Tutti gli sfoghi

Sfoghi: (Pag. 542)

Dom

02

Dic

2018

Gli piaccio oppure no? Aiutatemi a capire.

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Sono fidanzata e anche se il rappprto con il mio ragazzo a livello fisico non e’ mai stato buono” vantiamo una media di una volta al mese dove io vengo respinta di continuo durante questi 9 anni, non lo tradirei mai.

Ma sono curiosa di capire il comportamento di un ragazzo, che conobbi anni fa, lui era sembrava senza alcun dubbio interessato, rimase visibilmente sconvolto quando gli feci capire che sono fidanzata. Si allontano’ e ci salutavamo semplicemente con un ciao ma dentro di me sentivo una strana sensazione, forse il fatto di non essere desiderata dal mio ragazzo mi faceva sentire strana quando vedevo questo ragazzo. Una sua amica mi disse non farci caso se ti riempre di domande fa così con tutti è uno curioso. (Quindi magari fa il farfallone con tutte, o è solo un impiccione)

Parlai con il mio ragazzo e forse per paura comincio’ a darmi piu’ attenzioni a respingermi  sempre meno, quando lo vedeva si ingelosiva molto.

Mentre quel ragazzo quando mi vedeva abbassava lo sguardo (non so perche’) quando ero con il mio ragazzo e io facevo lo stesso ma non volutamente mi sentivo in imbarazzo.Pensavo fosse timido e lasciavo perdere.

Poi prendo coraggio e inizio a salutarlo dopo varie incomprensioni, dove lui mi evita, mi passa accanto senza salutarmi ma fissandomi dritto negli occhi, cambia luoghi( magari memmeno per me), io faccio lo stesso, ero stanca di di questa situazione, lui mi prende da parte e chiariamo.

ridiamo e scherziamo, era una persona come le altre mentre parlavo però dopo anche se scacciavo via il suo pensiero mi tornava in mente.

racconto tutto al mio ragazzo che fino al momento prima , non mi aveva calcolata poi fa il geloso e mi riempie di attenzioni.

Mentre questo Ragazzo sapeva di potermi vedere solo quel giorno ma la settimana dopo non si fece vedere. (Se vi piace una ragazza e sapete di poterla vedere solo quel giorno e non avevi un cavolo da fare, non sareste andati?)

quando lo incontro mi guarda abbassa lo sguardo” perche cavolo lo fa?) vede che lo sto guardando e mi saluta. Sembra felice anche se trattenuto.

Lo fa per imbarazzo oppure perché spera che anche se gli passo vicino non lo vedo e quindi non lo saluto nonostante tutto quel casino oppure non gli frega nulla? 

 

Sab

01

Dic

2018

Conoscere il "fidanzato" della gemella della mia ragazza? No grazie.

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Superbia

La mia asocialità è finalmente arrivata ad un punto di non ritorno.

Premesso che conoscere persone nuove ha da sempre avuto un fascino pressoché rasente allo zero per il sottoscritto, temo che adesso non se ne possa fare a meno. Ciò nonostante la situazione è molto ingarbugliata e poco chiara. 

In sintesi: sono fidanzato con una ragazza stupenda. Lei è dolce, coccola, gentile e sempre molto premurosa. Con la sua famiglia mi sono sempre trovato da Dio, specialmente con sua madre e con la sua sorella gemella. Ora, quest'ultima ha conosciuto un ragazzo su un sito di incontri online, dato che ha purtroppo sempre avuto un po' di difficoltà ad impostare delle relazioni nel suo solito giro di conoscenze. 

Poche settimane ho avuto l'occasione di "conoscerlo" assieme alla mia ragazza... Ed è stato per me un disastro. Oltre ad essere visivamente poco piacevole (ma questo è soggettivo) mi ha da subito trasmesso l'idea di essere una mammoletta: stretta di mano debole e per niente convinta, sguardo vacuo e confuso, sorrisetto di circostanza, condito da silenzi imbarazzanti e generale sensazione di "assenza". Una noia mortale. 

