Criseide

Ven

13

Lug

2018

Un po' di autopsicanalisi...

Sfogo di Avatar di CriseideCriseide | Categoria: Altro

...che uno psicologo non me lo posso permettere. Non finché frequento quella testa di cazzo di dottoressa. Che comunque, mi sa che dalla prossima volta le dico che non vado più. Ho provato a tenermi sulle mie, ma la verità è che non la sopporto. Non posso sopportare un medico che mi parla della religione cattolica come se le altre fossero un'entrata diretta all'inferno. Chissà come reagirebbe se le dicessi che mi sto avvicinando sempre di più al paganesimo? Sarebbe da ridere!

Comunque, mettetevi comodi, se avete voglia di leggere. Sarà una cosa molto lunga.

Ultimamente va così, mi fanno incazzare tutti. Ma proprio tutti. E su chi mi sto rivalendo? Ovviamente sul mio compagno. Avevo promesso che mai avrei fatto pesare su di lui i miei problemi, ma a quanto sembra Criseide è un fottuto essere umano. L'asino è cascato di brutto e io ho scatenato la mia furia su di lui.

Motivo? Un classico: il sesso. Ultimamente ne ho bisogno più del solito, ma la quantità è calata drasticamente.

Non sono così irragionevole, so bene che dopo un po' la passione cala. Ma ultimamente, complice una piccola infezione sua, e poi il fatto che mi è venuto il ciclo, insomma, sono due settimane che si conclude gran poco. E con il fatto che sono molto più insicura del solito, una mancanza in questo ambito mi fa andare via di testa, a furia di paranoie. E per di più, mi ha appena detto che l'infezione gli è tornata. E andiamo di mortaretti!

Nei giorni scorsi ho fatto di tutto per fargli capire che lo desideravo. Poco mancava che tirassi fuori una clava e gli strillassi "io donna, tu uomo, noi fare fichifichi!"

Niente. Cioè, abbiamo fatto, ma lui si è praticamente addormentato subito dopo aver raggiunto l'orgasmo. E io non l'avevo raggiunto. Sono rimasta lì, in lacrime. Una scena patetica e mortificante. Aggiungiamo il fatto che, a complicare tutto, per un motivo a me sconosciuto, non riesco a masturbarmi. Non ci trovo nulla di male, non è una questione di bigottismo o morale. Semplicemente, non lo faccio, non mi viene spontaneo.

Gliene ho parlato, gli ho detto che ne ho bisogno. Ho bisogno di sentirlo vicino. Rimane arroccato sulle sue convinzioni: è stanco, ha un brutto periodo. Ed è vero, lo so che è così. Ma queste sensazioni sono molto più forti di me. Dopo che ieri sera mi aveva promesso mari e monti per poi addormentarsi lasciandomi lì come una cretina, mi sono dovuta fiondare sul divano per dormire, perché a sentirlo russare rischiavo di fargli un occhio nero. Se n'è accorto, è venuto a recuperarmi. Al che gli ho detto di tornare a letto, gli ho spiegato perché ero lì. Lui è tornato a dormire e io, trenta secondi dopo, ero in preda ad una furia cieca, prendevo a pugni i cuscini e urlavo, faccia premuta contro un mio vecchio pelouche per non farmi sentire. Perché, nonostante tutto, in quel momento per me era di vitale importanza che lui si riposasse. Non solo perché a lui ci tengo, ma perché comunque mi sono imposta come regola di non fare sfuriate, mai in nessun caso. Non valeva la pena che andasse a lavorare esausto per l'ennesima litigata in cui nessuno sarebbe uscito vincitore. Io sono così: prima mi sfogo, poi parlo e chiarisco. è proprio una questione strategica, per chiarire voglio essere sicura di quello che dico e di avere tutti gli elementi, in modo tale da dire tutto quello che penso e non prenderla sul personale se mi viene detto qualcosa che non è in accordo con me. Insomma, la mia indole vuole il selvaggio scontro muscolare, ma a lui ci tengo troppo e voglio risolvere con un civile confronto dialettico.

Stamattina lui era in piedi alle quattro. Io, col nervoso che covo tutt'ora, avevo il sonno estremamente leggero. E non volevo passare un'altra giornata a farmi il sangue acido. Quindi mi sono alzata con lui. Gli ho spiegato come mi sentivo. Lui mi ha abbracciata, cercando di rassicurarmi. Poi è andato a lavoro e io sono tornata a letto. Ci è voluto del bello e del buono per calmarmi. A questo punto mi sono ritrovata a dovermele fare, delle domande. Perché una simile furia per questo? Per così poco?

Ho analizzato la situazione: ho un periodo stressante, molto stressante. Ho raggiunto dei risultati al di là di ogni mia immaginazione, ma, abituata come sono a sentirmi una fallita, per me è sconcertante vedere che, in realtà, posso uscire dalla mia mediocrità e prendere in mano la mia vita. Credetemi, non è scontato. è come se dovessi disabituarmi alla depressione.

In tutto questo, vivendo con lui ho scoperto che ho bisogno di lui in maniera quasi spasmodica. Non fraintendetemi, non intendo dire che rinuncio a vivere la mia vita per lui. Il risultato che ho raggiunto, l'ho raggiunto senza sentirmi in dovere di chiedergli il permesso (altra cosa non così scontata, fidatevi di me), vedo ancora i miei amici e, appena smetto di andare dalla cretina, ricomincerò a fare danza del ventre, che ho smesso per ragioni economiche. Insomma, la mia autonomia la conservo ancora intatta. Eppure, scopro sempre di più che, se lui mancasse per un qualsiasi motivo, soffrirei come un cane bastonato. 

Mi è sempre piaciuta l'idea di essere una persona forte e indipendente. Ora mi ritrovo a scoprire che tanto forte e indipendente non lo sono.

E lui? Beh, ho esperienza in bastardi. E lui non lo è. Abbiamo un legame forte, lo sento. Mi ama. Lo dimostra in più modi. Glielo si legge in faccia. Me l'hanno detto tutti.

Genericamente, poi, i rifiuti non mi creano così tanti problemi. Logicamente ci rimango male, ma non al punto da farne una questione di stato. Poi mi passa e amen, me ne faccio una ragione.

Ma un rifiuto in ambito sentimentale, da una persona che amo, mi fa morire dentro. Ma perché?

