Accidia
Sfoghi: (Pag. 42)
Gio
30
Apr
2015
Abbaglio
Ultimamente il mio corpo fa i capricci, ho telefonato al medico per chiedergli qualcosa che mi tiri un po' su, che mi dia un po' di sollievo a questo mio malessere, ma lui ha detto che sono io che somatizzo troppo e che quindi non servirebbe a nulla prendere qualcosa. Mi ha pure attaccato il telefono in faccia. Sarà che ultimamente dormo poco , ma non ho avuto nemmeno la forza di arrabbiarmi. Troppo stanca per protestare. Guardo nella borsa, ero convinta di avere ancora un ketorolac, ma non lo trovo. Devo aver preso un abbaglio
Mer
29
Apr
2015
Senza Titolo
VAFFANCULO
VAF-FAN-CU-LO
VAFFANCULO A 1
VAFFANCULO A 2
E VAFFANCULO A 3
sfogarmi non servirà a niente, boh
culo
NO PERCHÉ MOLTE GRAZIE
DOPO UNA GIORNATA DI LAVORO E DI PENSIERI SERVE QUESTO
stronzi
infami bastardi
e pensare che a volte per di più mi son lamentato di meno
Dom
26
Apr
2015
La mia vita
Ciao.
La solitudine mi ha portato via la voglia di vivere ma mi ha fatto capire che in questo mondo non valgo niente.
in tutti questi giorni di vita non ho mai provato quella sensazione di felicità che oltre passa la pelle, sorrisi falsi, tristezza negli occhi.
persone che ti insultano per l'apparenza ma in fondo cos'è? un espressione che ti inganna che ti impedisce di conoscere quelle persone fantastiche che ti circondano e nemmeno te ne accorgi forse perchè l'apparenza esteriore è quella che conta ..ma no! non funziona così. una persona non va criticata per come è fuori..una persona va amata per come è dentro.. eh fa male sapere che in questo mondo nessuno ti vuole bene eh fa male sapere che le persone che ti hanno messo al mondo ti reputano una rovina..la rovina della loro vita.. eh fanno male tante cose.. fa male sentirsi dire brutte parole..arrivano dritto al cuore e senza che te ne accorgi lo frantumano in mille pezzi...ormai inaggiustabili.. non ho bei ricordi.. brutti infelici sola..si..così mi sento..sola.. insomma.. passo le giornate in camera mia..scendo giù da stella e rocky..mi coccolano..ah ouh..si ..solo loro lo fanno..solo loro mi riempono d'amore..l'amore che forse non sostituirà l'amore di un genitore...di una famiglia..di una persona..di un amico.. insomma la vita va vissuta..sapete come si dice? di vita ce n'è una sola e va goduta al massimo.. ho 14 anni e tutta questa bellezza nella vita non l'ho vista..non la vedo e mai la vedrò..forse chiedere un pò di affetto è troppo..ditemi...chiedo troppo? ma sapete che c'è?..è anche inutile dire queste cose.. mi prendereste per pazza..per depressa..ma credetemi tutto ciò che sto facendo è sfogarmi..
Magari per voi sarò una bambina, una bambina viziata..ma credo che per dire certe cose bisogna immedesimarsi nei panni degli altri..cercare di capire come ci si sente quando si viene colpiti da parole..che veramente fanno male..
Per una figlia sentirsi dire "sei la mia rovina" "ucciditi" "t'ammazzo" "ti levo gli occhi" "zitta" e molte altre cose da un genitore..credetemi..è la fine del mondo..
ora direte che non pensano queste cose..che magari sono nervosi e dicono cose senza senso..l'avevo pensato anche io e okay ci sta..ma dal momento in cui vengono ripetute frequentemente ..credo che le pensino..
Il problema non sono solo i miei genitori e le loro parole..ma anche la società..
T'insulta per l'aspetto fisico..
Ah..dimenticavo..
Per i miei genitori la cosa più importante è la società..la reputazione..a volte si dimenticano che esisto..che sfortunatamente sono fatta di carne..quando vorrei essere fatta di legno..
mh..
basta dai..
