Gio

07

Set

2017

Sentore d'autunno

Sfogo di Avatar di ColeridgeColeridge | Categoria: Ira

Sabato 2 settembre - Noci fresche. Le ho trovate stamattina al supermercato a un prezzo accettabile considerando che, di solito, queste primizie se le fanno pagare uno sproposito. Ancora umide di mallo. Sfiziosissime, ne mangerei il triplo se non fosse per la seccatura dello spellamento a unghia dei gherigli. Me le sgranocchio nervosamente a tavola, a pranzo concluso. Laura non le ha neanche assaggiate ed è andata su a riposare. Per lei sono ricominciati i collegi docenti e in questi giorni, tra l'altro, non sta bene, quindi era piuttosto provata. Figlio, appena arrivato, è ripartito stamattina per un altro corso di perfezionamento, quindi a tavola sono da solo a sgranocchiare noci, sorseggiarmi un gutturnio dopo tante settimane (d'estate quasi solo birra, poco vino e mai rosso) in attesa di svuotare lavastoviglie sbarazzare tavola riempire lavastoviglie prepararmi un caffè dotarmi di felpa e fumarmi una pipa in terrazzino tempo permettendo. Più autunno di così.


Ci provo ad essere sereno, ma sono un po' avvilito e un po' incazzato. A dire il vero non sono incazzato solo un poco, ero forse un po' incazzato con Laura negli scorsi giorni, ma ora sono molto, ma molto incazzato con me stesso. E sono avvilito. Piuttosto avvilito. Avevo provato appunto a tirarmi su cucinando una pasta e fagioli e allestendo la tavola con il vino e le noci. Laura, come dicevo, appena rientrata ha mangiato svogliatamente un po' di pasta, non ha voluto vino, s'è presa un po' di prosciutto dal frigo ed è andata a letto. Ma, come dicevo, Laura non sta molto bene in questi giorni, mentre io, se non l'avessi detto, sono avvilito e incazzato. Con me stesso.

 

Settimana di vacanza

Era una settimana di vacanza questa. L'avevo preventivata proprio in vista del fatto che Laura avrebbe preso servizio a inizio mese. Avevamo stabilito di non fare grandi cose. Un po' di faccende di casa, un po' di tempo per noi e solo un paio di giorni al mare visto che le nostre vacanze ce le siamo fatte e sono costate pure un botto. Una settimana cominciata sotto i migliori auspici. Ci pensavo giusto qualche pomeriggio fa, nella sala d'attesa del pronto soccorso, mentre Laura era dentro a farsi visitare per un codice verde. Lo scorso fine settimana era ancora estate, estate piena. A questo pensavo. E noi, da soli a casa, avevamo ripreso a fare l'amore anche un po' rumorosamente. La sera, fuori per l'aperitivo, lei sfoggiava abbronzatura, sorriso radiante e umore delizioso. Agitava le spalle con la musica (lo fa di rado, la mia pianista classica), arrivando a sussurrarmi di aver quasi voglia di ballare assieme tra i tavoli.


Lunedì mattina partenza per le Cinque Terre. Albergo carino in centro paese, ci attrezziamo per farci il primo tratto di camminata del celebre sentiero che unisce i cinque borghi sul mare, su e giù per i costoni di roccia. Non proprio una passeggiatina amena, sotto il sole a picco. All'arrivo, nel primo pomeriggio, ci concediamo un meritato bagno a mare, un pezzo di focaccia col pesto e ce ne torniamo in treno all'albergo. Ci facciamo la doccia e restiamo a poltrire in accappatoio sul copriletto. Lei manifesta anche un proposito vagamente birichino ma è un po' in conflitto con la preparazione per la serata che è già in fase avanzata con capelli lavati e crema viso. Dopo qualche tentativo comico (i capelli!! fa gli occhiacci e ride) decidiamo di rimandare alla sera e ce ne andiamo in giro a bighellonare tra negozietti, anticipi di aperitivi, selfie sul molo, progetti per l'autunno, progetti per il futuro di Figlio, pettegolezzi su amici e passanti. E passa il tempo, passa talmente che tutti i ristoranti interessanti sono stracolmi di turisti. Si sa che i migliori sono in posizione sfigata, ma non vorremmo rinunciare alla vista mare, così troviamo un buon compromesso con un ristorante vicino al molo: sembra molto turistico ma il profumo non è male e si è appena liberato un tavolino all'esterno in posizione interessantissima. E' nostro. Servizio non speditissimo ma abbastanza compatibile con la quantità di gente. E poi non abbiamo fretta. Optiamo per il mezzo litro di bianco della casa. Di solito va più che bene. Non questa volta, E' un intruglio slavato dal gusto indefinibile. Chiediamo il cambio e prendiamo una bottiglia. Verso generosamente ad entrambi, lei protesta debolmente, ma poi lo beve tutto a stomaco vuoto. Non sempre le fa un buon effetto, dipende da come gira la conversazione. E la conversazione, per motivi insondabili, non stava prendendo una buona piega.

 

Cenetta

Non male gli spaghetti allo scoglio. Porzione per due. Molte cozze, che qui chiamano muscoli. Laura però non le mangia più da quando, alcuni anni fa, ne ha beccata una marcia che le ha provocato una tremenda indigestione. Quindi siccome tocca a me sbrigare la pratica mi do da fare, visto che sono anche piuttosto affamato. Lei mi guarda con un'espressione quasi schifata e sibila un commento che mi lascia basito. Mangi come fai sesso. Un po' le chiedo spiegazioni con gli occhi, un po' cerco di riportare la conversazione su tematiche più compatibili con un ristorante affollato. 


