Tutti gli sfoghi
Sfoghi: (Pag. 1279)
Dom
09
Ott
2016
La cosa piú brutta è sentirsi a disagio con se stesse.
Guardarsi allo specchio e desiderare essere un'altra persona. Quando la bilancia non segna il peso che vorresti. Quando bisogna fare tanta fatica per raggiungere uno scopo, ma considerandomi una fallita non faccio altro che essere piú debole. Quando mi guardo allo specchio e vorrei piangere, quando qualche amica è piú bella di me, quando gli altri si sentono a proprio agio con sè stessi, quando si accettano, quando rimango in un angolo da sola, quando non voglio interagire per la troppa insicurezza, quando l'unica via di uscita è quella di voler morire. Quei momenti di disagio che mi fanno sentire inferiore a chiunque altro, quando penso che sono passati anni e del cambiamento che avrei voluto neanche l'ombra. Vorrei trovare la forza di volontà e non lasciarmi deprimere, vorrei provare quella sensazione di sentirmi finalmente sicura di me, vorrei guardarmi allo specchio considerandomi accettabile e non una cessa stratosferica che nessuno guarderà mai. Cerco di nascondere queste insicurezze che con gli anni ho accumulato in me, ma ogni volta è una tortura, perchè ci sono momenti come questi dove non mi resta altro che deprimermi.
Dom
09
Ott
2016
E alla fin fine
Tutti speriamo/vogliamo quel momento in cui tutto è così perfetto che possiamo morire in pace.
Dom
09
Ott
2016
Senza Titolo
ho sempre pensato che janas e rorsarossa fossero la stessa persona
Dom
09
Ott
2016
Tristezza infinita
Due mesi e mezzo fa ho perso mio padre ...era giovane ...e se n'è andato improvvisamente...mi manca tantissimo ...mi sento sola ,anche se ho tante persone vicino mi sento sola come non mai!!! Ma la cosa che mi fa stare più male è che mio padre ha sempre creduto molto in me,pensava che fossi diventata una donna forte e sicura di sé...in realtà sono proprio il contrario è ho come la sensazione che lui possa vedermi ora ,ed essere deluso...
Dom
09
Ott
2016
PAURA DI GUIDARE
Non ce la posso fare, questa cosa mi sta condizionando la vita e non fanno altro che prendermi tutti in giro. "Ma dai è facile", "fai pratica su strade poco trafficate", "ma guidano tutti", "ma che ti prende"...
Io ODIO guidare. Voglio dire al mondo che sì, ho TANTA TANTA PAURA.
O meglio, mi piace l'idea di avere una mia indipendenza, ho preso la patente, ho guidato due anni con la macchina di mio padre, anche se saltuariamente...ma poi basta, ho smesso.
Perchè ogni volta che mi metto al volante inizio a sudare freddo, mi gira le testa, si appanna la vista e quindi chiaramente sale la paura di provocare incidenti. E' uno stress tremendo per me, quando parcheggio e poi scendo vi giuro, TREMO, e già penso a quando dovrò uscire dal parcheggio, a dove guardare, a dove devo mettere mani e piedi ecc., come se non lo sapessi benissimo dove mettere mani e piedi! Ho terrore di distrarmi e fare un errore imperdonabile, oppure di non frenare in tempo se qualche c***ne mi taglia la strada.
Ho già fatto delle riflessioni su questa paura e sulle possibili cause. I miei pensieri sono "gli altri mi verranno tutti addosso, per come guida la gente oggi ognuno è un potenziale assassino", "perderò il controllo e provocherò un disastro", "farò del male a me e agli altri". e in misura minore "sono co-responsabile dell'inquinamento".
Ho anche pensato alle circostanze in cui ho preso la patente: 18 enne da poco e COSTRETTA dalla famiglia, dato che nè mia madre nè le altre donne in famiglia guidavano, mentre mio padre e i miei parenti maschi andavano dappertutto. Io non volevo essere come mia madre, volevo essere una donna forte e indipendente (come in effetti sono in vari campi della vita). Però tutte le guide che ho fatto con mio padre e gli altri uomini di famiglia, le ho fatte con questo pregiudizio addosso che tanto non era cosa per me, che donna al volante pericolo costante, che le donne devono starsene a casa, e altre stronzate del genere. E sì che ero brava a guidare! Insicura, ma brava, imparavo in fretta e le procedure le azzeccavo tutte. Però non mi piaceva, vedevo la macchina come territorio di qualcun altro (era la station wagon di mio padre), mi annoiavo e avevo ansia.