Ho fatto quello che non dovevo fare. Ho cercato su Google. Che per una volta è stato utile. Ho trovato un articolo che mi ha rincuorato, dove una ragazza parlava di quello che era successo a lei e a suo marito. Che dopo un periodo simile al mio stanno ancora insieme. Quindi ho pensato che c'è speranza. E un altro di cui non ricordo altro che la frase "sentirsi rifiutate sul piano sessuale è un trauma". 

Non l'avevo mai vista così. Adesso sto in automatico ripercorrendo la mia vita e vedo che ho riscontro. Si torna sempre là. La convinzione di non valere niente. La convinzione che puoi fare quello che vuoi, tanto la gente non ti vedrà mai, non vedrà mai i salti mortali che fai. Prenderà solo e soltanto quello che vorrà, poi, tanti cari saluti.

Sapete che tanti anni fa ero innamorata di un ragazzo che mi ha tenuta sulla corda per mesi? Non ricambiava, me l'aveva anche detto. Ma sfruttava un po' quello che provavo per pavoneggiarsi in giro. Se non altro, via di un bacio non è successo nulla.

Non parliamo poi del mio fin troppo citato primo ex, che mi lasciava senza sesso per settimane. Si scopava quando voleva lui. Con lui ho raggiunto l'apoteosi dell'idiozia femminile, ho sopportato le sue stronzate per tre anni. "No, siamo solo amici", "no, niente sesso, dobbiamo essere più spirituali", "ma quel tizio che ci prova con te, che cosa ci trova in te, esattamente?", "se non ci provo con le altre, non mi sento più uomo!". Merda tu e cogliona io. Impiccati, bastardo. Per forza disprezzo le donne che scelgono di restare con partner abusivi pur sapendo che dovrebbero andarsene. Dopo otto anni ancora mi insulto per aver perso tempo con quel figlio di una gran vacca!

Parliamo dei miei problemi di depressione e di come mi sono sempre sentita trattare come la matta della famiglia?

E ora sono qui, con la guarigione a portata di mano. Credo sia appena oltre la sensazione che ho di essere merce avariata.

Scusate il pippone, ragazzi. Veramente, potessi andare da uno psicologo degno di questo nome, non tormenterei voi.

Spero che almeno voi stiate passando un buon periodo.

Mar

10

Lug

2018

Gentilmente...

Sfogo di Avatar di CriseideCriseide | Categoria: Ira

Andate a cagare.

"Ma Cris, non puoi scrivere questa battuta su Faccialibro, su tua sorella che sogna che ti sposi con il tuo ex! E se suo padre vede cos'hai scritto?"

A parte che ho tolto l'amicizia a suo padre, ma se anche mi vedesse? Suo figlio non ha certo nascosto di essersi sposato! Perché mi devo nascondere io?

"Ma Cris, non puoi scrivere queste cose su Facebook su quella truffa! Mi hanno già detto che devi stare attenta a quello che scrivi!"

A parte che chi ti dice che devo stare attenta a quello che scrivo, potrebbe venire anche a "minacciarmi" di persona, ma va beh. Ad ogni modo, chi te l'ha detto, se ho ben capito chi è, non è esattamente il massimo esponente della 'Ndrangheta! Non è che rischio la vita! Cos'è, ti fa paura l'imbarazzo? O forse, sotto sotto, vorresti tanto fare quello che ho fatto io, ma ti caghi sotto?

"Ma Cris, lo so che stai usando questo sistema per registrare i movimenti da mesi, accordato con tuo padre, ma così non si fa, devi fare a modo mio, che guardo questa roba una volta ogni morte del papa!"

"No, Cris, fai come dico io, che così ci capiamo!"

Ecco, mettetevi d'accordo, che ne ho i coglioni pieni di sentirmi illustrare metodi diversi per poi scoprire che non ne va bene manco uno! No! Devo sottostare alle vostre manie del cazzo e ringraziare anche!

"Mannò, Cris, è già da un mese che non portiamo avanti la pratica perché la documentazione non andava bene!"

E quando pensavate di dirmelo, esattamente? Quando la pratica fosse scaduta, in modo da farmi bestemmiare i miei santi protettori e magari farmi licenziare?

"Ma dai, Cris, sei sempre così ansiosa!"

Facciamoci due conti: io non ci sono nata, ansiosa; lo sono diventata con il tempo, con rompicoglioni come voi, che come mi muovo siete pronti a farmi notare ogni mio singolo e fottuto errore, convincendomi giorno, dopo giorno, dopo giorno, che sono completamente sbagliata e inadeguata per il mondo. Beh, spiace dirlo, sono inadeguata per il vostro fottuto piccolo mondo, non certo per il mondo in generale! E la vostra sfiga volle che me ne sono accorta, che il mondo non è rinchiuso nei vostri limiti! E neanche nei miei! E adesso, come la mettiamo??

"Ma Cris, ma ti sembra il caso che una ragazza bestemmi in turco ogni volta che le si dice qualcosa?"

Devo scegliere: o le bestemmie, o la pressione alta. Grazie, alla mia salute ci tengo, e penso di essere arrivata ad un punto in cui neanche il Padreterno oserebbe darmi poi tanto torto!

Massì, facciamoci il mazzo, ascoltiamo tutti, cerchiamo di accontentare tutti, anche e soprattutto quando quei tutti dovrebbero crescere un po' e non usare me per pararsi il culo!

Gentilmente: FOTTETEVI TUTTI!

Mar

19

Giu

2018

Interessante...

Sfogo di Avatar di CriseideCriseide | Categoria: Altro

Interessante notare come pretendi che gli altri ti stiano dietro, eppure tu sei il primo a farti sentire solo quando ti fa comodo. Per mesi non ti sei fatto sentire con me, poi succede che: ti senti solo perché ti sei trasferito da poco, il tuo ragazzo non si fa più sentire, una tua amica ti tira pacco. E da chi vieni, se non da me? Dopo mesi che non ci sentiamo? Che, addirittura, ti ho chiesto come andavano le cose dopo il trasloco e neanche mi hai risposto?

Non sono arrabbiata, dopotutto nemmeno io mi faccio sentire. Ma lo faccio con la piena consapevolezza del fatto che non sono molto interessata a sentirti. Trovo solo curioso questo tuo atteggiamento da "pretendo tutto da tutti ma io do poco o niente".

Va beh, buona vita!

E vado fuori dallo sfogo (pregando di non scatenare flame) chiedendo: ma si può sapere cosa vi sta succedendo, ragazzi? Questo sito sembra stia andando a scatafascio, ogni scusa sembra sia buona per litigare! Che vi prende?

Mer

13

Giu

2018

Non ci capisco più niente.