Suona il cellulare. E' il mio. Mia madre. Cazzo, non la sento da giorni e l'ultima volta l'ho pure liquidata sbrigativamente senza poi richiamarla. Avevo provato a chiamarla io nel pomeriggio. Non ha risposto e mi richiama, come al solito, al momento meno indicato. Devo rispondere. Le dico subito che sono a cena con Laura e che poi ci saremmo sentiti con calma. E tuttavia mi sento un po' in colpa a riattaccare così dopo l'ultima volta. Come va? Le chiedo con un tono sbrigativo, sottintendendo che non si andasse troppo oltre i convenevoli. Inutile. Attacca con un diluvio di lamentazioni a getto continuo che non riesco ad arginare in alcun modo. Se provo a interromperla non mi sente nemmeno e non posso alzare la voce. Imploro con gli occhi la comprensione di Laura che è pochissimo indulgente quando si tratta di mia madre. Non si parlano da anni. E' visibilmente contrariata. Comincia ad agitarsi. Parla a mezza voce con me, ma senza rivolgersi a me. Alza leggermente il tono. Minaccia di andarsene se non riattacco subito. Se ne va. Io finalmente riesco a trovare un varco nel profluvio di parole prive di un contesto intellegibile e, finalmente, riesco a chiudere la telefonata. Non mi muovo. Tanto le chiavi della stanza ce le ho io. Non per molto. Dopo qualche minuto Laura torna indietro, doppiamente incazzata per essere stata costretta a farlo. Reclama le chiavi senza neanche sedersi. Gliele do con ostentata nonchalance e resto seduto al mio posto. Dopo un po' arriva una sua telefonata. Riattacco. Faccio lo stesso anche ai successivi tentativi. 


La ragazza che ci aveva servito arriva cinguettante per proporre il menu dei dolci e dei liquori e capisce subito l'antifona. La signora torna? Non credo. Va via un po' delusa. Le stavamo simpatici. Di solito siamo particolarmente cordiali, soprattutto quando, a servire ai tavoli, troviamo ragazzi che si pagano gli studi. Quando siamo in buona naturalmente, e non era più aria. Pian piano il numero dei clienti si assottiglia. Pago il conto ma resto al tavolo a finire la bottiglia di bianco. Faccio segno alla ragazza che può sbarazzare. Alla fine resto l'unico ciente sul tavolino di plastica che sta fuori dal plateatico sul ciglio della strada. 


Il locale chiude e la ragazza mi saluta cercando di celare un filo di sconcerto. Laura prova a chiamarmi ancora e poi mi manda un messaggio dicendosi preoccupata. Le rispondo subito dicendo che sono lì esattamente dove mi ha lasciato. Mi augura la buona notte. E' un braccio di ferro sterile che mi vede perdente. Sono fuori dal B&B e non ho le chiavi del portone, quindi mi deve aprire lei e il telefono si sta scaricando. Le comunico assertivo che sto tornando, quindi di aprirmi. E' l'una e mezza passata quando rientro e mi infilo nel letto senza dire una parola. Alle 2 mi addormento. Alle 4 mi sveglio, stanco morto ma con una rabbia sorda che mi impedisce di dormire. Mi alzo, mi vesto con gli stessi indumenti rintracciati a tentoni ed esco. Non c'è una vera e propria hall. Mi metto sul terrazzo col computer, Non funziona nemmeno il trucco del lavoro. Di solito per prendere sonno elaboro cervellotiche procedure che mi sfiniscono. Non questa volta. Troppa adrenalina. Le sei. La strada chiusa al traffico di giorno è attraversata di continuo dai furgoni dei fornitori e dai camioncini della nettezza. Comincia a fare giorno e decido di andare sul lungomare a passeggiare. Ripercorro le stesse strade deserte attraversate la sera prima passeggiando mano nella mano. Verso le 8 mi manda un messaggio chiedendomi di tornare in stanza. 

 

Precipitoso rientro

L'idea originaria era quella di passare l'intera giornata a mare e rientrare con calma nel tardo pomeriggio. Tutto saltato. Si torna a casa immediatamente: ognuno di noi ha minacciato l'altro e ci si è quindi trovati sorprendentemente d'accordo. Mentre vado a prendermi un cappuccino e scegliere una brioche da tutta la generosa colazione del buffet, lei decide di preparare già i pochi bagagli invece di raggiungermi. Pago il conto al titolare che in modo circospetto mi chiede se la signora farà colazione anche lei. Il tono della nostra prima discussione mattutina deve essere giunto alle sue orecchie. Gli rispondo che credo di sì. In realtà usciremo dalla stanza solo per dirigerci, con i bagagli, direttamente al parcheggio. Non dopo esserci urlati nuovamente i nostri rispettivi disappunti. La nostra rabbia è tanta. L'inconfessata consapevolezza di essere in fondo due imbecilli, capaci di rovinare tutti i momenti più belli con le proprie mani, peggiora le cose. 


Lei è fuori dalla grazia di Dio. Ammette di avere esagerato il giorno precedente ma mi incolpa di non aver voluto arginare l'escalation negandomi al telefono, e poi chiama in causa tutta una serie di mie mancanze, sia storiche, sia recenti. Tralasciando le prime mi accusa di aver concesso che la telefonata con mia madre durasse più del dovuto durante una cena a due e, poi, di averle versato da bere troppo e di averlo fatto nonostante le sue rimostranze, ma cosa pensavo di fare, farla ubriacare per disinibirla? Ma che stai dicendo Laura. Sì, perché c'è questo tuo modo di porti così fisico così... da porco. Non ci sto e le chiedo se non sia impazzita. Non sto contribuendo a calmare le acque e questo ha su di lei il solito effetto. Urla, si avvicina, agita le mani. Usa le mani. Un colpo in testa. Siamo alle solite ma io sono esasperato. Le prendo le braccia, gliele metto dietro la schiena e la avviso, a brutto muso, di mettere in atto quello che da tempo minaccio di fare. Laura io un giorno ti darò un ceffone, uno solo, ma te lo ricorderai per un bel pezzo. Devi tenere le mani a posto. Raccattiamo le ultime cose e ce ne andiamo. Partiamo di buon mattino per andare a casa, dove avremmo passato l'intera giornata che avevamo deciso di trascorrere a mare.

 

Parlando di sesso

Il tecnico di laboratorio ha detto che c'è perdita ma che devo aspettare la dottoressa. Me lo comunica via WhatsApp Laura. La mattina successiva è voluta andare da sola all'appuntamento con la specialista, fissato al pronto soccorso il giorno prima. Accolgo la notizia con apparente calma, chiedo qualche spiegazione in più e poi, con la stessa calma, mi dirigo in cucina e assesto un pugno al lampadario di alluminio spaccando la lampadina. Ma torniamo al giorno in cui abbiamo lasciato l'albergo.


