Mer

27

Dic

2017

"Come va la convivenza?"

Sfogo di Avatar di CriseideCriseide | Categoria: Ira

Questa è stata la domanda del mio secondo datore di lavoro.

Ho un lavoro che mi permette di arrotondare il mio magro stipendio da segretaria in apprendistato. Fortunatamente io e il mio compagno non siamo alla fame, tutt'altro, ma un centinaio di euro in più non guastano mai, quindi lui fa straordinari ogni volta che può, mentre io scrivo articoli on line, dal momento che, in quanto apprendista, non posso ancora fare una grande quantità di straordinari. Non sono nemmeno sicura che potrebbero pagarmeli, ma questo è un altro discorso. E no, non sarebbe per lesione dei miei diritti.

Ora, il mio secondo datore di lavoro è un tipo strano. Diciamo che ho cominciato subito ad andare in allarme quando l'ho conosciuto. Ma appunto, 150 euro in più al mese non sono da buttare via, quindi ho volutamente fatto orecchie da mercante davanti alla sensazione che quel tizio mi avrebbe dato dei grattacapi. Ho voluto, per una volta, ragionare come una stronza affarista attaccata ai soldi. Il che significa comunque tenermi ferma su determinati punti e sbattermene le palle di quello che potrebbero dirmi gli altri. Avendo già un lavoro alla base, posso anche permettermelo, a dirla tutta. E da quello che vedo i mollaccioni non guadagnano un cazzo.

Perché sono entrata in allarme? Perché questa persona, dal momento stesso in cui abbiamo fatto il colloquio, ha cominciato a ragionare come se io volessi entrare a far parte della sua azienda. E da lì ha cominciato a trattarmi come la sua segretaria personale. Ci ho messo del bello e del buono per forzare la mia natura solitamente conciliante e mettere dei paletti. E comunque ho mezzo fallito.

Ma ho notato anche un po' di cose che non mi sono andate bene. Per niente. Sono andate decisamente oltre il limite consentito da ogni umana decenza! E ho deciso che è il momento di dire basta.

1. Caro DDL2 (Datore Di Lavoro 2), io non ho intenzione di mollare l'azienda dove sto ora per venire a lavorare da te. A meno che tu non mi dia uno stipendio più che decente. Non mille euro e ringraziare anche, ma minimo 1200. Ed è minimo sindacale, giusto per pura bontà del mio cuore! E comunque risparmia il fiato per i tuoi clienti, non accetterei in ogni caso perché non mi piaci. E i motivi per cui non mi piaci sono elencati nei punti seguenti.

2. Caro DDL2, io non sono la tua socia. Io scrivo articoli. Sono più che disposta a imparare, perché non ho esperienza di scrittura di articoli di vendita. Posso descrivere e narrare quanto vuoi, a vendere sono meno portata. Io, per collaborare con te, arriverò fino all'apprendimento di una nuova modalità di scrittura. Stop. E già per quello pretendo di essere pagata o quanto meno di ricevere un briefing serio. Invece, neanche tu hai le idee chiare su cosa vuoi che venga scritto. Ma va beh, dal momento che mi torna comunque comodo imparare, per quello posso anche arrangiarmi io, nel trovare le fonti a cui attingere. Per il resto, se vuoi dell'extra, pagami. E andiamo al prossimo punto, strettamente collegato. Anzi, praticamente un approfondimento.

3. Caro DDL2, il mio tempo è fottutamente prezioso. Da quando mi sono trasferita, passo 10 ore fuori di casa. E sono dieci quando va bene, perché possono diventare anche 11 o 12 se devo fare la spesa, se trovo traffico et similia. Il mio compagno lavora su turni. Il che vuol dire che, fra me che sono fuori tutto il giorno e lui che ha turni che variano nell'arco di tutta una giornata, weekend compresi, ci vediamo veramente poco. Aggiungiamo a queste ore le lavatrici che devo fare, la cena, andare dietro alla casa. Mi resta veramente poco tempo. Per carità, sapevo a cosa andavo incontro quando mi sono trasferita e preparare la cena, fare le lavatrici, tenere in ordine la casa (con il preziosissimo aiuto del mio compagno) sono cose che faccio molto volentieri, anzi! Ma non è che, siccome le faccio volentieri, allora il tempo non esiste. Se vuoi che ti traduca anche gli articoli che scrivo io, o che scrivono anche altri, o se vuoi che venga a casa tua a darti una mano in teoria a scrivere degli annunci, in pratica, a sprecare una mattina a sentirti delirare su cosa vuoi, senza peraltro chiarirlo davvero, mi devi pagare. Punto. E invece... beh, passiamo al punto 4. Poi chiariamo anche questo, don't worry!

