi ha ostacolato e chi, invece, mi ha aiutato fino ad oggi?

Andiamo a ricostruire i fatti:

Nei miei primi ricordi mio padre è preda di un delirio zooantropico, ulula e i cani abbaiano quando lui è vicino.
Pare che mia madre sia diventata "mostra", se non lo era già, durante uno dei soggiorni miei presso i nonni paterni, che si rivelò un rapimento. Il figlio le venne sottratto, pazzia eccetera.
Poi risulta che mio padre mi abbia venduto ai suoi compari, ricevendo l'incarico di tenermi in ostaggio, in attesa di decidere cosa fare di me. Stretto controllo sulla mia persona, incarico esteso a tutti i caregivers abusanti, tipo la nonna.
Una cosa lunga.
Puzza . C'è già la voce in giro.

Incontro sto tizio.
Lui si fa già le pere. Riscuote dei soldi e ha pensato di comprare della morfina. Finisce che prende "la sola di """""""". Eroina brown di scarsa qualità.
Si fa una pera al cesso di casa mia. Molto anni 70.
Mi sembra che ********* gli ha dato una dose per fare me. Lui se la spara e io lo guardo. Mi fa cenno di stare zitto.


Poi ****** è nei delitti di Firenze che ripartono nel 74.
Si viene a sapere qualcosa a scuola e allora niente delitti fino al 79 quando ho cambiato scuola. Prima media.

Mi risulta che le fila le tenessero il *********.

Nel frattempo amnesie.
Con tutti i familiari ho almeno un episodio amnesico che segue una violenza. Padre, madre, zii, cugini eccetera.
Questa è la base familiare. Di tutti conosco il dottor Jekyll e disconosco mister Hide.
Fa eccezione la nonna, ma non troppo.

Mi studiano i pazzi che studiano psicologia. Mi s-curano.

Il libro "Una stanza piena di gente" è un testo base per gli abusanti dell'epoca. Lo legge ****** vacanza a *a***** con me.

Mi porta da *** La figlia é mia coetanea.
Lui commenta: fa il lavoro tuo.

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Lo scandalo della mia storia è immenso. Ho fatto indagini per quanto potessi con i miei mezzi limitati. Sono nato nel 1968 e il primo delitto avvenne mesi prima della mia nascita.
Non so come i delitti ricominciano negli anni 70, ho capito però che mio padre cominciò a esserci coinvolto e poi fu ricattato e fu costretto a continuare.
Fa parte del modus operandi della banda quello di coinvolgere soggetti esterni in attività illecite per impedire poi che possano denunciare alcunché, passando da liberi a schiavi, perdendo ogni tutela giuridica (benché la legge non protegga un granché i cittadini onesti; è più importante notare come da abusanti diventino poi vittime, e si crei un legame che è difficile sciogliere, fra il criminale e gli altri criminali: il cosiddetto sodalizio criminale, che viene rinnovato e rafforzato da ogni ulteriore delitto compiuto.
C'è di più: l'attività criminale di gruppo diventa uno stile di vita e crea dei falsi scopi nei soggetti affiliati; riempie vite vuote.
La tutela giuridica dei cittadini onesti è, almeno in Italia, estremamente insufficiente. Dipende chi sei.
E qui mi fermo, pensando che dovrei e voglio assolutamente andarmene da questo posto.
Ho bisogno di denaro e di cure mediche, e affetto di persone umane. Ho sofferto troppo e sto soffrendo ancora.
Ho del denaro virtuale: delle quote immobiliari che vorrei vendere. Mi toccherà chiedere lo scioglimento di comunione di tali beni, la cosiddetta separazione giudiziale.
Tali beni sono in comunione con mia madre, che mi impedisce il godimento della mia parte di eredità. Ho bisogno di un avvocato. Ho chiesto informazioni e mi risulta difficile trovarlo perché qui sanno chi sono, in secondo luogo fare causa alla mamma non è politicamente corretto, e in terzo luogo non ho i soldi per pagare un avvocato.
Ci proverò. Ho bisogno di aiuto.
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Al momento sono, di fatto, ostaggio di mia madre. In teoria ho diritto ai miei soldi, tramite la separazione giudiziale dei beni immobili ereditati da mio padre.

E se avessi quei soldi me ne andrei altrove, per vivere alla meglio il tempo che mi resta.

Troppa galera, troppo tempo perduto, troppa violenza e il posto fa schifo, almeno per me che ci ho combattuto per troppi anni e ho troppi brutti ricordi. Inoltre sono emarginato dai mostri. Non posso lavorare, non posso avere una compagna, non sono più il bambino di 40 anni fa che scoprì la pistola e l'attività del padre e tentò invano di denunciarlo. Ho compiuto 50 anni senza avere ricevuto aiuto alcuno. L'ultima donna che ho avuto l'ho persa perché i mostri hanno voluto così. Mi è stato impedito di vivere. Voglio vivere o morire degnamente.
Sono stanco di aspettare.
La nostra mi prende in giro. Deve darmi ciò che mi spetta. Mi serve un avvocato onesto.

