Tutti gli sfoghi
Sfoghi: (Pag. 1385)
Mar
19
Lug
2016
la mia vicina è tanto carina
non me ne ero mai accorto finchè l'altro giorno non l'ho vista coi capelli raccolti.. che pacco mi sembra di farle un dispetto a parlarle perche sembra tanto sulle sue e poi penso che non ne varrebbe la pena perciò mi sfogo e chiudo qui
Mar
19
Lug
2016
Mia madre è una stronza inetta e arrogante
Da quando ho realizzato l'importanza di quello che io riesco a fare nella mia vita, sia a livello di miglioramento personale che sul piano pratico, non riesco più a tollerare l'atteggiamento isterico e giudicante di mia madre.
Lei è capace di non cagarmi per l'intera giornata salvo che io non mi metta a fare qualcosa per cui ho bisogno di concentrazione, fosse pure una frittata, allora si mette alle spalle e mi guarda fisso fisso finché non trova un motivo per criticarmi spesso con tono immotivatamente aggressivo, del tipo 'ma quelle uova te le mangi carbonizzate?' appena alzo un po' il fuoco (per restare in tema frittata).
Oppure siamo a tavola, mi allungo per prendere l'acqua e lei mi urla di fare attenzione a non far cadere il bicchiere che nella sua ottica è sempre troppo sul bordo del tavolo (poi rompe in media un bicchiere ogni volta che lava i piatti perché si muove come un elefante).
In questo mese abbiamo fatto una specie di trasloco e per poco non mi sono uccisa o non ho ucciso lei.
Faccio per spostare qualcosa e urla perché ritiene sempre che la romperò quando mi è capitato UNA VOLTA di rompere il vetro di un orologio che LEI aveva messo in bilico.
Faccio per scartare le tazze e grida di stare attenta, mi guarda fisso fisso e mi toglie le cose da mano perdendo tempo quando potrebbe fare altre cose.
Faccio per piantare un chiodo e mi contraddice sull'inclinazione con cui si pianta incazzandosi e se io provo ad oppormi con calma mi dice che non posso avere sempre ragione (?) o che non mi devo incazzare (IO????).
Faccio per appendere il quadro e mi guarda spaventata ostacolandomi con le mani credendo di aiutarmi a reggerne il peso.
Faccio per avvitare un pezzo di un mobile con un bullone e interviene sbracciandosi come se vivessimo in una capanna di legno e stessi per dare fuoco a un pagliaio dicendomi che non si fa così (e pure che fosse? Lo svitavo un momento!) e poi ci mette mezz'ora per fare la stessa cosa che dicevo io di fare.
Ci ha messo tre giorni per mettere dei libri in una libreria perché non potevamo disporli a casaccio come erano disposti nell'altra solo perché era la mia proposta.
Metto un servizio di tazzine in una credenza e le dispone in modo diverso da come le ho messe io ma senza criterio, solo per cambiare e controllare ossessivamente tutto quello che faccio.
Cucino qualcosa ed è sempre o cruda, o bruciata, o troppo lievitata, o ci manca il sale, poi se devo controllare qualcosa in forno si alza dalla sua sedia e mi viene a guardare come se stessi facendo un'operazione chirurgica.
Ma pure se mi taglio una fetta di pane mi sta a fissare e dice il modo in cui devo farlo!!!
Che poi porca troia, è pure una mezza fallita che nella vita ha cazzeggiato fra politica studentesca e canne, ha sposato un coglione immaturo perché senza titolo di studio non sapeva che fare, l'unica cosa sensata che avrebbe potuto fare sarebbe stata la madre ma ha penosamente fallito su tutti i fronti pure in questo e si permette pure di venire a contestare, cambiare, ostacolare, criticare ogni aspetto del mio essere?
Ma lo sai che secondo me sei pure un'invidiosa, oltre che una patetica inetta e saccente? E vattene a fanculo in vacanza da mia zia che se resti un altro mese o uccido te o uccido me.
Mar
19
Lug
2016
Sono TOTALMENTE sbagliato....???!
Premetto che m'imbarazzo un pò a scrivere il mio sfogo, ma davvero non ce la faccio più a tenere tutto dentro.
Scrivo per capire se sono il l'erroe.
