Tutti gli sfoghi
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Dom
16
Lug
2017
Odio tutti
Non ho un cavolo di voglia di uscire.
Odio le persone ma sul serio. Basta che mi si avvicini qualcuno che non conosco e vado subito sull'attenti. Mi sento in forte imbarazzo a parlare con chiunque io non conosca. Odio stare tra la gente. Se esco in un altra città o in un altro posto con la mia compagnia di amici mi diverto e sono a mio agio. Ma odio uscire qui dove conosco tutti in questo piccolo paese e mi stanno tutti anticipatici o quasi e mi sento sempre ultra giudicare da tutti. Il problema e' che invece il mio ragazzo e' super socievole ma ogni volta che usciamo devo fingere di avere voglia di uscire perché non ne ho mai. Non mi sento a mio agio. Faccio la gentile e simpatica con i suoi amici o con chiunque ci fermiamo a pelare ma in realtà dentro di me penso solo 'che incubo quando torniamo a casa'. Le persone che mi stanno davvero simpatiche dei suoi amici sono davvero poche. In più lui si ferma a parlare di qua e di la e io rimango come un bacalla vicino a gente che conosco appena parlando di cose di cui non mi frega nulla. In realtà non mi frega nulla neanche di parlare con loro. Sono a mio agio solo con le mie amiche o con gli amici del mio ragazzo che mi stanno simpatici davvero.
Dom
16
Lug
2017
Laurea over 30
Mi sento schiacciato dal dubbio. Ho 27 anni e ho appena conseguito la laurea triennale in Psicologia. Ho intenzione di continuare e specializzarmi, è quello che voglio fare, arrivare alla fine ed immettermi nel mondo del lavoro, ma allo stesso tempo sono preoccupato per la mia condizione. Nel migliore dei casi avrò 29 anni al momento della laurea magistrale (e il migliore dei casi non si verifica mai), 30 all'iscrizione all'ordine. "Laureato dopo i 30." Questa cosa continua a rimbombarmi nella testa. Ho cercato informazioni in giro per il web (con gli ovvi discordanti e inconcludenti risultati) e tra le mie conoscenze. Sul web passano dal descriverti l'inferno che sarà il resto della tua vita a meno che non molli tutto ed inizi a lavorare ora, adesso, prima dei 30, qualunque cosa purché sia un lavoro, al dire quanto l'età non conti nulla, che anzi a 30 anni sei uno spruzzo di sole appena nato e che puoi prenderti pure fino ai 40 anni per laurearti ed oltre. Tra le mie conoscenze ho trovato invece pareri ed esperienze più rassicuranti ed omogenee: C'è chi a 34 anni non si è ancora abilitato alla professione per vari motivi, ma non condivide le mie ansie sull'importanza dell'età; C'è chi dopo 7 anni di duro lavoro comunque ben retribuito ha onorevolmente deciso di passare al part-time per iniziare un percorso di studi a 27 anni (siamo coetanei) lavorando, andando a lezione, e studiando (è incoraggiante quanto colpevolizzante); C'è chi un percorso di studi non l'ha mai intrapreso, e comunque o non è riuscito ad entrare seriamente nel mondo del lavoro anche in 10 anni, o non lavora affatto; C'è chi si è laureato in tempo e col massimo dei voti, ma non lavora, e chi è nella medesima situazione con il medesimo titolo di studi, ma lavora; E ci sono i fuori corso come me che per un motivo o per l'altro hanno perso 6 anni alla triennale (mi sono iscritto a 21), sentono il peso degli anni iniziare a farsi sentire, e smettono, o si intestardiscono sui loro sogni (il mio maledetto caso). Per prendere 2 piccioni con una fava avevo pensato di iniziare a lavorare durante gli studi, così da essere già dentro il mondo del lavoro a laurea magistrale conseguita, ringalluzzire