Cthulhu

Ven

11

Ago

2017

Questa รจ l'ultima volta

Sfogo di Avatar di CthulhuCthulhu | Categoria: Altro

Mi odio.

Mi odio perchè, come al solito, non ha funzionato. Mi odio perchè sono stato frettoloso, codardo e ingenuo. Ma sopratutto, mi odio perchè ho provato speranza: ho sperato che funzionasse, ho sperato fosse quella giusta, ho sperato che potessimo essere più che amici. Ho sperato che stavolta i sentimenti sarebbero bastati almeno per avere un'occasione. Non la perfetta storia d'amore, non la relazione della mia vita, ma una semplice occasione per vedere come andava, per vedere se potevamo stare bene insieme e magari condividere un pezzetto delle nostre vite.

Mi odio perchè sono stato uno stupido, chi mai potrebbe volere uno come me? Nessuna, ecco chi. E mi odio per aver dato ascolto a quegli stronzi che mi dicevano che un giorno sarebbe cambiato qualcosa, che prima o poi avrei trovato anche io una ragazza e che non dovevo smettere di innamorarmi. Non è servito, non serve e non servirà mai. E sapete perchè? Perchè in quella schifosa serie tv che è la vita non c'è spazio per un protagonista basso, grassoccio e con degli anonimi occhi e capelli castani. Nella vita non c'è posto per le persone mediocri come me, non c'è posto e non c'è alcun finale felice: ci sono soltanto le risate e le prese in giro dei telespettatori che sono contenti di vedere che viene rifiutato, perchè avanti, lei può avere di meglio. Lei può sempre avere qualcuno migliore di me.

Dom

28

Mag

2017

Paura nera

Sfogo di Avatar di CthulhuCthulhu | Categoria: Altro

Oggi ho paura.

Ho paura di vivere in solitudine, senza nessuno che mi ami, di spegnermi senza aver mai provato cosa voglia dire poter stringere le mie mani in quelle di un'altra persona.

Ho paura di vivere in solitudine, provando rancore verso il mondo e avvelenando la mia vita e quella delle persone che mi stanno intorno, come se fossi una piaga virulenta.

Ho paura di vivere in solitudine e di non essere mai abbastanza per me stesso, di annullarmi nel tentativo di trovare una persona che possa sopportare i difetti che sono costretto a nascondere e le passioni che nessuno condivide.

Ho paura di vivere in solitudine e, tra tanti anni, di non voler più vedere i miei amici, di farmi consumare dall'invidia che già adesso provo per loro e che tento disperatamente di non far crescere.

Ho paura di vivere in solitudine, una vita inutile.

Mer

10

Mag

2017

Ira spicciola

Sfogo di Avatar di CthulhuCthulhu | Categoria: Ira

Nulla di troppo filosofico e profondo, solo una delle tante cose che mi fanno incazzare di questo mondo.

Le persone che mi dicono "Abbi pazienza, la persona giusta arriverà".

Vacca boia, che voglia di tirargli un croccone sul muso che mi fanno venire. "arriverà" come se conosceste già il futuro. Per caso volete dirmi anche che tempo farà domani? O che numeri usciranno al lotto? Siete ridicoli, ridicoli, e dovreste vergognarvi della faciloneria con cui date false speranze a persone che probabilmente passerrano la vita da sole. Perchè non c'è affatto la garanzia di trovare qualcuno che ci voglia bene, nessuno di noi ha firmato un contratto con sui scritto "vivrai 80 anni e in questi 80 anni se ti impegni e fai il bravo troverai un partner che ti vorrà bene con cui vivere una vita felice" ma imperterriti continuate a racconatre quella bugia perchè è preferibile alla verità: ci sono persone sole che rimarranno da sole per tutta la vita, persone che non avranno mai un'opportunità di trovare l'anima gemella. 

Piuttosto che raccontare certe bugie, dovreste dire la verità. Che è alta la probabilità di rimnaere da soli, che non bisogna accontentarsi dei primi che capitano solo per riempire il vuoto e che bisogna cercare di stare bene da soli.

Che poi questi consigli possano o vogliano essere seguiti è un altro discorso. Ma almeno sareste stati più onesti.

Fine dell'invettiva contro Bonifacio VIII insensata. 

Gio

04

Mag

2017

Nero macchiato

Sfogo di Avatar di CthulhuCthulhu | Categoria: Invidia

Premessa: chiedo scusa sia per il nick criptico sia per il titolo dello sfogo, poco esplicativo riguardo al contento ma molto (almeno per me) dello stato d'animo in cui lo scrivo. Riguardo al nick invece non posso farci molto, descrive chi e cosa sono: un dio antico, folle e malvagio per i più, ma capace di rivelare nuovi modi di guardare all'universo :P

E ora si parte.