Sono innamorato della mia ex. sono stato insieme tre anni con lei ed è stato sempre un continuo giustificarmi su tutto. Con chi sono stato a letto, chi era la mia fidanzatina dei 16 anni, cosa di bello gli ho detto....insomma, nome , cognome riflessioni emozioni...TUTTO il mio passato ho dovuto raccontare. Praticamente ho dovuto giustificare tutti i rapporti femminili. Ovviamente dopo mesi di esamina dettagliata delle singole persone ho dovuto tagliare i ponti con quelle "amiche" con cui avevo avuto scambi di battute a sfondo sessuale prima di conoscerla anche se ero single e con le quali oramai c'erano sono i convenevoli saluti. niente tutto chiuso per amore.
Il problema è che non le ho raccontato l'entita della mia "emozione" nei confronti di una ragazza con cui c'avevo provato da single e con la quale, dopo essermi beccato un paletto, c'ero diventato realmente un grande amico GIA' MESI PRIMA di conoscere la mia ex. Ovviamente le ho raccontato tutto, ma secondo lei non le ho "raccontato la vera entità" xke la mia amica, con la quale anche ormai i contatti erano al minimo per l'amore nei confronti della mia ex, mi mando un mex nel quale si scusava perchè non si faceva sentire e mi diceva le mi voleva bene, come ha sempre fatto. Io gli risposi lo stesso, come ho sempre fatto. BOOM "tu mi tradisci"....ecc
Per farla breve, dopo tre anni di perenni spiegazioni continue, io NON SONO MAI STATO CREDUTO SU NULLA e SONO UN TRADITORE....single! IO SBAGLIO TUTTO, io ho la colpa di tutto, io sono sporco, io sono un doppiogiochista io sono un pezzo di merda egoista.
Lei non mi stima assolutamente e pensa che sono il peggiore della terra.
Ragazzi, non c'è cosa peggiore del non essere creduto.
Sottolineando che io la amo e la stimo ancora, la mia domanda è:
è davvero tutta copla mia? sono io l'errore umano??
Che vita di cacca....!
Mar
19
Lug
2016
Sta stro*za non se ne va.
C'è una persona di famiglia. Anziana... parecchio anziana che a quanto pare non vuole arrendersi alla vita.
E' più coriacea di una tartaruga. Nulla la scalfisce. Questa "persona" ha fatto tanto di quel male alla mia famiglia che voi non potete immaginare: imbrogliona, invadente, superficiale, doppiogiochista, perfida, metti zizzagna... di tutto insomma! Io non ho mai conosciuto una persona così cattiva (anche nei miei confronti). Non ha mai avuto amicizie, non ha mai legato con nessuno: sola da una vita a parte qualche parente che per ovvietà di cose, pur detestandola, l'aiuta nelle cose di tutti i giorni. Beh questa serpe non ha mai avuto nulla in vita sua, NULLA. Gode di una salue formidabile. Sia io, che ho 1/5 della sua vita, che altri parenti abbiamo passato situazioni ben più gravi, e lei lì bella come una rosa. Tempo fa ero veramente molto influenzata, l'ho vista per un pranzo e prima che arrivasse ho passato il fazzoletto pieno di moccola nel suo piatto. Proprio per bene. "Chissà... l'età.... magari questa volta si prende qualcosa, si sa, gli anziani basta un influenza E ZAAAACK"... NIENTE. Io sono arrivata a pensare che certa gente sia "protetta" da qualcosa. Sarà buona sorte.... o non so. Certo più dei 100/120 anni, nella visione più pessimistica, non può andare!!!!
Mar
19
Lug
2016
non pagherà mai...
6 mesi. 6 fottuti mesi. 6. mesi.
Questo è il tempo massimo per denunciare uno stupro, se hai subito uno stupro da adulto. In effetti, c'è un sei, nel lasso di tempo che ho lasciato passare: sì, ANNI!