un po' il mio ego, e guadagnarmi finalmente la tanto agognata indipendenza economica, se non fosse che la mia università ha costellato il corso magistrale di laboratori a frequenza obbligatoria che iniziano alle 9 del mattino e finiscono alle 19, limitando di parecchio le mie opzioni (più di fare il banconista al Mc Donald et similia non penso di poter fare, nonostante non mi dispiacerebbe l'esperienza, adoro fare cose nuove e vivere nuove esperienze e conoscere nuove persone, anche se per poco tempo). È anche un'opzione fortemente osteggiata dai miei finanziatori, i miei genitori, convinti che mi farebbe solo perdere tempo in più e non costituirebbe un vantaggio sul lungo termine, visto che chi assume psicologi non credo che guardi se sai vendere un panino, e mi hanno chiesto di continuare sulla strada del solo studio. Oltre a tutto questo vi sono naturalmente i sensi di colpa. So benissimo che la mia condizione è principalmente colpa mia, e che avrei potuto laurearmi praticamente in tempo se non mi fossi praticamente congelato per 2 anni e mezzo. Ebbi un crollo nervoso, che mi fece perdere pressoché tutti gli amici (ero diventato davvero intrattabile), che mi fece restare solo, che mi fece cadere in depressione, che mi fece perdere la mia fidanzata con la quale avevo una lunghissima storia, che mi fece perdere pure la voglia di vivere, congelandomi per 2 anni, al termine dei quali mi è morto il gatto al quale ero affezionatissimo (non sto scherzando, quel gatto era l'unica cosa vivente che mi era rimasta), durante una sessione d'esami. Adesso ho recuperato quasi tutto, ho la laurea, ho le mie tresche amorose, sono circondato di nuovi amici, ho pure dei nuovi hobby, e non ho intenzione di perdere un secondo di più. In una singola sessione ho dato quello che mi mancava, ho impugnato la laurea e adesso mi sto preparando per l'esame di ammissione... Dovrei essere contento, ma non faccio che ripetermi che si, forse ho toccato il fondo del barile psicologico, e la depressione è una brutta bestia che non auguro a nessuno (non sarai mai più quello di prima), forse perdere città natale (fuori sede), amici, fidanzata, restare assolutamente solo (non ricevere nemmeno un sms per mesi perché non esisti per nessuno è schiacciante), finire fuori corso, e perdere il gatto tutto in sequenza non è stata una rilassante successione di eventi, ma farmi abbattere è stata colps mia, IO ho rinunciato, IO non mi sono nemmeno accorto che stavano passando gli anni, IO, e avrei dovuto essere più forte, c'è chi lo è. Ma non mi posso fermare...e non voglio fermarmi, per nulla al mondo. Non ho paura di fare la gavetta fino a 45 anni, e di dover lavorare di più per farmi valere: quello che c'è da fare sarà fatto. Ho paura che comunque vada il mio destino lavorativo sia segnato ugualmente alla precarietà, indipendentemente da quanto lavorerò, e che ormai sia tardi. Ho paura di guardarmi allo specchio e vedere il colpevole. Ho paura di morire in povertà
Dom
16
Lug
2017
Laurea over 30
Mi sento schiacciato dal dubbio.
Ho 27 anni e ho appena conseguito la laurea triennale in Psicologia.
Ho intenzione di continuare e specializzarmi, è quello che voglio fare, arrivare alla fine ed immettermi nel mondo del lavoro, ma allo stesso tempo sono preoccupato per la mia condizione. Nel migliore dei casi avrò 29 anni al momento della laurea magistrale (e il migliore dei casi non si verifica mai), 30 all'iscrizione all'ordine.
"Laureato dopo i 30."
Questa cosa continua a rimbombarmi nella testa.
