Souv3nir

Sab

09

Dic

2017

Sogno d'amore

Sfogo di Avatar di Souv3nirSouv3nir | Categoria: Accidia

A metà settembre scorso conosco una ragazza Ceca, in Italia da molti anni, 25enne, più giovane di me, con un bambino nato da un suo coetaneo con cui ha chiuso due anni fa. Vive con i suoi genitori ed il bambino a 25 km da me. Iniziamo a uscire. Lei introversa caratterialmente, si concede poco, ogni tanto mi da' rispostacce ma si vede che tiene a me. Quando usciamo si vede qualcosa di magico, non mi chiede nulla di particolare, basta solo la reciproca presenza. Niente terzi uomini strani, niente ombre. Ogni tanto l'ex , padre del bimbo le scrive, ma lei si nega sempre.Lei è corretta e leale, ci scriviamo molto ogni giorno. Problema: lei va a scuola la sera, quando io non lavoro. E spesso non combiniamo a vederci. Inoltre la mamma spesso fa i turni di notte nel fine settimana. Quindi se la mamma lavora lei resta a casa col piccolo (il padre di lei è inaffidabile). Per questo ci vediamo mediamente una volta a settimana. Dopo i primi baci finiamo "a letto" i primi di novembre ma niente. Lei non sembra pronta per il sesso ed io non insisto e non glielo faccio pesare. Io comunque mi sento preso. Due settimane fa decidiamo di andare sabato e domenica a Venezia e, stessa scena, lei non si concede. E io, il giorno dopo le dico chiaramente che qualcosa non funziona. Lei mi dice "io ho i miei tempi ma voglio stare con te".Ero sul punto di lasciarla ma la perdono. Le credo. Sento un sentimento verso lei. Settimana scorsa le dico che vado a casa dei miei distante 600 km, li vedo poco. Lei comprende. Io rielaboro il "caso Venezia" e domenica scorsa ridiscutiamo. Lei esasperata mi dice di andare oltre e che non ha senso star lì su cose già chiarite. La sera di domenica un suo amico (che era stato suo ex e col quale non aveva più grandi rapporti di amicizia. Anzi lei mi aveva parlato di lui in precedenza dicendomi di averlo lasciato perché non lo amava e di aver rovinato anche l'amicizia) fa un incidente mortale. Lei me lo dice, io reagisco con freddezza. Torno "su" col treno il lunedì, lei annulla il nostro incontro di martedì perché dice di andare in ospedale con gli amici: il ragazzo è grave e sta per morire. Io le dico ok fammi sapere se questo fine ci vedremo. Ne parliamo martedì, decidiamo di vederci o domenica (questa) o lunedì. La sera lei va in ospedale (questo dice) ed è irreperibile tutta la sera. Io preoccupato esco con un amico ma mi perdo (risparmio dettagli), il cell va in panne. Riesco a riaccenderlo solo la mattina alle 10.30. Trovo messaggi preoccupati dei quali uno alle 03.00. Le racconto tutto. Lei irriconoscibile mi dice "ok spero tutto apposto ma non ho voglia di parlare e comunque stasera non ci vedremo perché ho da fare". Chiedo spiegazioni. Lei, che solo la sera del lunedì mi aveva dichiarato un Sebtimento sicuro al 100%(parole sue) mi dice: sai come sto. Dopo quello che è successo non ho voglia e forze ler  uscire con nessuno". Insisto ancora, le chiedo un confronto dal vivo ma lei mi dice di voler chiudere la nostra frequentazione di due mesi e mezzo e da mercoledì pomeriggio è latitante. Nel frattempo il ragazzo ahimè muore. Per motivi di sintesi ho omesso un mondo di particolari. Io sto male. Ho pensato di andare davanti scuola la prossima settimana (questo fine sono riscappato lontano perché sapevo che non ci saremmo più visti) oppure di aspettare, oppure di inviarle dei fiori. Non so se è solo scombussolata dal momento e  arrabbiata con me-e quindi la situazione è recuperabile- oppure la sua decisione è definitiva. Io ovviamente non ho più insistito da mercoledì ma sto da cani.