Quindi, facciamo un attimo due conti: una donna subisce uno stupro. Non denuncia perché si sente umiliata, ha paura della reazione dello stupratore, ha paura anche di rovinarsi la reputazione. Dopo anni decide che è ora di affrontare la cosa per lasciarsela alle spalle. Scopre che non può denunciarlo. Perché? Perché la legge ha stabilito che, a meno che tu non sia minorenne, puoi superare la cosa in sei mesi. Cioè, se sei adulto, la legge stabilisce che sei in grado di superare la vergogna, l'umiliazione e la paura in sei mesi, altrimenti ti attacchi a questo cazzo! Una passa mesi, anni della sua vita a sentirsi una merda. Stress, paura, rabbia. Ci si imbruttisce, si ha paura di uscire da sole, si arriva quasi all'odio verso gli uomini. Fai un percorso doloroso per uscirne fuori. Anni di autostima sottoterra, anni di inferno. E mentre tu stai male, il figlio di puttana va avanti con la sua vita. Siccome esiste la merda di Facebook, tu lo cerchi. L'ultima volta che l'hai cercato su Facebook, hai scoperto che ha continuato a lavorare come barista negli hotel. Scopri che la sua vita è andata effettivamente avanti. Scopri che ha anche la ragazza. Se nel frattempo non se l'è sposata, ma questo non si sa, perché poi hai deciso di non farti ulteriormente del male. Lui non sa il calvario che hai passato. Se n'è fregato. Andato oltre. E non saprà mai che ha sfiorato il proiettile.
Quel figlio di puttana non lo saprà mai. Agirà libero e indisturbato, vivrà la sua fottuta di merda senza il benché minimo rimorso. Ha fatto un danno enorme, e lui non ne è scalfito minimamente. L'importante era svuotarsi le palle, eccheccazzo! Chissenefrega se la ragazza era terrorizzata e in lacrime?
Notti insonni. Chili presi. Capelli persi, spenti e rovinati. Incubi. Paura ad uscire da sola. Attacchi d'ansia. Temporanea incapacità di stringere rapporti umani decenti. E lui è ignaro di quello che ha fatto. Questo se va bene. Altrimenti, l'alternativa peggiore è che lo sa. Ma se ne frega. Questo mi manda ai matti. Mi fa andare via di testa. SEI STATO UNA FOTTUTA MERDA E TI PERMETTI DI ANDARE AVANTI CON LA TUA VITA DI MERDA, BRUTTO STRONZO FALLITO CHE PER SENTIRTI UN FIGO DEVI STUPRARE UNA DONNA! E IO NON POSSO FARE NIENTE! Potresti avere fatto altri danni, e adesso non potrai più pagare! RINGRAZIA LA TUA BUONA STELLA CHE SONO STATA COSI' COGLIONA!!! BRUTTA MERDA!!!
Andrò avanti anch'io con la mia vita. So che lo farò e che ce la farò. Io lo voglio fare, e quello che voglio, non ci sono né se né ma, io lo ottengo, anche a costo di pagare prezzi alti. Ma intanto non faccio altro che sentirmi chiusa in una gabbia, mentre una parte di me, folle da morire, è tentata dal comprarsi un machete, andare nel paese dove vive (PERCHE' SO ANCHE DOVE VIVI, BASTARDO!), stanarlo e sbudellarlo, mentre l'altra è angosciata perché si rende conto che si è chiusa in sè stessa. Anche se ho chiesto aiuto, alla fine mi sono isolata. Sono sola. E non riesco a uscire dall'isolamento. Non ci riesco. Ho paura.
Mar
19
Lug
2016
Chi se ne va fa spazio!