Sfogo di Avatar di CriseideCriseide | Categoria: Accidia

Ho riscoperto la scrittura come sfogo e sistema di mettere in ordine le idee. Quindi rieccomi qui.

Mio padre mi guarda e "sei sempre seria!".

La mia risposta "Forse, semplicemente, sono io così."

E forse è vero. O forse no. Ho talmente tanta confusione in testa che non so neanche da che parte girarmi.

Lasciate che vi racconti un po' cos'è successo di recente. Ho ceduto un po' alle pressioni del mio compagno e siamo andati a un live. Un gioco di ruolo dal vivo. è sempre stata una sua passione, e anche i suoi amici me ne parlavano. Non mi è stato imposto nulla, sia chiaro, anzi, ero molto curiosa di capire una parte della sua vita così importante e a forza di sentirla nominare la pressione si sente anche se di fatto non viene fatta. Solo, non c'è mai stata occasione di andare a farne uno, fino a una decina di giorni fa. Mi sono divertita come mai nella mia vita, davvero! Era come se, finalmente, dopo un'infinità di anni fossi entrata nel mio elemento.

Ovviamente c'è il però. Il personaggio giocato dal mio compagno era sposato con un'altra. E il mio compagno gioca talmente bene che per me è stato un pugno nello stomaco vederli insieme, anche se non stavano facendo nulla che potesse sconfinare nell'inaccettabile e non lo farebbero mai. In buona sostanza, senza di fatto avere fatto nulla, mi ha fatto il cuore a pezzi. Ne ho parlato con lui, una volta a casa (piangendo, tra l'altro, perché, nonostante fosse una finzione e al mio personaggio sbatteva il cazzo di quello del mio compagno, anzi, i nostri personaggi si odiano, per me comunque era stata una prova durissima). Ho risolto la cosa. Nel senso che, dopo un po', il fatto ha smesso di farmi male. è un gioco, dopotutto, e ho trovato bello il fatto di interpretare una persona libera da vincoli. è un po' come avere la botte piena e la moglie ubriaca.

Sia chiaro, non desidero affatto lasciare il mio compagno, anzi, sono qui che non vedo l'ora di sposarmelo perché voglio passare il resto della mia vita con lui. Tuttavia, a volte un cambio di prospettiva fa bene!

E ora... Boh. Sembra che ora io stia creando un altro problema. Ora comincio a chiedermi se, a parti invertite, lui avrebbe provato la stessa gelosia. Sarà che stiamo entrando nella routine di coppia, che dopo i miei trascorsi prima di lui a me sembra deleteria, ma a volte ho l'impressione che mi dia per scontata. Una cosa banale: mi sono tinta i capelli, di una sfumatura che so che gli piace (piace anche a me, non sono così scema da tingermi i capelli di un colore che non mi piace per far piacere a lui. Caso volle che entrambi amiamo i capelli rossi). Se n'è accorto solo dopo un bel po'. Poi, il suo desiderio nei miei confronti è calato visibilmente, il mio nei suoi sta calando più lentamente, ma sta calando. Una cosa fisiologica, direi, almeno razionalmente. Eppure mi sta mettendo sul chi vive. Ieri sono tornata a casa per scoprire che il mucchio di roba che dovevo stirare era ancora lì. Ha avuto la "giornata maliconica" e in casa non ha fatto nulla. Lo so, capita a tutti, capita anche a me, e non gli ho fatto scenate per questo. Non gli faccio mai scenate. Anche perché suo padre è morto da poche settimane, quindi perché andare a stressarlo così per delle sciocchezze?

Ma questa situazione mi sta facendo sentire come un maiale che gareggia in una corsa di cani.

Perché, se io cado nelle fasi depressive devo reagire per forza di cose, devo sorridere per forza, mi vengono addirittura prescritte medicine inutili, mentre chi ho intorno si permette tranquillamente di cedere e, peggio ancora, nessuno gli rompe i coglioni? Perché devo essere solo io quella che sta bene?

Perché mi sembra di essere solo io quella gelosa, nella coppia, mentre a lui sembra indifferente l'idea che ci siano altri che ci provano con me? Non che finora gli abbia mai dato motivo di essere geloso, in realtà, ma a volte sembra così impassibile che mi spiazza.

Il paradosso è che mi ama, lo so che mi ama, lo dimostra in tantissimi modi. L'unico problema è che manca di passione e io sono combattuta tra il lasciarlo tranquillo e sperare che la situazione migliori, per non dargli altri pesi oltre al lutto da rielaborare, e il pretendere quello che mi manca. E finora ho optato per la prima soluzione, quella più sensata e ragionevole. Ma che mi senta confusa è innegabile e non so quanto potrò reggere prima di guardarlo in faccia e metterlo davanti anche al mio malessere.

E anche il lutto: perché ho l'impressione che si sia chiuso? Di nuovo? Quando sta male si chiude in sè stesso e mi lascia fuori, a guardarlo stare male e a chiedermi se non posso fare di più per lui.

Oltre a questo, la mia insoddisfazione prende anche il lavoro. Non il mio primo lavoro, ma il secondo lavoro: dovevo cominciare una collaborazione con una rivista e... stanno cambiando alcuni tools del sito. Finalmente supero il blocco dello scrittore e capita questo! Ci fosse una volta che ho un minimo di fortuna!

So già che ne parlerò con lui (quindi non suggeritelo, per favore, perché so bene che è quello che devo fare), ma intanto questo sfogo mi ha aiutata un attimo a reffarmi.

Speriamo bene.

Mar

27

Feb

2018

Beh...

Sfogo di Avatar di CriseideCriseide | Categoria: Altro

Non è il periodo più tranquillo della mia vita.