Poi proprio qualche settimana prima della patente ho subito un lutto tremendo in famiglia. Quindi mi sono ritrovata a fare l'esame di guida coi lacrimoni e col cuore a pezzi, cosa che ha associato ancora di più alla macchina sentimenti di tristezza.
Insomma, è una cosa che ho fatto controvoglia, e anche adesso vorrei riprendere non perchè mi piaccia l'idea, ma perchè vorrei evitarmi quelle due ore di treno a/r 7 dì su 7 per andare a lavorare e all'università (o per portare dal medico i miei amici che stanno male: mi è successo proprio ieri notte e mi sono sentita male nel pensare che sono l'unica patentata fra loro ma non posso aiutarli perchè ho paura di guidare).
Vorrei una macchina mia e in sè potrei anche permettermene una piccina di seconda mano. Ma poi ho paura che non guiderei lo stesso, già solo al pensiero mi viene un panico tremendo e la nausea...
Vi prego datemi qualche consiglio, non posso vivere così!
Dom
09
Ott
2016
Come dimenticarti
Ogni tanto mi chiedono se penso ancora te; cos'è uno scherzo?
Come potrei non pensare a te? Ogni cosa del mondo che mi circonda mi urla contro il tuo nome, giorno e notte senza tregua. Il mio orologio, la mia felpa blu, il mio libro preferito, la mia stanza, i miei amici, la mia città.
Ogni cosa dalla più piccola alla più grande ha il tuo nome scritto sopra. Vivo nel passato, ogni singolo oggetto è impregnato della tua presenza, le bottiglie di birra vuote e le cicche di sigaretta spente, frammenti di una serata passata allegramente al caldo delle mura di casa, il tuo profumo sulla mia maglietta, le lenzuola ancora calde, come se te ne fossi andata solo da pochi istanti.
Il tuo fantasma mi segue con passo felpato da una stanza all'altra, di via in via, di porta in porta, da me inscindibile.
Sto tornando a casa in treno, salgo, chiudo gli occhi e penso di partire per un lungo viaggio verso la tua città, come facevo una volta, Bologna, Parma, Pontremoli, Carrara; il viaggio è cancellato, quel binario ormai non esiste più.
Dom
09
Ott
2016
Che bella soddisfazione. ...
Finalmete ho avuto la mia soddisfazione ..finalmente ho visto per la prima volta con i miei occhi l indifferenza della gente nei tuoi confronti perché nn ti sopportano più. .sei sempre la prima a mettere il.muso a criticare sempre a renderti veramente odiosa...non chiudi mai quella bocca non capisci che si la sincerità ma a volte tu sfiori veramente la maleducazione. ..e il bello è che sei convinta di avere ragione...ma come ti sei permessa. .ma come hai potuto mettere il.muso per tutta la sera al matrimonio di tua nipote perché giustamente facevano casino i giovani..ao ma che bisogna organizzare le cose in base alla tua età. ..allora nn ci venire..ebbene è durato tanto ma è stata una festa divertente e come doveva essere..e tu come al solito ti sei distinta. ..ma stavolta ti sei distinta per la ridicola figura di merda che hai fatto davanti a tutto. ..ogni cosa una critica...e quello no e quello così è Quell altro colì...ao ma chi cazzo ti credi di essere...ho parlato con un paio di tue nipoti e da quanto ho capito nn ti reggono proprio...ma c hanno ragione nn ti reggo io...a parte poi della mega cazzata che mi hai detto per farmi sentire una madre non capace ...mi avevi detto che la figlia di tua nipote aveva già fatto la cacca alla tazza ed ha poco più di due anni e invece mia figlia era indietro perché ancora nn la fa a tre anni...parlo con tua nipote e mi dice esattamente che nn lo ha tolto il pannolino ancora alla figlia e questo detto davanti a te...e ti volevi sotterraneo eh brutta perfida di merda...vedi la giustizia divina ci sta!!! Penso proprio che non ti inviterà più nessuno da nessuna parte....sei la classica suocera! !e te lo meriti!!!
Dom
09
Ott
2016
vergogna, qual e il senso?
Mi vergogno tantissimo ma vi devo confessare che quando mi piace un ragazzo penso anche a lui nudo e sperodi toccargli le part intimee queste cose gliele voreianche dire ma mk vergogno troppo.
