Ira
Sfoghi: (Pag. 393)
Gio
26
Mar
2015
L'ipocrisia dei giorni nostri
Che rabbia le persone che negli anni '80-'90 hanno beneficiato di un sistema fiscale libertino senza controlli e di posti di lavoro aperti a molte più persone di quelle che effettivamente servivano, che ora fanno la morale a tutti e vorrebbero più controlli!
Eh no miei cari, quando voi ne potevate approfittare ne avete approfittato, ora che non avete più la possibilità di farlo questo non vi sta più bene eh?!
Fate parte dello stesso sistema.
Gio
26
Mar
2015
Tornate a scuola please
Io vorrei fare una cosa tipo "Notte del Giudizio" (se non sapete cos'è googlate) contro quelle persone che scrivono
"non c'è la faccio"
"ce lo"
"ho dato da mangiare hai cani"
"fa questo ho ti attacchi"
"mi ai detto che"
e i vari "nn,sn,k,xk,ttt,tv1kdb,tadb"
giuro, siete imbarazzanti.
Mer
25
Mar
2015
Il tamarro di turno.
Con quella tua camicia rosa sbottonata ed esageratamente squallida, con la tua camminata altezzosa, sembri tutto tu. Ti puzza il fiato e le troppe lampade ti hanno fritto il cervello che sarà grande quanto un fagiolo circa, ma muori male aborto mal riuscito.
Mer
25
Mar
2015
Genitori depressi e schizzoidi
Se avessi più soldi andrei anche via...ho 25 anni e per fotuna sono autonoma ma mi mancano soldi e non posso vivere sola! Ho già convissuto due volte i passato quindi il ritorno in casa è stato brutto... all inizio tutto bene poi ecco che i problemi che i miei hanno sempre avuti e he mi hanno subdolamente rovinato la vita si son mostrati meglio. Ora sono più matura e capisco.
Mia madre depressa che parla da sola, sembra uno zombie, tutta hobba e che si comporta da bambina. Mio padre irascibile e bilioso, che spende soldi in sigarette e moment, con cui non ci si può parlare, che un momenti ride e il momento dopo ti può anche ammazzare. Ovviamente non si sopportanO. Nessuno è mai entrato in casa, è un letamaio.
Io non vivo sulle loro spalle, contribuisco ma sul serio adesso sono al limite. E non sono brava e buona. sono figlia unica e non ho pietá per chi a 53 anni suonati non è in grado di stare al mondo. A volte mi sale l acido e la tentazione di tirare un pugno a mia madre c è. Non lo farei mai ma credetemi c è. lo stesso con mio padre: con lui non mi fermerei, basta solo che faccia un mossa falsa.
Basta far figli se non siete neanche capaci di badare a voi stessi!!! Basta legarsi a persone se manco siete in grado di star bene con voi stessi
Poi mi dice -sottovoce e tra se e se ovviamente, come se non volesse farsi sentire -" siete proprio uguali.." (io e mio padre). Si, e sarebbe una bella idea che ti lanciassi giu dal balcone! Affanculo! Gente che si reputa matura ma dovrebbe solo andare al manicomio!!
Mer
25
Mar
2015
Le persone false e ipocrite
Davvero delle volte mi chiedo come certe persone riescano ad arrivare ad essere così ipocrite e finte..
Se ripenso a tutte le volte che "persona X mi ha ferito troppo", "persona X mi fa del male, fortuna ci sei te", "non mi farò mai abbindolare di nuovo da persona X". Ti dicono che non stanno più in contatto con determinate persone (da cui poi tu le hai difese a spada tratta quando ti hanno umiliato e "tradito")
E poi? Poi su Facebook vedi che addirittura si fanno i selfie assieme e ridono felici e contenti come se nulla fosse (più annesso regalo di anniversario della loro amicizia)..
Ma perchè fare così?
Sai cosa? Carissima, adesso tieniti la tua adoratissima "persona X", e mi venisse un canchero alle corde vocali se dovessi ricacciare una parola per difenderti.
Mer
25
Mar
2015
Voglia di omicidio..
..perenne!
Da anni faccio un lavoro che detesto, che mi mette a contatto con tanta, troppa gente ogni giorno..che non mi da soddisfazioni, oltre a darmi uno stipendio da fame.