Il mio compagno lo vedo poco, specie considerando che viviamo insieme. Per di più ha fatto un incidente, di recente, quindi abbiamo anche un po' di casini con la sua macchina. Fortuna che lui non si è fatto nulla. Grazie a Chiunque ci sia lassù!! Mio suocero sta male. Sono seguita da una dottoressa bigotta che mi prescrive integratori che dovrebbero stabilizzare il mio umore, e invece non fanno altro che aumentare i miei stati d'ansia. Questo è quello che mi manda di più ai matti, di tutto quello che sta succedendo. Infatti gli ultimi integratori non li ho neanche comprati, perché so come andrà a finire. è già la quarta volta che mi prescrive integratori, tra l'altro uno diverso dall'altro, a volte mi sembra di essere un topo da laboratorio su cui sperimentare medicine, più che una paziente da curare. Dopotutto, le ho detto in tutti i modi che non mi servono integratori, che il mio problema non si risolve a suon di pillole. Mi ha ascoltata? No. Ovvio. "No, signorina, guardi che lei è depressa! Si vede!". E io che la guardo in preda al dubbio che forse potrebbe avere anche ragione lei. A breve comincerà a prescrivermi psicofarmaci, temo, a meno che non mi decida a sbattere i pugni sulla sua scrivania. Ma lei, quella donna, ha la stessa sicurezza dei venditori che ti vendono fuffa. Sai bene che ti stanno dicendo minchiate, ma sono così convinti che, almeno finché parlano, un piccolo dubbio un pochino ti viene... ma poi esci fuori dal loro raggio di azione e la verità riemerge: io non sono depressa. So bene di non esserlo, perché in passato lo sono stata, conosco i sintomi. Io sto bene, sono sana di mente. Rido per davvero, scherzo per davvero. Non ho più addosso la maschera di un pagliaccio che sotto sotto è disperato. Ho cura di me e della mia casa. L'ansia che ho è lo stress che si manifesta (e vorrei vedere altri al mio posto come reagirebbero, a non avere il periodo roseo che si aspettano dopo anni di depressione, quella vera!). In più c'è la rabbia repressa. Vorrei prendere a schiaffoni la dottoressa e quattro o cinque persone a lavoro, ma non mi sento mai nella posizione di poter controbattere ad alcunché. Quindi rigiro la rabbia dentro di me. E faccio danni, perché l'ansia che mi ritrovo non è ansia, e non è solo stress. è rabbia. Rabbia bruciante, di quella che ti fa venire voglia di prendere a pugni chiunque, o spaccare qualcosa. Alla fine, chi ha fatto la diagnosi sbagliata è lei.

Ma va bene così. Ora so qual è il mio male, quindi la mia mente è più lucida, sono un po' più serena. Aspetto il 20 marzo, quando le dirò esattamente di cosa ho bisogno (cioè che lei faccia il suo lavoro di microimmunologa e non mi rompa i coglioni con la mia psiche). E intanto mi godo queste giornate. Giornate piene. Mi godo quello che ho. Imparo di nuovo a guardare la gente e a dire loro esattamente quello che penso, con calma. Mi godo la mia famiglia. Mi godo il mio compagno, quando posso. Considero che, sì, non è un periodo facile, ma ci sono dentro e vado avanti. E non è così tremendo andare avanti, quando ci sei dentro. Semplicemente, lo fai. è l'unica.

Guardo fuori dalla finestra. Ecco il sole. Pare che persino il cielo abbia voluto farmi un piccolo regalo. Domani torneranno i nuvoloni, giovedì pare che nevicherà. Ma oggi il sole brilla, anche se un pochino timidamente.

Prendo la tazza di tè caldo in mano. Beh, Criseide. Quel traguardo lo hai superato. Ora sai esattamente cosa non va. Sistemarlo sarà un'altra dura salita, ma intanto la strada cominci a vederla. Un brindisi alla tua salute, sia mentale che fisica. Tra l'altro, da oggi potrai dire ufficialmente che non hai più vent'anni, quindi il brindisi è praticamente doppio.

Well, Happy Birthday to me.

Mer

21

Feb

2018

Mi manchi!

Sfogo di Avatar di CriseideCriseide | Categoria: Altro

Viviamo insieme, ma ultimamente non ci vediamo mai, tra i tuoi turni, il mio lavoro e i nostri impegni. Io con le mie visite mediche, tu con le visite mediche per tuo padre.

In più sono quasi due settimane che non facciamo l'amore. Abbiamo anche avuto una serata tutta per noi, ma eravamo talmente stanchi che siamo crollati di schianto sul letto.

Sono periodi che capitano a chiunque, quindi non metto in dubbio i tuoi sentimenti per me, né i miei sentimenti per te. Si capisce dalle attenzioni che ci scambiamo che ci amiamo e ci desideriamo, e anche tanto.

Ma mi manchi, mi manchi da matti. Te l'ho detto anche stamattina, ricevendo tutta la comprensione di questo mondo, ma parlartene non mi è bastato. Ho voglia di "stringerti" (sì, si chiama così, adesso) e di restarti appiccicata addosso per le prossime trentasei ore, giusto per rimediare all'astinenza da te. E invece oggi pomeriggio tornerò a casa e tu sarai via con tuo padre, che è malato e ha bisogno di qualcuno che lo accompagni in ospedale per una visita. Stasera avrò un impegno io, e quando tornerò a casa tu sarai a lavoro per il turno di notte. Stessa cosa domani. E forse anche venerdì. E questo weekend? Boh!

Non sono arrabbiata, almeno non credo. Se lo sono, non lo sono certo con te. Triste? Sì. Delusa? Beh, forse un po'. Non è così che immaginavo la nostra vita a due. Perché va bene essere pieni di impegni, ci sta tutta. Così è la vita. Peraltro gli impegni sono anche urgenti da entrambe le parti, ma starti lontana mi fa stare comunque male. Specie adesso che ho gli attacchi d'ansia. Di nuovo. Non sono dovuti alla lontananza tra di noi, sono dovuti ad altri motivi, tutti legati al lavoro e a quelle maledette visite mediche. In pratica non puoi davvero farci niente, per il mio malessere, è appannaggio mio e me lo risolvo, in un modo o nell'altro. Ma la tua lontananza non aiuta.

Mio dio, queste settimane sono così lunghe... e l'unica cosa che posso fare è stringere i denti e andare avanti, che prima o poi si vedrà una luce in fondo al tunnel. Forse.

Per favore, basta, datemi tregua!

Tags: tristezza

Gio

18

Gen

2018

E così...

Sfogo di Avatar di CriseideCriseide | Categoria: Altro

...ti sposi. Tra due settimane.

Ora ti spiegherò perché la cosa mi rode. Non certo per eventuali sentimenti d'amore. Avevo smesso di amarti da un bel pezzo, quando ti ho lasciato, anche se mi ci è voluto un bel po' per ammetterlo.

E neanche perché ti sposi prima di me. Sarò infantile sotto diversi aspetti. Ma non sono così cretina da mettermi in competizione con un mio ex. E poi, sinceramente, a me va benissimo la convivenza. Il matrimonio non lo considero un obiettivo, ma un di più che non aggiunge niente alla coppia. A parte forse un po' di tutele legali, che male non fanno.

Sono i tempi che mi lasciano perplessa. Parliamone, vuoi?