Lun

14

Ago

2017

Stato confusionale

Sfogo di Avatar di Souv3nirSouv3nir | Categoria: Accidia

Single dal 2016, da quel momento tante avventure e nulla di più. Torno a giugno 2017 da sette mesi di lavoro all'estero per conto dell'azienda che mi da' da vivere. Impegni improvvisi dei miei amici più stretti mi costringono a rivedere bruscamente i miei piani per queste vacanze estive e decido di andare da solo in Thailandia. Sono tornato stanotte. Non sono andato lì solo per sesso ma soprattutto per staccare la spina e, quindi, c'è stato anche il sesso. Sesso in cambio di denaro con donne autoctone che non si vergognano del loro "business" e che la società non denigra. Nella vita, tanto più in queste circostanze, sono una persona estremamente razionale, uno che pregilige il pensiero, la valutazione. Volontariamente non ho cercato alcun contatto con italiani per evitare di "risentirmi" in italia in quella che per me doveva essere, e lo è stata, un'evasione totale dalla realtà quotidiana. Mi affianco ad un turista straniero, conosciuto casualmente in un ristorante. Con lui frequentiamo molti locali, conosco molte donne nei miei dieci giorni di permanenza e, come detto prima, scendo in intimità con tante di loro. Ma si sa: per quanto sia giovane ed ancora in forma sono solo un "cliente". Mai travisare con certe donne, per loro sono un mera fonte di guadagno e basta. Decido di concedermi un ultimo momento anche l'ultima sera di vacanza. E manco a farlo a posta conosco la causa di questo sfogo (causa presunta...). Lei è bellissima. Non so cos'abbia. Non so perchè, non so come mai. Ma appena la vedo l'ultima cosa a cui penso è il sesso. Lei, che ha un negozio, ogni tanto "arrotonda" con qualche turista. Non lo dice ma me lo fa capire. Trascorriamo due ore molto divertenti in discoteca e poi andiamo da me. E va a finire come si può immaginare. Avevo addirittura pensato di non fare sesso con lei ma di guardarla negli occhi e basta. Non so cosa mi sia successo. La mattina ci salutiamo, mi chiede per quanto tempo mi sarei ancora trattenuto in vacanza e io, in stato veramente confusionale, le dico che avrei avuto ancora qualche giorno (quando, invece, dopo 8 ore sarei stato su un aereo). Lei mi dice che mi avrebbe chiamato dopo lavoro, lo fa chiedendomi di rivederci in hotel. E io, con una scusa, rimando. Oggi si è fatta risentire.

Il punto della questione è: so che quello che ho scritto è paradossale. Parliamo di una donna che, a meno che non ricadiamo in un caso raro, so benissimo mi veda come una mera fonte di guadagno (pur non avendomi mai chiesto dei soldi). Parliamo, se mai ci fosse bisogno di aggiungere altro, di una donna che evidentemente ad un lavoro regolare ne affianca uno "sottobanco" e che vive dall'altra parte del mondo. Eppure io, che - lo ripeto - ho avuto tante, tantissime donne, sto veramente male. Ma non so perchè sto. Sto male perchè è finita la vacanza e ho salutato quella splendida persona del mio amico senza sapere se e quando lo rivedrò? Sto male perchè non rivedrò più lei quando invece avrei voluto? Sto male perchè in lei c'è qualcosa che mi pizzica nell'animo e non riesco a capire cosa? Cosa devo fare con lei?

Voi forse saprete rispondere. Oggi, mentre ero in aereo ho trovato anche una mia personalissima chiave di lettura. Magari semplicemente aggiuntiva e non escludente delle altre possibili:  il mio stile di vita, estremamente improntato su me stesso, sulla mia libertà, solo sulle mie esigenze forse non va più bene alla mia mente. Il mio corpo riesce ancora a sostenere delle decisioni che, molto probabilmente, non sono più totalmente in linea con quello che c'è da qualche parte dentro di me. Il fatto che una donna, che per un puro caso del destino è esteticamente come vorrei, ride come vorrei, mi guarda come vorrei, mi abbia provocato questo antipatico stato confusionale (sempre ammesso che sia lei la causa di tutto questo, perchè sono confuso e non lo saprei dire con certezza) deve farmi riflettere, per di più se si tratta di una che ha scelto di fare saltuariamente la prostituta e che si trova a 15.000 km di distanza.

Cosa fare?

 

Sono un po' in guerra con me stesso. 

Mar

05

Mag

2015

La nostra barca che sta per affondare.