4. Caro DDL2, Ma lo sai che non me ne frega niente del rugby? Sì, l'ho provato, perché mi sembrava giusto provare, e mi è anche piaciuto. Ma, sai com'è, non sono particolarmente interessata ad andare avanti. La mia schiena ultimamente non perdona moltissimo, e poi, sinceramente, a me fottesega del rugby! Quindi, per favore, io capisco che vuoi mantenere dei buoni rapporti con i tuoi collaboratori, ma smettila di insistere con il rugby! E smettila di invitarmi alle cene della tua squadra! Sono simpatici, ma non c'entro nulla con loro e non intendo minimamente entrarci, con loro! E andiamo al punto 5, che si ricollega al punto 3 e al punto 4.

5. Caro DDL2, ma lo sai che sei un gran bel furbino? Sicuro, manteniamo dei gran bei rapporti con i collaboratori! Ma intanto, guardiamo un po' come li mantieni i bei rapporti con i collaboratori:  gli extra non li paghi. Ti sei approfittato spudoratamente della mia disponibilità e al momento di pagare cos'hai fatto? Mi hai sbolognato tre libri sul giornalismo, del valore di 10 euro l'uno scarsi, quando i miei articoli me li faccio pagare almeno il doppio. E al momento di pagarmi gli altri articoli, non mi hai dato un extra tenendo conto del fatto che mi hai sfrantecato i maroni per settimane. Ma va bene. Gli articoli che avevo scritto non ti soddisfacevano. Ci può stare che fossi meno motivato a pagarmi decentemente. Ma allora, primo, non me lo dovevi dire un mese dopo che te li avevo inviati! Questa è stronzaggine pura, mi hai praticamente impedito di migliorarmi! E poi, sai, se non sai cosa vuoi, ti devi prendere quello che viene. Aurea massima, che personalmente mi sono ripetuta molto spesso negli ultimi anni. Dovevi spiegarmi bene PRIMA cosa volevi, io ho sottolineato più volte che non avevo esperienza in termini di vendita, e dirmi che io devo vendere con gli articoli non è dirmi cosa vuoi. Prova a dare uova, zucchero, lievito e farina a uno che non ha la minima esperienza di cucina, dicendogli che vuoi che ti prepari una torta paradiso, senza dirgli altro! Prova e vedi che bei risultati! E poi, sul serio, mi inviti alle cene di rugby e devo comunque pagare io? Sempre tenendo conto del fatto che ti ho dato un dito e hai cercato di prenderti tutte le braccia e le gambe che ho? Sei serio? E io cosa ci guadagno? "Amici nuovi" di cui non me ne frega un cazzo? Questo è il tuo modo di mantenere bei rapporti? Ah beh! Non ci siamo proprio capiti! Ma va beh, finora ti ho lasciato fare. Abbiamo fatto degli accordi a me decisamente sfavorevoli, me ne assumo la piena responsabilità. Pari e patta. Ma adesso le cose cambieranno. E di parecchio. Perché ora convivo e devo far quadrare i conti, non posso permettermi minimamente di farmi mettere i piedi in testa. Perché venire dalle tue parti mi costa un'ora totale di macchina fra andata e ritorno. E ho una macchina a benzina. E la benzina costa. E venire da te mi costa parecchio anche in termini di gestione della casa. E, a lungo andare, potrebbe costarmi parecchio anche con il mio rapporto. No, non sono disposta a sacrificarmi per te e per un'attività che non è mia. La mia attività, quella mia personale, non il lavoro da dipendente per cui prendo uno stipendio, è scrivere. Punto. Non vendere i tuoi prodotti. Tienilo bene a mente. Per scrivere sono disposta anche al guadagno zero e al pagamento in visibilità, almeno per ora. Non per vendere i tuoi prodotti. E chiedermi addirittura di togliere ore al mio lavoro abituale per cercare contatti per te è sconfinare di parecchio! Me li dai tu i soldi delle ore che perderei??? Ma sei impazzito a chiedere una cosa del genere??? E arriviamo al punto finale, quello che veramente ha fatto traboccare il vaso.

