Criseide

Mar

09

Ott

2018

Annunciazio'!

Sfogo di Avatar di CriseideCriseide | Categoria: Altro

Diamo una bella notizia in mezzo a tante sfighe.

Adoro Sfoghiamoci, ma ammettiamolo, non è una manna dal cielo se sei pessimista.

Comunque, la notizia è: mi sposo!

Ven

05

Ott

2018

Insicurezza e forse un po' di amarezza.

Sfogo di Avatar di CriseideCriseide | Categoria: Altro

Nelle ultime settimane ho fatto i conti, come da titolo, con un bel po' di insicurezza. In realtà è normale, devo capire se l'appartamento per cui abbiamo fatto un'offerta verrà accettato. Dopodiché, se sì, verrà il momento di decidere come muoversi per il mutuo. Che, a causa di un paio di impedimenti, potrebbe essere un po' problematico. Quasi sicuramente me lo daranno, ma devo decidere alcune cose piuttosto importanti. Quindi sono piuttosto spaventata.

Oggi sono andata dai miei in pausa pranzo, come faccio tutti i giorni, visto che tornare a casa mia sarebbe troppo dispendioso in termini di tempo e di benzina.

Ho trovato mia madre furibonda con mia cognata, poi con le mie zie.

Prima di capire il suo stato d'animo, ho provato a confidarmi con lei. La sua risposta è stata il silenzio. Ha subito attaccato a parlare di quanto era incazzata e che non ne poteva più. Sono rimasta ad ascoltarla insieme alle mie sorelle, e con la calma le abbiamo fatto vedere le cose da un altro punto di vista.

Non ho fatto in tempo a dirle come mi sentivo, la mia pausa pranzo è di circa un'ora, e per di più ero anche in ritardo.

Mentre rientravo in ufficio, ho provato un'amara soddisfazione nel sapere che, tutto sommato, non sono così di peso alla mia famiglia di origine, e comunque mi arrangio per i fatti miei.

Amara perché, alla fine, mi rattrista sapere che da un anno a questa parte avrei avuto bisogno di un supporto emotivo dai miei e invece, una volta di più, sono arrivata dopo altri, che hanno preteso un posto che non competeva loro. Perché le mie sorelle hanno problemi di salute, mio padre è oberato di lavoro. Quindi, con che coraggio certe persone pretendono di finire avanti a queste problematiche?

Voglio che sia chiaro che non sono arrabbiata con i miei genitori. Non è una lagnanza del tipo "buuuuuh, i miei genitori non mi vengono dietro, dovrò andare in psicanalisi per anni perché mi rovinano la vita". Ormai quel posto di persona che pretende anche l'anima dai propri genitori non compete più neanche a me, in ogni caso, ne sono sempre più consapevole. Non sono più una bambina da un pezzo. E poi riconosco che, se ho bisogno di una mano, i miei comunque si fanno avanti senza problemi. E anche se non è la mano che vorrei, di solito mi è più che sufficiente per andare avanti. E forse è anche meglio che ci sia questo "distacco" da parte loro. Almeno sono sicura che non mi attaccherei a loro tipo parassita.

Quindi, dai, andiamo avanti. Non dico col sorriso, no, quello è un pochino troppo in questo momento.

Però devo comunque considerare un po' di cose:

1. ho finalmente identificato cosa non va con il mio compagno, parlandone con lui e facendoci giungere entrambi a compromessi. Cosa che è stata MOLTO liberatoria. Il che vuol dire che molto probabilmente è risolta, finalmente.

2. Non ho più avuto attacchi di panico. Crisi di pianto sì, ma considerando il periodo non proprio felice che ho è anche comprensibile. E preferisco le crisi di pianto agli attacchi di panico, almeno le crisi di pianto so perché si scatenano. Gli attacchi di panico mi fanno sempre chiedere se non sia impazzita del tutto. E dopo un anno intero a gestire attacchi di panico, non averne per un mese è un gran sollievo. Non ho ancora capito come sia successo, ma sembra che siano passati.

3. Non ho più avuto attacchi di colite, da quando ho tolto il latte dalla mia alimentazione. Non ho nemmeno l'intestino dolorante, da un mese a questa parte, dopo un anno e mezzo di dolore ininterrotto. A volte molto forte, a volte molto leggero, ma sempre presente.

