Tutti gli sfoghi

Sfoghi: (Pag. 1035)

Sab

20

Mag

2017

disturbo evitante

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

A volte ho la sensazione di non piacere alle persone e preferisco farmi i fatti miei. Sento una specie di vuoto. A volte evito, evito con tutto me stesso, non ho paura, o meglio forse si perché non avrei questo comportamento, mi chiudo in me stesso dove sto in pace, senza urtare nessuno. 

Sab

20

Mag

2017

Ah allora non sono solo un oggetto

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

A volte mi sento preso come un oggetto. Anzi sempre. Se non vogliamo esporci come soggetti, la vigliaccheria ci trasforma in oggetti, in c'ho che non siamo.

Se è questa la considerazione che una persona ha di me, mi scatta una molla in testa, che fa di tutto pur di tenersi orgogliosamente appesa e pronta al chi va la'. In poche parole, se cerchi di fottermi, magari ci riesci, ma la volta dopo verrai fottuto doppiamente, ti farò soffrire le pene dell'inferno. Se sei umile con me, io sono automaticamente umile. 

Un mio amico mi usa per avere un favore a poco prezzo. Ok ma per tutta la sera sarà compito suo accertarsi che io torni a casa, benzina o meno, insomma uno scambio alla pari. Una ragazza che prima mi fa capire di essere interessata e poi mi fa penare perché se la passano in quindici e lei ci mette tutto il suo tempo a farsi gli stracazzi suoi perché è indecisa, se poi per caso sceglie me, la mando affanculo, io se per una persona esisto solo per essere usato o per sentire la loro finta presenza, alzo i tacchi. Mi hanno dato dello psicopatico per questo. Io non penso di esserlo, non sempre, ho un passato dove con la mia fiducia ci hanno fatto gli involtini primavera e se li sono sbafati..

Trust no one, non mi fido più di nessuno e per farlo ci impiego un enorme fatica. Ogni delusione è un suicidio per me, non sono forte come voi che vi "fate forza" e calpestate qualsiasi sentimento vi si presenti davanti. Le tipe se non hai prima i soldi non sono mai attratte da te, mi hanno definito poveraccio e tossico, poi quando ho iniziato ad avere soldi perché mi sono fatto un culo tanto, tornavano come le anatre a "sondare" la situazione in cerca di pesce fresco. A convenienza, sto mondo funziona solo così.  

Sab

20

Mag

2017

Madre assillo

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Buongiorno a tutti, sono una ragazza che vive con i genitori per via del lavoro poco redditizio e anche per una questione di rispetto nei confronti di mio padre che sta poco bene e ha bisogno di cure. Il mio sfogo parte dal fatto che molto spesso litigo con mia madre per questioni di poco valore e di fisse mentali. Oggi l'ultima... ribadisce spesso il fatto che io non ho amici... il che è vero in quanto non ho mai avuto a che fare con persone serie o che tenessero a me, ma non sono asociale, come pensa lei, sono timida e riservata ma se c'è da dialogare dialogo con chiunque se ho qualcosa da dire. Un'altra cosa che mi rimprovera é che se io faccio qualcosa per la famiglia lo faccio solo per inerzia, solo perché lo debba fare...o che non sono capace a trovarmi un lavoro come si deve. Sembra che gli faccia schifo! E ogni volta che lo fa mi fa sentire male come se sia un mostro... Non capisco cosa abbia mai fatto di male... forse sono troppo accondiscendente nei suoi confronti. Però tengo al suo giudizio non tanto a quello della gente ma al suo sì e mi fa sentire male anche se lei pensa che lo faccia per spronarmi.  