Dopo queste sfuriate la nostra modalità di sblocco è sempre la stessa. Io me ne sto chiuso a riccio senza spiccicare parola ad aspettare che il suo nervoso sbollisca ottenendo l'effetto esattamente opposto, fino a quando non si arriva ad un nuova litigata che si esaurisce per sfinimento e porta entrambi a più miti consigli. Stavolta mi accorgo un po' per tempo e prendo io l'argomento già in macchina, approfittando anche del fatto che sta guidando lei (le mie due ore di sonno non favoriscono alternative). I toni si distendono un po', anche se siamo molto distanti da una riappacificazione. Le frasi smozzicate, le frecciatine velenose rendono evidente che c'è dell'altro e che la sostanza è proprio tutta nel taciuto. Continuiamo a parlare per tutta la giornata. Parliamo di aspettative tradite. Di fraintendimenti. Di taciti accomodamenti e celate insoddisfazioni. Di tutto quello che in questi anni non ci siamo mai veramente detti, che non abbiamo mai veramente approfondito. I ricordi restituiscono un vissuto distorto e piegato alle proprie aspettative deluse. Non esiste una verità dei fatti. Esistono desideri inespressi e non capiti. Incomunicabilità. Superficialità e incapacità di calarsi nei pensieri dell'altro. Ma non è assurdo che proprio adesso, quando il sentore d'autunno della nostra esistenza comincia appena ad essere avvertito, non si riesca ad apprezzare la meraviglia di un tempo d'estate che ancora, nonostante tutto, è vivo e presente, talvolta anche con un tepore più avvolgente e piacevole rispetto al vigore dei nostri trent'anni?

 

E così discutiamo. Torniamo sugli episodi recenti e remoti facendo balenare all'altro una versione dei fatti inedita quando si riesce a fare capolino tra i vari fammi finire, parli sempre tu, ma se non sai cosa voglio dire ecc. ecc. Parliamo soprattutto di sesso. 


Perché ti sei fermato l'altro giorno. Sai che non mi piace quando mi prendi da dietro. Sai che detesto quando mi baci dietro e mi infili la lingua nel culo! A volte esageri anche quando lo fai davanti. Mi hai fatto venire, bravo ci sei riuscito, e allora perché non hai finito? No, dovevi prendermi anche davanti, dovevi vedermi in faccia, ma cosa pretendevi, di baciarmi dopo che mi hai baciato il culo tutto il tempo? 


Come cambiano i punti di vista. Le stavo facendo un massaggio sulla schiena. Avevo virato su questa modalità hot e lei sembrava gradire molto. Ogni tanto si ritraeva e poi si riapriva. Il coito da dietro è sembrato il naturale esito. Più volte, in passato, mi aveva detto che in questo modo non godeva, se non con un aiuto davanti. Ho pensato che ero io a sbagliare indugiando troppo su un movimento lineare. Così avevo privilegiato quello rotatorio con un effetto che sembrava aver decisamente apprezzato. Così, dopo il suo orgasmo, avevo deciso di cambiare posizione e sceglierne una più gradita a lei che, però, avendo un tipo di orgasmo molto 'mascolino', visibilmente non aveva più voglia. Quindi non ho avuto più voglia nemmeno io. Le dico che non avevo minimamente capito che la cosa le avesse dato fastidio. Ho provato a dirtelo, ma tu insisti, cosa avrei dovuto fare? Un po' vedo che fa piacere a te, un po' probabilmente mi piace anche in quel momento, ma in un modo animalesco, che poi mi fa sentire a disagio. Forse non sono io la donna per te. Guarda, forse dovresti trovarti qualcuna con cui fare sesso, te lo dico davvero, capisco che non riesco a soddisfarti. See, come no Laura.

 

E comunque a me piace quando veniamo insieme, mi dice. Il giorno prima eravamo stati benissimo, come non stavamo da tempo. Per quale motivo hai avuto necessità di prenderti la pillolina il giorno dopo. Eh, forse proprio perché il giorno prima ho avuto la sensazione di esserci arrivato per il rotto della cuffia. Laura, le cose per me sono cambiate in questi ultimi mesi. E' avvenuto tutto al di fuori del mio controllo e della mia volontà. Non posso ribadirle troppo che adesso l'unica cosa che davvero mi provoca un'erezione è l'odore del suo collo e la tenerezza del suo abbraccio. Certo che le farebbe piacere, ma quell'adesso, implica che fino a pochissimo tempo fa le cose non erano proprio così. Che un sedere tornito in palestra, che fa gli esercizi esattamente davanti ai miei occhi, prima mi provocava qualche accenno di tumefazione, mentre adesso posso tutt'al più ammirarlo con il distacco estetico di un pittore. Che il mio personale sentore d'autunno sta imboccando un percorso tortuoso, a metà tra l'erotomania dannunziana e una remota pace dei sensi che ha un che di malinconico ma anche di profondamente placido. 


Non mi masturbo più. Questo glielo dico. Prima lo facevo regolarmente durante i lunghi periodi in cui non avevamo rapporti. Ma anche quando li avevamo. Il giorno dopo. Una sorta di celebrazione. Lo dico come la cosa più naturale di questo mondo e non mi avvedo di aver squarciato il velo di Maya su uno dei taciti segreti che più frequentemente caratterizzano il menage di una coppia sposata da anni. Ma i segreti di Pulcinella non andrebbero mai svelati. Cioè tu in tutti questi anni hai continuato a masturbarti. Preferivi fare questo invece che stare insieme, invece che cercare di riavvicinarci. Non è così. Provo a spiegarglielo. Da soli è una cosa diversa, più intima e più banale, meccanica: non soppianta in alcun modo lo stare assieme. Non lo capisce. Sembra completamente fuori dal suo orizzonte comportamentale.

Io non so più chi sei, mi dice. Ogni volta esce fuori qualche sorpresa. Ma tu ti ricordi quando i primi tempi io volevo stare assieme e tu mi dicevi che non è detto che si deve fare ogni sera. Quando ti ho detto una cosa del genere? Una sola volta, che poi è basatata a non farmi più riprovare. Non me ne rammento minimamente. Però ci può stare. In tutti questi anni sono tante le cose che sono successe. Le sensazioni provate. Le tensioni per i figli e il lavoro. E' capitato sì che non avessi voglia io.