A peggiorare le cose è l'indecisione della sorella della mia ragazza. Alla domanda "È o non è il tuo ragazzo?" non è pervenuta alcuna risposta concreta. Semplicemente... Non si sa. Intanto però continuo a ritrovarmelo fra i piedi a cena, nei weekend, ed in altre diverse occasioni, essendo che le due gemelle naturalmente convivono ancora a casa dei genitori. 

Che cosa dovrei fare? Come dovrei comportarmi? La mia ragazza insiste che dovrei farmelo piacere, sottilmente organizzando a tradimento occasioni insieme. Ma se questo è solo un amico della gemella, non vedo perché dovrei essere obbligato a tutti i costi a conoscerlo. E se anche quest'ultima si decidesse a frequentarlo ufficialmente, perché non possono viversi la loro storia autonomamente, senza dover imporre a me la vista di questa piattola? Dopotutto, fino a prova contraria, non è ancora mio cognato, ed io non mi sento assolutamente in obbligo di avere alcun rapporto con questa persona. 

Sono esagerato? Forse... 

 

O forse no. 

 

Sab

01

Dic

2018

Basta

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Sono stufa della mia vita

Faccio un lavoro che non mi piace ma è l'unico che mi permette di mangiare.....non sopporto le persone che mi circondano ( faccio la badante ad signora anziana prepotente e maleducata ....che pretende e si lamenta tutto il giorno)  ( crede di potersi permettere tutto questo perche ha un conto bancario piu ricco del mio)

Vorrej cambiare lavoro e vita ma non vedo alternative sono costretta a tacere e a fat finta di nulla ma, cosi facendo, tutti mi mettono i piedi in testa.

Ceete volte vorrei prendere a calci in culo molte persone dall'infinita rabbia ch3 porto dentro

Sono di base una persona buona ma tutti se ne approffittano finche non esplodo

Basta basta basta sono stufa di sentirmi dire che non valgo niente....mi faccio un culo della miseria e non ricevo mai un complimento (anzi) .....la mia collega che non fa nulla, ed é pure bugiarda , é lodata e trattata coi guanti 

Tags: basta

Sab

01

Dic

2018

EHHH È COSÌ...

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Un'entità superiore mi ha Donato la possibilità, qualche settimana fa, di scambiare due parole con te. Uno dei momenti più belli della mia vita. Ma cosa succede poi? Tu non ci sei più. Come osi. Anzi, come osa, il fato, farmi ciò. Perché proprio te, con tutti i ragazzi fancazzisti che ci sono. Dimmi perché. Io vorrei conoscerti, ma non posso. L'etere ci divide. Tu forse neanche sai chi sono, mi avrai già dimenticato. Forse non immagini neanche che una ragazza possa pensarti, abituato come sei a ragazze maligne che null'altro fanno fuorché irriderti per presunti difetti che dovrebbero con tutta probabilità ricercare in loro stesse. Te non immagini tutto ciò, te non lo puoi neanche materializzare nei sogni, o negli incubi. Eppure è così. Ma te non ci sei. C'eri sempre, ora mai. Niente... Spero che tu ritorni. Dammi una possibilità, dattela anche te. Chi lo sa. Però, sii almeno presente, non sfuggire... O evita di mancare. 

Tags: vabeh

Sab

01

Dic

2018

La min**ia nel posto sbagliato

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Lussuria

Ho 22 anni e sono un bel maschio senza nessun problema fisico evidente o no, fisico mediamente palestrato senza grasso, alto 1 e 82; un bel ragazzo a detta di molti. Buona cultura, buone risorse in generale e ho un c*zzo di problema con il genere femminile e forse loro lo hanno con me. Brevemente la storia è questa e pregherei di non saltare a conclusioni tanto facili quanto stupide perché non è sempre tutto bianco o tutto nero. 

