Tutti gli sfoghi
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Sab
23
Giu
2018
Senso di vuoto
Senso di vuoto quotidiano. Ho come l'impressione che manchi sempre un pezzo dentro di Me, nonostante io sia un bel ragazzo di ventidue anni con un lavoro che mi piace, due genitori amorevoli e una buona dose di amici che mi vogliono bene. Come dicevo, mi sento spesso vuoto e profondamente insoddisfatto. Io provo tutte le emozioni, rido, piango m'innamoro e faccio progetti ma con un intensità che mi devasta. Sento spesso un grande senso di solitudine e una grande fame d'amore, ma allo stesso tempo disprezzo e allontano chi mi copre di dolci attenzioni e mi offre "stabilità", mentre mi innamoro perdutamente e rendo degno di tutte le mie attenzioni chi mi regala insicurezza, trascuratezza e instabilità, soffrendo di conseguenza. In mezzo a tutto questo caos interiore, in segreto, ho iniziato ad abusare di alcool e sostanze, per sentirmi vivo e sentire il mondo girarmi intorno.
Ho scritto qui in un momento di sfogo.
Sab
23
Giu
2018
Riflessione personale
La Chiesa proibisce i rapporti sessuali a fini non procreativi.
Ok, questo lo sanno tutti.
Ergo, se ho ben capito, un buon credente cristiano (che si possa quindi definire tale a tutti gli effetti) che decide in tutta la propria vita di mettere al mondo con la propria moglie due figli...
......dovrebbe eiaculare DUE sole volte nell'arco di tutta una vita?? Due?!
Vi prego, ditemi che ho interpretato male io gli insegnamenti cristiani in materia sessuale e mi sto sbagliando, altrimenti non so proprio più cosa pensare....
P.S. ovviamente si intende che la donna rimanga gravida sin dal primo rispettivo rapporto, senza doverci riprovare
Sab
23
Giu
2018
f*******i hahaha !
sito di merda gestito da gente ipocrita !
f*******i hahaha !
Sab
23
Giu
2018
Attrazione irrefrenabile
Non ce la faccio più ...ci penso giorno e notte,sento la sua pelle calda addosso alla mi,faccio l’amore con il mio ragazzo con foga pensando di farlo con lui...Ho un bambino piccolo e mi sento uno schifo perché desidero questo ragazzo come nn ho mai desiderato nessuno nei miei 35 anni di vita.
e’qualcosa che nn so controllare che è distante anni luce dalla consapevolezza e dalla ragione.
lui si imbarazza ma poi mi strizza l’occhio e mi sorride in segno di intesa quando ci guardiamo negli occhi.
non so più cosa fare,sto male ...non riesco più a fare niente in casa,nn riesco più a guardare mio figlio,sto impazzendo...sono ridicola lo so,ma nn riesco a controllare questa folle attrazione
Sab
23
Giu
2018
Odio tutte le ragazze !
Io ODIO tutte le ragazze, perchè si sentono superiori, sono TUTTE complessate, sono paranoiche, sono diffidenti fino al midollo, non si sa cosa cercano in un individuo di loro sesso opposto, in definitiva mi stanno sulle palle !
Sab
23
Giu
2018
A 22 Anni mi sento un fallito.
Ciao a tutti, ho trovato questo sito per caso e non sono bene perchè alle 00.50 sto scrivendo qui, ma ho bisogno di buttar fuori quello che ho dentro perchè mi sento sul punto di scoppiare.
Ho 22 anni, sono uno studente universitario e in breve questa è la mia storia: Infanzia tranquilla i miei genitori sono sempre stati un po' assenti per via del lavoro e sono praticamente cresciuto con i miei nonni, anche l'adolescenza è stata relativamente tranquilla sono sempre stato un ragazzo timido ma a parte qualche problema con le ragazze alle superiori non ho avuto problemi, mi trovavo bene avevo amici, ho avuto uno svarione in terza quando sono stato bocciato perchè mi sono ritrovato in una classe di merda ma dopo ne sono uscito e nella mia seconda terza ho trovato quelli che sono i miei attuali amici, maturità passata bene ma alla fine delle vacanze inizia il tracollo.