4. Sto ricostruendo alcuni rapporti che avevo trascurato.

5. Sto imparando a rallentare e a riprendere i miei piccoli progetti in mano poco per volta.

6. Ho di nuovo voglia di muovermi e di fare un po' di sport.

Insomma, considerando questi fattori, direi che, forse, un angolino della bocca che si solleva in un timidissimo sorriso me lo posso anche permettere.

Avanti tutta!

Lun

24

Set

2018

Cose che non capisco.

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Sul serio, ci sono cose che non capisco proprio, leggendo sfoghi qui, parlando con la gente.

L'unica cosa giusta che ha fatto la psicoterapeuta testa di cazzo, con me, è stato dare una diagnosi definitiva del mio male: sindrome ansioso-depressiva. Stop. Per il resto, si impicchi.

Sto indagando le cause della mia sindrome, con la psicoterapeuta a cui mi sono rivolta anni fa.

Scopro che, sostanzialmente, il problema sono io e me la devo smazzare, tenendo conto del fatto che ogni giorno è buono per avere una crisi mistica (altrimenti detto attacco d'ansia).

Ogni giorno chiedo scusa al mio compagno per quello che sono.

Ogni giorno mi accorgo che il mio lavoro mi porta via tantissime energie mentali per cui arrivo a casa e tutto quello che voglio è solo svaccarmi sul letto e non pensare a niente.

Ogni giorno mi devo sforzare di alzarmi e fare del mio meglio perché la giornata non venga sprecata.

Ogni notte mi sveglio almeno una volta, dopo sogni ricorrenti in cui la mia stessa voce mi dice "ma vedi come ti sei ridotta?". E non posso dirle niente, perché ha ragione!

E ogni giorno mi riprometto che non mi devo ridurre alla larva umana che ero 5 o 6 anni fa.

E ogni giorno porto a casa un piccolo trionfo. Che sia anche solo capire perché, arrivata a casa dal mio compagno, tutto quello che voglio è solo stare con lui, anche se non dovrei farlo. In primis perché non va bene avere solo il compagno come riferimento, non è sano, ma anche perché ho dei sogni a cui andare dietro. Don't worry, sono solo io che decido di agire così, il mio compagno stesso mi dice che non mi impedirebbe mai di inseguire quei sogni. Anzi, se ci rinunciassi sarebbe il primo a prendermi a calci. Il mio problema è proprio il fatto che ho talmente poche energie mentali (fisicamente potrei spaccare il mondo in due), che potendo scegliere, scelgo di passare il mio tempo con lui, che è una delle mie massime priorità. Ho avuto talmente tanta sfiga in amore (parecchia me la sono cercata, lo ammetto), che adesso lui me lo godo ogni volta che posso! Ma voglio comunque muovermi per realizzare la mia vita a prescindere da lui. Lui c'è. è ora quindi che mi concentri su qualcosa che faccio io e che mi renda felice.

Altri trionfi sono il taglio di capelli e il cambio di alimentazione per problemi di salute, che mi hanno fatto capire l'importanza di prendermi cura di me.

Quindi, con tanta calma e un po' di fatica, sto cambiando la mia mentalità, in modo che la depressione e l'ansia diventino un lontanissimo ricordo.

E lo so che ce la posso fare, perché voglio una vita all'insegna della felicità e non mi accontenterò mai di niente di meno, costi quel che costi. Certo, so che rogne ne avrò in ogni caso, ma non è sempre meglio avere rogne in una vita che ti sei scelto, piuttosto che in una vita subita?

Questa mentalità mi è costata anni di rotture di palle di vario genere, mi costa ogni giorno rotture di palle e lotte senza quartiere con me stessa.

E arrivo al punto: io capisco che ognuno passa quel che passa nella sua vita. E forse questo sfogo suona arrogante fino allo sfinimento.

Ma come può, certa gente, continuare a vivere nello schifo e lagnarsi anche, come se la scelta non fosse sua? Come fa?

Come fate a vivere con la depressione che vi divora ogni giorno e pensare che la vita sia tutta lì? Davvero non avete neanche un minimo di controllo nella vostra vita? Neanche un filino? Rimanete lì e vi capita? Basta??

Davvero? Perché mamma e papà non vi hanno voluto bene, perché siete stati bullizzati da bambini, adesso siete autorizzati e condannati alla depressione?