Ho cercato informazioni in giro per il web (con gli ovvi discordanti e inconcludenti risultati) e tra le mie conoscenze. Sul web passano dal descriverti l'inferno che sarà il resto della tua vita a meno che non molli tutto ed inizi a lavorare ora, adesso, prima dei 30, qualunque cosa purché sia un lavoro, al dire quanto l'età non conti nulla, che anzi a 30 anni sei uno spruzzo di sole appena nato e che puoi prenderti pure fino ai 40 anni per laurearti ed oltre. Tra le mie conoscenze ho trovato invece pareri ed esperienze più rassicuranti ed omogenee:
C'è chi a 34 anni non si è ancora abilitato alla professione per vari motivi, ma non condivide le mie ansie sull'importanza dell'età;
C'è chi dopo 7 anni di duro lavoro comunque ben retribuito ha onorevolmente deciso di passare al part-time per iniziare un percorso di studi a 27 anni (siamo coetanei) lavorando, andando a lezione, e studiando (è incoraggiante quanto colpevolizzante);
C'è chi un percorso di studi non l'ha mai intrapreso, e comunque o non è riuscito ad entrare seriamente nel mondo del lavoro anche in 10 anni, o non lavora affatto;
C'è chi si è laureato in tempo e col massimo dei voti, ma non lavora, e chi è nella medesima situazione con il medesimo titolo di studi, ma lavora;
E ci sono i fuori corso come me che per un motivo o per l'altro hanno perso 6 anni alla triennale (mi sono iscritto a 21), sentono il peso degli anni iniziare a farsi sentire, e smettono, o si intestardiscono sui loro sogni (il mio maledetto caso).
Per prendere 2 piccioni con una fava avevo pensato di iniziare a lavorare durante gli studi, così da essere già dentro il mondo del lavoro a laurea magistrale conseguita, ringalluzzire un po' il mio ego, e guadagnarmi finalmente la tanto agognata indipendenza economica, se non fosse che la mia università ha costellato il corso magistrale di laboratori a frequenza obbligatoria che iniziano alle 9 del mattino e finiscono alle 19, limitando di parecchio le mie opzioni (più di fare il banconista al Mc Donald et similia non penso di poter fare, nonostante non mi dispiacerebbe l'esperienza, adoro fare cose nuove e vivere nuove esperienze e conoscere nuove persone, anche se per poco tempo). È anche un'opzione fortemente osteggiata dai miei finanziatori, i miei genitori, convinti che mi farebbe solo perdere tempo in più e non costituirebbe un vantaggio sul lungo termine, visto che chi assume psicologi non credo che guardi se sai vendere un panino, e mi hanno chiesto di continuare sulla strada del solo studio.
Oltre a tutto questo vi sono naturalmente i sensi di colpa.
So benissimo che la mia condizione è principalmente colpa mia, e che avrei potuto laurearmi praticamente in tempo se non mi fossi praticamente congelato per 2 anni e mezzo.
Ebbi un crollo nervoso, che mi fece perdere pressoché tutti gli amici (ero diventato davvero intrattabile), che mi fece restare solo, che mi fece cadere in depressione, che mi fece perdere la mia fidanzata con la quale avevo una lunghissima storia, che mi fece perdere pure la voglia di vivere, congelandomi per 2 anni, al termine dei quali mi è morto il gatto al quale ero affezionatissimo (non sto scherzando, quel gatto era l'unica cosa vivente che mi era rimasta), durante una sessione d'esami.
Adesso ho recuperato quasi tutto, ho la laurea, ho le mie tresche amorose, sono circondato di nuovi amici, ho pure dei nuovi hobby, e non ho intenzione di perdere un secondo di più.
In una singola sessione ho dato quello che mi mancava, ho impugnato la laurea e adesso mi sto preparando per l'esame di ammissione...
Dovrei essere contento, ma non faccio che ripetermi che si, forse ho toccato il fondo del barile psicologico, e la depressione è una brutta bestia che non auguro a nessuno (non sarai mai più quello di prima), forse perdere città natale (fuori sede), amici, fidanzata, restare assolutamente solo (non ricevere nemmeno un sms per mesi perché non esisti per nessuno è schiacciante), finire fuori corso, e perdere il gatto tutto in sequenza non è stata una rilassante successione di eventi, ma farmi abbattere è stata colps mia, IO ho rinunciato, IO non mi sono nemmeno accorto che stavano passando gli anni, IO, e avrei dovuto essere più forte, c'è chi lo è.
Ma non mi posso fermare...e non voglio fermarmi, per nulla al mondo.
Non ho paura di fare la gavetta fino a 45 anni, e di dover lavorare di più per farmi valere: quello che c'è da fare sarà fatto.