Dom
09
Ott
2016
L'Eterno Ritorno: A I U T A T E M I
Tutto è incominciato circa tre settimane fa. Ero al tranquillamente al computer che stavo scrivendo la mia tesi di laurea, quando mi scrive via messaggio Twitter (!), una persona: si tratta della mia ex "storica". Una relazione durata circa 2 anni e mezzo (la mia relazione più lunga), ormai finita da quasi 5 anni. Per me la storia era ormai morta e sepolta, considerando anche le terribili vicissitudini che hanno portato alla nostra rottura (poca fiducia, bla bla), anche se, come si dice, certe cose fanno fatica ad andarsene via; non nego che in tutto questo tempo mi sia capitato di pensare a lei (non come un pensiero fisso sia chiaro), ma la cosa che mi è sembrata strana è il fatto che dopo tutti questi anni di silenzio sia rispuntata dal nulla (e ammetto, io non mi sono minimamente posto il problema di riscriverle, forse per il semplice fatto di aver voltato pagina); ma vabbé nulla di grave, alla fine non ho trovato nulla di sbagliato nel "riaggiornarsi" con una persona che non vedi da tempo. Dopo una veloce chat ci accordiamo ed usciamo alla sera. La serata va anche bene, abbiamo parlato delle nostre vite e di quante cose siano cambiate...ma tra il parlare e il bere qualche birra di troppo, finiamo per avvicinarci ed iniziamo a baciarci. Amen, succede. Finita la serata diamo amorevolmente tutta colpa all'alcool (e mi sembra anche la cosa più giusta). Non finisce qui. Secondo Round: decidiamo di rivederci (dopo esserci sentiti ogni sera) un'altra volta, sempre alla sera, stavolta stando alla larga da ogni forma di alcolico. La serata non è delle migliori: frecciatine sul passato, il ravanare sulle mie relazioni, insomma finiamo la serata abbastanza innervositi e ci si saluta. MA NON FINISCE QUI. Terzo round: ci scriviamo ancora (per lo più è lei che scrive, io rispondo per cortesia) e decidiamo di vederci ancora. Il tutto è successo ieri sera: andiamo a fare un rapidissimo aperitivo e poi ci stacchiamo, lei raggiunge la sua compagnia, io la mia. Finita la serata e tornando verso casa e mi ritrovo per strada lei (al 50% lei lo avrà fatto apposta nel fare la mia stessa strada per il ritorno a casa, ma sinceramente voglio sperare di no, anche perché è da stalker la cosa), decidiamo quindi si stare fuori per diverso tempo, prendiamo la mia macchina ed andiamo in riva al fiume. Parliamo di diverse cose, come sempre ed alla fine ci si riavvicina ancora ed ancora altri baci. Ma stavolta decidiamo di stopparci e di inizare a parlare di quello che stiavamo facendo: lei dice che quando mi aveva scritto la prima volta, voleva solo vedermi e risentirmi, forse come una sorta di amicizia (cosa che detto fuori dai denti, la vedo abbastanza vaga e lontana come cosa) e che queste effusioni, nascono da diversi desideri 1) dovuti al fatto di un'attrazione da ex 2) l'aridità sentimentale che in questo periodo lei ha; Cerco di scavare più a fondo ma alla fine ritorna sempre su questi due punti. Le dico che comunque non mi fido minimamente di lei. Ci si saluta. Fine della serata.
Ora mi sorgono troppi dubbi: i due punti che mi ha dato, possono benissimo essere veritieri, ma qualcosa ancora non mi convince. Vi spiego un gigantesco retroscena: lei ha avuto una relazione poco dopo la mia, abbastanza lunga, finita (da quello che mi ha detto lei) in maniera parecchio disastrosa. In poche parole ora lei è una madre single (ha una bimba di tre anni). Posso capire l'imbarazzo di risentire un ex nel periodo di maternità/quando stavi con quello che è il padre di tua figlia, ma lo trovo davvero ridicolo e bambinesco, lo scrivermi sei mesi dopo che sei "single", per di più io che sono il tuo ex.
Oltre questi dubbi, ora non so cosa fare: a me piace molto parlare con lei, mi fa piacere, ma stando a tutte le cose che sono accadute, non ci penso minimamente a riavere una relazione con lei, non avrebbe senso per 200 motivi. Sarà brusca come cosa, ma sento che la cosa migliore sia evitarle di scriverle, o per lo meno di risponderle (anche se è una cosa abbastanza scortese). Io e lei detto sinceramente, non potremmo mai riuscire ad essere amici.
Voi cosa fareste? Ho agito male? Sto reagendo male?
Dom
09
Ott
2016
La fine
E' iniziato tutto tre anni e mezzo, o meglio, l'inizio della fine è stata tre anni e mezzo fa.