Mi trovo a invidiare i miei amici per le loro relazioni. Chi ha già letto il mio precedente sfogo sa che io sono totalmente inesperto riguardo a qualunque tipo di rapporto diverso dall'amicizia. Questo, oltre a intristirmi, mi fa provare invidia è vergogna verso i miei amici più bravi di me, dato che fino a quando si tratta della mia personale sfera emotiva posso convincermi di stare facendo tutti gli sforzi necessari per essere "me stesso e attraente", quando guardo ai miei amici devo ammettere che sbaglio ancora qualcosa. Loro non fanno tutti questi sforzi, eppure hanno risultati incredibilmente migliori dei miei. Il problema devo allora essere io: ma cosa posso fare, se non vergognarmi di questo mio essere? Sono solo e posso incolpare solo me stesso...e non solo, ma non sono capacee di affrontare questa solitudine con maturità, ho la sensazione di avere bisogno di qualcun'altra per stare bene ed essere completo. Ora come ora mi sento emotivamente autistico, non sono in grado di mettermi in contatto con altre persone come tutti gli altri e non posso che invidiarli, dicendomi "se solo fossi anche io così..." e dubito anche dei miei fondamenti morali e della mia unicità, sono sempre stato convinto che non avrei scambiato la mia vita con quella di nessun altro, ma quando da solo mi chiedo se non lo farei per avere una relazione con un'anima gemella, non mi rispondo. Ma alla fine sono solo chiacchiere e alla fine tutto quello che resta è invidia verso i miei più cari amici e vergogna per la mia debolezza e diversità che sento addosso a me come sporcizia che macchia la mia già evidente tristezza con un veleno ancora più doloroso che mi macera il cuore e mi porta a restare sveglio a chiedermi se mai avrà tutto fine. 

Sab

29

Apr

2017

Un po' di nero

Sfogo di Avatar di CthulhuCthulhu | Categoria: Accidia

è un po' che bazzico sul sito come anonimo, un paio d'anni circa, potrei addirittura aver lasciato un commento o due sotto qualche sfogo, ma sinceramente faccio fatica a ricordare. Ma adesso sento il bisogno di poter dare voce alla mia pena e ai miei sentimenti, io che sono tanto introverso ho deciso di confidarmi con quel vasto mare di voci e volti che è la rete, per questo mi sono dato un nome. Forse le Strane Ere sono giunte e con loro è giunto il momento che Cthulhu si svegli dal sonno sempiterno nella sua dimora di R'lyeh per rivelarsi al mondo.

Mi hanno sempre bollato come "persona più matura della mia età". Senza infamia e senza gloria, voglio forse concedermi un po' di vanagloria nel pensare che sia vero: mi sono sempre sforzato di comportarmi senza eccessi, bevendo il giusto, non uscendo troppo, non combinando casini e sopratutto cercando sempre di rimanere obiettivo, calmo e sincero nelle relazioni interpersonali, scusandomi quando dovevo, porgendo l'altra guancia quando era il mio turno di raccogliere scuse, cercando di essere sempre un buon amico e un buon famigliare, presente, cordiale, pronto ad ascoltare e a dare consigli sulle siuazioni più disparate.

Attorno ai 15 anni, tuttavia, ho iniziato a sentirmi tremendamente solo. Circondato da pochi ma fedeli amici il mio cuore (sì, lo so che in realtà è il mio cervello la causa di tutto, ma preferisco attenermi all'immaginario comune) ha cominciato a desiderare di potersi liberare di un diverso tipo di affetto, quello che normalmente va condiviso con un partner. Da quel momento ho iniziato a fantasticare su scene più o meno smielate, perdendomi tra passeggiate in spiaggia al chiaro di luna, cene fuori e sere passate sotto il piumone a divorare puntate di serie tv e videogiochi. Tuttavia la mia inesperienza giocava a mio sfavore, sopratutto per il fatto che non ero in grado di distinguere una cotta fugace e passeggera da un vero e proprio innamoramento. Ma non mi sono perso d'animo, ho lasciato passare gli anni e ho "affinato i miei gusti" imparando a discernere quali fossero le qualità (o difetti) che più mi attraevano. Ho iniziato attorno ai 17 anni a coltivare le prime relazioni amichevoli da cui speravo potesse nascere qualcosa di più.