Sfogo di Avatar di Souv3nirSouv3nir | Categoria: Accidia

I veterani del sito sicuramente si ricorderanno di me. Poco più di un anno fa ho conosciuto una ragazza dalla quale mi sono sentito rapito subito. La strada, che si era messa in salita per via di un mio errore durante la fase di conoscenza, si era poi piano piano "addolcita"; avevo tirato fuori il meglio di me, forse per nessuna prima di lei. Ci fidanziamo, ed inizia la nostra storia. Dopo quattro mesi una parte del mio cervello, forse inconscia, nutriva già dei dubbi. Non mi vedevo in una convivenza con lei, non mi vedevo in una vita con lei (nonostante io, per ora, rifiuti l'idea di un matrimonio); "è normale, è presto e sono uno lento a convincermi", dissi a me stesso. Vissi una lunga ed estenuante fase di "disincanto" in cui arrivai molto vicino a toccare con mano l'idea di lasciarla. Anzi, avevo praticamente deciso di prendermi una pausa, solo che non lo feci perchè lei era prossima a discutere la tesi di laurea. Ingoiai il rospo e, salvo qualche incomprensione/litigio abbastanza fisiologico a quel punto, decisi di andare avanti ed aspettare una qualche illuminazione. Ci "lasciammo per finta" 2 o 3 volte, ma era solo una finzione, appunto. Nulla che volessimo entrambi, quind, dpo il litigio, tornava sempre il sereno. Nel frattempo, pur non amandola (perchè non la vedevo al centro di una mia eventuale vita futura, nel senso che non vedevo in lei tutte le caratteristiche che vorrei nella mia donna), mi legavo a lei sempre di più, a livello affettivo. Il bene, l'affetto, che provavo nei suoi confronti cresceva a dismisura, lentamente ma cresceva. Le idee di lasciarla, che ogni tanto riaffioravano, divennero pian piano remote. Erano un incubo che ogni tanto tornava. Il mio incubo di stare anni con una ragazza a cui voglio solo tantissimo bene e da cui, in virtù di questo enorme affetto, non sarei mai più riuscito a staccarmi. Ma lo ricacciavo. Una parte di me mi diceva che lasciandola mi sarei privato di una persona troppo importante affettivamente, e che avrei sofferto. Tanto o quasi-tanto non importa, sapevo che avrei sofferto. Lei, carina, con me sempre educata ed attenta, gentile, si era però accorta che in me era cambiato qualcosa rispetto all'inizio. Che forse da parte mia c'era solo un sentimento di affetto, ma non di amore. A causa dei grossi impegni del mio lavoro, cresciuti negli ultimi mesi (e totalmente diversi rispetto a quelli che avevo quando ci fidanzammo), lei lamentava anche una specie di solitudine, si sentiva trascurata, messa da parte. E io un po' ci marciavo: è vero che nel fine settimana capitava che due giorni lavorassi, però ne approfittavo anche per "rifiatare" un po' da solo. La sua sensazione, quella di non essere amata, unita al suo sentirsi trascurata (non mancavano comunque le belle serate insieme, le tante cene a casa mia, i momenti vissuti insieme) l'avevano molto cambiata negli ultimi due mesi. Così, è entrata da gennaio in una sorta di spirale che la portava a lamentarsi spesso, a pretendere, a non capire i miei reali impegni lavorativi. E io, nel frattempo, cercavo solo rimedi temporanei, panacee momentanee che rimandavano solo il problema. Circa 8 giorni fa, domenica, davanti alla sua ennesima paranoia, al suo essere scocciata, al suo "sai bene cosa c'è", oltretutto mentre andavo a lavorare, non ho retto e, dopo la chiamata, l'ho congedata con un addio via sms, a cui lei non ha risposto. Stamattina, dopo 8 giorni di silenzio assoluto e reciproca mancanza di contatti con ogni mezzo, mi ha scritto un sms in cui sostanzialmente mi ha detto che "la situazione si è incancrenita e a questo punto non è più possibile tornare indietro. La nostra storia resta un buon bagaglio per entrambi, ma auguro ad entrambi tempi migliori". Istintivamente son andato sulla difensiva e, dai successivi scambi di messaggi, è venuta fuori parte della sua rabbia, del suo risentimento. Non vuole più parlarmi ne' sentirmi. Nonostante la mia scarsa trasparenza nei suoi confronti, non l'ho mai colpita in momenti dove sapevo di poterle fare molto male. Lei invece, in un momento in cui sono pieno di lavoro fino alla nuca, l'ha fatto. In questo momento, inoltre, le mie due persone di riferimento sono, per vari motivi, mentalmente e fisicamente lontani. Uno è in attesa di un secondo figlio, e sta lasciando il luogo dove lavoro per trascorrere diversi mesi a casa della moglie, distante 900 km. L'altro mio "confidente" è alle prese con una frequentazione importante, è poco lucido e non ha il 100% del raziocinio da dedicare alle mie beghe. Quindi, rieccomi qua. Questa situazione mi ha fatto molto riflettere in questi giorni. Uno di quei due miei amici mi ha scritto: "so che ti manca ma devi essere lungimirante e non egoista. Cerca di capire se è amore o se stai male solo perchè ti manca la sua compagnia. Se il caso è il secondo, lasciala stare e non farla soffrire." Ha ragione. Il punto è che io vivo nel dubbio atroce di non aver riconosciuto io stesso l'amore per lei, di averlo confuso per forte affetto. Di essermi innamorato e di non essermene accorto o, peggio, magari me ne accorgerò in un futuro, quando ormai sarà già tardissimo. Ho paura di me stesso in questo momento. So solo che mi manca tantissimo, ma non so se per amore o perchè temo di ritrovarmi solo. Molti lati del suo carattere, del suo modo di fare con me, sono sicuramente rari. C'è una parte di me che mi dice che, anche se mi rendessi conto adesso di non amarla affatto, mi farebbe morire l'idea di vederla con un altro. Dvvero non so. E fino a sabato non posso nemmeno "tentare" di vederla perchè ho preso qualche giorno di ferie e sono lontano. Eppure ho la sensazione che i tempi siano maturi e che, comunque, io debba decidere cosa fare. Ammetto di non riuscirci da solo.