Vi capita mai di sentirvi col dito puntato contro da coloro che affermano di essere vostri amici? Si, dico ''coloro che affermano'' perchè c'è una sottile differenza tra essere amici e credere di esserlo. La mia storia in pratica è questa: Conosco questa ragazza 5 anni fa, non abbiamo molto in comune, ma nonostante ciò riusciamo a diventare molto amiche, nonostante alti e bassi. Io cerco di essere una brava amica supportandola nei momenti di difficoltà, a scuola, con i genitori, le presto anche dei soldi per cene, cinema, piscina. (perchè suo padre non lavora molto e la madre è casalinga, pur essendo figlia unica, spesso i soldi scarseggiano.) Non è un problema per me, penso a lei e al fatto che è più divertente fare le cose in gruppo. Tutto procede bene fino a che non ho una crisi e finisco in ospedale per via di un violento attacco di panico che mi porta di conseguenza a giornate ansiose, altre crisi, incontri con uno psicologo ed ansiolitici su ansiolitici. In queste condizioni sento di voler uscire di meno, del resto i miei ''amici'' non mi chiedono come sto, come è andata in ospedale, non vengono a trovarmi a casa... Ad un certo punto questa ragazza mi manda un messaggio affermando di avere una crisi, e mi chiede di andare da lei, tuttavia io non sono nelle condizioni di andarla a trovare e glielo dico sperando nella sua comprensione. Ricevo come risposta un ''comunque se sai che sto male potresti anche venire...'' mi sento così in colpa, un vero e proprio stato d'ansia, che corro da lei in condizioni pietose, entro in casa e la vedo stesa sul divano a guardare la Tv. Nessun problema. Prima di riuscire a dire quacosa l'ansia mi precede e corro a vomitare nel suo bagno, ricevendo un ''potevi anche non venire se dovevi vomitare'' come risposta. Da questo episodio decido di smettere di vederla, sollecitata anche dai miei genitori (che mi danno consigli nonostante sia ormai una 25 enne matura, forse..). Lei mi manda ogni giorno messaggi per uscire, che declino, complice anche l'università, l'amore e nuovi amici. Lei però, gelosa dal primo giorno che l'ho conosciuta, mi accusa di non esserle mai stata vicina, di preferire gli altri a lei e di non meritare la sua amicizia. Dovrebbe dispiacermi aver perso un'amica, tuttavia credo che in un momento così difficile della mia vita, in cui sto ancora combattendo con un disturbo d'ansia generalizzato che mi porta ad avere attacchi di panico anche solo per la paura di ciò che potrebbe accadere in futuro, per quanto surreale, il tenermi stretta una persona negativa, capace di pensare solo a se stessa, che non è venuta a trovarmi neanche una volta, che non mi ha mai ringraziato per i prestiti, che non mi ha chiesto neanche ''stai bene?'' quando, per amicizia, sono corsa da lei e sono finita nel suo bagno a vomitare, sia superfluo. Chi se ne va fa spazio, forse avrei dovuto capirlo prima.
Mar
19
Lug
2016
Come accettare di non essere davvero portato per nulla..
Di non eccellere e quindi di non avere talenti.. o forse ancora li devo scoprire?? E' una vita che mi fanno sentire inadeguato agli standard della società di oggi, dove tutti devono essere belli, simpatici e irriverenti, pieni di risorse.. Io non spicco in nessuna di queste qualità, non so intrattenere una persona, non so darle dei motivi per tenerla legata a me.. sono una mummia, parlo pochissimo da sempre poi magari ci sono dei periodi in cui divento simpaticissimo e faccio amicizia ma non ho idea di chi sia quella persona è come se avessi tante sfaccettature.. Ero un gran bel ragazzo da piccolo, me lo dicevano tutti, tutti.. adesso non me lo dice più nessuno e nessuno più mi nota in giro a differenza di prima.. odio il mio viso e a 23 anni non ho ancora fatto pace con i miei difetti, mi sento un eterno adolescente.. sempre insoddisfatto e irrequieto.. il mio viso senza barba fà schifo e non lo accetto.. perchè è un viso da bambino infantile, con i tratti tipici invece da adulto.. e piccolo rotondo molto delicato con un mento piccolissimo che odio e stona con il resto del corpo che invece è possente.. ho delle sopracciglia foltissime e mi fanno schifo.. una pelle bianco cadavere perchè non vado mai al mare, non ho colorito sembro un tossico.. delle occhiaie blu e porto un sacco di gradi sono miope.. Non riesco ad accettare il tempo che passa per me.. perchè potrò solo peggiorare invecchiando e nessuno mi troverà mai interessante me lo sento..Non sono portato ne' per lo studio ne' per stare in mezzo agli altri.. ho tante lacune caratteriali a causa del bullismo ricevuto quando ero piccolo e non riesco a migliorarmi.. non vedo un futuro per me e vivo in maniera apatica..
Mar
19
Lug
2016
Argh... uguali ma diverse: perché???
Qualcuno che ha competenza mi spieghi perché io non capisco.
Io e la mia migliore amica da una vita: 25 anni entrambe. Alte 1,60 entrambe. Abitudini alimentari salutari simili. Salute buona, entrambe.
Io: molto sportiva.