Ho paura che comunque vada il mio destino lavorativo sia segnato ugualmente alla precarietà, indipendentemente da quanto lavorerò, e che ormai sia tardi.
Ho paura di guardarmi allo specchio e vedere il colpevole.
Ho paura di morire in povertà
Dom
16
Lug
2017
Ora e per sempre
Non mi hai apprezzata quando mi hai avuta....e ho giurato su me stessa...per l'amore ché ritornato a scorrere in me...che non avrai mai più nessuna possibilità di convincermi che la colpa era mia... poiché dal mio punto di vista non era così e non lo sarà mai...poi la tua ragione per me non avrebbe alcun senso...e nessuna possibilità di perdono e tantomeno d'ascolto per tutto il male ricevuto....e per avermi indotto a togliere fuori il peggio di me...
Credici ancora se vuoi che tu possa avere un altra possibilità dalla vita... insieme ad un altra ripercorrere percorsi che erano stati nostri nell'illusione di ricorreggere inconsciamemte i danni incacellabili fatti.... Ad altrui che hanno condotto al disamore...credici nei tuoi falsi teatrini istrionici...da immaturo...fai solo pena in realtà...nella tua pura follia da pazzo...infondo non convincerai neanche te stesso... tutto ciò che avevi è andato perso per sempre...
In questa nuova vita che stai vivendo...convinciti pure che sia io...ti basta non rifare gli stessi errori...ed illuderti che tutte quelle tragedie non siano mai accadute...puoi ancora farcela...e chi lo sa!!!??
Ma ricordati che dalla merda...non si esce profumati...ne tu ne lei..per quanto ti impegni... nulla potrà essere sano e morale...
E di ciò ne sono pienamente soddisfatta...ognuno trova i suoi simili e merita ciò che ottiene...mo so cazzi tua a farla sembrare ledy Diana...una tr.... Pubblica... hai voluto la croce? E ora portala... attaccati a questa medaglia d'onore ahahahah.. poche' solo un insufficiente mentale..poteva camminare a testa alta dopo essere finito nella merda.
Dom
16
Lug
2017
Io lo amo ma lui mi usa per il sexting
Ciao!
Qualche giorno fa ho scritto un post raccontandovi di un mio ex con cui ho un rapporto di dipendenza affettiva. Ora vi voglio parlare dell'altro mio ex, quello di cui invece sono innamorata. Per farla molto breve, l'ho conosciuto l'anno scorso nel periodo in cui ho cominciato a fare tira e molla col ragazzo con cui stavo (quello dell'altro post) e fin da subito ci siamo trovati bene, c'era molto feeling, avevamo persino gli stessi gusti in tutto, quindi era bello parlargli. Di vista lo conoscevo già da svariati anni e l'ho sempre trovato attraente. Perfetto, direte voi. Invece no: essendo ancora follemente innamorata dell'altro, ho smesso di farmi sentire.
Alcuni mesi dopo (finita da poco la mia storia con l'altro) mi ha ricontattata, e da lì abbiamo cominciato a sentirci tutti i giorni. Si è creato anche un rapporto molto intimo, dato che fin da subito ci siamo raccontati cose personali, però non mi sentivo ancora pronta a uscirci insieme. Lui insisteva e si vedeva che era presissimo, e così quando un mesetto dopo abbiamo cominciato a frequentarci, mi ha chiesto fin dal secondo appuntamento di stare insieme ufficialmente (stesso giorno in cui siamo andati a letto insieme). I mesi passavano e anche se era un periodo abbastanza brutto e confusionario della mia vita, con lui ci stavo benissimo e ho cominciato a innamorarmi.
Finché poi da un giorno all'altro mi ha lasciata dicendo che era un periodo in cui era stressato e stanco per via del lavoro e che non riusciva a impegnarsi in una relazione. Io ho reagito malissimo e l'ho cercato qualche volta chiedendogli di parlarne, ma lui si infastidiva e spariva, così a marzo abbiamo smesso di sentirci.