Tags: accidia

Ven

30

Mag

2014

Paura di far male a me stesso ed a lei.

Sfogo di Avatar di Souv3nirSouv3nir | Categoria: Accidia

Sono fidanzato da pochissimo con una ragazza che ho conquistato con fatica. Un corteggiamento non lunghissimo ma estremamente impegnativo, vista la diffidenza da parte sua. Ricordo ancora le lunghe telefonate, i tanti chilometri con la mia macchina, i tanti soldi spesi in cene, serate ecc. La vedevo come la persona giusta, soprattutto dopo aver rischiato di perderla per sempre in seguito ad una "cavolata" da me commessa ad inizio frequentazione. Sono stato bravo e testardo, alla fine si è innamorata di me, totalmente, e ci siamo messi insieme. Col passare delle settimane, però, la "nebbia" che mi avvolgeva, l'esaltazione, l'adrenalina che avevo all'inizio si sono lentamente assopite. Lei, inizialmente molto sulle sue, ora non può fare a meno di me. Sovente ho la netta sensazione che la sua felicità, il suo star bene, dipenda troppo dalla mia presenza, dal mio esserci sempre e comunque. Io ho cominciato a sentirmi sempre meno preso, la bacio di meno, la guardo con occhi diversi, colgo molto più facilmente i suoi difetti, non brucio più dentro come prima. Molte delle persone a me vicine che l'hanno conosciuta non fanno altro che ripetermi :"non sai quanto sei fortunato". Lei infatti è premurosa con me, ha la freschezza della sua (nostra) giovane età, è frizzante, di una bellezza semplice, fresca. E' pura. Ha un sorriso della limpidezza di una bambina. E' ingenua, sensibile e, soprattutto, conta molto su di me. Qualche settimana fa, io che vivo con un ragazzo che lavora con me, avevo deciso di traslocare in un'altra casa, in modo da poter condividere con lei "i nostri" momenti assai più liberamente (in casa dove sono ora è praticamente impossibile, sia per spazi che per la presenza del mio amico-coinquilino). Ero pronto al sacrificio economico pur di migliorare ancor di più il nostro stare insieme. E, ora, sto tentennando anche su questa scelta. Il proprietario continua a chiamarmi ma mi sono ben guardato dal mettere la mia firma sul contratto. Ma non potrò tentennare ancora per molto, qualche altro giorno, forse. Non capisco il perchè mi stia accadendo questo, perchè questa perdita di entusiasmo da parte mia. Lei, intelligente, se n'è accorta, ma sono riuscito ad addebitare gran parte della colpa all'intenso momento lavorativo che sto attraversando. E pare essersela bevuta. Ora, qual è il mio problema? Non so che fare. Se lasciarla, distruggendola ad un mese dalla sua discussione della tesi in ingegneria oppure aspettare, vedere se è quello che voglio veramente? E la casa? Davvero conviene farmi carico di uno sforzo economico maggiore (affitto da solo) oppure è meglio lasciar perdere? Le voglio un gran bene, enorme. Ma davvero non so se l'amo. Ci sono momenti in cui preferisco davvero stare con i miei amici.