Perché avete superato la trentina, allora non potete trovare l'uomo/la donna con cui farvi una famiglia?

Vi rendete conto che è così che si invecchia e si muore? E non dico fisicamente, che tanto rassegniamoci, si invecchia e basta, ma mentalmente!

Sul serio, non vi capisco. Capisco bene la depressione, capisco bene lo sconforto, ma non capisco come si possa rassegnarsi così. Davvero volete vivere una vita così mediocre e meschina?

Ma perché?

Mar

18

Set

2018

Mi sento un'idiota.

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Cambiamenti in atto.

Depressione autunnale e sindrome premestruale.

Ho ricominciato la psicoterapia, la stanchezza mentale che ho accumulato nell'ultimo anno è davvero tanta. Troppa da gestire da sola. Sono contenta da una parte, se non altro ho quel briciolo di amore per la mia vita che mi spinge a venire fuori da questo maledetto impasse. Ho persino cambiato alimentazione, pur di stare meglio su tutti i fronti.

Poi penso che sono spaventata a morte. Non da quello che sto vivendo, non mi fanno paura traslochi, un eventuale matrimonio, eventuali figli, non mi fa paura alzarmi la mattina e affrontare la giornata. Sono spaventata dal pensiero costante che non valgo niente e che come persona faccio solamente schifo. Che sono un'incapace. Che sono sbagliata. Ecco, il pensiero che sta lì, limpido e cristallino: sono sbagliata.

Poco importa il mazzo che mi faccio ogni giorno, i risultati che ho raggiunto. Arriva quel pensiero e annienta tutto, mi paralizza. Rimango lì come un piccolo coniglietto spaventato, tremo come una foglia.

Non c'è niente che in quei momenti mi aiuta a stare meglio, devo costantemente distrarmi.

Poi arriva il momento benedetto in cui mi distraggo, penso ad altro, ed ecco il sollievo che si fa strada.

Per un po', almeno. Perché sono sbagliata. Mi arrabbio spesso, sono diretta, velenosa e acida, voglio fare la scrittrice, ho tatuaggi e continuerei a farmene, sono femminista, non torno mai sulle mie decisioni, sono cocciuta e perseguo i miei obiettivi fino a ottenerli o finché non soccombo, sono disorganizzata, cerco di essere empatica, cerco di essere il più indipendente possibile, vivo la sessualità come mi pare e piace e lascio che gli altri facciano altrettanto, finché non fanno del male a nessuno.

La lista è lunga. Alcune di queste cose potrebbero essere viste come dei pregi. Se per un attimo mi stacco da me stessa e penso a quelle caratteristiche in modo obiettivo, scopro che mi piacciono tutte, bene o male. E quelle che mi piacciono meno le prendo per quello che sono, né più, né meno. Ma non riesco a essere obiettiva sempre. E la sensazione che per una come me non ci sia posto si fa sempre più largo. Perché i tatuaggi non me li dovevo fare, devo essere gentile sempre, la testardaggine fa solo danni, rischi di fare del male a qualcuno, non posso decidere le cose con la mia testa, perché cosa succede se questa cosa a qualcun altro non va bene? E il femminismo? Ha davvero senso che io cerchi in tutti i modi di far capire alla gente che non sono inferiore o pazza o stronza solo perché ho le ovaie? Ha davvero senso? Continuo a vedere che questi tentativi falliscono miseramente. E il sesso... beh, chissenefrega se sono felicemente impegnata, se io e il mio compagno vogliamo sposarci, il mio modo di approcciarmi agli uomini è sbagliato e basta, perché una donna non fa sesso con un uomo al primo o al secondo appuntamento, è solo una puttana da quattro soldi, anche se poi quell'uomo se lo sposa e ci resta insieme tutta la vita, fedele fino alla fine.

Fare la scrittrice? Che aspirazione del cazzo, vero? Solo una ragazzina con la testa per aria sognerebbe di fare la scrittrice!

Poco importa che io non la pensi così, poco importa se per me una puttana è quella che fa sesso in cambio di denaro, inteso proprio come lavoro, mentre le altre sono solo persone che si fanno gli affari loro. Poco importa se a me i tatuaggi piacciono. Poco importa se testarda ci sono nata. Poco importa se il mondo è pieno di scrittori, per cui chissenefrega se se ne aggiunge una? Poco importa se sono stufa di essere sempre, immancabilmente gentile con tutti, se sono stufa di cercare di non ferire gli altri. Chissenefrega.