E quindi adesso si spiega tutto. Lo dice rompendo un momento di silenzio. Prima ti sfogavi da solo e adesso scarichi tutte le tue voglie su di me. Prima ti guardavi i porno e adesso vorresti farli con me. Ma cosa dici, stai isolando spezzoni di discussione, elementi isolati e li stai rimontando in una sorta di realtà parallela. Questo è quello che mi arriva Coleridge. Come al solito hai rovinato tutto. Come al solito, quando inizio a fidarmi salta fuori qualcosa che mi trascina giù di nuovo.

 

L'hai detto e l'hai fatto

E allora? La porta di casa s'è appena richiusa e la raggiungo in sala. Cosa ti ha detto? Ha confermato quello che ha detto il tecnico di laboratorio. Cioè? Abbassamento abbastanza evidente della percezione sulla regione grave, infatti mi dànno fastidio i rumori di sottofondo come il motore della macchina. Tutto mi rimbomba in testa e domani iniziano i consigli. Guarigione? Ci vorrà un mese e mezzo: nel 90% dei casi si rimette tutto a posto da solo, altrimenti bisogna intervenire chirurgicamente. Naturalmente l'orecchio deve stare completamente all'asciutto, quindi attenzione in doccia e niente più bagni in piscina. E poi continuare con le gocce che mi ha prescritto ieri al pronto soccorso. Ho un controllo tra una decina di giorni, e poi un altro paio.


Laura insegna musica. Sta tutto il giorno tra classi di ragazzini e consigli. Quest'anno inizierà finalmente dei corsi per direzione d'orchestra per intraprendere i quali da anni le sto facendo una testa così. Questa situazione è una iattura, e speriamo che non si trasformi in una tragedia.

 

Il giorno dopo il nostro rientro e dopo le eterne discussioni che hanno preso il posto di quella che doveva essere una giornata di vacanza, gli animi sembrano un po' rasserenati. La buona dormita sicuramente ha aiutato. Intraprendiamo attività di manutenzione casa. Deve passare il tipo a rimontare le zanzariere, io ho un po' di faccende in banca e posta, dobbiamo sistemare lo sgabuzzino con un armadio da smontare e portare in discarica. All'ora di pranzo decidiamo di fare una pausa e andare in piscina. Le parte l'embolo esattamente mentre stiamo raggiungendo la piscina in macchina, facendo un giro più lungo per un strada bloccata. Non ci posso pensare a quello che mi hai detto ieri. Ma chi sei? Ti rendi conto che non so più chi sei? Non so chi ho avuto accanto in tutti questi anni? Ma dovevi proprio dirmele quelle cose, non potevi tenerle per te? Sbraita. Urla. Non si dà pace. E quando arriviamo al parcheggio di nuovo diventa manesca. Mi faccio una nuotata per rinfrescarmi le idee e togliere occasioni in pubblico, mentre lei prende il sole. Torniamo a casa dove avevamo lasciato i lavori a metà. Devo smontare l'armadio che lei ha svuotato la mattina. Ma la situazione non è rientrata. La discussione riprende più virulenta di prima e lei è già entrata in modalità Super Sayian. Strabuzza gli occhi, urla, mi sputa addosso. Faccio quello che mi è già capitato di fare in situazioni del genere, ossia mi chiudo in bagno per far abbassare la temperatura. Lei va fuori di testa. Mi da' del vigliacco, pesca a piene mani da tutto il repertorio di insulti a cui è in grado di accedere. Io aspetto che si calmino le acque ed esco. Le acque non si erano affatto calmate. Si torna di nuovo alle mani. E allora cambio approccio. Mi avvicino a lei e le tengo le braccia. Poi tiro indietro la mano destra con un gesto inequivocabile e una minaccia che esprimo con gli occhi in un attimo sospeso in cui mi chiedo se darle seguito o al contrario, come al solito, farla sfumare. Opportunamente.

 

Ma quanto ci mette? Ho già sfogliato tre o quattro riviste. Ogni tanto passeggio in su e in giù. Un'umanità varia sta lì, in bilico tra 

l'annoiato e l'impaziente. Qualcuno è stato fatto accomodare sulla sedia a rotelle, qualcun altro fa la spola con il distributore di bibite. Che vergogna. Dal vetro, poco dopo essere arrivati, vedevo lei che raccontava all'infermiere di una dinamica totalmente inventata. Fatti venire in mente qualcosa da dire, mi diceva mentre la portavo al pronto soccorso. Fino a pochi minuti prima mi stava urlando che mi avrebbe denunciato. Io sconvolto le ho replicato che mi sarei autodenunciato io, ma di andare perché qualcosa era successo. La sua reazione alla sberla che non ricordo neanche quando avevo deciso di darle, era anomala. Ricordo solo che in un attimo di lucidità avevo solo cercato di far caso a non colpirle l'orecchio. Evidentemente non c'ero riuscito. La sua rezione sorpresa e incredula era anomala, urlava, diceva che avvertiva un soffio continuo, le davano fastidio tutti i rumori.

 

Finalmente esce. Allora? Ha detto che deve vedermi domattina e che fino ad allora non si sbilancia. Devo prendere queste gocce. Ma come stai? Cosa ti ha detto? Mi guarda. Hai sempre detto che la volta che mi avresti dato una sberla me lo sarei ricordato. Sei stato di parola. Mi hai sfondato il timpano.

 

giovedì 7 settmbre: tra qualche giorno la prima visita di controllo. La situazione sembra molto migliorata. La mia vaga sensazione di essere una merda d'uomo, oltre tutte le possibili giustificazioni, mi accompagna a distanza ma non mi abbandona


47 commenti

Wow

Onestamente una conclusione del genere non me la aspettavo. Per quello che mi riguarda avete passato una linea di non ritorno: non è accettabile che tra marito e moglie ci si metta le mani addosso, questo vale sia per te che per lei. Non credo che dovreste stare ancora insieme, finirete col distruggervi a vicenda.

Avatar di KintsugiKintsugi alle 14:02 del 07-09-2017

Bene letto tutto.

Prima dell´epilogo, pensavo a una lacerazione nel retto. Forse meglio cosí.

Sempre prima dell´epilogo, io che di sberle ne ho prese molte dalle donne, ma mai ricambiate, volevo chiederti consiglio sul "come fare per non esplodere dentro e morire di rabbia".

Mi sa che dovró chiederlo a qualcun altro.