Dunque: ci mettiamo insieme ad agosto 2010. Una storia lunga, con i suoi alti e bassi, con te innamorato perso, al punto da fare gesti incredibilmente plateali per mostrarmi il tuo amore. Io decisamente meno convinta di te. Infatti, ti lascio a ottobre 2016. Saltuariamente ci vediamo, perché alcuni nostri impegni combaciano. Quello che vedo io è una persona che, tutto sommato, se la cava bene. Però mi dicono che invece sei triste, disperato, depresso. Passano le settimane. Mi dicono che nel frattempo ti sei innamorato più o meno 5 o 6 volte. Sbandate per chiunque, praticamente. Poi, qualcosa tipo 8 mesi fa, conosci questa ragazza serba su Tinder. Una pazza scatenata che, vengo a scoprire, ti fa terra bruciata intorno. Non puoi parlare con ragazze single, perché altrimenti lei si infuria. Senza contare il fatto che spia il mio profilo Facebook. Cosa pensava, che non me ne sarei accorta, di quel like messo e poi tolto di corsa? Credi che non abbia più nessun amico in comune con te, che nessuno di loro mi dica che lei mi odia? Per quale ragione, poi, che non ho mai fatto un tentativo di riavvicinarmi a te e non lo farei neanche dopo morta! Sette mesi fa, vi siete messi insieme. Fra due settimane vi sposate.

Quindi, tu, nell'arco di 14 mesi, sei: sprofondato nella depressione più nera, ne sei uscito, sei uscito con pacchi di donne, ti sei innamorato e ti sposi tra due weekend.

Considerando quanto "mi amavi", ci hai veramente messo poco a riprenderti. Non sono le tempistiche in sè a lasciarmi perplessa. Dopotutto anch'io ci ho messo veramente poco a innamorarmi e ad andare a convivere. E sono sollevata dal fatto che almeno non mi cucco la colpa anche di un tuo eventuale tracollo. Me ne hai già date troppe, e non tutte me le meritavo. Perché raccontare ai tuoi amici che è colpa mia se ti sei allontanato da loro, quando in realtà a me dicevi a chiare lettere che ti avevano rotto le scatole è stato un tiro estremamente meschino.

Ma ok. è andata. Arriviamo al punto della questione. Ricordo ancora che ti dicevo "a volte ho l'impressione che non ami realmente me, ma ami l'idea di una storia. Di me non sembri avere realmente stima.". Mi ricordo la tua risposta: "no, non è vero, io ti stimo, sei forte, coraggiosa, sveglia!". Avevo l'impressione che in realtà stessi mentendo, pure a te stesso. Dopotutto, come si fa a dire di amare una persona per quello che è e cercare di cambiarla radicalmente? Avevi attacchi d'ansia all'idea che avessi avuto altri, prima di te, al punto che mi avevi detto che ai nostri eventuali figli avremmo detto che eri il primo, per me. Ed ero stata io a venirti a dare una ridimensionata. Una decina di giorni dopo, una volta passata la crisi. E sentendomi rispondere qualcosa del tipo "sì, vabbè, come vuoi!". Oppure, non potevo dire che preferivo una certa linea di pensiero piuttosto che un'altra che magari tu preferivi. Avresti cercato in tutti i modi di convincermi che era giusto quello che pensavi tu. Cazzo, ho messo un like alla pagina del presidente del Veneto, per tenermi aggiornata il più possibile, e me lo hai rinfacciato per settimane, pur sapendo che comunque odio la Lega Nord! Come potevi dire di amarmi?

Non è un'accusa, sia chiaro. Non del tutto, almeno. Dopotutto, è evidente che noi due stavamo insieme perché eravamo due persone problematiche che avevano bisogno di una stampella emotiva, non per amore reale.

E questo tuo matrimonio mi ha messo di fronte a questa realtà. Una realtà che per me è ancora dura da mandare giù. Perché ho perso sei anni della mia vita con te, in una storia dove l'amore non c'era. E ho sprecato il mio tempo. Della nostra storia mi resta solo questo. La consapevolezza dello spreco di tempo e il senso di colpa. Fortunatamente, la mia vita non ruota solo attorno a questo. Questa è una bella consolazione. E grazie a questa sto superando anche questo scoglio. In fondo, quello che è stato è stato, io non posso più farci nulla, a parte sfogare la tristezza.

In ogni caso, sebbene, viste le premesse, sia scettica sulla sua riuscita, ti auguro davvero un felice matrimonio. Spero che lei sia realmente la persona che può arricchire la tua vita.

Mer

27

Dic

2017

"Come va la convivenza?"

Sfogo di Avatar di CriseideCriseide | Categoria: Ira

Questa è stata la domanda del mio secondo datore di lavoro.

Ho un lavoro che mi permette di arrotondare il mio magro stipendio da segretaria in apprendistato. Fortunatamente io e il mio compagno non siamo alla fame, tutt'altro, ma un centinaio di euro in più non guastano mai, quindi lui fa straordinari ogni volta che può, mentre io scrivo articoli on line, dal momento che, in quanto apprendista, non posso ancora fare una grande quantità di straordinari. Non sono nemmeno sicura che potrebbero pagarmeli, ma questo è un altro discorso. E no, non sarebbe per lesione dei miei diritti.

Ora, il mio secondo datore di lavoro è un tipo strano. Diciamo che ho cominciato subito ad andare in allarme quando l'ho conosciuto. Ma appunto, 150 euro in più al mese non sono da buttare via, quindi ho volutamente fatto orecchie da mercante davanti alla sensazione che quel tizio mi avrebbe dato dei grattacapi. Ho voluto, per una volta, ragionare come una stronza affarista attaccata ai soldi. Il che significa comunque tenermi ferma su determinati punti e sbattermene le palle di quello che potrebbero dirmi gli altri. Avendo già un lavoro alla base, posso anche permettermelo, a dirla tutta. E da quello che vedo i mollaccioni non guadagnano un cazzo.

Perché sono entrata in allarme? Perché questa persona, dal momento stesso in cui abbiamo fatto il colloquio, ha cominciato a ragionare come se io volessi entrare a far parte della sua azienda. E da lì ha cominciato a trattarmi come la sua segretaria personale. Ci ho messo del bello e del buono per forzare la mia natura solitamente conciliante e mettere dei paletti. E comunque ho mezzo fallito.

Ma ho notato anche un po' di cose che non mi sono andate bene. Per niente. Sono andate decisamente oltre il limite consentito da ogni umana decenza! E ho deciso che è il momento di dire basta.