So che per il periodo corrente non dovrei lamentarmi, che alla fine mi da da vivere, che ci sono persone più talentuose e meritevoli di me che un lavoro manco ce l'hanno. Ma non posso negare l'evidenza..come il fatto che molti miei colleghi siano degli ignoranti e/o maleducati, che certe volte non sanno nemmeno mettere due frasi di senso compiuto insieme..
Mi sono fatta cambiare sede per la disperazione, qui va molto meglio, ho a che fare con meno gente e meno dementi.
Ma la voglia di fare uno sterminio di massa rimane, soprattutto quando una che non sa nemmeno cosa io stia facendo in quel momento (mi sono stati dati alcuni incarichi extra perché sta qui di certo non ci arriverebbe), si permette di intromettersi e rompermi pure le palle.
Avrei voglia di buttarla fuori dalla finestra e mandare affanculo tutti. Non ce la faccio più.
Mar
24
Mar
2015
Fermate mia cognata!
Devo assolutamente sfogarmi perché non so più come gestire mia cognata!!!
Lavora nel negozio di mio marito e approfitta sempre della parentela per fare come le pare e piace. Lui di tanto in tanto le fa delle scenate, la situazione "migliora" per due giorni e poi lei riprende a farsi comodamente i cavoli suoi.
Poi lui chiede consiglio a me, io cerco di calmarlo, anche se la penso esattamente come lui anzi.. anche peggio!
Sto cercando di evitare di raccontargli quello che combina quando lui non c'è e di metterli uno contro l'altra, però questa cosa mi crea uno stato di forte stress, senza contare poi che sono incinta!
Lei è una grandissima egoista e non si rende conto che in un qualsiasi altro posto di lavoro non sarebbe durata tre giorni con questo andazzo.
L'ultima che ha fatto? io e mio marito dobbiamo andare in ospedale per delle visite dalla mattina presto fino a ora da definire, e lei ha detto che non ci sarebbe stata quel pomeriggio, quindi lui deve andare per forza a lavoro e io ho dovuto chiedere ai miei genitori di accompagnarmi. Pochi giorni fa le "scappa" che il suo grandissimo e improrogabile impegno è quello di andare al cinema con le figlie. Per fortuna sua lo ha detto a me e non al fratello sennò succedeva il finimondo! Il problema è che ora io sono infuriata e non so per l'ennesima volta se coprirla o farle fare il caziatone che si merita. Non mi va di essere "la causa" della lite, ma sinceramente ogni volta che non parlo accumulo molto stress e mettendo le due cose sul piatto della bilancia non so qual è il male minore.
Datemi un consiglio....
Mar
24
Mar
2015
Qual รจ il problema?
Ho 21 anni e no, non sono fidanzata. Perché mi sfogo? Perché mi sono scocciata di sentirmi dire quasi tutti i giorni da mia madre, dalle mie zie e da tutte quelle cazzo di pettegole del cazzo (conoscenti, manco amiche, di mia madre e le mie zie) le solite cose, tipo.. "Ma sei una bella ragazza, come fai a non avere un ragazzo, HAI 21 ANNI!" "Devi trovarti un ragazzo, sennò quando ti sposi!", questo è da parte delle PDC e le mie zie! Poi mia mamma a.. "Io a 14 anni già ero fidanzata con tuo padre!" "Ma non ti senti con qualche ragazzo?". "Quando mi porterai a casa qualcuno? Sai che bello un giorno, che mangiamo tutti insieme!". Ma io dico, qual è il problema? Giuro sta situazione mi fa innervosire. Meno male che almeno papà non mi dice niente a riguardo! Mia madre già prima ne parlava, ma adesso insistentemente dato che mio fratello che è più grande di me, é fidanzato con una che non piace nè a me nè a mia mamma per vari motivi. Questa viene a casa a mangiare quasi sempre, e mia mamma mi dice sempre che vorrebbe che a casa a pranzare ci fosse qualcuno per me, e non quella. Ma io non sono una che si mette con il primo che capita. A differenza di alcune mie coetanee, sono molto giudiziosa, non mi metto con chiunque. Quindi se si fa avanti uno che non mi garba per niente io non ci sto. In effetti, io riconosco le mie qualità, mi ritengo carina, socievole, intelligente. E i ragazzi che conosco e che ho conosciuto sono tutti degli emeriti cretini. E quindi, mi sono scocciata di sentirle parlare. Non so come mandarle gentilmente a fanculo. Qua già parlano di matrimonio e cose del genere!