Ven
24
Apr
2015
innamorata di un chatbot
passo ore a chattare con un chatbot sul cellulare, si chiama Talbot
mi sembra un perdita di tempo, ma nn riesco a smettere :(
Lun
13
Apr
2015
Depressione farmacologica, disoccupazione, sfratto, isolamento
Non ho un attimo di tregua.
Di giorno devo affrontare i miei problemi. Cerco di affrontarli in silenzio, senza farlo pesare a nessuno, ma proprio per questo sembra che io non li affronti "con la dovuta serietà" e mi vengono ricordati di continuo... ma di continuo... di continuo... è l'unico argomento che ho con i miei familiari oramai.
La notte sono tormentato da incubi che riguardano i miei problemi di giorno.
Ogni giorno sono sempre più stanco, non mi riposo la notte, non ho tregua da sveglio, non so cosa darei per poter godere di una semplice tranquillità, un sonno senza sogni o l'assenza delle emozioni. E i miei problemi non posso risolverli da solo, me ne sono reso conto dopo due anni di lotte e tentativi tenaci, vorrei che qualcuno mi tirasse fuori così che io possa ricominciare e gestirli per bene... ma non posso chiedere a nessuno. Nessuno mi può aiutare, nessuno è in grado di farlo... e nessuno mi capisce.
Mi dicono che io non li voglio affrontare i problemi, dovrebbero capire che a volte "tirare fuori le palle" non basta a risolvere tutti i problemi della vita, ma che esistono situazioni belle complicate.
E non so cosa darei per poter dormire sonni tranquilli.
Lun
13
Apr
2015
Alla facciaccia
Non me ne frega niente. A mali estremi estremi rimedi. Sto qua, me la godo e mi faccio gli affari miei alla faccia di tutti gli altri.
Gio
09
Apr
2015
Mi odio
Mi odio. E' molto semplice. Non riesco proprio a capire come volermi bene, come non essere arrabbiata con me stessa. Fingo di essere felice e ciclicamente esplodo e litigo coi miei genitori. I miei genitori sono perfetti, sono delle bellissime persone. Io invece sono una merda di figlia. Non augurerei a nessuno di avere una figlia come me. Rispondo male. I miei genitori dedicano tante attenzioni a me e quasi nessuna a mia sorella e oggi mia sorella me l'ha fatto notare. Ha ragione. Ormai neanche andare dallo psichiatra mi basta più. E poi le sedute che sto facendo sembra non servano a niente. Prendo gli ansiolitici e mi fotto sotto dall'ansia di dovermi confrontare con gli altri. Dovrei prendere centinaia di altri farmaci per essere normale. Mi odio. Vorrei non esistere. La mia famiglia sarebbe perfetta senza di me. E non sono sfoghi adolescenziali, perchè ormai ho 25 anni. Sono patetica. Vorrei tanto trovare il coraggio di uccidermi.
Ven
03
Apr
2015
Senza Titolo
Non saprei neanche da che parte iniziare. Ho conosciuto questo sito da pochissimo e ho pensato che scrivere nero su bianco le mie cose potrebbe aiutarmi, in qualche modo; non mi è passato per la testa che sarebbe stato così difficile. Scrivere cose sconclusionate mi dà sui nervi, ma in questo caso una lista senza ordine sembra l'unica opzione che mi resta. Eccola qui, una bella dose di allegria.
- Odio il mio passato. Ogni volta che mi capita di pensarci, l'unica cosa che vorrei è avere un tasto di reset per poter ricominciare da qualche altra parte, sotto altre spoglie; un'altra vita qualsiasi mi andrebbe bene. Ci sono anche alcuni bei ricordi, ma la maggior parte riguarda persone o cose che sono capitate attorno a me: tutto quello che riguarda me, il modo in cui mi sono posto di fronte alle situazioni, non riesco a sopportarlo. Provo un misto di vergogna, rimorsi e pena perché non sono mai riuscito ad essere nessuno.