In questi mesi lui o ha avuto un'altra storiella, oppure si è comunque interessato a qualcun'altra ma con scarso successo, dato che metteva su Fb un sacco di link strappalacrime. Non abbiamo avuto più alcun contatto finché lui un mesetto fa ha messo una reazione a una mia foto. A quel punto, pensando "ma forse non mi odia" ho aspettato un po' e qualche giorno fa gli ho scritto chiedendogli consigli per un problema che ho col computer, dato che lui fa il tecnico informatico. Mi ha risposto ed è stato gentilissimo, finché mi ha chiesto come premio per l'aiuto delle mie foto hot e abbiamo finito per parlare di sesso e cose varie. Io gli ho chiesto di vederci, e lui mi ha risposto "Vedremo dai, dipende"; dopo quella sera lì non l'ho più cercato, ma ieri sera gli ho scritto per dirgli che i suoi consigli avevano funzionato e ringraziarlo.
E lui? Ancora adesso non ha manco visualizzato.
E' evidente che mi sta evitando e non capisco perché. So solo che ci sto malissimo, io in tutti questi mesi non ho mai smesso di pensare a lui e a com'era, mi sembra impossibile che uno disposto ad aspettarmi per mesi e che fino all'ultimo sembrava innamoratissimo non provi neanche più un briciolo di affetto per me. Continuo a pensare che fosse la persona giusta e ad incolparmi perché ho sbagliato, perché forse se all'inizio fossi stata più convinta o più decisa a tagliare i ponti col passato, ora staremmo ancora insieme.
Riuscirò mai a superare questa storia?
Dom
16
Lug
2017
Cosa fare con un fratello cattivo? E una madre psicopatica?
Ciao a tutti ho 25 anni, a breve 26. Insomma non sono più un ragazzino ormai. Ho un passato alle spalle veramente da super schifo. Tutto credo che inizi dai 20'anni in poi, cioè mia madre è sempre stata una Donna molto possessiva. Cioè in tutta la mia vita, non sono mai stato libero di fare una cosa, se prima lei non venga a sapere cosa faccia, perché secondo la sua testa malata, io possa mettermi in contatto con gentaglia, le solite cose che pensa lei. Mio fratello, chiamiamolo così, anche se non è il termine adatto. Mi a sempre, non sempre ma quasi seguito per vedere dove andavo e con chi mi vedevo, (sempre sotto-ordine) di mia madre. Perché lui di me se ne frega. E non so perché, cavolo è mio fratello, e se le comperato mia madre. Insomma ho passato circa 4 anni a passeggiare per le strade, avrei dovuto cercarmi un lavoro lo so. Ma non lo fatto, perché l'unica cosa che ho sempre desiderato e la ragazza. Che non ho mai avuto una, eppure ero un bel ragazzo, ora un po' meno vista l'età. Insomma avete capito, che vivo una situazione poco piacevole in famiglia, perché vivo da molti anni, un clima di falsità continuò. Dove sono succube di mia madre, che continua a impedirmi le cose che lei ritenga sbagliate, e poi mi nega la verità. E mio fratello che va sotto suo ordine del tipo. Che se uscissi col cellulare in mano, e mia madre se ne accorgesse. Non esiterebbe neanche un minuto, a dirlo a mio fratello, che non perderebbe un attimo a farlo, visto che è il suo zerbino. Io ho perso tempo e non posso continuare a fare questa vita da cacca. Non so ancora che lavoro fare. Soluzione? I miei sono separati e andare da mio padre è peggio. Ora mi ritrovo a fare la vita che ho sempre fatto. A camminare in giro, da un anno nella mia città natale. Dove tra l'altro ho una nomina di folle. Infatti anche andare in un pub e provarci con una ragazza, non credo nessuna più mi caghera vista la nomina di malato. Insomma mi sono inconsciamente creato una vita da Lupo Solitario, da tanti anni. Per paura che mio fratello possa venire a sapere cosa faccio! Quando invece potevo farmi la ragazza, e gli amici e andare a ballare. Ora chi mi ridarà quegli anni?