Qulche giorno fa ho letto un bella risposta di Crisedie in merito alle aspettative.

Di mio, penso che le aspettative possano rovinare il rapporto. Specie se tenute per se, e non "concordate".

Sullo schiaffo, la colpa é tua, come lo é stata mia in passato..., nel non denunciare quando é stato fatto a te. 

Le discussioni non si risolvono con la violenza.

Avatar di mmHgmmHg alle 14:05 del 07-09-2017

Ciao Coleridge

che sorpresa il tuo sfogo, non me lo aspettavo, nell'ultima vacanza misembrava che le cose andassero decisamente meglio, non dico tutto risolto, ma sembravate aver ritrovato la vostra strada

non puoi sapere quanto mi abbiano colpito i tuoi racconti, cosi tanto da "appiccicarmi" al tuo island e sputare fuori un rospo che mi stava soffocando, e ho riflettuto..riflettuto..tanto in un momento in cui ero ad un bivio:bianco o nero, dentro o fuori, matrimonio o divorzio, perchè la via di mezzo non mi èmai piaciuta nella vita

perdona ciò che scrivo

ho pensato se tra dieci anni io e mio marito ci saremmo ritrovati come voi, un momento bene, un momento male, con discussioni, liti, lontananza fisica edemotiva, e poi riavvicinamenti ed illusioni, come in un girone dantesco dove tutto si ripete senza fine 

insopportabile

interminabile

inutile sofferenza, dove ci si cerca e si respinge

ed ho preso le mie decisioni grazie a voi, in un momento in cui mi sono sentita sola, fragile, senza punti di riferimento...cosa che non amo, cosa che è cosi lontana dal mio modo di vivere, dal mio ottimismo,, dal mio non arrendermi mai, dal mio prendere le decisioni in fretta senza rimuginare troppo, dal mio volere tutto sennò è meglio nulla, dal mio non accontentarmi ...

detto questo

mi dispiace per quello che stai vivendo

ti dico la mia opinione, che conta come il due di bastoni quando c'è coppe

Laura è più fortunata di quello che crede perchè da ogni tua parola traspare l'amore profondo per questa donna, e la sofferenza per la vostra storia, e la pazienza per il suo comportamento

mio marito non avrebbemai avuto tanta pazienza, nè tollerato certi comportamenti

è difficile parlare di persone che non conosci e sentendo solo una campana, ma certi tratti isterici di tua moglie sono dirompenti..le accuse..anche su cose cosi intime...se le avessero dette a me mi sarei davvero offesa....poco comprendo alcuni atteggiamenti, come quello che si fa o non si fa quando si sta insieme...il "pentirsi"per aver fatto delle cose insieme a tuo marito...credo si debba essere meno cervellotici in questo, se non ti va lo dici, se ti va lo fai e punto, senza poi ricamarci sopra

ma la cosa peggiore èquesto tira e molla

un momento bene, poi una battuta, una parola di troppo e parte il delirio verso la litigata senza ritorno, in una guerra inutile

non so da quanti anni dura, ma è estenuante

non sei un uomo di ".."

hai perso la pazienza, forse hai raggiunto il limite

sei una brava persona che ha fatto di tutto anche per comprendere il punto di vista deel'altra, che invece sembra aspettarti a passetto per sfogare su di te ogni cosa, che sa dove colpirti e farti male, perchè dire ad un uomo che hai sposato e con cui stai da secoli che da quel punto di vista non va bene nulla è un'accusa pesante, che vuol far male, e perchè se fosse solo cosi non si capisce perchè è rimasta con te

ed io contunuo a chiedermi che senso ha un matrimonio per sentirsi cosi dentro la coppia?

coraggio Cole

dopo tutto questo casino

o fate come l'araba feniche che rinasce dalle ceneri

o vi separate

o vi allontanate per sempre, in quei matrimoni civili dove ognuno fa la sua vita ma distanti, ma senza più rumore

dopo tutto questo casino, qualcosa cambierà, per forza

 

 

Avatar di marialucemarialuce alle 14:47 del 07-09-2017
come ci sei riuscito?

Cole, Cole, Cole... 

questa è la prima volta su sfoghiamoci che mi commuovo. Quindi, anzitutto, grazie amico mio.

Tu ce l'hai e ce la stai mettendo tutta, lo penso davvero. Però, alcune dinamiche ormai "assorbite" dalla coppia, è davvero complicato cambiarle. Soprattutto dopo tanto tanto tempo insieme. Per il resto, sai perfettamente come la penso, dopo le nostre infinite e piacevoli conversazioni.

E, sia ben chiaro, non sei e non sarai mai un uomo di merda. Neppure se ti impegni per esserlo. Fattene una ragione! :) 

Tu sei e rimarrai nel mio cuore. Mi hai dato il benvenuto da queste parti, e se sono ancora qui è anche grazie a te.  

Mi mancherai super cole, fa' che questa "vacanza" non duri troppo a lungo. 

 

 

Avatar di ConfusissimaConfusissima alle 15:52 del 07-09-2017

Wow!

Avatar di AxelAxel alle 18:18 del 07-09-2017

lo siento. espero que todo se arregle.

Avatar di OldJoeOldJoe alle 18:45 del 07-09-2017
ORPOLINA!

Sono rimasto incollato allo schermo finché non sono arrivato giù, all'ultima parola... "abbandona", hai infilato una mano in gola percorrendo l'esofago lo stomaco il tratto digerente e poi hai afferrato e tirato fuori tutto, come un guanto rivoltato, senza pudore, senza nascondere nulla, nessun velo nessuna censura, niente è troppo raccapricciante intimo o personale, stai marcendo nella salamoia dei sensi di colpa, esponendoti al pubblico ludibrio, alla riprensione alla condanna sperando di trovare un po di conforto nel biasimo di chi legge, una "giusta" punizione che speri compensi quella voglia da pazzi inespressa, di riavvolgere tutto e ritornare ad un attimo prima che succeda... Per abbassare quella mano e non farla scattare come una molla, dissipando quell'energia cinetica che è in tensione da chissà quanto tempo.

quello che è successo é grave, anche se... Non potrò  essere di certo io a scagliare la prima pietra, e non sarò io a renderti le cose più facili, ma una domanda vorrei farla, non ti sei mai arreso in tutti questi anni... Perché?