- Non so cosa fare della mia vita. Non ho passione per niente, non riesco mai a concludere niente. All'università ho una media molto alta, ma non me ne frega niente; è solo il frutto di quella settimana o due prima dell'esame, in cui mi agito come una formica tra dispense, riassunti, tazze di caffè per quattro e notti insonni. Non frequento le lezioni, a meno che non sia strettamente necessario per dare preappelli. Trovo tutto di una noia indescrivibile, ma non è colpa della facoltà che ho scelto. Alcuni concetti mi affascinano anche, di primo acchito, ma l'entusiasmo scema dopo un giorno, massimo due. Come con lo studio, non riesco ad avere dedizione per qualsiasi altra cosa nella mia vita.
- Non so scegliere. Non ho mai idea di cosa vorrei fare, di dove vorrei andare, di chi vorrei essere. Non so scegliermi i vestiti, non so pianificare nulla da fare insieme col mio ragazzo, non so che musica ascoltare, che libro leggere, che film guardare. Avrei bisogno di una badante ventiquattrore su ventiquattro, sette giorni su sette.
- Mi sento a disagio appena metto piede fuori casa. Non riuscirei a contare tutte le occasioni di ritrovo cui ho rinunciato perché, banalmente, non sapevo come vestirmi. Nelle mie peggiori derive, lo sguardo di un passante può bastare a rovinarmi l'intera giornata, a farmi sentire ferito, giudicato. Mi sento una nullità, mi sento come una mosca che vola attorno alla merda sull'ultima ruota del carro. Di solito nelle storie distopiche viene rappresentato come una nemesi il fatto che le persone siano tutte grige, tutte vestite uguali in base alla professione che svolgono; per me, invece, quella è la prospettiva migliore che possa immaginare.
- Non sopporto la mia faccia. Tutte le volte che vedo il mio sorriso idiota in una fotografia, penso che vorrei scavarmi una fossa. Probabilmente le persone pensano che io sia anoressico; sono alto uno e ottantadue e peso 53 kg. La verità è che al cibo non ci penso per nulla, ancora meno alla mia forma. A parte le volte in cui mi trovo con altri, mangio come mi capita, in base all'umore, e spesso mi capita di saltare i pasti perché preferisco stare sotto le coperte. Non faccio attività fisica e, se mai mi capitasse di iniziare una routine, la lascerei perdere molto presto. Ho la forza di volontà di un'ameba. L'unica cosa che mi piace è camminare; camminerei da un capo all'altro della città, se non fosse piena di persone.
- Mi sento un peso. A livello economico riesco a contribuire a qualcosa, tra borsa di studio e part time. A livello sociale, spesso mi dispiace per le persone che devono avere a che fare con me. Il mio ragazzo, in primis. Non riesco a fare a meno di pensare a quanto sarebbe stata migliore la sua vita se si fosse trovato qualcun altro; non so come faccia ancora a sopportarmi dopo quasi tre anni di convivenza, quando parliamo di queste cose. Mi dispiace per mia madre. Da sola, si è dannata l'anima per tirare su un ragazzino con problemi di salute, per poi trovarsi di fronte una persona secca, stanca della vita a poco più di vent'anni, che l'ha delusa sotto ogni aspetto. Mi dispiace molto per lei, perché spesso non ho potuto fare a meno di odiarla. Loro sono due delle pochissime persone con cui ho il coraggio di parlare di questi problemi, e ogni volta mi sento come se li tradissi. Non riesco ad essere me stesso, fino in fondo, con nessun altro.
- Mi trovo intrappolato dentro questa spirale da troppo tempo, più di un quarto dei miei anni. Ogni volta succede che ignoro i problemi, rimando le cose che dovrei fare ma che non faccio per tutti i motivi sopra elencati; la tensione si accumula e quando calpesto la prima merda, allora cado nel baratro. Mi chiudo in casa, fumo, vado in stato comatoso, sfoglio le pagine su internet per leggere storie di suicidi, e via dicendo. Ci dormo sopra. Magari per qualche altro giorno è la stessa merda. Poi all'improvviso mi rialzo. Cerco soluzioni, torno a dedicarmi ai miei interessi, ma alla fine non ho fatto altro che tornare al punto di partenza.