Dom

09

Feb

2014

Sono a pezzi

Sfogo di Avatar di Souv3nirSouv3nir | Categoria: Superbia

Inserisco questo sfogo nella "superbia", anche se non credo ci sia una "categoria" per quello che mi è successo.

Essendo single da un po', mi sono iscritto ad una community a livello regionale e circa una settimana fa, su quel sito, ho conosciuto una ragazza.

All'apparenza era perfetta: carina, semplice, riservata....e tante altre cose rientrano nel mio ideale di donna perfetta. Comunque, per farla breve, iniziava una fitta corrispondenza di messaggi (ho sempre evitato di chiederle il numero, la conoscevo da troppo poco tempo) in cui, compatibilmente con il poco tempo di conoscenza, entrambi mostravamo un certo forte interesse. Sembrava procedere tutto molto bene. La cosa mi piaceva...nonostante il mio modo di apparire da "snob" sono un ragazzo tranquillissimo, mi piacciono le ragazze come lei. Ieri pomeriggio mi contatta dicendomi che in serata sarebbe finita nel locale più grande e famoso della zona, dove io, forse,sarei poi andato con due miei amici. Al locale ci vado, ma non glielo dico. Motivo?? La sera prima, e questo lei ovviamente non lo sa, in un incontro "occasionale" una signorina mi aveva devastato il collo di "succhiotti"....ero costretto a tenere la sciarpa, ma con lei volevo trovare un modo sicuro per non rischiare...e quel modo era evitare di incontrarla. Andavo in discoteca già con 3 negroni sullo stomaco, tanto non guidavo non volevo approfittarne. Nonostante le quasi duemila persone, ironia della sorte, decido di accompagnare il mio amico al guardaroba (aveva bisogno di lasciare il maglioncino). E lei era in coda in quel momento. Cerco di non farmi vedere. La mia pensata in quel momento fu quella di togliermi la sciarpa, perchè in alcune foto del mio profilo facebook la indossavo. Era un tentativo di rendermi anonimo (per i succhiotti). Lei invece mi nota e si fionda da me per salutarmi e presentarsi dal vivo, per poi raggiungere il suo tavolo con le amiche. E lì' iniziano le mie paranoie, temevo che, complice la luce, lei potesse aver visto tutti i miei "bei" segni sul collo. Dopo dieci minuti di sfogo contro il mondo decido di cercarla; lei era seduta che scrutava la folla, non so se in cerca di me. La invito a bere. Lei accetta. Arrivo alla cassa per offrirle l'analcolico e tre individui assurdi mi bloccano, convinti che li avessi spinti per farmi strada. Dato il mio carattere focoso, inizia una discussione di abbondanti 3-5 minuti che, indovinate un po', dirime proprio la mia amica "smettetela, non ha colpa nessuno, lasciate perdere, ciao". Con fatica le offro sto benedetto cocktail...Tiro fuori il meglio del meglio di me (oltre a sistemarmi lo sciarpino strategico). Lei ride, sembra in modo sincero, si fa abbracciare, mi guarda fissa negli occhi, mi guarda le labbra...insomma, non so se nell'incontro al guardaroba di prima fosse riuscita a vedere i regalini sul collo, ma era davvero simpatica, bella, disponibile con me....Sentivo forte la sensazione di aver dimostrato dal vivo la forte simpatia ed il carisma emerso solo tramite messaggi su internet. Vi posso garantire che questo "2ndo incontro" mi aveva lasciato la netta sensazione di essere andato benissimo. Dopo 30 minuti mi chiedeva gentilmente di essere riaccompagnata dalle amiche, rimaste sole senza di lei. Riesco addirittura a tenerla per mano tra la folla. Da quel momento in poi, complice forse l'euforia ed il fatto che non guidavo io, iniziavo a bere tremendamente, almeno altri 3 negroni, ma lontano da lei, dalla sua vista. Se fossi andato via dal locale in quel momento sarebbe stato meglio, perchè avevo quasi "risistemato tutto", invece mi ero tramutato in un alcolista allo sbando. Ma non ero fuori, ero ancora presentabile. Ad un certo punto, complice sicuramente l'effetto negroni, la vedo parlottare con un ragazzo. Attendo che finissero di parlare e mi faccio notare da lei; avevo una faccia che manco Joker. Sorriso sarcastico, totalmente ingiustificato. Le indico di venire da me con la mano, lei viene. Parliamo. Non ricordo cosa le possa aver detto, so solo che ad un certo punto lei mi dice "ahhh stai facendo il geloso"... non ricordo la risposta, ero molto alticcio anche se, ripeto, assolutamente non impresentabile, e provo a baciarla, senza successo. Lo so, era da evitare. Lei mi dice: "hai provato a baciarmi, non dovevi farlo, e comunque sto andando via con le mie amiche". Ed effettivamente abbandona il locale. E qui iniziava la parte dura per me. Mi sono addossato tutte le colpe di non so cosa, ero nervoso e deluso...al ritorno ho avuto un plateale sfogo in macchina con il mio amico...ero pessimo. Non riesco ad accettare l'idea di aver compromesso tutto il buono che ero riuscito a fare, per colpa del destino e per colpa mia (soprattutto mia). Torno a casa e sprofondo nel sonno per svegliarmi adesso. Mi connetto tramite cell a quel sito di chat della regione (ripeto non ho il suo numero e non gliel'ho mai chiesto) e trovo una sua visita al mio profilo delle 7:00, circa due ore prima.