1. Caro DDL2 (Datore Di Lavoro 2), io non ho intenzione di mollare l'azienda dove sto ora per venire a lavorare da te. A meno che tu non mi dia uno stipendio più che decente. Non mille euro e ringraziare anche, ma minimo 1200. Ed è minimo sindacale, giusto per pura bontà del mio cuore! E comunque risparmia il fiato per i tuoi clienti, non accetterei in ogni caso perché non mi piaci. E i motivi per cui non mi piaci sono elencati nei punti seguenti.

2. Caro DDL2, io non sono la tua socia. Io scrivo articoli. Sono più che disposta a imparare, perché non ho esperienza di scrittura di articoli di vendita. Posso descrivere e narrare quanto vuoi, a vendere sono meno portata. Io, per collaborare con te, arriverò fino all'apprendimento di una nuova modalità di scrittura. Stop. E già per quello pretendo di essere pagata o quanto meno di ricevere un briefing serio. Invece, neanche tu hai le idee chiare su cosa vuoi che venga scritto. Ma va beh, dal momento che mi torna comunque comodo imparare, per quello posso anche arrangiarmi io, nel trovare le fonti a cui attingere. Per il resto, se vuoi dell'extra, pagami. E andiamo al prossimo punto, strettamente collegato. Anzi, praticamente un approfondimento.

3. Caro DDL2, il mio tempo è fottutamente prezioso. Da quando mi sono trasferita, passo 10 ore fuori di casa. E sono dieci quando va bene, perché possono diventare anche 11 o 12 se devo fare la spesa, se trovo traffico et similia. Il mio compagno lavora su turni. Il che vuol dire che, fra me che sono fuori tutto il giorno e lui che ha turni che variano nell'arco di tutta una giornata, weekend compresi, ci vediamo veramente poco. Aggiungiamo a queste ore le lavatrici che devo fare, la cena, andare dietro alla casa. Mi resta veramente poco tempo. Per carità, sapevo a cosa andavo incontro quando mi sono trasferita e preparare la cena, fare le lavatrici, tenere in ordine la casa (con il preziosissimo aiuto del mio compagno) sono cose che faccio molto volentieri, anzi! Ma non è che, siccome le faccio volentieri, allora il tempo non esiste. Se vuoi che ti traduca anche gli articoli che scrivo io, o che scrivono anche altri, o se vuoi che venga a casa tua a darti una mano in teoria a scrivere degli annunci, in pratica, a sprecare una mattina a sentirti delirare su cosa vuoi, senza peraltro chiarirlo davvero, mi devi pagare. Punto. E invece... beh, passiamo al punto 4. Poi chiariamo anche questo, don't worry!

4. Caro DDL2, Ma lo sai che non me ne frega niente del rugby? Sì, l'ho provato, perché mi sembrava giusto provare, e mi è anche piaciuto. Ma, sai com'è, non sono particolarmente interessata ad andare avanti. La mia schiena ultimamente non perdona moltissimo, e poi, sinceramente, a me fottesega del rugby! Quindi, per favore, io capisco che vuoi mantenere dei buoni rapporti con i tuoi collaboratori, ma smettila di insistere con il rugby! E smettila di invitarmi alle cene della tua squadra! Sono simpatici, ma non c'entro nulla con loro e non intendo minimamente entrarci, con loro! E andiamo al punto 5, che si ricollega al punto 3 e al punto 4.

5. Caro DDL2, ma lo sai che sei un gran bel furbino? Sicuro, manteniamo dei gran bei rapporti con i collaboratori! Ma intanto, guardiamo un po' come li mantieni i bei rapporti con i collaboratori:  gli extra non li paghi. Ti sei approfittato spudoratamente della mia disponibilità e al momento di pagare cos'hai fatto? Mi hai sbolognato tre libri sul giornalismo, del valore di 10 euro l'uno scarsi, quando i miei articoli me li faccio pagare almeno il doppio. E al momento di pagarmi gli altri articoli, non mi hai dato un extra tenendo conto del fatto che mi hai sfrantecato i maroni per settimane. Ma va bene. Gli articoli che avevo scritto non ti soddisfacevano. Ci può stare che fossi meno motivato a pagarmi decentemente. Ma allora, primo, non me lo dovevi dire un mese dopo che te li avevo inviati! Questa è stronzaggine pura, mi hai praticamente impedito di migliorarmi! E poi, sai, se non sai cosa vuoi, ti devi prendere quello che viene. Aurea massima, che personalmente mi sono ripetuta molto spesso negli ultimi anni. Dovevi spiegarmi bene PRIMA cosa volevi, io ho sottolineato più volte che non avevo esperienza in termini di vendita, e dirmi che io devo vendere con gli articoli non è dirmi cosa vuoi. Prova a dare uova, zucchero, lievito e farina a uno che non ha la minima esperienza di cucina, dicendogli che vuoi che ti prepari una torta paradiso, senza dirgli altro! Prova e vedi che bei risultati! E poi, sul serio, mi inviti alle cene di rugby e devo comunque pagare io? Sempre tenendo conto del fatto che ti ho dato un dito e hai cercato di prenderti tutte le braccia e le gambe che ho? Sei serio? E io cosa ci guadagno? "Amici nuovi" di cui non me ne frega un cazzo? Questo è il tuo modo di mantenere bei rapporti? Ah beh! Non ci siamo proprio capiti! Ma va beh, finora ti ho lasciato fare. Abbiamo fatto degli accordi a me decisamente sfavorevoli, me ne assumo la piena responsabilità. Pari e patta. Ma adesso le cose cambieranno. E di parecchio. Perché ora convivo e devo far quadrare i conti, non posso permettermi minimamente di farmi mettere i piedi in testa. Perché venire dalle tue parti mi costa un'ora totale di macchina fra andata e ritorno. E ho una macchina a benzina. E la benzina costa. E venire da te mi costa parecchio anche in termini di gestione della casa. E, a lungo andare, potrebbe costarmi parecchio anche con il mio rapporto. No, non sono disposta a sacrificarmi per te e per un'attività che non è mia. La mia attività, quella mia personale, non il lavoro da dipendente per cui prendo uno stipendio, è scrivere. Punto. Non vendere i tuoi prodotti. Tienilo bene a mente. Per scrivere sono disposta anche al guadagno zero e al pagamento in visibilità, almeno per ora. Non per vendere i tuoi prodotti. E chiedermi addirittura di togliere ore al mio lavoro abituale per cercare contatti per te è sconfinare di parecchio! Me li dai tu i soldi delle ore che perderei??? Ma sei impazzito a chiedere una cosa del genere??? E arriviamo al punto finale, quello che veramente ha fatto traboccare il vaso.