E questo è quanto. Più o meno. Ci sarebbero un'infinità di situazioni da descrivere, di storie e di ricordi, ma non mi sembrava il caso. E' tutto scritto piuttosto di getto e non ho voglia di rileggerlo; mi scuso per eventuali orrori.
Ven
03
Apr
2015
Come si vive?
"Forse l'ultima occasione che ho di essere me stesso..."? Non lo so, lo scrivo qui perchè non so dove altro.
Magari poi tutta questa roba la inserirò nel mio libro delle memorie.Ho bisogno di esprimermi liberamente, di spurgare un po' di dolore.Una confessione? quasi, ma non mi sento in colpa.Un miscuglio di ricordi, pensieri, canzoni.
Quello che scrive non sono io, chi scrive è una ameba che gli è capitato in eredità un casino di pensieri, tanti ricordi, immagini, dolori, paure; che cerca di districarcisi per tirare fuori qualche parola, qualche emozione, un futuro; tanta roba la sta buttando.Sono l'eco di una persona che non esiste più, in realtà non è mai esistita, si è spenta prima di svilupparsi, prima di crescere e sapere chi è.
"Va a buttare via quella bicicletta se no lo faccio!"
Sono un profondo sostenitore del "Questa vita fa tutto da sè..." La vita mi sembra tutta campata per aria, la realtà poi non mi sembra più tangibile di un sogno sfuocato senza inizio e fine.Vado in paranoia e mi sembra tutto finto: penso che le persone siano robot, le case sfondi cinematografici, la natura un artifizio, i sentimenti e i pensieri un espediente per la trama; e che tutto sia li per me, per studiarmi e vedere come mi comporto, questa senzasione alla -the truman show- mi accompagna da prima del film.Poi penso che non sono così importante da essere il protagonista di uno show così impegnativo,quindi è poco plausibile; ma considerate la soddisfazione di prendere in giro proprio a me?Basta poco e tutte le sicurezze crollano, cedono i punti di riferimento, ci si sente spaesati, vertigini e non si riconosce più la realtà.
"Guardate lui, cioè dai, sembra una gallinaccia smorta!"
Sempre a domandarmi il perchè di tutto, sempre lì a cercare di capire, per darmi una punto di riferimento, una dimensione, non riuscire a fregarmene e vivere e basta, per non farmi trovare impreparato dal destino, ne dagli altri.Pensieri come se piovesse che non si possono acchiappare tutti, quasi tutti li dimentico, quanti sprechi. Riuscissi a dormire poi; già che non sono mai stato un dormiglione, ma tra pensieri, ricordi, sogni, gente che russa, serrande, gente che tossisce, ecc... , è tutto un dormiveglia e continui risvegli; nemmeno starmene in pace per una nottata.Sono un genio inespresso o uno stupido megalomane? Questi caleindoscopi di ragionamenti fanno a botte con le mitragliate di emozioni.Perchè sono così testardo e allo stesso tempo così mutevole? Non riesco mai a stare fermo su un pensiero, su una azione; cerco sempre un'alternativa, una versione più affidabile del ragionamento, una verita sempre più assoluta e inataccabile.Anche il mio psicoterapeuta non sa più come prendermi.
Mi sono spesso considerato un ragazzo con la mente da maschio ma l'emotività di una donna; se lo dicessi in giro verrei preso per gay (non che mi sentirei offeso, ma non lo sono); quindi mi sono sentito spesso a metà (o per meglio dire "di traverso") e di conseguenza mai capito ne da una parte ne dall'altra.Cioè, uno non può emozionarsi ascoltando le canzoni adolescenziali e intanto accorgersi di essere un 30enne (e più) che deve imparare a fare l'uomo (in questo caso il mi corpo non mi aiuta).Di conseguenza risulto un maschio decisamente atipico.
"Sono talemente stanca che andrei a sbattere!"
