Accidia
Sfoghi: (Pag. 47)
Ven
09
Mag
2014
Stanco
Mi sento stanco di tutto, di ogni cosa. Piano piano sento che nulla ha una qualche importanza...tutti si affidano a me in tutto ma nessuno, di fatto, si prende realmente cura di me. Sono fidanzato sì e si suppone che almeno con lei dovrei trovare la mia "isola di pace". Invece non è proprio così. Mi prendo cura di lei, le sto dando dell'autostima e poco alla volta sta uscendo da un disturbo molto difficile da superare. Per me, lei viene prima e semplicemente mi metto da parte.
È da sempre che reggo a tutto, ma le mie spalle si stanno indebolendo e mi sento come se stessi arrivando ad un punto di non ritorno. Spero sia solo un periodo e che mi stia sbagliando...
Mer
07
Mag
2014
dormo tutto il giorno perchè non mi piace la mia vita..
non riesco a studiare perchè le materie del mio indirizzo di studio non mi appassionano..
sto con un ragazzo con il quale sto bene, ma non se ciò che provo per lui si effettivamente amore, in realtà non so più cosa voglia dire ''amore''
anche le mie amicizie sento che si stanno sempre più sfaldando, sento che tra poco ritornerò ad essere sola.
ma il paradosso è che inconsciamente è proprio la solitudine che sto cercando, il mio egoismo a lungo represso sta pian piano uscendo:
vorrei che il mondo si accorgesse finalmente di me, vorrei che mi accudisca, che mi indichi qual è lo scopo che ha la mia vita..
so bene che per distoglirmi da questi pensieri dovrei uscire, distrami, dedicarmi a qualcosa.. ma ecco, al momento davvero non saprei dove andare e cosa fare..
dormo di giorno, avvolta da un sonno che non riposa, a volte faccio anche sogni così indefiniti da rendere questa mia vita ancora più incerta ed ovattata..
Gio
01
Mag
2014
vorrei essere sincera con me stessa
non capisco il mio modo di vivere le relazioni.
sento sempre una distanza, come se dovessi mantenere una distanza di sicurezza tra me e la persona con cui sto. non mi apro mai completamente, anzi: scelgo di proposito le persone sbagliate per non mettermi mai nella condizione di sentirmi presa.
sono molto individualista, penso sempre che non posso crogiolarmi o abituarmi alla presenza fissa di qualcuno, perchè potrei perdere di vista me stessa.
penso sempre alla realizzazone dei miei sogni, della mia indipendenza, forse finchè non sarò in pace e realizzata su quetso piano non potrò mai pensarmi in una coppia. ho solo 23 anni e penso che ho una vita davanti e tante cose da fare, e ho una paura terribile di non farcela.
allo stesso tempo però rimango in una relazione che so che dovrà finire, nel senso che so che c'è di meglio e so che io non voglio stare ancora molto qui nella mia città. e onestamente non sono una di quella che combatterebbe fino alla morte per una relazione a distanza . mi sto solo passando il tempo?
vorrei essere completamente onesta e capire che razza di problema io abbia.
Sab
26
Apr
2014
Detesto i lavativi
Chi non sfrutta le proprie doti fisiche e\o mentali per costruire qualcosa nella vita - anche in negativo - merita soltanto, nel caso risulti impossibile modificarne il carattere\portamento, di gemere in un brodo di coltura per i vermi.
Meglio da soli che con gli ignavi attorno!
Sab
26
Apr
2014
Iperattivo? Tanto meglio!
L'esatto opposto dell'accidia: se non ho nulla da fare, dolgo. Devo sempre occupare il mio tempo, altrimenti, senza stimoli, soffro apatia. Sarà l'iper attivismo un vizio capitale? Dubito: l'attività costruisce, l'inattività invece è come l'ignavia, quindi merita d'essere punita.
Mer
23
Apr
2014
solo contro il mondo..
forse sono solo uno di tanti..ma combatto contro tutto e tutti da una vita, sono stanco..
Mer
02
Apr
2014
la vittima dell'importuno
io sono un tipo che gioca a tennis, gioco sempre col mio compare e di tanto in tanto con un altro superbadola, fatto sta che poco tempo fa mi capita un tipo importuno tra i maron, ecco la storia nel dettaglio:
io e il mio compare stavamo giocando a tennis in quella gaia landa vagamente agreste circondati unicamente dal bello della vita e da tanto sano sfogo sportivo, i nostri ansiti tennistici volavano alti in cielo fin su a disturbare il sonno stesso di dio quando... improvvisamente...poco dopo... cosa accade? accade che 4 tizi tra i più sfigati che si possano imaginare fanno la loro comparsa da sudice retrovie, chi sono costoro e cosa vogliono da noi? perchè osano disturbare il nostro sforzo? che genere di morbo apporterà la loro sgradevole presenza da quel momento mori al campo che pareva essere stato progettato direttamente dal più gaudente putto del paradiso?