Tags: sfogo

Sab

20

Mag

2017

imbarazzo

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Come ci si comporta in questi casi? Perchè io comincio a sentirmi stronza, e giuro che non lo vorrei. I fatti sono questi: Ho una carissima amica, che conosco dai tempi delle medie. Una ragazza di cuore e molto intelligente, con cui è bellissimo sia chiacchierare e ridere che parlare di cose serie. Ha degli atteggiamenti però che in pubblico risultano essere davvero imbarazzanti, e lei sembra la sola a non accorgersene. Preferisco sempre vederla in casa, ad esempio, perchè se usciamo anche solo a fare una passeggiata lei fa figuracce una dietro l'altra. Ha un tono di voce stridulo e non sa moderare il volume, insomma letteralmente urla, se parla di qualcosa quel qualcosa lo sente chiunque nel raggio di 20 metri. A Natale siamo andate in giro a comprare i regali assieme e lei quando vedeva qualcosa di carino urlava, sgambettava e saltellava per i negozi, disturbava i commessi con richieste davvero eccessive "Vorrei questo, ma ho notato che tutti hanno il cartellino leggermente spiegazzato o rovinato. Me ne trova uno col cartellino integro?" o mettendosi direttamente a chiacchierare passando da un argomento all'altro, come fossero amici e tirando fuori aneddoti assolutamente non richiesti partendo dall'articolo che vuole acquistare e passando per la sua intera biografia. Non riesco a capire il suo comportamento, mi lascia basita. E' una ragazza in gamba, si sta laureando, ha sempre letto moltissimo, ha una cultura invidiabile, è intelligente e piacevole ma è come se in pubblico non fosse in grado di "sapersi comportare", non ha filtri tra mente e parola o tra mente a atto pratico. Ho spesso pesato di parlargliene ma come si fa a dire una cosa del genere a qualcuno senza ferirlo o addirittura deluderlo come amico? Mi sento in colpa a pensare questo di lei, ma davvero è una cosa che salta all'occhio, per strada, nei bar, nei negozi tutti la guardano male per il tono di voce e risate, per come si comporta e per le richieste che fa. Io di mio sono una persona che cerca di passare inosservata, di comportarmi come una persona o una cliente traquilla, mi da fastidio l'idea di spiccare tra la folla per questo tipo di cose, per cui mi imbarazza quando lo fa una persona accanto a me. Devo sentirmi una stronza io, e lasciare che si esprima così come le viene, oppure sarebbe il caso di parlarle (e se si, COME?!?). Grazie in anticipo per i vostri consigli.

Sab

20

Mag

2017

Collezione di sconfitte

Sfogo di Avatar di TarsTars | Categoria: Ira

Ultimamente mi sento estraneo da tutto.

Mi sento un inetto, un totale fallimento. Mi sono seduto al tavolo e mi son chiesto : "Cosa so fare bene?". Niente. È dura da ammettere, da metabolizzare...

L'ultima sessione d'esami non è stata brillante, ed il traguardo finale si è allontanato. Attualmente non ho più band, sono un musicista, e pare che  nelle mie zone non ce ne siano più. Non posso esprimere un - chiamiamolo così- potenziale, ecco, e ciò mi rende frustrato. Sono uno che ha bisogno di piccole vittorie di tanto in tanto per poter andare avanti come un treno, che sia un esame passato o una serata con la band in un locale.

Non cito neanche la "vita sentimentale". Solo pali, delusioni e capacità di trovare ragazze che da un giorno all'altro si trasformano in peggio.

Lavoro poco, pochissimo, se riesco a trovare qualcosa è per pura botta di culo, almeno mi mantengo la motocicletta. Ho provato a cercare qualche piccolo lavoro che potesse farmi guadagnare due soldi; non accettano principianti, e per me che ho frequentato un liceo e non un professionale le porte si chiudono sempre.

E allora? E allora finisce sempre che prendo la mia moto e mi alieno dal mondo. È una valvola che riesce a tenermi sveglio nonostante le piccole sconfitte, non saprei come definirle, così sembra che stia offendendo chi prende davvero sonori schiaffi dalla vita, in contrasto con le mie cretinate.

Come si ritorna a vincere? 

Sab

20

Mag

2017

Senza Titolo

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Cerco di essere esaustiva.

Di fronte all'autorità mi blocco e non faccio del mio meglio.

Se mi sento osservata non mi concentro su quello che sto facendo, ad esempio devo rileggere una frase tante volte che alla fine ci rinuncio e aspetto che le persone che mi fanno sentire così vadano via. 