A 18 anni non avevo mai trom**to con una ragazza, quindi dopo una breve parentesi con una professionista, giocando nella rete, scopro che mi piacciono le trans nonché I ragazzini effeminati o efebici: le classiche checche mi eccitano quando a un altro maschio farebbero schifo. Questo lo capisco subito, come sento che il mio ruolo è solo maschile, di dare e basta. Il mondo gajo ho capito sin da subito essere un mondo fatto quasi solamente di sesso. Era facile che una bella trans femminile o un ragazzino ci stessero subito: in certi giri o ambienti è cosi, quindi ho scoperto questa mia sessualità dominante e, in poche parole, molto spiccata e pronunciata, nascosta da una personalità logica e razionale e a tratti divertente e molto simpatica. Ma di ragazze neanche l'ombra. Ho scoperto di piacere moltissimo al mio stesso sesso, ho visto molte persone innamorarsi di me e non credevo di poter diventare tanto importante per loro dopo una botta e via. Ma di ragazze neanche l'ombra. Una vita sociale, una vitarella da locale notturno ce l'ho, ne conosco nel frattempo, di cesse o meno, ma anche volendo e sentendomi sessualmente appagato quindi non in spasmodica ricerca, queste NON mi filano affatto, mai, in nessun circolo sociale, sfruttandomi quando serviva, non salutandomi quando mi vedevano per strada.

Con le ragazze, che a 22 anni non ho mai baciato, né scopato, né avuto una relazione, mi sento talvolta insicuro o minacciato forse, per quella loro indole spietata e troppo approfittatrice che vedo in trasparenza. Ho visto I miei amici venire mollati per degli stupidi regali di compleanno, e non fidanzarsi più. Mai nessuna mi ha dichiarato un sentimento, non ne ho mai percepito il loro interesse, (tranne in alcuni casi di cesse disperate); mai mai niente di tutto questo. La mia mente e il mio corpo posso assicurare che sono attratte da quei corpi esili, da quelle tette e da quel culetto, ma potete stare tranquilli che ripudio quel mare di cazzate e cose no-sense che mi sembra esserci in ciascuna testa bacata delle ragazze della mia età. Ma perché non può essere tutto facile come fra 2 maschi, perché se a me piace e mi faccio avanti quella deve intralciare I miei sforzi. Ormai soffro perché mi sembra inutile palesarmi. Non vorrei diventare misogino, acido e defraudato dei miei buoni propositi, vorrei dare l'amore a una ragazza, non scherzo, la farei stare bene, ma si comportano da cagne perché secondo me mi vedono troppo buono di cuore. Si sono buono di cuore e, avendo un debole per le ragazze, mi comporto troppo bene e non dico mai di no. Ma ste stronze si approfittano e basta, mi sono rotto le palle di ragazze che si avvicinano alla riva del mare con me e poi non ci si buttano in questo mio mare, toccando l'acqua con il piedino e dicendo che è troppo fredda. Mi sono rotto di far innamorare maschi gay, sento di essere un etero con una sessualità troppo esigente e che è troppo fuori luogo e tempo per avere una fidanzata approfittatrice, facebucchista e affamata di laic del ca**o su instagram di sta gran min**ia. Voglio una ragazza che mi piaccia fisicamente e che sia brava nel non tirarsela, a non farsi indietro con me e a non approfittare solo, ma forse finirò per finire solo o con qualche omosessuale con una vana e impossibile speranza di futuro con me.

Siete tutte acide e ve la tirate? Io direi di incominciare a scendere un poco da quel piedistallo di egocentrismo e confrontarsi con un individuo del sesso opposto che non segua le mode, che non faccia lo sborone del cavolo in giro con la cannetta o l'ego a 1000 perché è una fotocopia scannerizzata del prototipo di stupido felice. Cerco anche una ragazza a cui piaccia l'unicità, a cui piaccia capire il carattere complesso di una persona che vive e lotta da sola come me ma che vorrebbe un ala al suo fianco. Ma tutto questo in questa società di ragazze depensanti mi sembra impossibile. 

