Ven
22
Giu
2018
Tentativo?
Sono una donna di 26 anni, interessata ad un uomo di 59. Eviterò perché e per come, passo ai dettagli importanti: sì, entrambi liberi. Nessun compagno/a, matrimoni trascorsi nemmeno figli. E no, lui non è ricco (bhe più di me ci vuol poco). Né tantomeno è un mio "vizio"l'attrazione per gli "over". Mi piace la persona che è e la peraona che mi stimola ad essere. Ne più né meno. Solo che c'è questa distanza che qualche problema me lo pone.
Un altro problema: sono vergine e una persona difficile. Io penso di essermi innamorata per la prima volta adesso, in modo più maturo. Con i miei limiti e le mie debolezze, sento questo.
Da parte sua qualche occhiata. Poteva anche voler dire "che ragazza strana" per quanto mi riguarda. Ma che provi un certo gusto a guardare ragazzine giovani l'ho notato. E oscillo dal "dai che problemi ti fai, è normale"al "non posso fidarmi di questa persona".
Ci provo, non ci provo, che fare?
27 commenti
Io non credo nell'intuito, è un istinto primitivo privo di logica. Credo nell'effetto alone però; molto più convincente.
Una delle poche volte in cui ho sentito parlare dell'effetto alone era quando l'HR dell'azienda ci ha detto di non aver voluto assumere una persona solo perché credeva fosse figlia di papà..... la candidata ha avuto l'idea di chiedere in prestito all'amica un completino e presentarsi al colloquio vestita Armani. Ancora ci ridiamo sopra qualche volta, visto che è andata bene ed ora questa persona è una nostra collega. Però mi sfugge a cosa si applica qui.
Penso che la sfogante applichi l'effetto alone paragonando quell'uomo ad una figura paterna.
L'uomo in questione è senz'altro intelligente, e quindi dotato anche di sensibilità. Esternamente, il ruolo ricoperto è quello di persona seria, rispettosa. Non vorrei aver offerto un'immagine imprecisa quando ho scritto "gusto a guardare ragazzette giovani". Mai stato indiscreto o fastidioso o esplicito o ingiusto e irrispettoso. Per questo i miei pensieri si contraddicono. Ciò che ho notato da persona attenta ai dettagli e ai gesti (e in particolare nei confronti degli uomini che mi interessano) potrebbe significare solo un sano interesse, o una sana ammirazione, curiosità nei confronti del femminile, in generale. Insomma, non necessariamente una perversione sciatta e volgare (e, per quanto mi riguarda, poco interessante). Ma potrei anche sopravvalutare un po' poeticamente un più banale istinto rozzo e animale (che per carità, forse tutti condividiamo e non sarà da esorcizzare ma ripeto, nel mio caso, comporta inevitabilmente una perdita di fiducia e interesse). Il timore è che abbia scorto dei microsegnali rivelatori di una realtà altra, nascosta dall'immagine che di noi costruiamo per stare insieme agli altri, in società. In fondo neanche io sono esattamente come tento di apparire. Specialmente in alcuni contesti, che richiedono una certa professionalità, una persona mediamente intelligente cercherà di mascherare certi aspetti del suo carattere che reputa non appropriati alle circostanze.
È assurdo che lo dica forse ma io a questa persona ci tengo davvero. Non perché mi illuda di chissà cosa o faccia progetti irrealistici per il futuro. Solo ci tengo a un rapporto alla pari, che nella passionalità sappia inserire il rispetto e la stima reciproca. E ho paura che proprio a causa di questa distanza evidentemente ampia,proprio questo venga a mancare e semplicemente non è quello che voglio per me. Detto altrimenti, non ci tengo ad essere il rimedio psicologico alla crisi di mezza età di nessuno, né mi interessa stare lì a gonfiare l'ego di nessuno, perché da parte mia non ci sarebbe nulla di vagamente simile, penso. Sarebbe solo una stupida illusione, anche un po' triste e di tristezza non ne voglio più.
Ho provato a lasciar perdere, aspettando pazientemente. Ma più passa il tempo più tutto peggiora. Reprimo certi sogni e fantasticherie che mi sembrano troppo da bambina e analizzo con tutta la maturità che mi è concessa per ora. A volte ho il timore di confondere un capriccio da ragazzina per amore. Di essere io la vittima inconsapevole di perversioni ossessive. E mi confondo da sola,mi contraddico e non ci capisco più nulla. Se avessi più esperienza riuscirei forse a fare maggiore chiarezza, per questo mi riduco a sfogarmi da anonima sul web in cerca di giudizi altri dai miei.