Se devo spiegare un concetto o un'idea un po' complessa ad un superiore, parlo tanto, non faccio in tempo ad arrivare al dunque che mi liquidano (senza aver colto il punto) o mi interrompono per spiegarmi qualcosa che già so, come se per loro evidentemente non l'avessi capita. 

Cerco di migliorare, fino a poco fa non ero così.

Ho svolto molti diversi lavori, felice di cambiarli spesso perché la prima volta sono rimasta troppo delusa dal comportamento di un superiore di cui mi fidavo pienamente, e mi sono ripromessa che finché ne ho la possibilità, quando non mi trovo più a mio agio in un luogo di lavoro, lo lascio. Quindi ho iniziato a dire la mia opinione senza paura, se c'è da discutere discuto, non voglio alzarmi tutte le mattine con il mal di stomaco a causa del lavoro. 

Ora ho iniziato un lavoro che mi piace. Mi piace il settore. Mi piacciono i colleghi e mi piace come si pone il titolare nei miei confronti. Sono tutti così rispettosi e gentili. Non mi sembra normale. O ho avuto solo una serie di sfortunate occupazioni fino ad ora. O qui c'è qualcosa che non mi torna. Mi dicono pure che sono soddisfatti del mio lavoro, anche se a me non sembra di aver fatto poi così tanto nè particolarmente bene. Mi rinnovano il contratto, mi pagano più di quanto mi aspettassi. Non mi mettono pressione, non mi sgridano quando sbaglio qualcosa. 

Ok, nonostante l'incertezza delle loro motivazioni, non posso farmi scappare un lavoro così. 

Però ho come un tarlo dentro. Non dormo bene la notte, non ho più fame. È possibile innamorarsi di un lavoro? Sono questi i sintomi? Altrimenti cos'è? Ansia, perché? E come faccio a smettere di sentirmi osservata, far tacere il tarlo, così da concentrarmi sulle mansioni e farle bene, e rapidamente, e fare quello che il mio superiore si aspetta da me (anche se a questo punto penso di non aver ancora capito di preciso cosa si aspettano da me)? 

Sab

20

Mag

2017

SONO IMPOTENTE

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Lussuria

leggendo il vostro forum ho visto che il mio problema è simile a tantissimi uomini diventati papa, cioè basta sesso con la moglie, lo stesso è successo a mè, dopo la nascita della bambina il sesso è finito e le poche volte mi ha creato più problemi che altro, visto che mia moglie prima di partorire era una vera pervertita, pensava solo al sesso, era in internet a vedere siti porno in continuazione e per lei non importava se con uomo o con donna l'importante era fare sesso. dopo la nascita di nostra figlia è diventata una vera e propria suora di clausura frigida che più non si può. Io ero abituato in una certa maniera adesso mi sono ritrovato in un'altra i suoi continui rifiuti e ancora peggio lamentele, male alla schiena, male alla testa, poco tempo, ecc. ecc. ecc. mi hanno creato una brutta depressione e come conseguenza non mi tira più, non viene duro adesso che lei si è accorta del problema vuole rimediare ma ormai vederla nuda non mi dice nulla, anzimi crea solo brutti ricordi, è da due anni che la storia va avanti e io ormai non trovo più interesse nel sesso. freguento uno psicologo sessuologo da due anni ma senza vedere i risultati

Ven

19

Mag

2017

Non ne posso più

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Non ne posso più, vorrei urlare dal male che ho dentro!! Ho pianto un sacco e non riesco a smettere di farlo!!! I miei genitori son una cosa micidiale: mio padre beve davvero tantissimo, urlando e bestemmiando dalla mattina alla sera nel nostro albergo a gestione familiare. Mia madre spesso depressa per via di mio padre parla come se lui stesse per morire... per non parlare della sua lunaticità a livelli micidiali. Non sentirsi bene a casa credo sia la peggiore delle cose perché gli amici vanno e vengono ma i genitori non li scegli. Non sto dicendo che siano i peggiori del mondo, ma ho desiderato spesso di riuscire a farmi male a tal punto da voler essere ricoverata. Anche questa sera lui padre ha bevuto troppo e come al solito ci ha urlato contro... son davvero stanca di questa situazione perché non mi sento ,ormai da anni, appartenere a questa famiglia... nonostante i miei 24 anni e nonostante tutte le vicende passate

Ven

19

Mag

2017

Mia madre pentita di avermi avuta

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Ho 35 anni. Mia madre 81..