6. Caro DDL2, per rispondere alla tua domanda, la mia convivenza sta andando bene. In termini di coppia sono tranquillissima, vedo che nonostante tutto riesco a gestire bene la casa, ma sai, vorrei avere più tempo per potermela godere, la casa! Peccato che, di riffa o di raffa, sono sempre fuori. Quindi, non esiste che mi dici, testuali parole, magari ne avessi usate altre, "dai, sabato vengo a cena da te, tanto mi basta una pasta al pomodoro!". Cioè, stai scherzando? Non mi dici qualcosa del tipo "mi piacerebbe vedere casa tua, non si può organizzare una cena?". No, ti autoinviti. Ovviamente con tua moglie e tua figlia al seguito. Sia mai. Già. Tua figlia ha due anni, un delizioso angioletto biondo. Peccato che, come tutti i bambini di quell'età, sia una gran rompicoglioni. Ho un nipote di un anno che è un mezzo terremoto, quando viene a casa mia sono terrorizzata dai danni che può fare. Figurati per tua figlia, che, l'ho vista, è decisamente molto vivace. E io non ho intenzione di attirarmi in casa una nanetta duenne, per quanto carina, che mi seminerà il disastro in giro. A malapena mi sta bene che vengano i miei nipoti! Cioè, due piccoli miei parenti che adoro con tutta l'anima! Cioè, parliamone! Devo anche sopportare TUA FIGLIA???? Tutto perché suo padre non è capace di comportarsi decentemente, tra l'altro! Di per sé non ho niente contro i bambini, anche quando sono vivaci. Certo, mi infastidisce correre loro dietro per evitare che si facciano male, ma va beh, bambini sono e lo scotto da pagare è questo, quando li hai in casa. E per una sera ogni tanto, posso anche fare buon viso a cattivo gioco, non trattandosi di figli miei. Ma quando i genitori si comportano da teste di cazzo, autoinvitandosi in casa mia, capisci che per me diventa decisamente debilitante, e la mia pazienza, che fa il paio con la mia tolleranza, parte già bassa di base. Secondo te sono anche in grado di sopportare la tua nanerottola, se parto già con la pazienza bassa?? Ma dì un po', sei veramente sicuro di voler continuare su questa china, con me??? Intanto, comunque, tu non vieni da me, sabato. Ma neanche per sbaglio! Ho di meglio da fare che passare il sabato sera con te e la tua famiglia. Stirare, per esempio.

Di per sè, i punti precedenti all'ultimo non sarebbero gravi. Ma mettiamoli insieme e aggiungiamo il fatto che tu non sembri renderti conto che io non sono l'ultima scema della piazza. Mi accorgo che sei un mezzo parassita. E mi accorgo anche del fatto che ritieni che tanto non me ne accorgo e comunque non dico niente. E qui ti sbagli. Ti aspetto al varco. Perché tu a cena da me prima o poi ci verrai. Non sabato, ma ci verrai. Lo so che verrai. Perché ho accettato la cosa, ne sono consapevole, l'ho fatto apposta ad accettare. E siccome ti conosco, solleverai anche questioni lavorative. E ti smaccherò in faccia che non ho la benché minima intenzione di stare dietro a te e alla tua azienda, non più dello stretto necessario. Sono pronta a tutto, anche a perdere il lavoro con te e, di conseguenza, quei 150 euro al mese in più!

Un bel vaffanculo a te e buon 2018!

E a voi, tanti auguri per un bel 2018!

Mer

20

Dic

2017

Il mio sogno...

Sfogo di Avatar di CriseideCriseide | Categoria: Altro

Ho letto lo sfogo "regalatemi un sogno". Stavo rispondendo, poi ho deciso che ne avrei  fatto uno sfogo, perché ne ho bisogno e non so più dove sbattere la testa.

Il mio sogno affonda le sue radici nel mio passato.

Ero una persona combattiva, ottimista. Sono sempre stata ansiosa, ma era un'ansia gestibile. Adesso non lo è più. Passo dei momenti in cui mi sento bene e, nel giro di pochissimo tempo, mi ritrovo ad avere attacchi d'ansia e a non capire perché.

Ora, se cerco di essere obiettiva, vedo che non avrei nulla di cui lamentarmi. Sul serio: sono innamorata, convivo, ho un lavoro, sto continuando a tenere in mano la mia vita. Ho scoperto, andando a convivere, che non sono così pessima, come padrona di casa. Prima ero veramente una grandissima casinara. Ora le cose sono cambiate, tengo tutto in ordine. Beh, nella mia idea di ordine, in realtà. Non corrisponde al caos più totale, sia chiaro, anzi! Tutt'altro! Ma il mio compagno è molto pignolo, quindi immagino che per lui l'ordine mio non sia perfetto.

Ho notato che ho ancora tendenze depressive, e nonostante questo comunque non cedo di un millimetro e mi rifiuto di mettermi in panciolle in casa, lasciando fare a lui, come tendevo a far fare ai miei genitori. Sì, decisamente ho un problema, ma non voglio farlo pesare a lui. Già non era giusto farlo con i miei, figurarsi con l'uomo con cui voglio costruirmi una famiglia. Ho scelto io questa vita, quindi è giusto che mi dia da fare perché sia vissuta al meglio.

Se metto sulla bilancia il tutto, comunque, devo essere obiettiva: le cose per me sono migliorate moltissimo. Non ricordo, negli ultimi anni, di aver avuto dei momenti di felicità così puri come mi capitano adesso. E vedere che, appunto, riesco a gestire una casa e anche le mie finanze (una volta avevo problemi di shopping compulsivo) è un'ottima cosa. Sto finalmente recuperando la salute fisica. Va veramente meglio.

A parte l'ansia. Non mi spiego perché sono così ansiosa. Speravo che i miei attacchi diminuissero, con la convivenza, invece ci sono ancora. Prima ho scritto che sono ingestibili, ma non è proprio così. Li gestisco meglio rispetto a una volta, ma sono esasperata. Non ne posso più. Continuano a esserci quando non dovrei averli. E non capisco perché. Di solito so cosa mi frulla in capo, o comunque lo capisco nel giro di poco. Sono giorni interi che vado avanti cercando di capire cosa caspita mi sta succedendo e non ne vengo a capo!

Vorrei tanto dire che il mio sogno è avviare una mia attività. Lo è, in effetti. Ma il mio sogno più pressante è conquistarmi la serenità mentale, vivere senza questi attacchi di ansia che stanno esaurendo le mie energie.