Meaow, tu credi che un sentimento scaturito da una "suggestione psicologica" (non so come definirla) sia un autoinganno che del sentimento non ha altro che la forma? O possa anch'esso essere sentimento reale,effettivo?
Parto dal presupposto che il termine ''amore" non esiste in ambito scientifico. Esiste il sesso e l'attrazione e poiché siamo guidati molto dall'istinto e dall'intuito che, per carità sono utilissimi e ci prendono credo sul 70% dei casi, sia meglio opporre una certa resistenza e pensare in maniera critica.
L'amore è una farsa mediatica, attrazione sessuale esaltata e commercializzata da Hollywood e dai romanzieri/poeti/cantautori pigri per controllare le menti dei giovani e succhiare i soldi dei loro genitori nei secoli dei secoli Amen.
L'amore romantico sì. L'amore come parola può esistere anche "scientificamente " come reazione chimica. È un'emozione come un'altra. Non esistono forse gioia,tristezza,rabbia reazioni e stimoli dall'ambiente esterno? È così tra le persone. Il sesso è solo una parte dell'amore ed è fondamentale. Non va demonizzato né tantomeno esaltato. Avete mai avuto rapporti sessuali con qualcuno sentendovi vuoti e infastiditi dopo? Avete mai avuto rapporti con qualcun altro sentendovi felici e sereni? Qualcosa cambia, eccome!
Se si può voler bene a un amico non vedo come non si possa amare qualcuno. L'amore non è romantico, l'amore è passionale. Quello è, un insieme do desideri, passioni, affetto, stima e condivisione. Esiste la scienza ma esiste anche la storia. Esiste l'istinto, esiste la ragione. Tutto questo cinismo riduzionisfa spacciato per saggezza sta un po' sfuggendo di mano.
Non è che ti dia torto, solo che il fatto che l'amore romantico, stereotipato (e diciamolo, a volte sessista), impacchettato e venduto mediaticamente e ingoiato a fiumi nel corso dei secoli,di per sé, non nega l'esistenza di un sentimento qualsiasi che può essere definito per convenzione del linguaggio "amore". È una parola che può raccogliere qualunque contenuto, ecco.
Esatto, sono sostanze chimiche in fermento nel cervello, nulla di speciale o da esaltare, alla comparsa di un nuovo brodo chimico ecco che il sentimento convergerà verso qualcun altro.
Sì l'amore romantico va demonizzato in tutte le sue forme, è tossico, nauseante e non ne ha bisogno nessuno.
"Oh non c'è più chimica tra me e mia moglie, oh che disdetta! Eh vabbè ora mi tocca tradirla, il romanticismo è finito, non è colpa di nessuno, al cuore non si comanda, fine della magia etc tec..."
Lo abbiamo sopravvalutato, precisamente. È un po' triste vista così, forse per questo lo si esalta. Sarebbe bello saperlo vivere liberamente per com'è senza preconcetti e non "impossessarsi" dell'altro come fosse un oggetto, così da sapersi lasciare andare via senza mancanze di rispetto né dolori quando succede.
Sarebbe anche bello che due persone imparino a costruire altro di solido e duraturo dopo l'amore inteso così. Un rapporto fondato sulla complicità non so, come un'amicizia che sappia conservare fantasia e passione.
Ah forse anche questa è esaltazione.
Mi dispiace interrompere le vostre sofisticate disquisizioni
Un altro problema: sono vergine e una persona difficile
lo si capisce dal tuo secondo post...
Fargli capire che ti interessa,vedere la sua reazione, cominciare a frequentarsi (senza mollargliela al primo appuntamento) e vedere come va è una sequenza di azioni troppo difficile da mettere in pratica?
Ti fai tutte ste pippe solo perchè hai PAURA, il problema è solo questo! (la vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare - cit. Jovanotti)
Gli piacciono le ragazze giovani...ma va!? sai che novità non si è mai sentito...è un grande problema.