Dom
16
Lug
2017
Crisi dei 22 anni
Mi rendo conto dell'assurdità che mi accingo a scrivere e per questo mi avvalgo del vantaggio dell'anonimato, ma...ho ventidue anni e mi sento vecchia! Sento che il tempo corre veloce e io non riesco a stargli dietro. Avete presente quando si sogna di non riuscire a correre, vi è mai successo? L'angoscia. Sarà perché non sto costruendo niente di solido? Per poi arrivare alla cosa più stupida di tutte: non ho mai avuto un ragazzo, mai incontrato una persona coetania che mi inteeressasse a tal punto. Ho una passione per gli amori impossibili, poi. Che brutto vizio! Non sono brutta, manco una modella. Diciamo che qualcuno per far sesso lo posso trovare, dai. Ma che almeno mi stia simpatico, che sia gradevole la sua compagnia! Non chiedo il grande amore eterno per la prima volta, ho finito con certe sciocchezze, ma un minimo di stima reciproca sì. e questa richiede tempo. Poi a me non piace uscire, mea culpa, di ragazzi coetanei ne conosco pochi, e quindi le probabilità di incontrare solo persone non affini e non interessanti son alte. Ma sento che sto invecchiando, che il tempo è scaduto, o trovo qualcuno adesso o nessuno mai mi troverà più bella! E sìsì, la bellezza non è tutto ecc ma non sto parlando di amore, solo di sesso, perdonate la franchezza. Certo, con rispetto e non a caso, ma solo sesso). Sto sprecando gli anni migliori. Anzi, li ho già sprecati. Ma a voi che vi vedo sempre fidanzati, ma dove la trovate tutta sta gente, mannaggia a voi (con amore eh) e come fate a fare così in fretta? A me pare la cosa più complicata del mondo, faccio prima a laurearmi che a trovare una persona decente che mi reputi decente a sua volta (perché poi deve pure essere reciproco, cavolo, ci vuol culo. Qua le possibilità diminuiscono ulteriormente. Già è una fatica trovare persone piacevoli, poi ti devi pure rendere piacevole tu stessa, una tragedia):
P.s. che poi non sono stata dl tutto onesta perché il problema non è il sesso e basta, ma è che proprio non sono mai stata innamorata e voglio esserlo, perché penso che un giorno sarò felice di potermene ricordare dell'amore dei vent'anni. Pure che finisce di merda e ci devo stare male mesi, anni...ecco, vorrei innamorarmi per costruire un ricordo, e basta. Ecco il punto, non sto costruendo ricordi per il domani (che poi va a braccetto con il discorso che non sto vivendo con pienezza ora. Ma come si fa gente? Fosse facile!)
Dom
16
Lug
2017
vita bruciata
sono infelice insoddisfatta e depressa dopo 27 anni di servitù a un despota caino sono stanca
Sab
15
Lug
2017
Possibile che questo sia amore?
Dico, che assurdità. Io innamorata, di te. Passerà presto, pensavo. Caso tipico di rappresentazione ideale della persona, infatuazione da bambina. Un po' di distanza e sarà tutto dimenticato, non c'è bisogno di struggersi per tanta leggerezza. Ma io son ancora qui a pensarti, e questo è illogico. Cosa abbiamo condiviso io e te per affezionarmi così? Cosa potremmo mai costruire, poi? No, non è cosa. Eppure, sto sentendo la tua mancanza? E che voglia di avvicinarmi, di conoscerti e farmi conoscere, di dormire insieme a te, di prendere il caffè, al mattino. E la paura di non piacerti. Ma è chiaro che non sono io quella per te, e tu non sei quello per me. Ho ià perso. Ora sono qui e mi chiedo: cos'è l'amore e cos'è l'ossessione?
Sab
15
Lug
2017
Rabbia
Allora, sono arrabbiata per una marea di motivi diversi. Se dovessi scriverli uno per uno impazzirei, perché sono abbastanza pesanti. Vorrei solo placare il mio animo perché altrimenti mi rovino davvero la vita. Qualche consiglio? Con tutta questa ira non riesco a fare spazio per le altre emozioni che, in confronto, sembrano più deboli e spente.
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