Per una come me non c'è posto, a quanto sembra. E quindi devo rifugiarmi dietro alle maschere che mi sono creata. è l'unica, perché a cambiare non riesco. Ci ho provato, ma i soli cambiamenti che ho potuto fare erano quelli che volevo fare realmente, mentre ora non voglio, non voglio cambiare per gli altri. Perché sono sbagliata? Perché non posso essere quella che sono?

Scusate lo sfogo senza capo né coda.

Buona giornata.

Ven

14

Set

2018

Senza Titolo

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Rientro due secondi per farmi due risate. Leggo delle risposte a certi sfoghi che mi fanno accapponare la pelle.

Allora, chiariamo, che mi avete fatto girare le balle: se qualcuno vi sta dicendo che soffre di depressione, ansia, anoressia, bulimia, problemi psichiatrici vari, evitate di dire loro le seguenti frasi (o frasi analoghe):

 - è tutto nella tua testa

 - dai, tirati su, reagisci!

 - con un po' di buona volontà se ne esce!

 - ci pensi troppo!

 - sono tutte scuse!

Se proprio proprio non avete quel briciolo di empatia da non capire che l'altro sta passando un inferno personale, fate un favore enorme al mondo: TACETE! 

Perché se fosse veramente così facile per un depresso/ansioso/bulimico/anoressico venirne fuori, se bastasse un po' di "buona volontà", se bastasse reagire, i problemi psichiatrici non sarebbero il fottuto male dei nostri fottutissimi tempi! Vi pare davvero che ci sia gente che vuole stare male così?? Dai, su siate realisti!

Quindi, se siete empatici come i miei vecchi scarponi da montagna, tacete. Se siete dei troll, trollate da un'altra parte, vi prego!

Non avete neanche idea di quanto possono fare male certe parole! Quindi, per favore, finitela!

...

Bene.

Approfitto dello sfogo per informare chi mi conosce e se n'era interessato: ho mollato la testa di cazzo della dottoressa e sono tornata in cura dalla prima psicologa a cui mi ero rivolta.

Buona vita a todos!

Lun

06

Ago

2018

Riflettiamo...

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Leggo di persone che incolpano gli altri o la vita stessa perché stanno male per X motivi.

Ho sentito dire di alcune mie amiche che "hanno avuto solo culo nella vita".

Io stessa ho fatto molto spesso la vittima per il cazzo.

Poi, come mi piace sempre dire, il momento arriva: il momento in cui ti rendi conto che, forse, non puoi attribuire tutto quanto alla fortuna o alla sfortuna.

Sì, la fortuna gioca un ruolo di vitale importanza, in certi casi. Ma davvero possiamo dire che la vita va avanti a fortuna o sfortuna?

Si leggono sfoghi in cui ci sono donne che vivono una relazione di merda, con un uomo, a detta loro, di merda. Eppure, continuano a restarci insieme e, peggio, meditano pure di farlo rovinandogli la vita in ogni modo. Non sarebbe meglio lasciarlo e ricominciare da un'altra parte? Ok, magari un certo desiderio di maternità non verrà soddisfatto subito, d'accordo. Forse anche mai. Ma non è meglio dare a un figlio una madre felice, che ha compiuto delle scelte per il suo benessere psicofisico, piuttosto che una madre giovane a tutti i costi? O una madre per forza? Tra l'altro, non è neanche detto che ci riesci ad avere figli con "lo stronzo", quindi, davvero, tanto vale cercare di essere felici sul serio! Alla fine, è il pensiero che mi ha spinto a non avere figli prima dei trent'anni, come avrei tanto voluto, perché all'epoca non ero felice e non volevo dare questo pessimo esempio a dei bambini. Né lo voglio tutt'ora (che l'unica cosa che è cambiata è il fatto che sono sulla trentina, mica sono incinta o ho prospettive di figliare a breve).