Aveva 46 anni quando mi ha avuta.

Per tutta l infanzia mi sono sentita dire che ero uno sbaglio. Che mio padre,  morto 25 anni fa quando avevo 10 anni,  Non mi voleva e chiedeva a mia madre che abortisse.  Mio sorella di 12 anni più grande mi chiamava "il giocattolino"  e diceva a mia madre "volevi la bambolina... guarda in chefamiglia di Merda l hai messa al mondo".

Ho e ho avuto problemi di salute e mentre ero in un letto di ospedale sentivo mia madre dire: a vederti soffrire così... era meglio se ti buttano nel cesso".  i problemi di salute  Non se ne vanno.

Non so se ce la farò.

Odio tutti. La mia famiglia di origine. Mio marito perché l ho legato a una persona bella... ma che non ha molto da vivere. Vorrei lasciarlo per concedergli una vita migliore.

Se la merita: una donna normale..Dei figli.

Io sono un vuoto a perdere.

Odio le mie amiche che hanno figli e fanno le mamme a tempo pieno e si lamentano perché si annoiano.

Io nonostante la mia malattia lavoro e pago il mutuo e rispetto  a tante altre persone posso ritenermi pure fortunata... ma le odio. Hanno tutto e ci sputano sopra.

Grazie a tutti 

SERENA 

Ven

19

Mag

2017

Perché devo essere considerato un idiota solo perché non voglio guidare?