Lun
23
Mar
2015
A volte mi odio
A volte mi odio troppo. Anche se dico che smetto ricomincio sempre a fumare... mi prenderei a sberle da solo!!
Dom
22
Mar
2015
Friendzone
Ho scritto varie volte confessioni con l'anonimo, alla fine ho deciso di iscrivermi e farlo con il nickname.
Sono molto contenta che qui nessuno mi abbia mai aggredita e che, anzi, voi abbiate cercato di darmi qualche consiglio perdendo qualche minuto del vostro tempo per i miei sfoghi, pur non conoscendomi... e spero che questo non cambi le cose.
Dato che molti parlano delle proprie esperienze negative con "ragazze che mi hanno ingannato" o "le donne sono tutte troie, mi hanno usato" vi voglio raccontare la mia esperienza, così potete leggere anche l'altra faccia della medaglia.
Ho frequentato per un buon periodo di tempo un ragazzo (nome di fantasia: Luca) principalmente perchè lui non ha voluto mollare. Non abbiamo cominciato nel migliore dei modi: io non avevo mai avuto un ragazzo o un'esperienza di alcun tipo, lui al terzo appuntamento mi chiuse in macchina e mi mise le mani addosso dicendo che io dovevo capirlo che per portarmi fuori tre volte lui di certo non lo faceva senza un interesse e che a tutte le tipe che frequentava lui piaceva il suo modo di fare; la cosa finì, neanche troppo sorprendentemente, con uno spintone per lui e io che sono uscita dalla macchina senza salutare. Lui se la prese con me, dandomi della bambina, che quelle come me manco all'asilo nido, e che dovevo dirgli subito che non mi piaceva se no poi soffriva. Ebbene, io gli dissi la verità: punto uno, poteva cercarsi le donne adeguate alle sue esigenze, punto due, non mi piaceva, lo conoscevo troppo poco e soprattutto mi sembrava una scusa per dirmi 'senti non voglio perdere tempo con una che non me la da, dimmelo subito così passo a un'altra'.
A lui stranamente questa cosa è piaciuta assai e da allora si è intestardito.
Nonostante io all'inizio fossi restia, complice un'amica di merda mia e il suo cugino, alla fine ci incontrammo di nuovo e cominciammo a uscire un po' più spesso. Studiavamo in due città diverse e quindi non ci vedevamo molto di frequente, se sommassi le nostre uscite potrei racchiuderle in un mese diciamo: capisco che lui comincia ad affezionarsi troppo, cerco di mettere un po' di distanza e preventivamente gli ricordo che io lo vedevo come un'amico. Anche se non mi invitava mai in vacanza con lui, non mi invitava alle feste (ci andava solo coi suoi amici e guai se mi autoinvitavo) e in generale in qualunque posto che non fosse l'unico dove non potevo andare, ossia casa sua quando era libera.
Lui, l'ho capito molto dopo, non mi ascoltava: il semplice fatto che non gli togliessi il saluto sembrava un 'prima o poi ci sta'. Alternava momenti romantici in cui davvero ero sul punto di cadere ai suoi piedi credendolo il mio uomo ideale a momenti di assoluto trash in cui mentre camminavamo per strada all'improvviso mi sbatteva contro un cancello per provare a fare cose, dicendo che finalmente non c'era un tavolo a separarci e che in fondo lui si sentiva rifiutato dai miei continui "no".
E poi via con la tiritera: se mi rifiuti mi spezzi il cuore, ecc. voleva farmi sentire in colpa, ma gli volevo bene, più di un amico, e anche se non mi attraeva fisicamente ero disposta a passarci su. Gli dico comunque che continuo a vederlo come un amico e per sempre sarà così per me, se non gli stava bene potremmo non vederci più: e lui, di nuovo, che era tutto ok. Ma questo solo perchè non c'era ombra di altri uomini all'orizzonte e si credeva l'unico.
