Lun

15

Apr

2019

Ti odio

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Alcolizzato di merda, torni a casa ubriaco da quando ho memoria. Ti ho visto in condizioni pietose, mi hai fatto fare figure imbarazzanti da ragazzina con gli amici, alle cene di famiglia, sei stato in grado di rovinare ogni festività, ogni occasione felice di ritrovo, hai distrutto il tuo matrimonio che si trascina solo per inerzia. Ogni giorno una roulette russa, nella speranza di vederti varcare le soglie di casa nel pieno delle tue facoltá mentali. Ma tu continui a negare. E continui a prenderci per il culo. 

Neghi l’evidenza anche quando hai gli occhi iniettati di sangue e biaschi le parole, neghi che sia un problema reale, neghi la sofferenza che da sempre causi a me e a mia madre. Non ti rendi conto che se ormai ti disprezziamo e cerchiamo di evitarti è a causa dei tuoi comportamenti, perché tu sei il migliore del mondo, per te il fatto di lavorare ti eleva su chiunque altro. Arrogante e senza vergogna, pensi che dovremmo venerarti, permetterti di cagarci in testa e magari ringraziarti pure, perché tu sei quello che porta avanti la baracca. Non importa se mamma lavora assieme a te e oltre a questo lava, stira, pulisce e cucina. Ultimamente ti permetti addirittura di buttare via con disprezzo il cibo che ha preparato se la sera avete discussioni. La fai cucinare e poi lo getti per umiliarla, dicendo che ti ha fatto perdere la fame. Schifoso del cazzo, ti sputerei in faccia. 

Sei arrivato a definirla un parassita l’ultima volta che avete litigato: sei fortunato che lei non ti abbia sentito, ma ti è andata male perché ti ho sentito io. Non avevo mai desiderato prima di piantare un coltello nella schiena di qualcuno, merda umana che non sei altro. Stai rendendo tali pure noi, riempiendoci di odio e cattiveria.

Che dramma dev’essere per un uomo così piccolo soffrire di megalomania e non trovare riscontro alla propria immagine di sé grandioso. Ma due domande non te le fai. Potresti rischiare eh, tanto non c’è il pericolo che si attivi una coscienza quando non se ne possiede una. 

Oggi hai avuto il coraggio di dirmi che “ogni tanto” puó capitare di tornare a casa un po’ alticci. E noi dovremmo semplicemente lasciarti perdere quando capita. Che siamo di mentalità poco aperta. Hai ragione, scusami. Tu sei devastato dal lavoro, devi mantenere gli studi a una figlia unica e le spese superflue di quella parassita di tua moglie che per qualche incomprensibile ragione te la dà poco. È veramente una frigida e ammazzarsi di alcol è il minimo per tirare avanti in questa vita di stenti. Siamo noi ingrate e aride, con la nostra assurda pretesa di trascorrere sereni l’unico momento in cui siamo tutti e tre insieme, con il nostro assurdo desiderio di avere qualche normale scambio con una versione di te che non assomigli ad un ritardato del cottolengo.

 

Ti ho mandato affanculo e ti ho urlato contro. Ti ho detto che mi fai schifo. Chissá se un giorno avró anche coraggio di dirti quanto io ti odi. Intanto oggi ho trovato il coraggio di dirlo a me stessa. 

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