Sab

01

Dic

2018

Non ti ho ancora incontrata (Valigie - terza serie)

Sfogo di Avatar di ColeridgeColeridge | Categoria: Altro

 

Landing
Ci stiamo preparando alla discesa. La voce dell'hostess, piuttosto flebile e leggermente distorta, giunge dall'altoparlante. A percepirlo solo noi, sparuto gruppo di viaggiatori di un venerdì di fine novembre. Ieri ultimo giorno di lavoro celebrato con un aperitivo a fine giornata in uno dei bar vicino l'ufficio. Poi il mio collega srilankese, che si è comportato da fratello, mi ha accompagnato all'albergo vicino all'aeroporto dove ho passato la notte. Poi questa mattina, all'alba, il check-in. E adesso eccola lì la città che mi ospiterà per diversi mesi. Fa capolino tra le nuvole di una giornata che si preannuncia uggiosa, con i suoi grattacieli e il fiume che l'attraversa: è buffo ma è come se una piccolissima parte di me tornasse a casa. E così, dopo tre settimane, la decisione è operativa: abbandono il lavoro, la famiglia e la patria. Preavviso risicatissimo ma a norma di contratto. E' il lato positivo dell'essere freelance. Del resto avevo avvertito l'azienda che un termine di 15 giorni lavorativi era troppo breve tanto per me quanto per loro. Ho cercato di dar loro un preavviso più ampio, ma il nuovo cliente l'ha tirata per le lunghe con la firma del nuovo contratto e alla fine ci sono rientrato a pelo. Li ho messi un po' nelle pesti, mi spiace: del resto sono passati quattro anni, un record per me.
Ok adesso però cerchiamo di non perderci niente. In questo preciso istante il mio portafoglio e il mio cellulare sono le uniche cose a cui sono agganciato: le chiavi e le tessere che ho in tasca non mi servono più a niente qui. E finalmente arriva il mio valigione, l'unico bagaglio sul nastro trasportatore. E' quello del set che avevo comprato l'anno scorso per andare a Bari, subito dopo la lettera dell'avvocato che ha innescato quella catena di eventi di cui questo non è che l'ultimo anello.

Deja vu
L'aeroporto non dista troppo dal centro città, ma c'è il traffico dell'ora di punta. Il tassista, sulla sessantina e oltre, è certamente del posto. Sfreccia bello agile sulle corsie della tangenziale, non disdegna il sorpasso a destra, considera i limiti alla stregua di amichevoli consigli, guida senza cintura, accetta solo pagamenti cash e non rilascia ricevuta. Meno male che ho fatto bancomat prima di partire, s'è fumato due biglietti da venti così (ma i tedeschi non erano ligi alle regole?).
Il viaggio fino in centro è stato piacevole però. I cartelli dell'autostrada ed il paesaggio invernale mi hanno procurato un tuffo nel passato remoto della mia primissima infanzia, quando quei due pazzi dei miei genitori si facevano la strada in macchina portandosi due bimbi piccolissimi, prima con una volkswagen maggiolino e poi con una Ford Taunus da Berlino fino alla Sicilia, in un periodo in cui l'Autostrada del Sole era percorribile solo per tratti e il passaggio della dogana con la Germania est comportava attese di ore. Quando sono nato io, in quella città, mia mamma aveva da poco compiuto 22 anni e mio padre 26. Lei era arrivata solo l'estate prima, senza conoscere una parola di tedesco e stava tutto il tempo da sola a casa perché spesso mio padre doveva fare anche le notti in ospedale. Ogni tanto racconta che, durante quell'estate in cui era incinta di me, alla radio percepiva, senza capire, che qualcosa di grave stava avvenendo in città. Stavano semplicemente costruendo un muro che avrebbe cambiato il corso della storia.
Nonostante potessi avere due, massimo tre anni, i viaggi li ricordo bene, forse per la fatica ed anche la tensione che evidentemente avvertivo in alcuni frangenti. Mi ricordo in particolare di una notte alla disperata ricerca di un motel dove alla fine siamo riusciti a riposarci. Eppure quelle sensazioni così forti e così ancestrali sono rimaste indelebili dentro di me, ma sono tutte positive. Ed è probabilmente per questo che i viaggi in auto di notte mi piacciono ancora tanto e mi procurano sensazioni così intense. 

