Sara1509
Lun
31
Dic
2018
17 anni di amore impossibile...
17 anni fa, durante una vacanza in Inghilterra, ho avuto una relazione con un ragazzo. 3 giorni e mezzo di Amore, passione, stupore, affinità! Alla fine della vacanza però lui non se l’è sentita di cambiare vita per me. Io torno in Italia e lui resta in Inghilterra. Ci scriviamo per un po’, poi lui smette di rispondere alle lettere... dopo un po’ smetto di scrivergli anch’io... ma non smetto di amarlo!
La sera vado a dormire augurandogli la buonanotte, il mattino mi sveglio dandogli il buon giorno.
5 anni dopo incontro un uomo, ci innamoriamo, lui è gentile, affascinante, sicuro di se’.
Andiamo a vivere insieme, gli do una mano ad uscire dal disastro economico in cui si trova. Si è separato dalla moglie, 3 figli, un fallimento lavorativo alle spalle. Piano piano mettiamo a posto i conti, apriamo una società insieme che gli permette di trasformare in lavoro la sua passione sportiva. Ma questa attività non decolla, non produce utili, e io mi ritrovo a dover sostenere un carrozzone troppo grande... il mutuo della nostra casa, il mutuo della sua casa in cui vivono la moglie e i figli, le spese dei ragazzi.
Lui nel frattempo è cambiato, denigra la maggior parte delle cose che faccio, chiede la mia opinione ma mi critica aspramente se ho un’idea diversa dalla sua, siamo al limite del Narcisismo patologico. 4 anni fa nasce nostra figlia. Per un po’ le cose sembrano riprendersi, ma poi tornano ad incrinarsi. Lui è sempre arrabbiato, non ridiamo più, non scherziamo più, è sempre sgarbato. Io non sono certo una santa, ma le sue cattiverie spesso sono totalmente gratuite. La situazione precipita, ormai da mesi i momenti di crisi sono più intensi e lunghi dei momenti sereni, e anche quando le cose sembrano andare bene lui è tutt’altro che gentile. Mi sforzo di tenere insieme un rapporto che ormai non mi da’ più nulla, se non altro per nostra figlia che è così piccola e che adora il padre (lui con lei è incredibile).
L’altro giorno l’ennesima discussione, e io non ce la faccio più, mesi che chiedo solo rispetto, inutilmente.
Prima della nascita di nostra figlia ero rientrata in contatto con il mio vecchio amore inglese, ma dopo qualche messaggio di nuovo lui smette di scrivermi. È strano, perché quando mi scrive è incredibilmente dolce, mi dice che vuole parlarmi, che ha cose importanti da dirmi, ma poi SILENZIO.
A Natale gli ho mandato gli auguri, mi ha risposto... stiamo parlando e mi è vicino in un momento così difficile.
Non gliel’ho ancora detto, ma io lo amo ancora. Dopo tutti questi anni per me non è cambiato niente e sono ancora convinta che io e luifossimo fatti per stare insieme, ma che ci siamo incontrati nel momento sbagliato.
Pensare a lui e ai momenti vissuti insieme mi fa stare un po’ meglio, mi da un minimo di serenità che non trovo più nella relazione con il mio compagno.
Non so cosa succederà, so che pensare che la storia con l’inglese possa riprendere è utopia... ma ho una voglia incredibile di vivere quell’amore spezzato, vorrei di nuovi trovarmi fra le sue braccia, di fronte a quegli occhi che non ho mai dimenticato.
Sono patetica...
Lun
18
Giu
2018
Un dolore che non passa.
Novembre 2013... sono incinta!
Il mio ginecologo è primario di un ospedale, è considerato il miglior ecografo della regione, sono sicura di essere in buone mani.
Ma fin dalle prime visite non piace a mio marito, che ha avuto 3 figli con la prima moglie e di gravidanze se ne intende; io gli dico che però ha una fama notevole, pazienza se non è molto simpatico....
Ancora oggi mi chiedo perché non ho dato retta a mio marito.
La mia gravidanza è spettacolare... niente nausee, nessun problema, le mie voglie sono frutta, verdura e yogurt; sono sovrappeso, le condizioni perfette per il diabete gestazionale, e invece niente, tutto benissimo!
I problemi li ho solo col ginecologo: poco sensibile, poco gentile, la morfologica brutalmente analitica, senza quei momenti “romantici” di cui tante mie amiche mi hanno parlato (guardi i lineamenti di sua figlia, perché è così che sarà).
Chiedo al ginecologo il nome di un esperto in alimentazione in stato di gravidanza per essere sicura di fare tutto il meglio per la mia bambina, mi dice che mi metterà in contatto con una suo collega bravissima... sto ancora aspettando.
Una mattina io e mio marito ci rechiamo in studio per una visita di controllo alle 8.30 del mattino. Dopo 15 minuti di attesa chiedo conferma alla segretaria se il dottore c’è. Lei mi risponde malissimo confermandomi che il dottore c’è; a nulla valgono le mie spiegazioni sul fatto che ero semplicemente sorpresa per un’attesa così lunga nelle prime ore del mattino. Quando esce la donna del precedente appuntamento la segretaria stranamente entra nello studio e chiude la porta. Dopo qualche minuto finalmente riusciamo ad entrare... e mi becco una cazziata enorme dal ginecologo perché sono stata sgarbata con la sua segretaria (???) che non mi devo permettere certe domande, ecc... volevo andarmene via ma stavolta è stato mio marito a tenermi li.