Instaurare una relazione con lui gioverebbe al suo ego...sia mai che il tuo partner trovi giovamento psichico/emotivo dal rapporto con te
menate menate e ancora menate
Un abbraccio
Sono d'accordo con tomtom, tante seghe mentali perchè hai paura di un rifiuto. Fatti avanti o almeno evita di scassare sull'argomento. Si perchè c'è anche una parte di lettori che rimane infastidita da tutte queste menate scritte in perfetto italiano. Un po' ci stanno ok, ma sembra che esistano persone (spesso donne), che non ne vengono più fuori. !
Amore
Io non lo so se è stato sopravvalutato, se è un invenzione cinematografica, se è un brodo chimico, o una rivoluzione dei neuroni, so solo che c'è...
gagenore ma lei....ptciù...è un poeta ...
(cit sig.ra Silvani)
Meglio tentare che rimanere con il rimorso, tanto alla fine dei conti se qualcosa di brutto deve succedere, succede e basta... Se cadi, ti rrialzeraipiù forte di prima
No, per me no perchè ho i geni sbagliati (i geni asociali).
Sì, di menate me ne faccio abbastanza.
È vero che ho paura, ho sempre avuto paura a buttarmi nelle relazioni. Immagino catastrofi prima di iniziare. Bugie,prese in giro,tradimenti,mancanza d'affetto...credo che se qualcuno decidesse di stare con me, lo farebbe per "accontentarsi", perché di meglio fin'ora non è arrivato e tanto vale,almeno si scopa. Penso che il rapporto si sfalderebbe per mancanza di argomenti in comune, per troppe incomprensioni,per le mie difficoltà emotive. Stare insieme a me è faticoso,stanca. A volte penso che l'unica cosa che potrebbe unirmi all'altro sia il sesso. Non che ci sia del male,non fraintendetemi, ma quando tengo a una persona vorrei che questa anche tenesse a me, e contemporanemente si fa sesso. Mi riempio la testa di "e se...?" E rinuncio. Non mi fido, neanche di me.
Perdonate quest'ultima menata, è uno sfogo come altri. Non ne parlo mai con nessuno e un po' mi pesa.
A me pare di essere stata notata fisicamente. Potrebbe essere l'ennesimo pensiero esagerato di troppo, ma come l'ho visto guardare le altre, mi è sembrato guardasse me. Ho ricambiato i suoi sguardi ma non i sorrisi...quante volte mi dicevo "cosa stai facendo, così sembrerai arrabbiata,sorridi santo cielo!" ma niente, avevo paura che "se ne accorgesse". Sisi, patetico alla mia età, lo so.
TomTom, nulla di nuovo o scandaloso nel guarare una "giovane bellezza" o ricavare del bene nel rapporto con l'altro. Ma se fosse solo questa la ragione che potrebbe (forse) spingerlo a me, quanto potrebbe durare prima di sfiorire, cosa potrebbe mai essere? Se fossi solo attratta fisicamente lo vivrei con spensieratezza ma io provo qualcosa e non riesco a non volere "di più ".
Grazie Gagerone per questo commento, mi piace sentir dire che l'amore c'è , comunque .
@Scarso pensa che chiulo che hai: un'altra anima gemella in 24 ore, ma ha 6 anni più di te ed è gerontofila ahahah
Ok, seriamente raga: TROPPA TRAMA DAVVERO. Vale anche per Feccino mio.
Avete menti brillanti, ottima cultura, capacità cognitive ed un quoziente intellettivo certamente superiore alla media, perchè dovete sprecarmelo così? Peeeerchè??
Perchè non bastano le migliaia di vite spezzate da un istante all'altro ...a qualsiasi età e per qualsiasi motivo? Perchè non sono sufficienti ad aprirvi gli occhi sulla fragilità delle nostre umili esistenze? Perchè??
cara sfogante se non ci provi di certo non otterrai nulla
ovviamente non ti posso assicurare che provandoci troverai quel che cerchi ma nel disegno generale è cmq un passo in avanti rispetto all'immobilismo pippaiolo (mentale intendo)
Te l'ho messa sul razionale estremo...e ti sfido a contraddire logicamente quel che ho scritto.
Avere paura è normale (se potessi scrivere), essere delusi o feriti da alcune circostanze anche (purtroppo) ma poi se smetti di pensare una volta nella vita...chissà cosa può accadere
E ti parlo per esperienza personale.