Fumo e bancarelle
Il residence è in pieno centro, a ridosso della zona pedonale è a due passi dalla mia nuova sede di lavoro. Il tassista non ha beccato il senso unico giusto quindi mi lascia a una ventina di metri dall'ingresso. Non fa niente gli dico, peccato che la numerazione sia di interpretazione abbastanza 'controversa', e le insegne della struttura sono tutt'altro che sbandierate. Quindi buco l'ingresso e vado oltre, giusto per accorgermi di una discreta concentrazione di locali a luci rosse oltre che di un anomalo assembramento di figuri di etnie varie (anche italiani) che bivaccano sui marciapiedi e dall'aspetto abbastanza inquietante. Non me ne curo e finalmente becco l'ingresso giusto. Mentre sbrighiamo le formalità di rito con il tipo della reception, la butto lì chiedendo rassicurazioni sul fatto che la zona sia sicura. Lui capisce l'antifona e mi dice che se non do fastidio, nessuno mi darà fastidio e in ogni caso c'è la security la sera. Ma quindi rientrando tardi possono esserci problemi? "Per il sì e per il no watch your steps" mi risponde. E comunque c'è la security. Annamo bene! La mia stanza al primo piano si trova esattamente sulla strada vista alberghetto equivoco, dal lato opposto, intorno a cui gravita questa umanità un po', come dire, border. Sistemo le mie cose e mi do da fare con Google maps per trovare un po' di destinazioni. Passo al calcolo delle distanze dalla mia posizione solo che non riesco a trovarla. StreetView mi visualizza un mega locale a luci rosse con insegne fatte pure male, quindi di bassissima lega. Solo che non lo vedo, dev'essersi sbagliato. Porca troia, vuoi vedere che è qua sotto. Mi accorgo che la dotazione dell'albergo include anche dei tappi per le orecchie. Cioè fatemi capire, io il sabato sera mi troverò gli ubriaconi infoiati tedeschi che fanno a botte con gli scoppiati? Azz pensavo di essere in Germania e mi ritrovo a Saigon? La realtà per fortuna non è così drammatica. La foto di Streetview è vecchia, il locale non esiste più e questo residence ha tutta l'aria di essere parte di un'operazione di 'bonifica' più generale. Girando poi per la città avrò conferma che si tratta veramente di un'eccezione (un'eccezione sotto il mio balcone, wow). Tra l'altro non ho mica capito che tipologia di drogati siano, sembrano degli eroinomani fuori tempo. Comunque gironzolo per la città. Il centro è magnificamente vivo e pieno di bancarelle. Wurstel come se piovesse, ma anche zuppe da mangiare in piedi. Street food di qualità ed una piacevole sensazione di vitalità. Va per la maggiore una specie di vin brulé fatto col sidro. Ne assaggio una versione con Calvados. Squisita e beverina , me la faccio fuori a stomaco semivuoto. Dopo mezzora di passeggiata vedo i dinosauri (gli stessi di quella mamma che ha fumato erba dello sfogo di qualche settimana fa). Vorrei poter fumare una pipa da qualche parte in pace, visto che a casa non posso. Faccio una ricerca su google per trovare qualche cigar/pipe lounge. Mi imbatto in un articolo che parla diffusamente di altro tipo di pipa che da queste parti viene fumato, indovinate un po' da chi? proprio da quell'umanità che bivacca sotto casa di cui si parla in dettaglio come di un problema della città. Sono fumatori/spacciatori di crack e stanno messi veramente male. Loro. Io invece vorrei non demoralizzarmi. La notte per fortuna si svolge tranquilla e silenziosa. Il giorno successivo, oggi per voi che leggete, faccio qualcosa che scaccia i cattivi pensieri. Cerco subito la palestra. Ne visito una spettacolare nello splendido centro commerciale in pieno centro città. La piscina e la sauna dominano i tetti della città vecchia con vista panoramica sui grattacieli. Prezzi non esorbitanti, anche meno di quello che pagavo in Italia. Cominciamo a ragionare.