E perché bisogna attribuire per forza alla fortuna il fatto che a certe persone va bene? Sì, il colpo di fortuna capita. Può capitare che, mentre neanche cerchi, ti ritrovi un lavoro ben retribuito, che ti piace. Ma alla fine devi essere sempre tu a saper sfruttare quel colpo di fortuna. Devi essere tu ad andare a lavoro e impegnarti al massimo. Fa davvero così tanta paura assurmersi le responsabilità della propria vita?

Ho un amico che ha fatto la scuola per fumettisti. Si fa il mazzo da anni e, a forza di dai, ha trovato anche dei bei contratti per dei fumetti. Inizialmente ero tra quelli che, per pura invidia, diceva "ha avuto culo". Poi, ho capito che, in realtà, lo ammiravo. Si è smazzato un sacco e quell'opportunità se l'è guadagnata. E io voglio fare come lui! Prendere il mio sogno nel cassetto e portarlo avanti!

Ho fatto io stessa la vittima. Che poi, bisogna dirlo, vittima di atteggiamenti stronzi lo sono stata sul serio. Ma era davvero il caso di chiudermi in me stessa e piangermi addosso, facendomi angosciare da tutto e da tutti? Esaurendomi giorno, dopo giorno, dopo giorno?  Stavo arrivando all'autolesionismo, pur di sentirmi meglio. Poi ho ingigantito il malessere che sentivo dentro, fino a desiderare di morire. L'ho fatto di proposito, volevo arrivare al limite. Un rischio enorme, ma ha funzionato. A quel punto, sono scattate le domande: volevo davvero perdermi il mio compagno? Volevo davvero perdermi la bellezza di Venezia? Il mare? Le montagne? Le risate con i miei amici? Morendo, non saprei mai se diventerò una scrittrice. Non saprei mai che aspetto avrebbero i miei bambini, se mai ne avrò. Non saprò mai in che casa vivrei, dopo questa.

Non è semplice cambiare rotta, ma non voglio più essere così. Io voglio veramente prendere in mano la mia vita e smetterla di piangermi addosso e maledire tutti.  Ho ricontattato la mia ex psicologa (non la stronza, ma quella che frequentavo qualche anno fa). Aspetto una sua risposta per un appuntamento, anche se non so se accetterà.

Devo dire che devo ringraziare certe di persone di cui ho letto e con cui ho parlato. Dopotutto, sarò anche stronza a dire così, ma mi hanno messo paura: paura di finire come loro, in una vita detestabile. Posso veramente fare il criceto sulla ruota? No, non più.

Dopotutto, sì, sono vittima di certi atteggiamenti. D'accordo. E quindi? Ora che devo fare? Risolverò qualcosa piangendo a più riprese? Risolverò qualcosa con il panico? Risolverò qualcosa restando lì come un pulcino spaurito? E soprattutto, cosa mi dirò, fra dieci anni? Fra venti? Cosa dirò quando varcherò le soglie dell'aldilà, se proprio proprio vogliamo metterla sul tragico? Dirò "potevo cambiare la mia vita e invece ho scelto di piagnucolare", oppure "sì, non posso dire di avere sempre vissuto bene, ma ci ho provato e sono felice di questo"?

Io direi che basta, ho pianto abbastanza. Adesso è ora di andare avanti.

Buona vita a tutti. Spero che chi finora si è ritenuto vittima della sfortuna possa uscire da quel loop.

E spero di riuscirci anch'io.

Ven

27

Lug

2018

Prendendo spunto da uno sfogo...

Sfogo di Avatar di CriseideCriseide | Categoria: Altro

... dallo sfogo "sono bisessuale", per la precisione, vorrei fare una piccola riflessione.

Io sono sempre stata etero. Mai messo in dubbio questo, mai avuto una crisi a riguardo, mai mi sono chiesta se magari potevano attrarmi le donne. Ho persino scoperto di essere demisessuale, quindi, sostanzialmente, "mi precludo" parecchie possibilità, per mia natura. E, sempre per mia natura, neanche le rimpiango, queste possibilità, a dirla tutta. Non vuol dire che escludo a priori che un domani le mie tendenze possano cambiare, semplicemente, finora è sempre stato così.

Di recente mi sono ritrovata a discutere con un ragazzo e una ragazza, entrambi bisessuali. Il mio compagno stava facendo lo scemo con alcuni suoi amici, facendo finta di sbaciucchiarseli e palparli allegramente. Io mi sono aggiunta al coro degli scemi facendo finta di essere disgustata. Questo è un teatrino che si ripete spesso. L'ultima volta, però, uno dei due ragazzi con cui ho discusso mi ha dato dell'omofoba.