Lei: una vita molto frenetica.
Messe affianco però, nonostante tutte queste uguaglianze, sembriamo veramente diverse. Pesiamo identiche, anzi, io peso 1/2 kg meno di lei 48/49 kg e lei 50/51. Eppure io sembro “appesantita” a differenza di lei che sembra longilinea e asciutta. Io mi sto facendo il cul* in palestra e dal nutrizionista da tempo per avere un fisico sportivo e asciutto e lei si sfonda di cibo e, oltre a non mettere su né massa muscolare né ciccia, dimagrisce e si asciuga ancora di più. Io ho un ossatura medio-grossa e metto su muscolo anche dopo una blanda corsetta.
Come è possibile che siamo alte uguali, io peso delle due meno, eppure a vista lei pare più in forma??? Ieri ci siamo confrontate così per parlare e ci sono rimasta un po' perché sinceramente pensavo lei pesasse decisamente meno di me.
Giuro lei è un fascio di muscoli e tonicità mentre io conservo delle parti critiche che vorrei migliorare e nonostante alimentazione sana e sport non riesco a migliorare.
Ahhh…
Mar
19
Lug
2016
Per esempio non è vero che poi mi dilungo spesso su un solo argomento.
L'unico sentimento che non posso rinnegare è quello che provo per te.
Illogico. Tristemente illogico a ben pensarci.
Ti cerco ovunque, con la luce e durante la notte.
Ti cerco nel colore degli occhi della gente. Nei testi delle canzoni che riempiono le mie notti.
Ti cerco con la mente prima che il sonno venga a rapirmi: sei l'ultima immagine prima di sprofondare nell'oscurità. Ripercorro passo passo ogni centimetro della tua pelle, le labbra, il collo. Il nodo allo stomaco, il tuo silenzio.
Questa cosa che esiste, senza forma n'è contorni definiti. No, non è come te: tu sei l'acqua che prende la forma del contenitore.
Sopravvive nutrendosi di noi. Ma che paura, questo noi.
Il quale forma sei mai stato mio? Ed io, sono mai stata tua?
Apparteniamo a noi stessi: qualunque distanza non è mai quella esatta. Troppo vicini, troppo distanti. Come magneti continuiamo ad oscillare attirandoci e respingendoci. Polarità inverse ed invertibili; oggi contenitore, domani acqua.
Sono lontana, ma per te sono sempre io. Guardami. Lascia che la tua immagine di me scivoli fuori, pensami e poi dimmi che mi hai pensato; perché io ti voglio bene.
Il mio petto esplode dal desiderio di dirtelo, e ripeterlo ancora, e ancora. Ti voglio bene e non so perché.
Ed una tua parola sfuggita oltre il muro che ti rinchiude mi fa vibrare, e sorridere, e sono così serena finché non inizio a pensare. Perché ti voglio e non ti voglio. Perché voglio che tu esista nella mia realtà, ma egoisticamente vorrei strapparti alla tua.
E sei dolce da morire, sei pietra lavica, sei miele anche se non te l'ho detto.
Lun
18
Lug
2016
3 anni fuori corso, a 26 anni. Non so cosa fare, non studio quello per cui mi mantengono i miei.
Ciao, tu che mi leggi.
Quello che mi rode e che alimenta la mia accidia è la mia situazione dalla quale non so come uscirne.
Si sta per concludere il mio sesto anno accademico. Ho superato 5 esami 5. meno di uno all' anno. Giustamente di questo passo ci vorranno na decina di anni.
In questi anni non ho seguito ancora tutti i corsi, ho passato una percentuale bassissima di tempo a studiare gli esami, non mi sono creato una rete di relazioni con i colleghi, esco pochissimo per studiare quando so che rendo meglio fuori, perchè stando a casa davanti al pc, mi distraggo facilmente. Non mi sono calato nei panni di uno studente. Passo la maggior parte del tempo a navigare su internet, a leggere e non solo, gli argomenti più disparati, a cercare soluzioni, pensare.
Sono staccato dai miei impegni. Mi sento come se potessi rimandare sempre tutto, senza scadenze. Aspetto il giorno in cui mi deciderò a fare quello che voglio fare. Ma intanto il tempo passa e tranne qualche fiammata, rimane tutto come è. Sono diventato quello che sicuramente non volevo diventare. Quello che disprezzavo. Forse ero superbo e ho sbagliato indirizzo. Boh.