 

"Nel cratere Yökull dello Snaeffels che l'ombra dello Scartaris tocca alle calende di luglio, scendi, coraggioso viaggiatore, e raggiungerai il centro della terra. Ciò che feci. Arne Saknussem"

È questo che tentiamo tutti quando guardiamo gli occhi di una donna, raggiungere il suo centro, cole... Hai solo smarrito la strada.

P. S.  Predico bene...

 

Avatar di gagenoregagenore alle 19:34 del 07-09-2017

Ciao Coleridge, ho letto tutto d'un fiato e non mi sento di colpevolizzarti per quello schiaffo. Credo che tu sia stato portato all'esasperazione;  è vero che un uomo non dovrebbe mai  alzare le mani su una donna, ma è altrettanto vero il contrario.

Ora, io comprendo che in una coppia ci possano essere discussioni anche molto accese, posso anche capire che, in qualche caso, si arrivi agli insulti, ma agli sputi no: trovo che sia un gesto di disprezzo gravissimo e, probabilmente, anch'io avrei reagito come hai fatto tu.

Da quello che scrivi, mi hai sempre dato l'idea che tu e Laura abbiate entrambi caratteri molto sanguigni e che un certo stato "di tensione" fosse una costante nel vostro rapporto. Però, quello che racconti qui va molto al di là di questo.

Forse sbaglierò, ma nelle esternazioni di Laura ho letto l'intenzione, più o meno consapevole, di colpirti nel profondo, come se volesse farti pagare qualcosa di molto più grave dei normali risentimenti che possono nascere all'interno di una coppia.

Ti auguro di ritrovare presto la serenità necessaria per perdonarti.

Avatar di InquietaMenteInquietaMente alle 21:50 del 07-09-2017

Non capisco...un "uomo" manda la moglie all'ospedale e voi tutti lo consolate? Questa discussione è surreale, sono allibita😕

Avatar di AnonimoAnonimo alle 21:56 del 07-09-2017
schifo

Schifo.

Avatar di AnonimoAnonimo alle 23:40 del 07-09-2017

Che schifo ti farei marcire in galera

Avatar di AnonimoAnonimo alle 15:47 del 08-09-2017

Una sberla non può essere giustificata. Una sberla può però essere capita e perdonata..... non da me o da tutti quelli che hanno letto il tuo scritto ma da chi l ha ricevuta. Io spero che tua moglie sia in grado di capire e riconoscere, facendo anche e soprattutto un autocritica, che la tua non è stata cattiveria o malignità ma un esasperazione. Si perché il suo modo di parlarti e comportarsi ha realmente esasperato la situazione causando il danno. Esasperante il suo abbandono al ristorante( cazzo deve propio odiare tua madre) esasperante il tono d accusa per la masturbazione, esasperanti gli sputi e le aggressioni verbali ripetute. Insomma spero davvero davvero che sia intelligente per capire che anche l essere umano più tranquillo e buono portato all esasperazione potrebbe avere una reazione incontrollata.

Spero tu possa perdonarti .

Un abbraccio. 

Avatar di dariodario alle 16:58 del 08-09-2017

Anonimo alle 21:56 

 

Concordo con te,effettivamente è un'azione totalmente ingiustificabile,francamente con tutta l'irrazionalità e le invenzioni delle donne durante le litigate le mani vanne tenute sempre al loro posto.

Ma si sa,le azioni vengono giudicate in base a chi le compie,mi stupisco delle donne che hanno commentato,per un troia muovono mari e monti,per uno che alza le mani,''non mi sento di colpevolizzarti'',se questo è il metro di misura poi non venite a rompere per femminicidi o violenza domestica....

Avatar di christian1992christian1992 alle 17:03 del 08-09-2017

Concordo con Christian...ma scherziamo? Sfogante, quando tua moglie dà di matto apri la porta ed esci. E tieni le mani a posto. 

Ma robe da pazzi😕 

Avatar di SchisandraSchisandra alle 17:31 del 08-09-2017

Cristian, sappiamo tutti che non è un bel gesto. E, in primis, lo sa Cole. Ma riesci ad immaginare cosa può significare subire che una donna ti alzi le mani e (peggio) ti sputi? E questo per tanti tanti anni? Eh su! Chiunque a un certo punto non ce la fa più a "contenere"! 

Avatar di ConfusissimaConfusissima alle 17:38 del 08-09-2017

Beh... Devo ammettere che almeno christian firma il suo commento, l'argomento che propone non è peregrino, però è giusto fare i dovuti distinguo... ... Io credo che mi fermerò quí... Si rischia solo di dire un mucchio di banalità... Chiudo con un ultimo pensiero... Penso che il giorno prima del fatto coleridge avrebbe sottoscritto in pieno ciò che ha scritto christian, ma è successo, giustificabile? Condannabile? Biasimevole?comprensibile?  Io so solo che non doveva succedere ... Ma é successo... Questo cambia l'essenza di una persona?  

Avatar di gagenoregagenore alle 17:54 del 08-09-2017

Io le robe da matti invece le trovo nei vostri commenti...qua non stiamo parlando di un uomo che  molla sberloni  così a cazzum perché la moglie è andata al supermercato con la gonna corta o perché ubriaco e dopo si pente per tornare a rifarlo il giorno dopo. Qui si parla di un uomo che ha SBAGLIATO e su questo non ci piove e non si discute, che è lui il primo a saperlo e che al 100% porterà con se questo errore per tutta la sua esistenza. Femminicidio?, violenza domestica?? Ma per favore!!! 

Avatar di dariodario alle 17:56 del 08-09-2017

Confusissima guarda che non gli fai un favore così, anzi. È ancora più grave la cosa, vista in base alle tue giustificazioni. Se io "da tanti tanti tanti anni" resto con una donna che mi picchia sistematicamente, a meno di  non essere completamente rincoglionito, sono cosciente che prima o poi finirà male, e molto. Messa così non ha neanche la scusa dell'attimo di follia congiunturale: mia moglie mi ha aggredito, ed io ho avuto una reazione spropositata e violenta. Questa è una cosa ben più grave. 

Avatar di SchisandraSchisandra alle 17:57 del 08-09-2017
Favore? Scusa cara, credevo fossimo in un forum dove ognuno (come te, ad esempio) è libero di esprimere la propria opinione

Ah Schisandra, quindi per una tantum (traduzione letterale) sì, se uno le prende a palla da sempre no? Corretto?