Sinceramente? A me, vedere due uomini che si baciano o fanno sesso non attira per nulla. Nel senso, sento tante donne che si eccitano a vedere queste scene, a me invece lasciano completamente indifferente. Ma sono fortemente a favore dei matrimoni LGBT e anche delle adozioni, quindi la sua era proprio una sentenza fatta a cazzo.

L'ho fatto presente e la sua ex (l'altra ragazza con cui ho discusso) ha detto qualcosa del tipo "come fai a sapere di essere etero se non hai mai provato ad andare con una donna?"

E qua arriviamo al punto. Io capisco la mentalità aperta, ma perché, se qualcosa non mi attira, devo per forza provarla? Insomma, perché dovrei prevaricare i miei istinti in nome della "mentalità aperta"? Finché non impedisco agli altri di fare quello che vogliono, e certo non intendo farlo, perché dovrei sentirmi dare dell'omofoba?

O sono io che ragiono male?

Avete voglia di dirmi cosa ne pensate?

Lun

23

Lug

2018

Amarezza...

Sfogo di Avatar di CriseideCriseide | Categoria: Superbia

Bene.

1. Finalmente ho risolto il punto "sesso" con il mio compagno. è venuto fuori che davvero avevo io una percezione alterata della sessualità. Ad un certo punto, illuminazione sulla via di Damasco! Sono andata da lui e gli ho chiesto "a te è semplicemente calato il desiderio, ma non vuol dire che non mi vuoi più, vero?". Dio, sembravo una bambina! La sua risposta: "se così fosse, non ti avrei neanche più toccata.". Gli ho chiesto scusa dal più profondo del cuore, perché l'ho giudicato in base a quello che mi era capitato anni fa, con un ex che mi negava il sesso a più riprese e faceva in modo di convincermi che non valevo niente e non mi avrebbe mai voluta nessuno. Un gran bell'esempio di plagio, tra l'altro. Il calo fisiologico lo posso accettare senza problemi. E detto questo, grazie mille, primo ex, per avermi piazzato un trauma così serio che a distanza di otto anni ancora ne sento gli effetti. Prega di non tornare mai in Italia. Il mio cofano ha sete di sangue.

2. Entro i primi di settembre chiamerò quella testa di cazzo della dottoressa. Non intendo più tornare da lei. Mai più. Anche se ancora non capisco perché mi manca il coraggio di chiamarla subito per annullare tutto.

3. Dopo quattro anni, ho scoperto perché ho perso un lavoro che tutto sommato mi piaceva abbastanza. Chiacchierando con un po' di persone, complice anche il fatto che ora credo molto meno alla bontà della gente, ho finalmente fatto due più due. Per buona misura ho chiesto anche conferma. Care ex-colleghe, che dire? Spero vi siate divertite a coprire i vostri buchi di cassa facendoli ricadere sul mio turno, sapendo che io mi sarei presa le colpe, perché mai avrei messo in dubbio l'integrità delle mie colleghe. Cogliona io. Ma va beh, mi sono presa la vostra merda, ci ho rimesso il lavoro, ma sono caduta in piedi. E io, almeno, posso dire di aver lavorato correttamente e di essermi assunta le mie responsabilità. Voi invece no. E fidatevi quando vi dico che l'inculata ve la prenderete, prima o poi. E vi farà male. Molto più male di quanto abbia fatto a me.

Carissimi tutti i bastardi che ho conosciuto: so che siete talmente deficienti che non capirete mai di cosa vale a fare i figli di puttana, le bigotte che giudicano, i fidanzati traditori e manipolatori, le colleghe arriviste e approfittatrici. Non collegherete mai il fatto che quanto di male avete fatto ha un prezzo. Non collegherete mai il fatto che "cazzo, ho fatto anch'io lo/a stronzo/a, quella volta. è ora di migliorarmi."