Non ti ho ancora incontrata
E così mi trovo per un attimo ad immaginarmi davvero una vita da solo, in un paese diverso dall'Italia, con persone nuove, mai conosciute prima nella mia vita. Per certi versi trovo la cosa stimolante. Ma non era questo che ho ricercato in tutti questi anni in cui pure non ho vissuto in modo esaltante. Un disagio che, guardandomi all'indietro, per me appare ancora più evidente. Anni a combattere con la precarietà innescata dall'insoddisfazione di una persona che non si sente mai veramente amata, mai completamente e davvero voluta, sempre come se fosse messa in discussione. Eppure ho sempre fatto affidamento sul fatto che l'amore avrebbe trionfato o, quanto meno, non avrebbe permesso che ci allontanassimo davvero. Perché nei momenti in cui la paura cedeva il passo alla fiducia reciproca tutto filava liscio e perfetto. E ci si ritrovava uniti in un'intensità mai sperimentata prima nella mia ormai non breve vita e non priva di grandi amori vissuti. Per non dire della sua. Ma non è stato sufficiente.
La mattina del giorno in cui ho firmato il contratto che mi sta rivoluzionando la vita, di fronte al giudice, ho sottoscritto la mia separazione. Che combinazione curiosa. Qualcuno dei miei amici ci ha rintracciato una sorta di disegno divino. Io non l'ho mai sentita così. Ricordo perfettamente come in quella mattina facessi un parallelo con il giorno in cui mi sono svegliato nel mio appartamento da single per andare a sposarmi in Comune. Una follia la cui fine immediata era quotata dai bookmaker con percentuali ridicole. Fidanzati da meno di sei mesi, differenza di età, nessuno dei due con un lavoro remunerato in modo continuativo. Per usare un eufemismo. Io ormai più che trentenne e senza alcuna prospettiva di carriera. Eppure ne siamo usciti, è arrivato il figlio, abbiamo fatto salti mortali assurdi, pagando baby sitter che ci costavano un occhio della testa senza che i genitori lontani potessero darci una mano, indebitandoci con loro e le banche. Tutto questo lo abbiamo affrontato e risolto stando uniti in tutti questi anni. La giudice sembrava avvertire questa intensità e ci ha chiesto più di un volta se eravamo certi. Sembrava qualcosa di più di una prassi rituale. Ho percepito con chiarezza il suo rammarico per un vissuto la cui intensità è impossibile da non percepire anche nel desiderio di voler chiudere tutto senza ripensamenti. Che è quello che in definitiva ha detto Laura, mentre io ho dovuto ricacciare in gola un attimo di commozione quando venivano snocciolati i dati anagrafici con la data di matrimonio ed il luogo. Lei non lo so. Non mi sono girato mai verso di lei se non dopo una fugace occhiata in cui ho scorto i lineamenti tesi come corde di violino. Tornando dal tribunale del capoluogo verso casa, percorrendo con calma la statale avevo messo su la mia solita compilation. Ultimamente ero entrato in fissa con una vecchi canzone di Michael Bublé I haven't met you yet. Mi era piaciuto il video sul tubo. Semplicissimo, banale. Girato in un supermercato in cui lui immagina di incontrare la donna dei suoi sogni e l'evento viene festeggiato dal macellaio, gli inservienti, la cassiera e tutti i clienti che piano piano si mettono a ballare. Una roba che più natalizia non si può. Come natalizio è il piccolo moto di nostalgia quando vedo le coppie che impazziscono a gestire il bimbo in carrozzina al bar o per strada. O addirittura all'Ikea, quel moto di tenerezza verso le coppie in procinto di sposarsi che litigano per le dimensioni della scarpiera, o del mobile tv da mettere in sala, mentre io scelgo i miei suppellettili per la mia casa da separato che adesso ho dovuto pure abbandonare e mi manca un po' anche quella. Il rammarico perché un'occasione come quella che mi è capitata avrei solo voluto condividerla e farla diventare un'opportunità di crescita per entrambi. Con la prospettiva di una vita più serena e, magari, più appagante, a patto di imparare la difficile arte di godersi la vita. Perché la felicità, in verità, non è un obiettivo da raggiungere. La felicità si vive giorno per giorno e il vero segreto è accorgersi di essere felici in quel momento e non solo dopo, tornando indietro con la mente e rivisitando con occhio benevolo situazioni che non si reputava così importanti, appaganti, belle. E tutto questo va bene se ne fai tesoro per una nuova occasione. Ma devi soffrire per capirlo. E quanto devi soffrire Laura. E poi sarà così davvero? Sarà così per te? Sarà cosi per me? Non mi resta che cantare a squarciagola con il buon Michael, nel viaggio di ritorno dal tribunale (lasciandomi andare per l'unica volta a un pianto con un accenno di singhiozzo) I haven't met you yet, Non ti ho ancora incontrata, e pensare per quell'attimo di illusione, che possa parlare di te.