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Lun

10

Giu

2019

ho un dubbio su un mio amico

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

penso che un mio amico, diciamo mio confidente la persona che chiamo quando sono in difficoltà che prende e si preoccupa se ho un problema abbia una cotta per me, lo fa molto velatamente mantiene forse mi sbaglio, ma a sentire le mie amiche è veramente molto disponibile, io ho cominciato a volergli bene perchè è veramente un ragazzo fantastico, io sono fidanzata ma a lui non rinuncerei mai, mi tratta da amica, ma ci sono certe preoccupazioni che manco il mio ragazzo ci arriva, infatti mi sorprende per quanto sia bravo a capirmi anticiparmi insomma riesce a capire esattamente come sto e quello che penso senza nemmeno dirglielo, eppure non lo conosco da tanto ma si è subito fatto voler bene, forse ci provava e non me ne sono accorta e ha deciso di mantenere le distaze quando ha saputo che frequentavo qualcuno che poi manco glielo avevo detto lo ha capito. con le ragazze ci sa fare è ossia le tratta volutamente bene, le mie amiche lo adorano, lui ha solo amiche donne e tutte estremamente belle, non è un brutto ragazzo, solo estremamente selettivo con le donne, ci ho parlato parecchio di questo aspetto, e ha le sue donnine con cui va a letto ma non gli interessano. con me invece mi tratta da principessa , le mie amiche pensano che a lui piaccio sicurissime di questo, anche perchè dicono che si parla di me gli si illuminano gli occhi. io non so che pensare, lui non si espone, fa l'amico diciamo, il bello è che mi da consigli con per il ragazzo validissimi, però è estremamente affettuoso e coccoloso. Non so sinceramente che fare io lo adoro, ho sviluppato grande affetto per lui, è una persona rara da trovare anche a livello di amicizia, mai visto un ragazzo così. non vorrei ferirlo o farlo star male. vorrei proprio evitare che succeda, gli voglio troppo bene. Non so come comportarmi perchè ho anche bisogno di vederlo spesso sennò mi manca e sento brutte sensazioni, mi da sicurezza la sua presenza.

Tags: amicizia

Lun

10

Giu

2019

MAI

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

M.A.I. UNA E DICO UNA CAZZO DI GIOIA !!! FANCULOOO.  GRAZIE DIOOOOO GRAZIEEEEEE

Lun

10

Giu

2019

Maledetta coinquilina

Sfogo di Avatar di DistopicoDistopico | Categoria: Lussuria

Sono uomo e, lo confesso senza troppi giri di parole, dominato dall'istinto. Condivido casa mia con due coinquiline molto più giovani di me. Credevo che certe dinamiche assurde e perverse potessero essere partorite solo dalla mente del più becero degli sceneggiatori di film a luci rosse. Avete presente la classica situazione da prestazione sessuale in cambio di un favore? La trama da sessismo da bar condita di frustranti luoghi comuni. Ecco cosa sto vivendo. Per molti potrebbe essere un sogno ma, posso assicurarvi, ha risvolti parenti più di un incubo. 

Ho una casa grande e, da qualche mese, ho fittato due stanze ad altrettante ragazze, studentesse sulla ventina abbondante. Con una di loro, la confidenza è stata quasi immediata: cena insieme, film la sera, chiacchierate fino a notte fonda e cose di questo genere. Fin qui tutto bene. 

Da un paio di settimane questa "confidenza" ha iniziato a trasformarsi in qualcosa di profondamente diverso: contatto fisico ricercato, battutine dirette, confidenze particolari. Lei, come me, è fidanzata e tutti e due noi viviamo storie a distanza. 

Inizia il caldo e si indossano vestiti sempre più...quasi inesistenti e, sembrerà strabo detto da un ragazzo, la cosa mi mette un certo disagio perché un fisico perfetto e una 5 di seno che sta su, sodo e fiero, da solo non può "naturalmente" lasciarmi "fisicamente indifferente". Ogni volta che ne ha l'occasione mi sfiora con il seno a farmi sentire, oltre che ovviamente, i capezzoli turgidi quasi atti a spremerci un mezzo arancio. Inizio a perdere il controllo e sto pensando di farmi un nodo al pisello per evitare guai. 