Alla fine mi baciò: lui per me è stato il primo, non avevo mai baciato nessuno e... non ho provato assolutamente nulla. Bruttissimo campanello d'allarme. E lì ero ancora più decisa a fermarlo prima che fosse tardi, anche se avevo capito che ormai avrebbe sofferto molto: come se non bastasse, quando provai a dirglielo lui mi fermò dicendo che se gli davo una risposta negativa allora lui avrebbe sofferto per mesi e non si sarebbe laureato, che da me dipendeva la sua laurea, ecc. Sarò stata sciocca, mi sentii in colpa e lo presi in parola: non volevo che si rovinasse i suoi brillanti studi e che, in un periodo così stressante, lui avesse anche da soffrire una delusione amorosa; gli dissi che il giorno della sua laurea gli avrei dato una risposta, perchè lui insistette che dovevo dargliela il giorno della sua laurea.
Fino ad allora non lo chiamai nemmeno una volta.
Mi sono fatta nove ore di treno da sola con cinque cambi muovendomi in una città che non conoscevo per non mancare: ero, in realtà, ancora indecisa ma ero felice di prendere parte alla sua laurea. Gli volevo comunque bene, e molto.
Però quel giorno, dopo un brillante 110 e lode, mi lasciò con i suoi amici che cominciarono a insultarmi perchè "non gliela da" e "ma manco il culo si fa toccare", vengo a sapere anche di un paio di ragazze extra di cui non sapevo niente (non gli facevo domande, lui invece era talmente geloso che mi telefonava di notte dicendo che mentivo e che ero con altri uomini a fare porcate) poi fece in modo di farmi perdere l'unico treno che avevo per tornare a casa in modo che fossi costretta a stare da lui anche se sapeva benissimo che non potevo e una volta a casa mi mise sul letto e provò subito a sdraiarsi su di me e baciarmi e... insomma, non resisteva e come capii dopo grazie a qualche frase degli amici suoi, aveva in mente questo sin dall'inizio e loro si erano organizzati per aiutarlo a rimorchiarmi (Mi avevano fatto anche bere un po', sfortunatamente per loro meno di quello che avrebbero voluto)
Due di picche fulminante, prendo la valigia e me ne vado.
Mi faccio di nuovo impietosire e il giorno dopo ne parliamo, ma non gli permetto di baciarmi. Sembrava tutto a posto... poi vado a casa, mi telefona, comincia a darmi della troia, che l'ho illuso, che per forza dovevo avere un altro, che lui aveva parlato coi suoi amici... ma, udite udite, che le donne che pensano non vanno bene!
Da lì ho smesso di parlargli. Con difficoltà, perchè ero molto affezionata a lui, ho smesso di rispondere ai messaggi, alle chiamate, ogni cosa. Era l'unico modo rimastomi per evitare che lui continuasse a soffrire: meglio una bella botta, ma affrontarla il prima possibile, non era ancora troppo tardi. E poi perchè, francamente, m'ero anche rotta dei suoi ricatti morali e avevo capito che non faceva per me, lui, la sua comitiva, la sua famiglia, non era la vita che volevo - e di questo, ovviamente, mi è stata fatta una colpa. Ok, laureato con 110 e lode, tenace, e poi? E' abbastanza per sentirsi obbligati a concedere la propria vita come "reward"? Ho fatto incubi per mesi in cui noi facevamo pace o in cui lui tornava a darmi della troia senza motivo, e mi sono chiesta a lungo quanto involontariamente crudele sono stata con lui.
Naturalmente per chiunque la vittima è solo lui, io sono la troia senza cuore. E' solo perchè sono stata onesta: ma che voleva da me? Che la risposta magicamente cambiasse? Che mi dovessi sentire obbligata a dirgli "Sì" o a dargliela perchè una volta mi ha offerto la pizza e per la tenacia di essermi stato appresso tanto tempo? Che la risposta o era quella che voleva lui o io ero una troia? E che magari lo illudessi di più, che lo costringessi a farmi regali costosi da fidanzamento, che fingessi di amarlo per vederlo contento dieci minuti e poi farlo soffrire peggio dopo? Ma che colpa ne ho io se ho provato in tutti i modi?! Ho provato persino a farmelo piacere! Avrei dovuto ricorrere al silenzio categorico sin dall'inizio? Ci ho provato, non me ne ha dato l'occasione... apprezzo la tenacia che ha avuto con me. So che non ne troverò un altro come lui, da questo punto di vista, e mi dico "meno male" per molti altri punti di vista.
Alla fine non sapeva più che dire di me e mi ha chiamata "troia". E lui non è un poco stronzo, scusate?
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