Sì schisandra, sì. 

Avatar di ConfusissimaConfusissima alle 18:06 del 08-09-2017

Quando Giuliani volle spiaccicare Placanica con l'estintore, questi lo fece secco con un colpo di pistola. Fu assolto per legittima difesa. Ugualmente se una belva attacca un uomo e  questi reagisce si tratta di legittima difesa. Coleridge assolto.

Avatar di SferzaSferza alle 18:07 del 08-09-2017

Non capisco alcune cose: tua moglie è violenta. A parte separarvi,invece di restare tanti anni a prendere botte,in attesa del giorno in cui restituirgliele,cos'hai fatto per risolvere?Avete figli,non hai pensato al loro bene,a dargli un ambiente dignitoso in cui vivere?loro in questi anni vedevano la madre che ti picchiava,chissa quante volte avranno pensato "questi si ammazzano

ma perché restavi lì a prendere botte?aspettavi la tragedia?sai che sei ancora in tempo e potrebbe capitare di peggio?

 Perché questo dovrebbe essere un episodio isolato e non l'inizio di una tragedia?tua moglie da domani si calmerà di colpo?

Avatar di AnonimoAnonimo alle 18:13 del 08-09-2017

le cose da dire sarebbero tante. dico la prima:

si deve stare attenti alle donne affinché non bevano troppo. e voi vi siete scolati una bottiglia di bianco a sciaquo (senza cibo). non dovresti incoraggiare tua moglie a bere.

Avatar di OldJoeOldJoe alle 18:37 del 08-09-2017

sciacquo

 

Avatar di OldJoeOldJoe alle 18:39 del 08-09-2017

Old dimmi che le cose che hai da dire non sono in ordine d importanza!

Avatar di dariodario alle 18:46 del 08-09-2017

Personalmente, leggendo  questi spezzoni del racconto di @Coleridge, sempre considerando che è una singola campana, ritengo la sua sberla una reazione impulsiva dovuta alle estenuanti e continue aggressioni della moglie. Anche se credo che le reazioni aggressive e manesche della moglie non dovevano essere accettate fin dall'inizio (a volte sopportare è sbagliato). 

" c'è questo tuo modo di porti così fisico così... da porco. Non ci sto e le chiedo se non sia impazzita. Non sto contribuendo a calmare le acque e questo ha su di lei il solito effetto. Urla, si avvicina, agita le mani. Usa le mani. Un colpo in testa. Siamo alle solite ma io sono esasperato. Le prendo le braccia, gliele metto dietro la schiena e la avviso, a brutto muso, di mettere in atto quello che da tempo minaccio di fare. Laura io un giorno ti darò un ceffone, uno solo, ma te lo ricorderai per un bel pezzo. Devi tenere le mani a posto

 Sbraita. Urla. Non si dà pace. E quando arriviamo al parcheggio di nuovo diventa manesca.

 La discussione riprende più virulenta di prima e lei è già entrata in modalità Super Sayian. Strabuzza gli occhi, urla, mi sputa addosso. Faccio quello che mi è già capitato di fare in situazioni del genere, ossia mi chiudo in bagno per far abbassare la temperatura. Lei va fuori di testa. Mi da' del vigliacco, pesca a piene mani da tutto il repertorio di insulti a cui è in grado di accedere. Io aspetto che si calmino le acque ed esco. Le acque non si erano affatto calmate. Si torna di nuovo alle mani.

Perché guardare solo al ceffone dato da Coleridge  e non considerare l'atteggiamento della moglie? Ecco perché non colpevolizzo Coleridge e contemporaneamente non giustifico nessuno dei due. 

 

Avatar di SiLaDoMaQuiNoSiLaDoMaQuiNo alle 19:16 del 08-09-2017

Confusissima non mi attribuire cose che non ho mai detto. Infatti non ho mai detto che picchiare la moglie una tantum sia accettabile, e non lo penso affatto. Ho detto che quanto da te affermato per difenderlo rende la colpa dello sfogante ancora più seria. 

Non credo sia stato legato mani e piedi alla sedia in casa, poteva andarsene ed evitare l'esacerbarsi di una situazione che, tra l'altro, potrebbe essere l'inizio di una tragedia.

Avatar di SchisandraSchisandra alle 19:18 del 08-09-2017

 Caro Cole ti scrivo , ti scrivo di come Queste tue righe  abbiano riacceso i riflettori sul mio matrimonio finito , e del perché sia finito ! Quella voglia di problematizzare , anche in una situazione perfetta , le cinque tavolino vista mare , vino di qualità , non sono bastate a non farla

esplodere . La mia ex moglie era così , quando mi sono deciso a guardarla per quello che era realmente , e cioè una rompicoglioni incontentabile , ho fatto i conti con una realtà differente , al di là del desiderio che il solo guardarle la schiena mi provocava, al di là degli anni passati insieme . mi sono limitato al presente , a valutare obiettivamente. Anche lei , non reggeva il vino ( sopratutto quello bianco ), la rendevano cattiva e

manesca , solo ed esclusivamente con me !!! Non reggeva ma non se ne accorgeva , arrivando ad umiliare ed umiliarsi , gratuitamente . La sberla che le hai dato , spero chiuda il capitolo e non la storia , non è stato un bel gesto , ma hai perso il controllo mentre lei per prima , ti ha aggredito . Pensa a quello che dovresti fare perché non accada più , fallo in maniera obiettiva, e compi le tue scelte da uomo quale sei ! Su la testa Cole ! Su la testa ! Un abbraccio e in bocca al lupo , a tutti e

due ! 

Avatar di BorromeoBorromeo alle 19:21 del 08-09-2017
Pdv

Schisandra, credevo di aver letto che se fosse stato un unico episodio, la reazione di cole si potesse leggere come "un attimo di follia congiunturale", e quindi meno grave. 

Sai che c'è? La penso esattamente all'opposto. 

 

Avatar di ConfusissimaConfusissima alle 19:28 del 08-09-2017

Io intanto esprimo la mia solidarietà alla moglie dello sfogante e spero si possa rimettere molto presto e trovare la serenità lontano da lui.  Il dolore all'orecchio dev'essere stato lancinante, e la rottura del timpano provoca una riduzione dell'udito.