Tags: valigie

Sab

01

Dic

2018

Senza Titolo

Sfogo di Avatar di MultiversoMultiverso | Categoria: Altro

Volevo solo dire al mondo che sono un’inguaribile testa di cazzo.

Tra una settimana parte, ma come mi viene in mente di fargli una t-shirt personalizzata e spedirgliela direttamente a casa? Perché sono demente? Oh yeah my friends, let’s say that out loud!🤦🏻‍♀️ 

Sab

01

Dic

2018

Che rottura di C....ni!

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Vi faccio un sunto dell’ultimo anno:  DI MERDA!

Ho 30 anni, laureata, con mille lavori per tirare avanti, fidanzata da 8 anni con interruzione di 3 con lo stesso. Sono amareggiata,  tanto. Da poco ho avuto una brutta notizia, sono stata operata due mesi fa al cuore, è andata bene, ma il responso: non posso avere figli. Che immenso dolore per me, non sono infertile, c’è solo il piccolo particolare che il mio cuore non supererebbe una gravidanza ne tantomeno il parto. Il mio fidanzato non vuole figli, direte meglio così. Un corno! Io ne voglio però, scartiamo l’adozione, lui non vuole il matrimonio, ecco che sono arrabbiata, ma follemente innamorata di lui. Sono un’idiota. Lo so.!!! E poi il lavoro! Ragazzi mi faccio un culo come un paiolo, ovviamente oltre a fare a gratis quello per cui ho studiato, faccio altro, commessa, cassiera, addetta gastronomia, fastfood ecc,.. ve ne dico alcuni.. Ma non riesco a trovare un cazzo di lavoro stabile, ma dico che ho fatto di male alla vita…, NO perché negli ultimi anni si è ben accanita con me, ho perso mio padre per un tumore, e poi i miei nonni, e poi il lavoro e ci si è messa pure la mia salute, in una settimana mi dicono: sospetto tumore ipofisi e cardiopatia da operare. Il tumore non c’era, ma che cavolo si settimane di attesa prima del responso. Il cuore invece no, malato, se ne sono accorti tardi, ovviamente il mio un caso raro ed anomalo , ma dopo un viaggetto fuori regione per operarmi, ho scelto il meglio per me! Dove abito io, di casi simili al mio max 100 l’anno in tutta la regioe.. Ergo di corsa a Ravenna, centro specializzato, 10000 casi all’anno operati , e sto come un picchio ora, il mio cuore reagisce alla grande, operazione non invasiva e sistemiamo tutto. Ovviamente ho dovuto smettere di lavorare, non potendo far sforzi, ed eccomi ad oggi, in disoccupazione, senza prospettive future certe, so che siamo davvero in tanti nella stessa situazione, ergo scusate lo sfogo, ma dato che a casa sono sempre positiva, sorridente, affabile, e nascondo il mio dolore bene, ho proprio bisogno di dirlo:” MI SONO ROTTA I C…..NI! “ e come dice Masini: “ VAFFANCULO! VAFFANCULO! VAFFANCULO!”