Cari Babbo Natale, Gesù Bambino, Befana, San Nicola, chiunque ci sia a portare doni: ho fatto del mio meglio, quest'anno. Davvero. A parte qualche rispostaccia, non ho fatto nulla di male. E sono molto felice di ciò che ho ottenuto. Ne sono orgogliosa, e vi ringrazio anche. Posso avere questo piccolo, insignificante dono che può essere la serenità mentale? Giuro, per il resto mi arrangio io!

Buone feste a tutti, ragazzi!

Lun

20

Nov

2017

Bigottismo e femminismo.

Sfogo di Avatar di CriseideCriseide | Categoria: Ira

Probabilmente scatenerò un flame allucinante, ma amen.

Il medico che mi segue attualmente è una donna, microimmunologa, psicoterapeuta.

Ho fatto degli esami del sangue che hanno riscontrato che ho il sistema immunitario quasi bloccato. Se non avessi fatto questi esami del sangue, mi sarei ritrovata un cancro o qualcos'altro nel giro di qualche anno.

C'è di più. Il mio sistema immunitario semibloccato è la causa delle mie tendenze depressive.

Certo, è stato un certo shock, ma a posteriori non ne sono così sorpresa. Ho dato tutte le chiavi di lettura possibili a quanti più eventi della mia vita, quindi non capivo, obiettivamente, perché un fatto "semplice" come l'aver trovato l'uomo della mia vita, aver raggiunto l'apparente equilibrio che tanto cercavo da anni e la convivenza imminente potesse causarmi un'ansia così ingestibile.

Sì, ho ancora problemi di ansia, ma sono due settimane che ho iniziato a curare tutti i virus e il sistema immunitario in palla. Mi ci vorrà un po' prima che il mio corpo assorba la serotonina come Dio comanda e il mio umore ritorni normale.

Ma il punto non è questo.

Ho parlato alla dottoressa dello stupro che ho subìto. Solita comprensione di rito, fino alla fulminata finale: "c'è però da dire che voi giovani andate a letto con una rapidità impressionante, non capite cosa voglia dire condividere l'intimità con un uomo, prima bisogna conoscersi, capire chi si ha davanti. Poi si può pensare di condividere anche il proprio corpo."

Chi frequenta questo sito da un po', sa come la penso. Personalmente, non do importanza al sesso allo stesso modo in cui la danno altre persone. Per me il sesso è fondamentale, ma mi sono sempre fidata del mio istinto, senza ritenerlo un metro per capire chi ho davanti, se può essere degno della mia attenzione, quindi non mi faccio particolari remore ad andarci a letto anche subito, se l'altra persona è d'accordo. Ma non è una cosa che faccio con chiunque. Basti pensare al fatto che non ho una lista infinita di partner sessuali, alle mie spalle, anzi!

L'unica volta in cui non ho ascoltato il mio istinto, ho subìto lo stupro. A posteriori, c'era qualcosa in quell'uomo che non mi convinceva, ma all'epoca stavo talmente male che non sono sorpresa del fatto che le cose siano andate come sono andate. Ma, ormai, è inutile piangere sul latte versato.

Poi, rispetto fortemente chi la pensa come la dottoressa. A patto che non mi faccia sentire sotto accusa. Mi sta bene che qualcuno venga a dirmi "personalmente preferisco aspettare". Ognuno fa quello che si sente, nella sua vita.

Non ho tollerato il fatto che la dottoressa mi ha indirettamente accusata di essermela cercata. Non ho tollerato il fatto che abbia detto che gli uomini sono tutti delle bestie che pensano solo a quello. Non ho tollerato il fatto che, quando le ho dettodello stupro, abbia insinuato che, in realtà, finché non vado a pregare, non uscirò mai dal limboche mi sono creata con quello stupro. Non ho tollerato che, quando le ho detto che, in realtà, le batoste che ho subìto mi hanno insegnato molto e che l'uomo con cui sto ora è quello giusto, lei mi abbia detto "ah, ma allora hai imparato qualcosa".

Come non ho tollerato il fatto che mi abbia detto che, in virtù del fatto che sto andando a convivere, sarò io ad avere in mano la famiglia, e possiamo raccontarcela quanto vogliamo, ma tanto sono le donne a gestire casa e famiglia, per cui è meglio se resto a lavorare dove sono, invece di tornare a lavorare nel turismo come stavo considerando di fare. Così ho un orario più elastico per gestire la casa ed eventuali bambini.

Non mi è piaciuto affatto il suo pensiero. Sì, alla fine ho deciso che non ritornerò a lavorare nel turismo, ma era una decisione che stavo maturando da un po'. Per quanto mi manchi parlare lingue straniere e un lavoro a contatto con il pubblico, non ho voglia di lavorare su turni e passare le feste comandate dietro al banco di una reception, lontana dalla mia famiglia. Il lavoro che ho ora sono riuscita finalmente a farmelo piacere, ha orari che mi vanno bene. Chi me lo fa fare di ritornare a lavorare nel turismo?

Ma per il resto? Se avessi interiorizzato il fatto che gli uomini sono tutti delle bestie, non sarei insieme al mio compagno, il mio amore, l'uomo che veramente è fatto per me.

Non accetto che si generalizzi così, neanche sugli uomini!

Non accetto che mi si faccia intendere che è solo un mio dovere, il pensare ad occuparmi della casa e di eventuali figli.

Non ho accettato il tono che ha usato da "avanti, non pretendere di più dalla tua vita, accontentati di quello che hai, perché nutrire un qualche sogno o ambizione?". Comodo, detto da un MEDICO!

Non accetto che un medico mi manchi di rispetto e cerchi di impormi la sua fede. Denota un'incompetenza senza pari! Credo in Dio, non ho problemi ad ammetterlo, ma la mia concezione di Lui e della vita è ben distante da quella dei cattolici bigotti, convinti che sia una colpa se una relazione finisce, a prescindere dalle motivazioni!

Non accetto che, in virtù di questo, una ragazza debba anche sentirsi messa sotto accusa per uno stupro. In nessuna circostanza deve accadere, mai!

Il problema, ovviamente, è che sono fregata, devo per forza continuare ad andare da lei, dal momento che è l'unica microimmunologa della mia città e di quella attigua (mi sono già informata).

Quindi, mi toccherà ingollare il rospo e continuare le terapie con lei, se voglio evitare di rimetterci la pelle più avanti.

Ma sono decisamente amareggiata. Non pensavo che esistessero medici così.

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