Eravamo una coppia meravigliosa, ma prima ancora di questo, non mi ero mai innamorata di qualcuno come lo sono stata di te:tu eri bellissimo, e anche se non ti vedo da molto tempo,so che per me rimarrai sempre il termine di paragone su cui misurerò tutti gli altri uomini. Come una molla, da ragazzina ingenua quale ero, sono stata subito attratta dal tuo carisma unito,però, alla tua freddezza: ti spendevi in splendide frasi e splendidi gesti, per stare insieme siamo andati contro tutto e tutti, e io non vedevo altro che te. Eppure ho sempre percepito che i tuoi occhi in fondo in fondo erano gelidi, che mi davi sì tutte le rassicurazioni del mondo..ma il mio istinto mi diceva che non mi sarei potuta davvero fidare di te. Eppure sono andata avanti, siamo andati avanti, pensando, sperando, che fosse solo una mia paranoia; in fondo, eri tu quello che ha parlato di amore..come avrei potuto non fidarmi? Siamo stati insieme quattro anni e mezzo. Insieme abbiamo viaggiato, ci siamo divertiti, siamo stati bambini, adulti, mi sono sentita protetta, ti ho offerto il mio calore..eppure quel gelo ha continuato a fare capolino, anche quando cercavo di ignorarlo. Abbiamo progettato insieme un sogno - io mi ero da poco laureata e tu, anche se lavoravi e guadagnavi bene con la tua attività, non vedevi l'ora di espatriare - anzi, col senno di poi direi di fuggire. Prendiamo i biglietti, mettiamo il matrimonio nero su bianco, tu non facevi che ripetermi che fossi unica e speciale. E poi cos'è successo? Mi sono resa troppo tardi che molte volte l'istinto non sbaglia.
..quel giorno, quando ti sei presentato sotto casa dei miei, nevicava. Il gelo è arrivato per davvero ed è stato impossibile misconoscerlo. E' stata una primavera freddissima. Gli alberi sono fioriti in ritardo, a maggio giravo ancora con il piumino. E' successo tutto in un giorno, anzi, in un dannato pomeriggio. Incredula, mi trascinavo su e giù per le strade di Milano, battendo i denti. E pensare che fino all'altro giorno ero in casa con te, "casa nostra". Inutile dirlo, ormai quella era casa tua. E io ero sola.
Poi dopo qualche mese sei tornato, ma non era più come prima. Anche qui,grandi parole d'amore,ma io non mi fidavo più,nonostante mi cercassi come un pazzo giorno e notte. Ma in modo strano, e subdolo: la cosa che più mi ha fatto male è che non avessi capito il male che mi avessi abbandondandomi: "non sono mai fuggito,ci sono sempre stato per te. E' stato solo un momento di smarrimento,amo solo te". Ho ripensato ai miei pianti nel bagno dell'ufficio, a mia mamma che cercava di farmi coraggio in quei mesi orribili. Non ce l'ho fatta, ho rotto i ponti, non ci sentiamo da due anni.
Oggi ho casualmente scoperto che il "nostro" progetto esiste ancora, sì, ma lo stai costruendo col tuo momento di smarrimento, come dicevi? Quella che ti aveva rovinato la vita perchè avevi perso me. Certo..
Io come sto? In questi anni ho pensato a me. Ho un lavoro che amo e questa volta ho deciso di avere una casa solo mia, una casa dalla quale nessuno potesse buttarmi fuori. Sento di avere lavorato molto su me stessa, e razionalmente so bene che quella persona non era giusta per me: al di là del comportamento, per me la prova principale sta nel fatto che ho portato avanti infiniti passi da gigante come essere umano..e prima per n motivi non sarebbe stato pensabile. Eppure,ragazzi,nessuna tragedia,ma comunque fa un po' male. Non voglio entrare nelle motivazione, ma lui è andato avanti, e ci sta.
Ho paura che non riuscirò ad amare più nessuno come ho amato lui. Intendiamoci,in questi anni sono uscita con diversi ragazzi, e uno lo sto frequentando proprio ora; una persona adorabile, piene di premure, potrebbe sì essere la persona "giusta". Ma non sento più le farfalle nello stomaco, ormai da tanto tempo, e ho tanta paura che la crescita che sono riuscita a portare avanti nella mia vita come individuo non vada di pari passo rispetto alla capacità di portare avanti una relazione. L'idea di avere un legame mi fa sentire immediatamente soffocata, in due parole: temo di essere diventata io quella col gelo dentro. E vorrei fosse fottutamente diverso.
Non so che altro aggiungere se non ringraziare chi mi vorrà leggere.
Iscriviti!