Sono in paranoia totale e sono anche a pezzi, avrei voglia di rompere tutto. E lo so, in questo momento non sono razionale. Ve lo confido, lei mi piace molto. E l'idea di aver compromesso quella che fino a quel momento era stata una splendida corrispondenza, seppur virtuale, con un fiore di ragazza del genere, mi turba, mi distrugge. Perchè in questo momento preciso, è a me che do' tutte le colpe...ed è una sensazione terribile. Sento di aver bisogno delle parole di persone razionali. Sto male. Posso sembrare un sedicenne ma non riesco ad inquadrare in modo distaccato tutto quello che è successo e non riesco, quindi, a capire come agire ora, se agire, ed a fare una previsione di come potrebbero andare le cose. Non voglio perdere la possibilità di continuare questa "conoscenza" con lei. Ma al tempo stesso sento di essere stato un cretino, e la cosa mi devasta nel vero senso della parola. Grazie e scusatemi.

Dom

19

Gen

2014

Me lo porto dietro da un po'...

Sfogo di Avatar di Souv3nirSouv3nir | Categoria: Accidia

Penultimo anno di università; conosco una ragazza fantastica, laureanda anche lei. Scambiamo i contatti fb, poi anche i numeri. Ci sentiamo a cadenza giornaliera, entrambi speranzosi che tra noi ci potesse essere qualcosa di sempre più serio e bello. Dopo circa un mese di contatti serrati, decidiamo di rivederci. Appuntamento d'estate, caldo assurdo. Un caffè, chiacchiere disparate, la riaccompagno. Dopo un silenzio di un giorno da parte sua, la contatto con l'intenzione di chiederle, in modo implicito, quali fossero le sue impressioni in merito a noi, alla nostra ipotetica frequentazione ed al nostro incontro. Mi dice senza mezzi termini di essersi trovata bene ma che la chimica che pensava di sentire non c'era stata, non si era sentita attratta. Al che io, in quel momento molto incline a fare cavolate, l'avevo presa malissimo, per vari motivi: innanzitutto perchè avevo avuto sempre un ottimo riscontro con le donne e la mia mente (non lucida in quel momento) non accettava quel "verdetto", e poi perchè si, ero pesantemente infatuato. Avevo costruito un castello che mi era crollato davanti agli occhi. Mai prima di quel momento una ragazza mi aveva dato quelle sensazioni; ne avevo avute tante, avevo "navigato" per i miei 24 anni di quel momento ma...niente, nessuna mi aveva trasmesso le stesse sensazioni. La sua era una vita monastica, intermanete dedita agli studi ed al successo universitario. Bellissima ma anche meritevole, spesso studiava anche 14 ore al giorno. Dopo varie ulteriori conversazioni su fb, lei (a distanza di mesi) mi invita ad uscire di nuovo; ci vediamo scherziamo, diciamo di doverci rivedere. Io nel mentre però mi oriento verso altri lidi, conosco la donna con cui sarei stato 8 mesi, e che poi avrei lasciato per motivi caratteriali. Su fb lei scopre di avere dei libri utili alla mia tesi, non so se per pretesto o per reale spirito di collaborazione ma mi invita nuovamente ad uscire. Io temporeggio; lei dopo un mese si cancella da fb, io mi fidanzo. Ci perdiamo di vista, e perdo anche il suo numero. Il mio telefono finisce sotto le