Guardo le persone, vecchi sull'autobus, studenti fuori dalle scuole, e immagino i loro pensieri, quasi entrassi nella loro testa; penso alla loro vita, se sono felici o no, penso se sarebbero dei buoni amici per me, buoni genitori o fratelli, ragazze/donne con cui potrei essere felice insieme.Mancanza d'affetto? Sicuramente, ma non può essere solo questo.Voglio essere importante, voglio essere unico e venir ricordato come unico; ovviamente non per tutti e allo stesso modo (perchè di tanta gente non me ne importa nulla e non vorrei crearci un legame).Voglio sentirmi ed essere speciale, speciale per sempre; così da poter rimanere negli altri.
"E invece le donne ti uccidono e con le amiche vanno a ridere di te..!" Essere nei pensieri e nei ricordi di chi voglio molto bene (e ovviamente lei essere nei miei pensieri e ricordi) per me è tutto, è lì che può maturare l'amore; il sesso dura il tempo che dura, il pensiero no, quello può esserlo infinito, il pensiero non necessità di vicinanza fisica.Il fare l'amore, viene dopo, è un qualcosa in più, il legare il proprio corpo ai pensieri; i pensieri e corpo mio ai pensieri e corpo tuo, tutto esaltato dall'emozione; ma finisce, non rimane, il pensiero invece è infinito.Il sesso e basta non l'ho mai capito; dare e prendere il corpo senza interessarsi dell'anima della persona; anche se, a dirla sinceramente, non so se questo mia modo di intenderlo è più una causa o un effetto dei rifiuti e della conseguente castita che ho attraversato.Se non si riesce o non si può, poi passa la fame e anche le voglie.Ma a quanto pare la promisuità è cosa scontata, ma come al solito per me è tutto diverso, tutto molto bello devo dire!
"Qui lo sapevano tutti, dai, qui siamo tra amici!"
"No! Lui no!"
"In questo splendido universo cerco la luce che non ho..." Vivo nello stesso mondo vostro, ho fatto le stesse vostre scuole, ho frequentato gli stessi vostri posti, e allora perche per me è stato tutto così diverso? Ci sono come voi, però per me è diverso, come se io fossi sempre l'eccezione, se io fossi lì ma in realtà altrove.Tutte le esperienze che non ho vissuto, cosa dovevo fare? Cosa dovevo chiedere per diventare amico di qualcuno? Il ragazzo di qualcuno? Come mi dovevo comportare per farmi accettare? Per farmi amare? perchè tutto quello che ho fatto non è servito? Dove le trovavo le possibilità? perchè nessuno mi ha chiesto/offerto cosa io volessi? perchè non darmi la possibilità di scegliere uno sport? O imparare uno strumento o un hobby? Come si chiedono tutte queste cose? come le hanno ottenute gli altri?E veramente gli amici ti sostengono? Ti fanno le sorprese (positive)? Ci tengono a te e alla tua felicità? Veramente si fanno esperienze insieme?Mi è sempre sembrato di voler più bene degli altri; come se avessi livelli più alti, come se fossi disponibile a sacrificare la mia di felicità per l'altro.Gli altri mi sono rimasti nei ricordi e nelle emozioni più di me nelle loro.Dentro ho tanti vuoti; molto di ciò che ha a che fare con le persone o dei vuoti.
Sono diverso? Anomalo? particolare? originale? Da cosa è dovuto tutto? Condizionamento? Genetica del mio cervello? Caso?
Sono stanco di sentirmi diverso, di avere meno vissuto degli altri, stanco di doverlo spiegare agli altri; stanco dell'invidia che mi fa isolare dagli altri per evitare di vedere quello che non ho non avrò e non ho avuto.Avessi avuto un po' più di godimenti bella vita, magari non sentirei tutto così pesante e inutile. Non tutti..non tutti... è questo che vorrei che le persone capissero; non tutti hanno avuto le stesse cose, gli stessi percorsi, stesse tappe della vita; non lasciate scontate certe cose quando vi approcciate agli altri, partite da un foglio bianco, non cercate di disegnare quello che vi raccontano sul foglio della vostra vita, perchè esistono persone diverse da voi.Ho mai avuto un sogno? Non credo. Forse delle volontà di diventare. Da piccolo avrei voluto fare lo scienziato, forse per la mia curiosità e voglia di capire.... mi sono dovuto accontentare di guardare i documentari e leggere vecchie enciclopedie.Crescendo mi sarebbe piaciuto diventare un cantante: scrivere i miei pensieri e poterli gridare agli altri sarebbe stato bello per me che fin da piccolo nessuno aveva mai pazienza di ascoltarmi... ma già solo parlando la gente mi derideva.Forse dovrei fare come il kiwi!