Lo so, perché ho visto come siete. E degli altri non vi interessa niente. Ma credetemi: il momento di pagare lo scotto arriverà. E mi piacerebbe tanto essere lì, con uno spritz in mano e il ghigno beffardo. Perché ammetto che la cosa mi brucia. Mi brucia la mia idiozia, mi brucia sapere che un po' ve l'ho permesso io. Anche se questo non vi giustifica. Prendereste mai a calci una persona che è caduta a terra con la gamba rotta? E allora perché approfittare della coglionaggine altrui?

In ogni caso, non preoccupatevi, so già che, quando arriverà il momento, potrete gustarvi la vostra merda da soli. Tanto sicuramente per l'epoca avrò già trovato di meglio da fare. E voi non mi fregherete mai più. Tanto mi basta.

Gio

19

Lug

2018

Questo non è uno sfogo, ma una curiosità.

Sfogo di Avatar di CriseideCriseide | Categoria: Altro

Si parla spesso di differenza d'età, dei vari problemi che può comportare nella coppia, e dei suoi vantaggi.

Una cosa di cui non ho mai sentito parlare è quando si può dire di avere tanta differenza d'età.

Per fare un esempio, una mia amica una volta mi ha detto che 4 anni di differenza sono tanti. Un altro mio amico aveva 7 anni di differenza con il suo ex e anche lui diceva che sono tanti. Sarà che, a parte una volta, ho sempre avuto storie con persone più grandi di me, ma io dico che gli anni di differenza sono tanti quando sono dieci o più. 

Per voi, invece?

Mer

18

Lug

2018

Vi racconto una storia.

Sfogo di Avatar di CriseideCriseide | Categoria: Altro

Cercate di leggerla per quello che è. Una semplice storia che sto raccontando ad amici. Non voglio scatenare flame di nessun tipo, né di imporre il mio punto di vista.

La storia è quella di una giovane donna sulla trentina che va dal medico.

Il medico in questione è una microimmunologa.

La ragazza... beh, la ragazza va da lei per farsi curare dei virus. Quello che non sa è che la dottoressa è anche psicoterapeuta. E quando lo realizza è troppo tardi. Viene coinvolta in una psicoterapia senza praticamente neanche volerlo. La dottoressa è bigotta, manca di empatia, non la ascolta.

Fortunatamente, la nostra protagonista è forte abbastanza da ignorare o comunque potersi proteggere da eventuali uscite stupide della dottoressa in questione. A causa della cura, però, la giovane donna non può cambiare medico. Ha cercato altri dottori, ma non ne ha trovati.

Arriviamo all'ultima seduta. Non è andata come la nostra amica sperava. Non è riuscita a dirle che voleva interrompere lì le sedute. Ma... ma...

"Perché, signorina, lei capisce che la convivenza non può essere considerata una cosa seria. Se ti limiti solo a convivere, vuol dire che sei lì, con le valigie pronte, vuol dire che stai usando la persona con cui vivi!"

"Oddio, sono d'accordo fino ad un certo punto, ma non mi sento di giudicare chi non crede nel matrimonio perché..."

"Beh, insomma, è una questione di impegno, di morale. Sposarsi è diverso dal convivere!"

E così via, in un crescendo di opinioni che sovrastano quelle della ragazza. Ma non è lei, la psicanalizzata? Non dovrebbe essere lei a parlare?

All'improvviso la ragazza perde la pazienza. Fa un sospiro profondo (e visibilmente molto spazientito), mette su un sorrisetto cattivo e dice, alzando un po' la voce: "Dottoressa, io sono d'accordo con lei su molti punti. Sono d'accordo sul fatto che convivenza e matrimonio sono due cose differenti, per tutta una serie di sfumature. Ma, diciamoci la verità, chi sono io per imporre il mio pensiero e giudicare chi non la pensa come me? Io non so cosa spinge la singola persona a fare determinate scelte, certe volte non capisco proprio perché alcuni prendono decisioni che li porteranno evidentemente e inevitabilmente a soffrire, ma posso farci davvero qualcosa? Preferisco concentrarmi sul mio percorso, che è già abbastanza arduo di suo, senza pensare agli altri."

Beh, alla dottoressa non è piaciuto l'intervento. Ha perso immediatamente la sua cordialità e ha messo in atto tutta una serie di atteggiamenti che hanno fatto capire alla ragazza che non era contenta.

La ragazza è uscita dallo studio con un sorrisetto di trionfo, felice di essersi presa, per una volta, una certa soddisfazione su un'illustre idiota.

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