Ma tu davvero vuoi perdere la verginità con un uomo 33 anni più grande di te, magari non prestante quanto un tuo coetaneo, con problemi relativi alla sua età? Se ti innamorassi di lui pensa tra dieci anni, quando avrà 69 anni e tu 36. Sarai nel pieno della tua vita ed avrai al tuo fianco un fardello da trascinare.
In realtà non è che mi importi molto della mia verginità. Né me ne importa troppo poco. Non l'ho conservata per qualche motivo specifico, semplicemente è che per farmi venire voglia devo avere di fronte una persona che mi "stimoli" in modo particolare (come per tutti poi), altrimenti neanche ci penso, e fin'ora non l'avevo mai conosciuta. Adesso questa persona c'è ma ha l'età che ha...meaow capisco il tuo punto di vista, ma pensandoci purtroppo proprio non riesco a pensarlo "razionalmente " considerandolo un "fardello". Che dire...in questo momento forse sono troppo presa, ed è proprio quello che desidero un "fardello" del genere. Pensare al contrario che invecchi solo o con qualcun altro mi rende triste, non libera. Anche pensare che possa essere solo adesso mi fa venire voglia di stargli vicino...ma ripeto, so di non pensare razionalmente.
Razionalmente non credo nemmeno che staremo insieme mai, figurarsi 10 anni. E magari sarà lui a lasciarmi dopo poco per una donna della sua età o, al contrario, mollarmi a 30 per una di 20! O nessuna di queste...che posso dire.
Io ci ho provato a uscire con i miei coetanei ma anche i più svegli e simpatici non mi trasmettono nulla perché penso a lui. Saranno passati due anni ormai, non so che mi è preso davvero ma non ne vengo fuori.
Grazie a tutti per la pazienza di rispondere comunque, c'è troppa trama, è vero! Giuro,me ne rendo conto ma è un vizio difficile da togliersi.
TomTom: chi soffre di immobilismo patologico preferisce che nulla accada piuttosto che rischiare di commettere anche solo un errore! Non fai nulla, non sbagli nulla. È una filosofia terribile e la odio e sto facendo molto lavoro su me stessa,almeno in ambito lavorativo, per cambiare. Spererei di liberarmene al più presto, non piace neanche a me.
@Meaow spietata :| Severa ma giusta.
@Sfogante chi te l'ha diagnosticato l'IP?
Eh no, ovviamente niente diagnosi. Faccio tutto da sola,al solito.
Però, stupidagini a parte, sono davvero un po' incapace a vivere, cioè peggio della media ecco. La sfera sociale e quella emotiva le gestisco male fin dall'adolescenza. Sono in terapia da un bel po' di tempo per qualche difficoltà in più (nulla di grave). Fatto sta che tra una cosa e l'altra mi ritrovo ad essere un disastro di persona, e ho paura di farlo proprio scappare altroché.
Ora che mi sono lamentata abbastanza posso dormire sonni tranquilli.
In Toscana gli antichi saggi dicevano "è meglio aver paura che buscarne" ..e questo detto è rimasto tutt'ora, quindi non è del tutto sbagliata come filosofia, dovrai trovare senza dubbio il TUO giusto equilbrio tra cautela ed azione.
Non rinnegare te stessa, ne tantomeno i tuoi "presunti" difetti, non hai scelto di essere come sei.
Si diventa colpevoli o responsabili solo dopo la piena consapevolezza e solo nel caso in cui non si abbia alcuna voglia o intenzione di migliorarsi, non mi pare proprio il tuo caso. :)
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Cara, credo sia bene fidarsi di quel che avverti in una persona. Nel tempo mi sono resa conto che quando mi lasciavo con qualcuno per un motivo che nel tempo era diventato tanto grande da compromettere la relazione, uno dei miei primi pensieri era che se mi fossi fidata di quella sensazione di avvertire quel problema già all'inizio, mi sarei risparmiata qualche dolore e qualche delusione. Credo si possa applicare sopratutto al fatto di sentire di non potersi fidare di una persona sin dall'inizio. Penso un po' tutti crediamo di essere abbastanza forti da poter rischiare e reggere qualche batosta, ma da innamorati o già coinvolti è molto più dura staccarsi da qualcuno che ci fa anche stare male.