Quali guai, direte voi. Il fatto che, per la seconda volta guarda un po', sta tardando nel pagarmi l'affitto, e da un mese che parla dell'antico "pagamento in natura" (studia giurisprudenza), mi fa pensare che abbia qualcosa in quella testa marcia...e ci siamo capiti. 

Sarà perché sono più grande di lei, ho trascorsi diversi, un'altra maturita (ammesso che lei ne abbia una eh) ma la cosa mi crea imbarazzo e nervosismo perché è come se lei, con questi comportamenti subdoli e sciocchi, confermi una certa classificazione (opinabile per carità senza generalizzare) inerente a quelle che confermano certi luoghi comuni sessisti e maschilisti. Mi fa quasi pena cazzo. 

Vorrei quasi punirla a volte ma a frenarmi sono le conseguenze che porterebbe per la mia moralità e modo di essere. La odio, la compiango, la ignoro, mi fa pena, le voglio un bene quasi caritatevole, la scoperei a dovere solo per il gusto di mandarla poi in culo. 

Un po' ci penso e un po' mi faccio schifo. 

Saluti a tutti. 

Lun

10

Giu

2019

ma porca tr**a!

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Lussuria

ma porca tro**aaa!

è possibile che mi scrivi sempre quando non  me l’aspetto?? e mi chiedi di venire a letto con te spudoratamente?

ma poi non è vero che non me l'aspetto! mi scrivi sempre quando sparisco per qualche giorno! che pochezza. che prevedibilità! E io?? io sono una merda peggio di te.. non ti scrivo solo perché cancello il tuo numero tutte le sante volte. Altrimenti ti scriverei in continuazione ogni volta che mi viene in mente la nostra fantastica scopata..

Dio santo… ma poi dai.. perché… cosa mi manca di lui? È veramente solo una cavolo di scopata senza nessun coinvolgimento, zero carbonella.. eppure mi si smuove tutto ogni volta che vedo il suo numero su whatsapp. 

perchè certe persone ci fanno questo effetto? maledetto..

Lun

10

Giu

2019

Non me ne ero accorta

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Tornando dal lavoro ho visto davanti a me una coppia che passeggiava tenendosi per mano, ed ho pensato da quanto tempo non passeggio così con mio marito. Sono anni che non usciamo solo per una passeggiata in centro. Di solito ci vado sempre da sola perché a lui non va di uscire con me.  Ho avuto un momento di nostalgia per qualcosa che non succederà mai più

Lun

10

Giu

2019

Lite con tutti

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Ciao, è difficilissimo per me scrivere quì...comunque ho litigato con mia madre, non è la prima volta che litighiamo pesantemente, perché quando ci arrabbiano, io per prima divento irragionevole. 

Questa volta è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, quella che io tenevo sott'occhio perché quando litigo con lei sto malissimo. Qualche settimana fa ho detto una piccola bugia, per non farla arrabbiare e alla fine mi ha sgamato, quel giorno ha inziato a dire che avevo perso la fiducia in lei, ma ho fatto di tutto per non ricordare quel momento. La scorsa settimana, ho litigato con mia sorella, che si prende un sacco di autorità quando non c'è mia madre in casa, e lei  non mi ha creduta. Sono stata tutta la giornata a piangere, poi mi sono tranquillizzata. A distanza di poco tempo è arrivata l'ennesima lite, questa volta per un oggetto lasciato fuori posto e non da me, mi sembra che in casa si stiano approfittando del fatto che io "mento su tutto" e quindi gravano su di me, lei ha continuato a non credermi anche se io giuravo e rigiuravo.... è arrivata a chiudere la mia porta della stanza dicendomi "mi hai persa, stai sola"... e la parola sola è l'ultima che volevo sentire, io ho bisogno di lei più di ogni altra cosa. E questa volta ho sentito che l'ho persa veramente, ed io con lei perché non vedo l'ora di andare via. 

Tags: genitori

Lun

10

Giu

2019

Soluzioni per non avere problemi

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

La nobiltà. Siate nobili, gentili e flemmatici. Non esistono veri problemi, siate in pace con voi stessi, guardatevi e dite a voi stessi che siete in pace, che non c'è bisogno di schiamazzare per nulla, che il vero niracolo è camminare tranquilli sulla Terra, siate solidali.

Lun

10

Giu

2019

Problema da italiani

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Troppo emotivi. Gravissimo problema che affligge tutto il Paese, troppo preda di ogni tipo di emozione. Mancanza di ordine mentale, self control, inutilmente chiacchieroni senza spirito di unione. Protagonisti e individualisti, troppa forma e poca sostanza, apparentemente incapaci di pensare al bene comune, restii a redistribuire il denaro, in difficoltà quando bisogna lavorare in silenzio, scambiando chi ci prova per un nemico della felicità.

 

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