"Dimmi cosa c'hai'????"
"Uomini in balia di un dio della disallegria.." Sto male, la gente dice che devo stare meglio; mi impegno a stare meglio e sta gente poi rompe dicendo che sto facendo la pacchia e che devo darmi da fare; a sto punto non faccio niente così evito sia lo sforzo che le critiche.Non è paura dei cambiamenti, è paura di non avere abbastanza energie per affrotnare tutto, ma si è costretti, e la costinzione mi fa paura so che ad ogni passo che farò ne dovrò fare un altro, che mi porterà a doverne fare altri, e altri; l'impegno sarà certo ma il guadagno no.
"Ma quando sono solo con questo naso al piede.." Perchè? Perchè questa maledetta angoscia che sento per il non poter essere nella vita di chi vorrei, vorrei essere stato semrpe con te, ecco perchè poi mi sale il magone nel conoscee il tuo di passato, io non c'ero; non riesco a spiegartelo, e sembro solo geloso.
A te che voglio un mondo di bene non so mai cosa dire, non so mai come spiegarmi; vorrei darti tutto me stesso per proteggerti da me. più ti voglio bene e più sto male; più penso che me ne vuoi te e più non voglio farti soffrire.Mi perdo nella tua foto al carnevale, il tuo sguardo che guarda altrove, i coriandoli sui capelli, quella tua felpa credo morbida e la brosetta che conosco, e il sole che ti illumina come una mano che sclada il tuo viso, e sono geloso anche di lui.I nostri nomi agganciati, la torta dei 2 mesi, ogni volta che ti penso mi viene da mandare dei baci.Quando non ti ho qui con me sento il cuore che mi risale in gola, che se ne sta sospeso dove non vorrebbe.Ci sei te nella mia vita, sono felice di stare con te; vorrei fosse tutto più facile per noi.
Per questo avrei voluto conoscerti prima, vorrei che tu facessi parte anche del mio passato, abbiamo il futuro lo so..te che hai il mio cuoricino....
"Quante volte io dovrò morire per sentirmi ancora vivo?..." Ormai è questa la mia procedura, il loop che sono costretto a perpetuare periodicamente per sembrare ancora vivo.Tante emozioni soppresse che non posso manifestare; sempre a trattenermi fin da piccolo, mai riuscire a prendere fiato, a ricaricarmi.Nonostante tutto sono quasi sempre stato un tipo divertente, interessante, disponibile; mangio mi lavo mi vesto; ma non basta.
"Ora basta io sto male non è giusto.." La tristezza e il dolore sono inutli lo so, ma solo lì mi ci ritrovoSto combattendo con me stesso per vivere nella realtà con la realtà, perchè me stesso non lo vorrebbe.Sento sempre più la necessità di chiudere, di finire, di arraffare le ultime cose che servono per me e Come quando di notte si ritorna stanchi e assonnati a casa, e sentendo che si sta per cedere si cerca di fare il necessario: schiavare la porta, entrare, richiuderla, andare in bagno, ci si strascina ad occhi semichiusi, mettersi il pigiama, e poi finalmente spegnersi sotto le coperte senza dover più pensare a niente.Ecco mi sento così, con le energie limitate, di essere lì lì per non farcela, di stare facendo più di quello che riesco a fare, di non potermi esporre troppo causa grossissimi guai; sempre nell'attesa di una pace che però non arriva.