Tutto quello che ho ottenuto nell'anno sucessivo sono stati rifiuti. rifiuti su rifiuti su rifiuti su rifiuti. A questo punto si ricollega l'inizio del mio discorso, ovvero l'essere stato sempre una persona "matura". Ho trovato la mia immaturità nelle scosse emotive che questi rifiuti mi causavano, lasciandomi psicologicamente distrutto. Ero sempre il miglior amico, quello a cui si poteva confidare qualunque segreto, ma come ragazzo non valevo neppure un tentativo. Perchè? Cercavo la ragione prima nel mio peso, che ho ridotto drasticamente nel corso degli anni, poi nel mio guardaroba che ho rinnovato; ho domato i pochi peli incolti che mi crescevano e ho imparato a prendermi cura della mia igiene. Ma ogni miglioramento sul piano personale non ha fatto altro che lasciarmi sempre più triste ogni volta che arrivava un nuovo rifiuto. Alla fine da modificare sono rimaste sono le due cose impossibili: la mia scarsa altezza che non arriva al metro e settanta e la mia amata personalità da nerd, curiosa, romantica, con una decina di piccoli hobby che erano nati o avevano subito la contaminazione dai miei amici ne corso degli anni.

Come ho già detto, ho dimostrato più volte la mia immaturità dai danni ricevuti dai singoli rifiuti di ogni mio interesse amoroso, ma da un anno a questa parte qualcosa è cambiato, forse in maniera graduale o forse no, non ricordo con precisione, ma so solo che, dopo tre anni di rifiuti, in un qualche momento ho smarrito la direzione della mia vita. Ora che ci penso credo di poter dire con una certa sicurezza che questa mia perdita è avvenuta in maniera graduale nell'ultimo anno, dopo che, circa dopo il mio 18° Natale e l'ennesimo rifiuto, la mia corazza di introversia ha cominciato a creparsi e la tristezza e il rammarico e la vergogna e il dolore per non avere nessuno a cui poter dedicare i miei sentimenti hanno cominciato a farsi più evidenti.

Come ultima spiaggia ho scelto di dare fiducia a quella piccola rete di amici e di parenti che speravo potessero capirmi. Il tentativo purtroppo non è valsa la pena e la fatica del far fuoriuscire questa mio turbamento: ho ricevuto i consigli più imbarazzanti, qualunquisti e inutili che abbia mai sentito. Perle zen da quattro soldi come "impara a stare bene da solo" detto da persone che non sono mai sole e hanno sempre un'alternativa pronta, "Sei molto maturo, all'università troverai una in grado di capirti" detto da una sorella che già dalla seconda superiore ha avuto diverse avance e ha tutt'ora un ragazzo. A queste persone non faccio una colpa di aver avuto delle relazioni, ma di avermi parlato con semplicità e ipocrisia senza preoccuparsi di quanto potesse essere serio il mio bisogno di dare e ricevere affetto.

Quindi eccoci qui, più di un anno dopo le inutili chiacchierate sopracitate, con me che decido finalmente di darmi un nome e sfogarmi in queste righe dopo aver subito l'ennesimo rifiuto ed essermi accorto che non me ne importava nulla. Perchè sì, posso affermare con una certa sicurezza di non aver provato alcun sentimento a parte un indistinto terrore e voglia di dormire per 12 ore al giorno. Simulo ogni risata, ogni smorfia di dolore o di sorpresa devo calibrarla con precisione. A che servirebbe parlarne? Mi è già stato dimostrato che nessuno è veramente interessato a cercare di capirmi o provare a darmi qualche consiglio veramente utile. Sono una persona sola mascherata da giovane ragazzo impegnato a costruirsi un futuro. Un futuro che considero inutile, noioso e terrificante: anni da spendere in solitudine con la presa di coscienza del fatto che qualunque lavoro o impresa possa portare a termine verrà dimenticata nel giro di un paio di secoli, o un migliaio d'anni se sono veramente fortunato. Vado a dormire con la morte dentro, senza poter dedicare un ultimo pensiero a una persona per me speciale, perchè farlo porterebbe con se il tremendo dolore di un rifiuto che non riesce più a spillare lacrime, ma solo sangue e fiele.

Eccoci qui. Il mio sfogo sta terminando. Spero capiate il perchè del mio metterlo sotto il peccato "accidia". In fondo questa depressione non è altro che un mio difetto, un'espressione della mia vulnerabilità: piuttosto che provare sia gioia che tristezza, meglio non provare nulla. Penso che potrei mettere fine a questa situazione, se ne avessi la forza, o la voglia. Ma ora come ora, difetto di entrambe. In futuro, chissà.

Grazie per aver ascoltato i miei blasfemi sproloqui fino a qui, spero di non avervi resi folli e vi lascio, almeno per ora: torno a dormire alla Città Cadavere, a presto.

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