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Scrivo solo per sfogarmi, lo faccio qui in anonimo perché nella vita reale non saprei con chi farlo.
Mi sento una merda per colpa del giudizio altrui e tutto perché ho deciso di non guidare.
Presi la patente B a 18 anni spinto da mio padre, il classico fanatico dell'auto, uno che non ha mai preso un autobus in vita sua e prende l'auto anche per fare 300 metri. Feci la teoria con 0 errori e dopo una 20ina di guide superai pure l'esame pratico. Però durante le guide non guidavo bene, io sono il tipo che non sa gestire le situazioni caotiche per non parlare poi delle manovre, sopratutto la retro. Anche l'istruttore lo diceva. Ero conscio della mia incapacità ma avevo 18 anni, a quella età si è incoscienti, non si vedono i pericoli e avessi avuto un auto mia mi sarei buttato a guidare. Però non ce l'avevo ne c'era la volontà in famiglia di comprarla. Io facevo il 5° scientifico, qualcosa sufficiente per la benzina riuscivo a metterla da parte, ma non sufficiente a comprarmi una macchina usata e pagare l'assicurazione per un neopatentato. In casa, con la scusa che non era il caso di pagare due assicurazioni e due tasse di circolazione, anche quando si cambiava l'auto perché troppo vecchia con una nuova mio padre non ha mai voluto tenere la vecchia per darla a me per farci esperienza. D'altronde la cosa non era nuova: anche mia madre da neopatentata dovette rassegnarsi a non avere auto, e si che lei lavorava ma così volle mio padre. Ed ora mia madre ha più di 50 anni e non guida perché ha preso paura e tutte le volte maledice di non aver insistito per avere un auto sua da neopatentata. Io feci il suo stesso errore: non insistetti. D'altronde quando mai io ho insistito per qualcosa? Mai avuto una bici o un motorino, mai avuto libertà né amici o vita sociale. Mai chiesto anche solo i soldi per le figurine: vedevo i miei compagni delle elementari che ci giocavano ed io volevo essere come loro ma mi vergognavo come un cane a chiedere i soldi per comprarle. Ero e sono rimasto un asociale. Non avevo amici e non dovevo quindi uscire la sera, il sabato o la domenica e quindi un mezzo di trasporto personale non mi serviva. A scuola la mattina mi ci accompagnavano i miei e di giorno tornavo con l'autobus. Poi venne l'università, a Roma, ed io non sono romano e pure li non chiesi l'auto ma mi rassegnai ad andare e venire con i mezzi pubblici. Insomma, per farla breve, sono arrivato che quando l'auto potevo permettermela non volevo più guidare io. Perché oramai non ero più un 18enne incosciente ma un adulto capace di rendersi conto dei suoi limiti nella guida ed dei pericoli della strada. Pazzi che guidano credendosi su una pista di F1, pedoni che sbucano d'avanti senza guardare, ciclisti che cercano il suicidio eccetera: Sono tutte cose che a 18 anni non noti ma da adulto si. E non guido, non voglio guidare. Mi sposto con i mezzi pubblici anche se ci impiego 4 volte tanto. Non mi importa: il gioco non vale la candela. Però mi sento una merda perché la gente mi fa sentire tale. Mi vedono sull'autobus o che me la faccio a piedi e mi chiedono dov'è la macchina. Quando gli dico che non guido li vedo che si trattengono a stento dal ridermi in faccia: Uno con la patente che a quasi 30 anni non guida è un coglione, un fesso. E a volte lo penso anche io quando vedo i figli diciottenni dei miei vicini o quelli dei parenti tutti con la loro bella auto personale. Così come mi sentivo un fallito quando vedevo i miei compagni di liceo tutti con il motorino e poi a 18 anni tutti con l'auto. Non parliamo poi delle discussioni in famiglia. Vengo considerato un minorato mentale. Ultimamente è anche peggio. Per una vita mio padre ha detto che una macchina in famiglia bastava ed avanzava ora, invece, ha comprato una nuova auto senza voler rottamare la vecchia e non passa giorno che non mi mortifichi rimproverandomi perché non la guido. Mi dice che sono un pazzo, stupido, fissato. Che non otterrò mai nulla nella vita. Alza la voce. Urla che lui si è stufato. Ma stufato di che se io non ti chiedo nulla? Che me ne frega che si pagano 2 assicurazioni e due tasse di circolazione? Lavoriamo in 3, non moriremo certo di fame per questo. Eppoi non te l'ho chiesto io anzi mi sono sempre detto contrario ad una nuova auto. E poi perché diavolo non lo hai fatto quando avevo 18 anni e non potevo permettermela ma volevo guidare? Ora no, e troppo tardi ma lui non lo accetta e contribuisce a farmi sentire ancora più inadeguato. Mi dice sempre che sta diventando anziano e che se gli prende un accidente se non guido chi lo accompagna all'ospedale? Ma io che ci posso fare se non mi sento sicuro a guidare? Che devo passare un guaio per far contenti gli altri? A volte spinto dal desiderio di non sentirmi diverso vorrei guidare ma ci ho provato, non è cosa per me. Vedo pericoli dappertutto e reagisco in maniera inconsueta alle manovre spericolate altrui con il risultato che loro non si fanno nulla e io rischio. Vado così piano che dietro è un coro di gente che suona e bestemmia, mi sorpassano e mi guardano con fare minaccioso o faccia schifata: vado così piano che ho paura che nelle curve mi tamponino. Alla scuola guida c'era la scritta "Scuola guida" a caratteri cubitali a proteggermi. Basta, non voglio guidare. Non ne posso più. Mi sto esaurendo mentalmente. Io già sono asociale di mio ma ora ho paura anche solo di parlare con le persone per paura che possa uscire fuori l'argomento auto. A volte ho certe crisi che fatico anche a prendere sonno. Vaffanculo a tutti i fanatici dell'auto. Io ho sempre fatto tutto da solo, non ho mai chiesto nulla a nessuno. Perché mi dovete far sentire una merda solo perché non guido? Che cazzo vi ho fatto di male? Vi auguro tutto il male possibile. Che possiate passare un guaio con le vostre belle automobiline del cazzo e verrò a ridervi in faccia!

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