A settembre mio nonno inizia a stare male e ad ottobre muore, lui era la persona a cui ero veramente legato, più dei miei genitori, decido di continuare gli studi e mi iscrivo all'università i miei avevano aspettative altissime nonostante sapessero che ero rimasto turbato dalla morte di mio nonno, va male, non passo nessun esame nella sessione invernale e decido di ritirarmi.
Scelgo di provare a seguire quello che era il mio "sogno", arruolarmi nell'esercito, provo più di una volta passo le prove fisiche con il masimo punteggio ma vengo scartato dallo psicologo, nel mentre si è fatto febbraio 2017, inizio a lavorare e lavoro fino a giugno quando non mi rinnovano il contratto così decido di riprovare con l'università, intanto iniziano i problemi di ansia, pemsieri ossessivi, angoscia e pure l'ipocondria, comunque scelgo di iscrivermi a storia mi dico sono sempre andato bene in storia e ho la passione.
Arriva settembre inizio motivato ma si spegne tutto subito, molti dei miei compagni di corso si conoscevano già e io non riesco ad inserirmi, le aspettative create crollano, mi dicevano che sarebbe cambiato tutto che avrei trovato un bell'ambiente ma niente di tutto ciò, la sessione invernale va male io cerco di contribuire a pagare gli studi con ripetizioni e altro perchè mi sento un fallito con i miei genitori, l'ansia è sempre più forte, i pensieri sempre più invadenti, sono sempre più incazzato verso me stesso e verso gli altri e mi sento crollare tutto addoso, a gennaio mi fidanzo passano i mesi e ora mi ritrovo in crisi con la mia ragazza, con i miei che hanno aspettative alte e con una sessione estiva che sta andando di merda, potrei chiudere il primo anno con zero esami all'attivo.
Sono arrabbiato, l'ansia mi stringe come una morsa e io non ho nemmeno il coraggio di guardarmi allo specchio, sento di aver perso il controllo e mi sento un fallito, posso riassumere i miei ultimi 3 anni con la frase di un film; " Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di 50 piani. Mano a mano che cadendo passa da un piano all'altro, il tizio per farsi coraggio si ripete: Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene. Il problema non è la caduta, ma l'atterraggio."
Non pretendo soluzioni, conforto o altro, volevo solo sfogarmi e nel caso sapere se qualcuno è o si è trovato nella mi astessa situazione.
Ven
22
Giu
2018
Dubbio o deduzione?
Quando sono entrata nel mio attuale ambiente lavorativo, sette anni or sono, pensavo solo a voler dare il meglio e farmi una buona reputazione.
Non immaginavo certo di trovare delle arpie che sminuissero la mia persona, mettendo dei paletti alla mia carriera ancora prima di cominciare.
Ricordo che le prime volte che mi trovavo in quegli uffici, l’impiegato “Billy” parlava di un collega, senza fare il nome, che soffriva di attacchi di panico ed era in cura dal dottor V (uno psichiatra).
Ero rimasta perplessa e non mi spiegavo come mai ne avesse parlato in mia presenza.
In fondo, che cosa me ne doveva importare a me che mettevo piede lì dentro per la prima volta?
Dopo poco tempo, il solito Billy, parlando invece di altri colleghi un po’ severi, ne aveva nominato uno in particolare di nome X.Y., dicendo che quando costui telefonava nel nostro ufficio presentandosi con il suo tono di voce misterioso, saliva il panico. Ma io non capivo.
Passava qualche anno, e non davo mai peso alle battute del signor Billy, che comunque è sempre stato un burlone.
Poi, col tempo, mi sono iscritta a Facebook ed ho potuto curiosare nelle pagine di tante persone che ho incontrato nella mia vita, come ex compagni di scuola, ex insegnanti…
Tra questi, ho trovato anche Z.Y., una mia insegnante della prima media, con cui all’epoca mi era capitato un episodio che non mi sono mai scordata. Ma ormai non ci pensavo più da un sacco di tempo, a quella crisi di panico… d’altronde, erano trascorsi almeno 15 anni da allora.