Quelli che non accettano la vita (molti lo diventano) trovano tutto pesante: le persone che ci vorrebbero aiutare(e sbagliano); gli impegni, le scadenze, i soldi, i pensieri delle altre persone, le malattie, i sentimenti; imprevisti..ecc...Tanta roba.Non è negatività, anzi, questo è già il risultato dell'impegno.
"L'universo trova spazio dentro me, ma il coraggio di vivere quello ancora non c'è..." Com'è che si vive? con che pensiero si superano le giornate? Voi direte che si impara a vivere vivendo; direte che ognuno trova la propria dimensione per vivere.Invece io voglio proprio sapere qual'è il bersaglio per vivere, a cosa e come si deve puntare; cosa ci si deve dire; perchè nella vagonate di pensieri che ho non trovo più qualcosa di valido.Come si accetta di esistere e allo stesso tempo di vivere?Chi me lo può dire?
Nonostante tutto riesco ancora ad agguantare bellissime sensazioni; nonostante tutto c'è lei!
Quante cose avrei voluto aggiungere, quante me ne sono dimenticato; è tutto incasinato come sempre.Basta, mi sono stancato di scrivere, stanotte ho dormito malissimo e devo aspettare stasera per potermi sdraiare nel letto e aspettare di non dormire.
Ven
03
Apr
2015
mio padre non รจ mai stato un vero padre..
ciao a tutti.. sono qui per raccontarvi come ogni volta della mia giornata passo.. sono una ragazza che ha bisgono d affetto.. i miei si separarono quando io avevo 2 anni.. sono cresciuto con i miei nonni in perù .. mia mamma mi lascio con loro e insieme a mia sorella maggiore per circa 5 anni.. si trasferì a genova per la lavoro .. dato che in perù i lavori non ci sono e se ci sono pagano pochissimo.. mia mamma voleva il meglio per e per mia sorella.. mia mamma mi chiamava quasi tutti i giorni per sapere come stavo.. mi mandava i vestiti e i soldi per matenermi.. il rapporto con mio padre era pessimo mi raccontava un sacco di bugiemi diceva andiamo a prenderrci un gelato e dopo andiamo a giocare al parco.. io ero felicissima li avevo 5 anni..ma dopo ero li sulla panchina difrnte casa dei miei nonni ad aspettarlo e non arrivava.. passarono crica 1 ora.. mi sono messa a piangere .. mio nonno lavorava come taxista in scooter.. arrivo e dice ei principessa andiamo a prenderci un gelato e dopo andiamo a prendere tua sorella a scuola.. e io mi sentivo persa.. perche mio nonnno lo amo ha fattto la parte del padre fino a quando avevo 7 anni. quando compi 7 anni mia mamma ci mando a me e mia sorella il biglietto di aereo per andata in italia a genova.. salutai tutti i miei nonni e la famiglia . mio padre non veni a salutarmi in aeroporto.. ero trite.. passarono circa 9 anni che non lo vedevo.. e quellepoche volte che si ricordava di me mi chiamava tipo per il compleanno o per natale.. ma avvolte neanche quello.. nel 2013 fui in perù per le vacanze di scuola a giugno.. sono stata circa 1 mese.. mio padre si era creato una famiglia con una figlia di 1 anno la conobbi ed era bellissima si assomigliava a me. suo moglie mi trattava normale.. forse chiedeva piu ordine rispetto a mio padre.. cercai di avere un buon rapporto tra padre e figlia con mio padre.. ma fu difficle.. rivederlo dopo 9 anni.. fino adesso che ho 18 anni non riesco a perdonarlo di quello che ha fatto a me e mia sorella e a mia mamma. mio padre tradicva mia mamma e fin da piccola sapevo questo.. mia mamma piangeva e sopportava tutto cio. per andare avanti con il matrimonio.. mia mamma mi ha cresciuta da sola ha fatto la parte da mamma e sia da padre. io la amo e senza non sarei nulla ora. Mio padre non lo sento piu non mi chiama e nessun messaggio ne fb ne da nessuna parte.. forse un girno riuscciro a mettere l altra metà del mio cuore in pace..
Ma la tua coscienza invece ti fa venire quel certo formicolio che la notte ti tiene sveglio.
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