Lo sfogo è lungo. Non credo nella psicoterapia. Che si fottano.
Temo molto il giudizio degli altri, mi reprimo e deprimo. Avevo tutte altre aspettative su di me, che ho tradito e sento di tradire ogni giorno. Dato che non raggiungo nessun risultato degno di nota, conduco una vita parsimoniosa, mi concedo solo cibo e beveraggio. Ma niente viaggi, niente gite, niente tecnologie avanzate, niente orologi o vestiti firmati(di questi non me ne frega un cazzo), niente ragazze perchè ho l' autostima bassa per provarci, e qualcuna che mostra interesse la respingo perchè voglio evitarle l' incontro, faccia a faccia con un disastro. Fisicamente e mentalmente.
Sono ridotto cosi. Tra altini e bassissimi. Non me ne fotte un cazzo certe volte, mi dico che è solo la mia vita. E mi ha portato questa esperienza pessima. Perchè vivere cosi non è la vita che mi immaginavo di dover vivere. Sento che ho comunque la scelta di poter cambiare qualcosa, ma non la esercito. Mi perdo nel mio discorso interiore. Che comincia dal mattino, dopo la colazione. Mi siedo, ho da studiare, e non lo faccio. Scelgo di non farlo. Io ho già deciso di abbandonare l' università, nella primavera del 2011. A sentire la mia decisione, mi fu rimproverato di essere poco responsabile. Si trattava del mio terzo abbandono agli studi in tre anni. Ho provato tre facoltà in tre città diverse. Venivo da due abbandoni e dopo qualche mese mi ero reso conto che volevo abbandonare. Ma ci fù un richiamo alla responsabilità che mi impedì di abbandonare gli studi. Definitivamente. Non credo che ci avrei riprovato. Il mio obiettivo era imparare qualcosa, non prendermi il pezzo di carta. Mi piaceva l' idea di diffondere cultura che liberasse dalle paure e dalle meschinità che affliggono la nostra società. Per indirizzare il tutto alla gioia e alla felicità che sono possibili, le ho provate sulla mia pelle. Vorrei un mondo, una comunità in cui vivere migliore, felice. Non negare il negativo, ma comprendendo che è solo una parte, della medaglia.
Ero uscito dalla dualità. E ci sono rientrato. non sono centrato in me stesso.
Quel periodo lo ricordo perchè ci furono una serie di avvenimenti che mi fecero passare dal ventenne rampante che ero, entusiasta di conoscere il mondo, le persone, le culture diverse dalla mia, la musica, la letteratura, a vecchio ventenne con la morte dentro, la tristezza nella gola. Un rospo, una cosa che mi porto dentro da almeno 5 anni. Che mi ha raso al suolo internamente. Ho smesso di credere che io potessi fare quello che volevo nella vita. Allora, forse per protesta, è cominciata una deriva auto distruttiva. Ma un' autodistruzione silenziosa, senza troppo rumore, discreta. E' come se avessi detto un sonoro vaffanculo interiore, che sentivo solo io. Ma nel vaffanculo ero incluso anche io. Io tutti, e tutto.
Ora mi ritrovo qua a scrivere queste cose, confuse e forse banali e risentite. La grandezza della mia morale è proporzionata al mio successo.[cit.]
Ogni notte mi riprometto che cambierò, ci credo, ma questo non succede mai. Tranne qualche volta.
Dicevo, domani avrei un esame, per il quale non ho studiato un cazzo. Non ho sostenuto nessun esame quest' anno. Neanche provato. Non ci sono andato proprio. Non so con che parola definirmi, anche perchè non amo etichettare le persone. Forse quello che fanno. Ma quando uno capisce che una persona non è quello che fa, ma quello che è, non ha speranze inutili di cui nutrirsi. Non sento il bisogno di dimostrare niente a nessuno. Neanche a me stesso. Mi sento dio nella mia cameretta e una merda secca nel resto del Mondo.
Non so chi è riuscito a sorbirsi tutto questo scritto.
Se qualcuno ha qualche osservazione, commento, mi farebbe piacere.
Grazie a te che ha retto fin qui.
Ciao
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