Per cui, non stavo certo a pensare che quella professoressa di nome Z.Y. potesse avere stretti legami, magari di parentela, con quel misterioso X.Y. che porta il suo stesso cognome.
Z. e X., guarda caso, sono anche in contatto su facebook.
Solo col tempo mi sono fatta un’idea: quel vigliacco di X.Y. potrebbe aver diffuso quella voce nel nostro ambiente lavorativo, prima ancora che io entrassi a farne parte, senza che io me ne accorgessi. Raccontando un episodio, tra l’altro, accaduto molti anni prima, ai tempi della mia preadolescenza.
Così, sono giunta alla conclusione che è a causa sua se mi hanno relegata ad un ruolo diverso da quello dei miei colleghi, un ruolo chiamato “più tranquillo”, perché altrimenti non sarei stata in grado di gestire l’ansia (secondo lui). Lasciandomi da sola, nella mia stanza, isolandomi anche dal resto del gruppo ed impedendomi di instaurare un rapporto più profondo con i miei colleghi. Questo a casa mia si chiama mobbing.
Per non parlare del danno arrecato alla mia immagine, alla possibilità che potevo avere di acquistare prestigio e valore all’interno di quell’ambiente.
Troppo tardi ormai per denunciare, troppo ridicolo farlo senza avere delle prove, rischiando che tutta questa storia si riveli solo una mia fantasia.
Una denuncia che si fa senza entrare in possesso di prove è come una stanza senza soffitto, in via dei matti. Questo penserebbero: che sono matta e niente più.
Spero solo che un giorno la verità venga a galla.
Il tempo è gentiluomo, tutto torna prima o poi.
Ven
22
Giu
2018
Tentativo?
Sono una donna di 26 anni, interessata ad un uomo di 59. Eviterò perché e per come, passo ai dettagli importanti: sì, entrambi liberi. Nessun compagno/a, matrimoni trascorsi nemmeno figli. E no, lui non è ricco (bhe più di me ci vuol poco). Né tantomeno è un mio "vizio"l'attrazione per gli "over". Mi piace la persona che è e la peraona che mi stimola ad essere. Ne più né meno. Solo che c'è questa distanza che qualche problema me lo pone.
Un altro problema: sono vergine e una persona difficile. Io penso di essermi innamorata per la prima volta adesso, in modo più maturo. Con i miei limiti e le mie debolezze, sento questo.
Da parte sua qualche occhiata. Poteva anche voler dire "che ragazza strana" per quanto mi riguarda. Ma che provi un certo gusto a guardare ragazzine giovani l'ho notato. E oscillo dal "dai che problemi ti fai, è normale"al "non posso fidarmi di questa persona".
Ci provo, non ci provo, che fare?
Ven
22
Giu
2018
Colto in flagrante collega con un utente
Oggi in orario di lavoro ho aperto una porta della struttura dove lavoro e ho beccato una collega insieme ad un utente. Una collega sposata e "seria" che svolge una professione sociale/di aiuto alle persone. La donna in questione mi ha chiesto di mantenere il segreto ma lei per prima è la classica pettegola.
Ora a caldo mi chiedo se devo aprire il vaso di Pandora in ufficio o seguire la nostra cultura italiana che insegna "vivi e lascia vivere"/"non vedo non sento e non parlo". Un po' di omertà insomma.
Ven
22
Giu
2018
magrezza
avete presente quando siete stanchi di tutto? quando vorreste solo prendere il primo treno ed andare via? ecco io mi sento così.
sono alta 1,74m e peso 46kg. ho questo peso non perchè io non mangi, ma semplicemnte perchè sono sempre in movimento facendo molto sport.
Una mattina mia madre mi ha alzato e mi ha fatta pesar davanti a lei.da lì ha iniziato a sclerarmi contro.
mi definisce una malata mentale e per questo motivo martedì mi porterà da uno psicologo.
Io non so più cosa fare, sono delusa da tutti. delusa del fatto chenessuno mi ascolti e capisca che sto bene così. Solo mio padre sembra provare a capirmi.
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