ruote di una macchina. Tutto questo accadeva a febbraio '12. A ottobre '13, dopo circa un anno e mezzo, trovo un messaggio su whatsapp da un numero sconosciuto. Osservo bene la foto profilo, e senza difficoltà capisco si trattasse di lei. Si era laureata, si era fidanzata e si era anche lasciata, da circa 2 mesi. Io anche le racconto le mie avventure. Messaggiamo con buona costanza per circa 2 settimane sino a che lei non mi fa mistero di volermi rivedere. Lei mi chiede anche dove fossi finito dopo la laurea, e se mi fossi trasferito nella città vicina alla nostra università così come le raccontavo ai tempi degli studi. No, io ora lavoro 400 km più lontano però, non so perchè, forse per non "smontare il suo interesse", forse per prendere tempo, le mento, le dico di essere finito lì dove volevo andare, a 1 ora di macchina da lei. Lei entusiasta, spingeva tantissimo per rivederci. E qui ho iniziato a barcollare. Perchè? Non mi sono spaventato per la distanza ma iniziavo a pensare che "sacrificarmi" in quel modo per andare a vedere una persona con cui non era andata bene due anni prima forse non era il caso. Pensavo al perchè si fosse rifatta viva dopo un anno e mezzo, se davvero per curiosità ed interesse verso la mia persona, o forse solo per noia. Pensavo al fatto che della sua amicizia eventuale non me ne sarei fatto nulla, non andavo a farmi 400 km per ritrovare un'amica. Nella mia mente avrei solo voluto farla mia. Eppure titubavo, anche se il fattore bugia sulla distanza non mi aveva mai bloccato, non era un peso per me. Così come non lo erano i soldi. Complici distrazioni femminili in quel momento (frequentavo una ragazza che ho allontanato dopo aver scoperto che non mi piaceva), complici i miei dubbi e complici anche impegni di lavoro, prendo tempo. Posticipo per ben 3 volte gli inviti. E nel frattempo io non la cercavo mai, era lei che mi cercava sempre per prima. Non so come dirvelo ma ero in "freeze", mai sperimentata una cosa simile in vita mia. Vinto dai dubbi, da quel freeze che in realtà potrebbe essere anche della sana mortale accidia, non l'ho mai ricontattata. E lei non si è fatta più viva, forse sentendosi presa in giro. Eppure io le voglio bene, mi piace. Non l'ho mai dimenticata davvero ed ancora oggi, nonostante le tante frequentazioni, non ho più trovato una come lei. Da novembre non ci sentiamo. In gennaio ho contattato un mio vecchio amico dell'uni. Abbiamo programmato di ritornare nella città in cui studiavamo per farci un fine settimana tra 2-3 settimane. La città dove abita lei. Non so perchè l'ho fatto, forse incosciamente è una spinta che mi sto dando per convincermi di ricercarla, non lo so.... Sta di fatto che ho quasi definito tutto per il fine settimana col mio amico ma io non l'ho ancora cercata. Un mio amico intimo, due settimane fa, mi ha detto "non puoi restare a vita col dubbio. Se ti piace così tanto corri da lei"...Ma c'è ancora qualcosa che mi blocca. Che fare? Non lo so, se vi va pronunciatevi...e scusatemi per la lunghezza ma quest'acqua giaceva nel vaso da 2 anni.

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