Sab

01

Dic

2018

Femminicidio

Sfogo di Avatar di WendyJWendyJ | Categoria: Altro

Care persone che vi lamentate del termine "femminicidio".Purtroppo l'italiano ha dovuto adottare questo termine in quanto nel nostro """"""""""bel"""""""""" paese, in un lasso di tempo molto breve, una donna viene uccisa da un uomo che aveva direttamente o indirettamente dichiarato di amarla e/o si considerava al di sopra di lei come persona in quanto provvisto di pene. Pene che, puntualmente, usa al posto del cervello.No, non esiste una violenza meno grave rispetto alle altre.No, non è un modo per "impedire agli uomini di essere uomini", in quanto per esserlo basta essere nati con un pene e/o riconoscersi come persone di sesso maschile.Sì, merita una categoria a parte, perché il femminicidio non si limita a terminare la vita di una donna, ma a denigrare la vittima come persona: "tu sei nata con la vagina, quindi non sei importante come me che sono nato col pene, ed essendo nato con il pene sono il tuo padrone e devi obbedirmi".Sfortunatamente questo pensiero è ancora molto diffuso nel 2018, e la sensibilizzazione a riguardo è estremamente importante per sdradicarlo dalle menti nostre e delle future generazioni.
E, comunque, dire che il termine femminicidio è assurdo vi porta indirettamente a sostenere la violenza contro le donne.Ebbene sì.Pensateci bene: un ragazzino che sente da suo padre una frase del genere ogni volta che si cerca di sensibilizzazarlo a riguardo, potrebbe sentirsi giustificato a fare del male alla futura fidanzata, moglie, figlia... perché in fondo, lui è un uomo, e gli uomini, si sa, sono possessivi e aggressivi; quando l'ha vista con un altro dopo solo due anni ad averla seguita in strada e sui social, ha avuto una crisi di gelosia, è un crimine passionale!
Sì, è giusto che esista il termine "femminicidio".

Sab

01

Dic

2018

Paga la perdita della verginità della figlia

Sfogo di Avatar di ScarsoFecciaScarsoFeccia | Categoria: Lussuria

Sono andato a fare i biglietti per il treno, con noi convive una ragazza che non conoscevo fino a ieri.

Questa ragazza viene con noi perché deve trovarsi con il suo ragazzo e fare sesso. Suo padre ha dovuto pagare 96 euro euro affinché questa giovinetta venisse a perdere la verginità con un tizio. Si poteva leggere la tensione e l'imbarazzo sulla fronte corrugata del pelato, la consapevolezza che stava pagando il servizio ad un completo sconosciuto e nessuno poteva farci niente, sua figlia lo teneva in pungo. Si illude che io sia una persona affidabile, gli ho dato l'impressione di essere un umano (scommetto che se fossi stato più basso la mia copertura sarebbe saltata), adesso devo essere responsabile di una diciassettenne disfunzionale e imbizzarrita, con gli ormoni che ardono per un filippino conosciuto online su un qualche discount tinder, come sfoghiamoci (che è molto più simile a tinder di quanto gli anonimi pensino).

Eh sì, tua figlia ha deciso che è il momento di perdere la verginità e tu devi scucire i soldi affinché ciò avvenga, succederà tra un mese il conto alla rovescia è già iniziato, che vuoi farci? eh? eh? Come pensavo, sei succube di tua figlia!

 

 

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