Al settimo mese ho un problema personale e devo saltare l’appuntamento; chiamo la solita simpatica segretaria per avvisare anche se solo con un paio di giorni di anticipo e mi becco l’ennesimo cazziatone perché non ci si comporta così, il dottore è molto impegnato, ci sono donne che aspettano mesi per avere un appuntamento con lui... mi innervosisco, rispondo che mi spiace ma che non posso venire all’appuntamento e che richiamerò per fissarne un altro... non ci sono riuscita, non ho più avuto la forza/voglia di vedere quel ginecologo e la sua odiosa segretaria. Salto il controllo del settimo mese e quello dell’ottavo lo faccio con un altro ginecologo.
Il 1o agosto mi presento in ospedale per il controllo di fine periodo, sono felice come una Pasqua e nell’ospedale che ho scelto fanno anche il parto in acqua. Non vedo l’ora di sentire le contrazioni, di sentire la mia bambina che esce dal mio corpo, con mio marito accanto. E invece tutto il mio sogno si infrange quel giorno... il mio ginecologo stranamente al terzo mese aveva ridatato la gravidanza posticipandola di 1 settimana e questo ha sballato tutte le valutazioni di crescita. La mia bambina era sempre sembrata una bambina normale e invece era una bambina grande, non sono state fatte le indagini e gli esami aggiuntivi che si fanno in questi casi, l’ultima ecografia è stata stampata con una stampante non troppo valida e quindi risulta poco leggibile, siamo troppo avanti per una corretta valutazione del peso, la bambina è girata correttamente ma è ancora molto alta e io sono ancora molto chiusa. Con tutti questi dubbi oltre la mia scadenza naturale non mi fanno andare, se voglio mi possono indurre le contrazioni ma me lo sconsigliano, meglio il cesareo. Io inizio a piangere perché ho sempre sognato un parto naturale, tutta la gravidanza è andata benissimo e una cazzata del ginecologo è una motivazione difficile per accettare serenamente un cesareo. Piano per i successivi 3 giorni e il 4 agosto mi faccio fare sto cesareo.
Durante l’operazione sto malissimo, ad un certo punto penso addirittura di morire e che non vedrò mai la mia bambina, sono sola in sala operatoria e quando tirano fuori la bambina dalla pancia la portano via senza neanche farmela vedere. Fra l’altro, è 3.8 kg, non piccola ma partoribilissima. Il giorno in cui è nata la mia bambina per molti versi è uno dei più brutti della mia vita.
Non riesco ad accettare di non aver potuto fare un parto naturale, il mio seno non ha un capezzolo ben formato, la bambina fa fatica ad attaccarsi e dopo 10 giorni perdo il latte... l’ultima mazzata, neanche questo mi viene lasciato.
La mia bambina fra poco compie 4 anni, è bella, sveglia, gentile, sana, e’ una bambina fantastica.
So che non ho nulla di cui lamentarmi, ma io ancora mi chiedo perché non ho potuta partorirla, e quando in tv vedo un servizio/film su un parto naturale non riesco a non piangere, a non chiedermi che cosa si sente quando arrivano le contrazioni, cosa si prova a dare alla luce il proprio bambino.
Sono ancora fertile, ma la ex di mio marito dopo oltre 10 anni dalla separazione ancora non ha una situazione lavorativa stabile e quindi se vogliamo offrire qualcosa di decente ai loro 3 figli dobbiamo farlo io e mio marito. Quattro figli sono tanti, ma cinque sarebbero troppi. E io non saprò mai cosa vuol dire partorire...
Ven
01
Giu
2018
Non lo sopporto più
Ciao a tutti, mi sono appena iscritta perché stasera ho davvero bisogno di sfogarmi.
Da diversi anni sto assieme ad un uomo separato con tre figli.
Per amor suo mi sono trasferita, 170 km dalla mia famiglia e dal mio lavoro, che fortunatamente ho potuto mantenere lavorando solo 3 giorni la settimana, ma ovviamente le mie entrate sono diminuite. Gli altri 2 giorni lo aiuto nella sua attività, non pagata, attività che dopo 9 anni mangia più soldi (miei) di quelli che produce.
Lui è un validissimo tecnico e risolutore di problemi, ma non è un imprenditore e le sue scelte spesso si rivelano negative.
Nel 2014 è nata nostra figlia, e forse questo mi sta riportando davanti agli occhi cose che preferivo far finta di non vedere.
Avevo una vita bella, tranquillità economica, un lavoro di soddisfazione, tempo libero da dedicare alle mie passioni e agli amici.
Oggi ho una figlia bellissima e per lei farei davvero qualunque cosa, e lei adora il padre, che è veramente un gran papà!
Ma io sono sempre più infelice... non sopporto più che qualunque cosa succeda è colpa mia, non sopporto i suoi modi sempre bruschi e sgarbati perché è stanco e stressato (sono stanca e stressata anch’io, visto il mazzo che mi faccio). Non sopporto di dovermi portare dietro un fardello così pesante (mantengo noi, i suoi 3 figli, pago il mutuo della nostra casa e anche quello della sua casa in cui oggi continuano a vivere i suoi 3 figli e la sua ex che dopo 10 anni di separazione ancora lavora a spizzichi e bocconi).
Vorrei tornare a vivere nella mia città, lavorare a tempo pieno per la mia azienda, essere felice con mia figlia e non dover subire più le continue umiliazioni e cattiverie gratuite.
Ma se facessi così spaccherei la mia famiglia, e la mia bambina non avrebbe più accanto il papà che adora. Io sarei anche disposta a trovare un accordo di convivenza non sentimentale per far sì che la nostra piccola non debba rinunciare a nessuno dei due, ma lui no.
Stasera sono davvero nera, e mi rendo conto che non sto parlando di quello che provo per lui.
Lo amo ancora, almeno credo, ma quando si comporta da “struzzo” mi manda davvero in bestia. Vorrei solo un po’ di equilibrio e un po’ di rispetto in più...
Scusatemi...
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