6. Caro DDL2, per rispondere alla tua domanda, la mia convivenza sta andando bene. In termini di coppia sono tranquillissima, vedo che nonostante tutto riesco a gestire bene la casa, ma sai, vorrei avere più tempo per potermela godere, la casa! Peccato che, di riffa o di raffa, sono sempre fuori. Quindi, non esiste che mi dici, testuali parole, magari ne avessi usate altre, "dai, sabato vengo a cena da te, tanto mi basta una pasta al pomodoro!". Cioè, stai scherzando? Non mi dici qualcosa del tipo "mi piacerebbe vedere casa tua, non si può organizzare una cena?". No, ti autoinviti. Ovviamente con tua moglie e tua figlia al seguito. Sia mai. Già. Tua figlia ha due anni, un delizioso angioletto biondo. Peccato che, come tutti i bambini di quell'età, sia una gran rompicoglioni. Ho un nipote di un anno che è un mezzo terremoto, quando viene a casa mia sono terrorizzata dai danni che può fare. Figurati per tua figlia, che, l'ho vista, è decisamente molto vivace. E io non ho intenzione di attirarmi in casa una nanetta duenne, per quanto carina, che mi seminerà il disastro in giro. A malapena mi sta bene che vengano i miei nipoti! Cioè, due piccoli miei parenti che adoro con tutta l'anima! Cioè, parliamone! Devo anche sopportare TUA FIGLIA???? Tutto perché suo padre non è capace di comportarsi decentemente, tra l'altro! Di per sé non ho niente contro i bambini, anche quando sono vivaci. Certo, mi infastidisce correre loro dietro per evitare che si facciano male, ma va beh, bambini sono e lo scotto da pagare è questo, quando li hai in casa. E per una sera ogni tanto, posso anche fare buon viso a cattivo gioco, non trattandosi di figli miei. Ma quando i genitori si comportano da teste di cazzo, autoinvitandosi in casa mia, capisci che per me diventa decisamente debilitante, e la mia pazienza, che fa il paio con la mia tolleranza, parte già bassa di base. Secondo te sono anche in grado di sopportare la tua nanerottola, se parto già con la pazienza bassa?? Ma dì un po', sei veramente sicuro di voler continuare su questa china, con me??? Intanto, comunque, tu non vieni da me, sabato. Ma neanche per sbaglio! Ho di meglio da fare che passare il sabato sera con te e la tua famiglia. Stirare, per esempio.

Di per sè, i punti precedenti all'ultimo non sarebbero gravi. Ma mettiamoli insieme e aggiungiamo il fatto che tu non sembri renderti conto che io non sono l'ultima scema della piazza. Mi accorgo che sei un mezzo parassita. E mi accorgo anche del fatto che ritieni che tanto non me ne accorgo e comunque non dico niente. E qui ti sbagli. Ti aspetto al varco. Perché tu a cena da me prima o poi ci verrai. Non sabato, ma ci verrai. Lo so che verrai. Perché ho accettato la cosa, ne sono consapevole, l'ho fatto apposta ad accettare. E siccome ti conosco, solleverai anche questioni lavorative. E ti smaccherò in faccia che non ho la benché minima intenzione di stare dietro a te e alla tua azienda, non più dello stretto necessario. Sono pronta a tutto, anche a perdere il lavoro con te e, di conseguenza, quei 150 euro al mese in più!

Un bel vaffanculo a te e buon 2018!

E a voi, tanti auguri per un bel 2018!

4 commenti

Ossignur...  E tutto questo per 150€ al mese?

 E io che mi lamento dei miei clienti che mi rompono il cazzo durante le feste. 

Avatar di SoldatojokerSoldatojoker alle 14:05 del 29-12-2017

Già...

Ma i 150 € al mese sono i soldi che mi dà per i 6 articoli che dovrei scrivergli. 25 ad articolo. Il che significa che ha fatto il faccia da culo, non ha neanche fatto presente che non mi può dare di più perché magari ha problemi economici. Abbiamo concordato 25 euro ad articolo, e lui si è basato solo su quello per il pagamento. Non è neanche che mi abbia detto "guarda, ti do 150 euro al mese, e tu mi fai questo, questo e questo."

Anche perché nessuno sano di mente accetterebbe un trattamento simile, anche in un caso strano come può esserlo l'arrotondamento di uno stipendio. è sempre una questione di principio, alla fine: tutte le cose che mi ha chiesto di fare gliele farei anche, regolarmente. Ma esigo un pagamento equo. Se vuole che io mi metta a cercargli clienti e a scrivere gli articoli con annessa traduzione, deve pagarmi come merito. O dandomi un contratto e uno stipendio decente, o comunque dandomi almeno un fisso mensile decente. Non sono più una ragazzina a cui fare un contratto stage per risparmiare, ho competenze tali per cui esigo un riscontro economico. Trattami con il rispetto che merito e allora posso parlare serenamente di invitarti a cena ed eventualmente di venire a cena con la tua famiglia e i tuoi amici.

Purtroppo, finora ho gestito veramente male la cosa, e mi brucia parecchio, anche perché tendo a rimuginarci troppo su, e più ci rimugino, più mi innervosisco. Non vedo l'ora di potergliele dire, queste cose, almeno mi tolgo il peso dallo stomaco!

Avatar di CriseideCriseide alle 15:10 del 29-12-2017

Secondo me devi mettere in conto che da questo rapporto lavorativo non otterrai granché. Nel mondo del lavoro ci sono persone serie (poche), persone neutre e cialtroni approfittatori (molti). Lui mi pare molto borderline tra il neutro e l'approfittatore da qui quanto scritto sopra.

Dal tenore del tuo sfogo tutto mi porterebbe a dirti di mollarlo del tutto perché un qualsiasi dialogo non ti gioverebbe granché. Però fai tu, Se lo consideri un modo di fare esperienza, tutto fa brodo.

Avatar di SoldatojokerSoldatojoker alle 19:26 del 29-12-2017

Non ho letto tutto ma credo che la risposta sia

come al cazzo

Avatar di AnonimoAnonimo alle 21:06 del 14-01-2018

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