chi sono i 4? i 4 sono un tizio con 2 nomi, uno dei quali un cognome e la sua pavida famiglia, moglie e 2 bambini per niente interessati al nobil giuoco del tennis, in parole povere, un esaltato e 3 prede. il tizio, impavido mi si fa sotto d'un subito a chiedere quisquiglie di nulla importanza, niente che arricchisca il mondo insomma. purtroppo, per mio naturale difetto appaio sempre assai gaio e aperto verso quella teppaglia che tanto infanga il pianeta terra, quella pece nera chiamata umanità, fatto sta che evidentemente vado a stargli immediatamente simpatico e poco ci mette, finite le sue sordide abluzioni, a tentare immediatamente un approccio più diretto con me.
voi non lo sapete di certo ma pur apparendo assai gaio, gioviale, rilassato e ben disposto nei confronti di terzi, la mia reale natura è ben differente, un istinto come dire, di assoluta ferocia alberga da sempre nel mio cuore e la vista di altri esseri umani a me sconusciuti non è mai riuscita a scaldarmi la socievolezza, anzi. il tizio mi ha dato immediato fastidio, altro non desideravo, da lui e dalla vita che ei se ne andasse, rapido e il più distante possibile da me, che dimenticasse per sempre il mio volto e che mai più avesse modo di rvolgermi parola.
ecco invece quel che accadde: l'impudente osò tentare di fissare, così, pronti via, un appuntamento tennistico collo scrivente, tentò di carpire a tanta anima il numero di telefono al solo scopo di disturbare il gran vate successivamente, tediandolo con assurde istanze di partite a tennis. purtroppo cari miei, la mia ingenuità, il mio gran candore hanno fatto si che dessi udienza il giorno successivo, e per di più ad ore assolutamente assurde, al lagnoso individuo dai 2 nomi. più grave tra i miei errori, donare lui il mio numero di telefono.
non starò a raccontarvi di quelle 2 strazianti telefonate a cui dovetti cedere e nemmeno a dirvii a quali indicibili sofferenze venne sottoposto il mio delicatissimo corpo il giorno del nostro incontro ma sappiate che si, mi pento e cospargo il mio capo di tutta la cenere e di tutti i lapilli non mai vomitati da gigantesco vulcano, mi pento di aver donato il mio numero di telefono a quel signore, giuro qui davanti a voi, e che mi siate testiomoni, che dovesse mai ricapitarmi un individuo di tal fatta per le mani non ne uscirà come ne è entrato.
e poi i disturbi ai miei amici, le infinite telefonate e gli infiniti messaggi che tanto squallidone ha mandato anche a loro, ma basta, è troppo, queste sono storie ulteriori e tristi quanto sa esser triste solo il più remoto antro dell'inferno.
Lun
17
Mar
2014
classe di merda
oggi a scuola malissimo se ti ritrovi cn 4 deficentii ke ti kiamano cipolla e ti prendono in giro fino alla 6 ora sti rincoglioniti di merda ...........
Dom
16
Mar
2014
per me è sempre come a quella festa
La verità è che ho sempre paura di essere dimenticata.
Paura di essere snobbata, mortificata, umiliata.
Paura di essere quella cosina piccola che ho sempre pensato di essere.
Anche ora, che ho raggiunto quasi l'eccellenza in alcuni campi, che sono adulta, che vivo da sola, che porto avanti i miei progetti, che la gente mi stima e c'è anche chi mi vuole bene.
Quando ero piccola andai a una festa di compleanno di una mia lontana, semisconosciuta cugina che pure vedevo qualche volta. Ero timida, ma spinta dai miei genitori andai da lei, mi aspettavo di giocare con lei e le altre bambine e le chiesi se si ricordasse di me. Lei rispose di no e se ne andò con le altre. rimasi isolata tutta la sera.
Non so perché mi ricordo questo evento come fosse ora. Per anni e anni ho creduto che il mio viso fosse tanto comune e invisibile da non essere ricordato da nessuno. Per anni ho pensato di essere invisibile, umiliabile, mortificabile.
Naturalmente dietro quel singolo episodio c'era un mondo, è chiaro. Quella fu solo la comprova che qualcosa non andava.
Ho imparato a tirare fuori le unghie e a lottare. Ho imparato ad andare avanti, e a nascondere questo senso di insipidità che provo verso me stessa. Mi sono costruita persino una personalità a tratti eccessiva, pur di sopravvivere. La verità è che sovente vorrei sprofondare in un buco nella terra e seguire il coniglio per fatti miei.
La verità è che ora ho proposto un progetto a un professionista, sto aspettando la risposta che probabilmente è già arrivata, ed è anche facile che sia positiva.
Ma non apro la mail perché ho paura; perché per me è sempre come a quella festa, dove c'è quelcuno che si chiede chi io sia, e chi mi abbia invitata, e perché io sia lì.
poi mi volta le spalle, e io rimango sola.
Mar
11
Mar
2014
quasi sempre
pecco di accidia quando mi piace leggere gli sfoghi ma non ho sbatti di commentarli
Ma la tua coscienza invece ti fa venire quel certo formicolio che la notte ti tiene sveglio.
Iscriviti!