Nessuna donna dovrebbe vivere un'esperienza del genere.

Avatar di SchisandraSchisandra alle 20:11 del 08-09-2017

@Christian, anche se non mi hai nominata, mi sento chiamata in causa perché la frase "non mi sento di colpevolizzarti" è mia. Potrei risponderti semplicemente invitandoti a rileggere i commenti di Dario delle 16:58 e di Silado delle 19:16 che condivido totalmente.

In più aggiungo che, per me, una qualsiasi azione va sempre contestualizzata; per spiegarmi meglio ti faccio un esempio estremo. Alla domanda: "E' sbagliato uccidere una persona?" tutti noi risponderemmo di sì. Ma se la domanda fosse: "E' sbagliato uccidere una persona che minaccia di morte un tuo caro?" credo che per molti la risposta cambierebbe, perlomeno cambierebbe per me.

Allo stesso modo, sempre secondo me, non ci si può limitare a condannare l'azione sbagliata di Coleridge senza considerare minimamente  tutto quello che è successo prima.

E continuo a ritenere che un "troia" scritto ad una sconosciuta su internet, sia più grave di uno schiaffo dato in un momento di esasperazione: innanzi tutto Coleridge sta malissimo per quello che è successo; chi agisce come te, invece, oltre a non fare la minima autocritica, si fa portavoce di un pensiero maschilista in base al quale una donna, che non rientra nei vostri canoni di comportamento morale, sia una zoccola che merita di essere trattata come spazzatura.

Avatar di InquietaMenteInquietaMente alle 20:12 del 08-09-2017

 Quoto inquieta.

 Mi unisco a Borromeo: su la testa Cole!!  Su la testa.

Avatar di dariodario alle 20:20 del 08-09-2017

@ InquietaMente: christian1992 provoca come al solito con l'uscita sui femminicidi, ma rifletti ancora un attimo: sfondare un timpano a qualcuno è meno grave di un insulto su Internet? Capisco che conosci Cole e non hai motivo di empatizzare con la moglie, ma questa è un'esagerazione.

Inoltre non vorrei infilare il dito nella piaga, ma la dinamica dei fatti non mi convince. Per sfondare un timpano bisogna esercitare sul canale auricolare un discreto quantitativo di aria compressa: ipotizzando che la moglie sia più bassa di lui, che in quel momento fossero entrambi in piedi uno di fronte all'altra e che il ceffone fosse diretto allo zigomo solo le punte delle dita avrebbero dovuto toccare l'orecchio. Se l'aria ha una via di fuga e passa tra le dita non è compressa, quindi ragionevolmente non causa danno. Per causare una pressione adeguata bisogna colpire con la parte prossimale (quella più vicina al palmo) delle dita -che devono essere unite - o ancora meglio con il palmo stesso: provate a colpirvi leggermente il canale auricolare con la punta delle dita, la parte inferiore di esse e il palmo, sentite quando fa più male.

Cole l'ha scritto, mentre colpiva la moglie pensava all'orecchio; per me la sberla era proprio indirizzata ad esso, inconsciamente o meno; e se è difficile ammettere di aver compiuto un atto del genere è ancora più difficile scendere a patti con il fatto di aver agito nel modo più "devastante" possibile volontariamente, per infierire il maggior quantitativo di dolore possibile.

Avatar di KintsugiKintsugi alle 01:34 del 09-09-2017

analisi ceffonologica molto ardita. la rottura del timpano è la conseguenza più classica di uno schiaffo. non c'è da studiarci tanto.

Avatar di OldJoeOldJoe alle 02:53 del 09-09-2017

@OldJoe: Certo, è la conseguenza più classica di uno schiaffo che colpisce l'orecchio. Puoi schiaffeggiare una persona sul viso quanto ti pare, stai tranquillo che il timpano non glielo rompi.

Avatar di KintsugiKintsugi alle 04:53 del 09-09-2017
Quanto parlare a vanvera

Questa discussione sta diventando sempre più surreale. Siamo arrivati al punto  della  "analisi ceffonologica". Adesso Kintsugi si calerà nei panni di Bruno Vespa e ci farà vedere un bel plastico della scena del delitto stile Cogne.

Avatar di SferzaSferza alle 06:47 del 09-09-2017
poi che strano...

A parte gli anonimi e Christian, che non fanno testo, Kintsugi e Schisandra sono gli unici utenti che danno addosso a Coleridge. Che strano... e mi riallaccio allo sfogo dell'amante giovane. Due teste e una mano oppure una testa due mani?

Avatar di SferzaSferza alle 07:03 del 09-09-2017

Sferza fai il  bravo su...  Già il fatto che quí (come in altri sfoghi) si sia formata una "giuria popolare" con tanto di tesi accusatoria o difensiva dove stabilire se limputato è reo o innocente mi fa venire nausea (me compreso), chi scrive pensate davvero che abbia bisogno di avere da noi patenti di liceità sull'etica di un determinato comportamento? Considerato che nella nostra scalcagnata ed improbabile compagine di "fulminati" assidui frequentatori del sito, cole ha ricevuto quasi sempre consensi e simpatie, lui poteva anche non scrivere, poteva tenersi tutto dentro, oppure poteva risparmiare certi particolari... Ma secondo voi l'ha fatto perché non sapeva cosa è giusto o sbagliato?

In realtà  non lo so neanch'io perché ha scritto, so solo che in pochi hanno provato a sbirciare dietro il sipario, ma davvero voi tutti dando limprimatur di giusto o sbagliato vi sentite soddisfatti?

Situazioni di violenza familiare io le ho vissute da figlio... Le urla parossistiche la violenza mani che stringono intorno ad un collo la polizia che viene a casa, la vergogna di alzare lo sguardo con i vicini, ho passato qualche decennio della mia vita a detestare mio padre e sperare che morisse, ora lo vedo rincoglionito dall'alzheimer non si ricorda niente di 5 minuti prima, ma tutto della sua vita passata,  e parla parla parla... E scopro cose che non sapevo... Beh vi dico che non lo odio più, è diventato santo?  No davvero... Ma vi assicuro che è difficile non instristirsi dopo aver saputo della sua vita, finitela di fare i saccenti presuntuosi... Anzi finiamola...  Non siamo giudici non sappiamo un tubo della vita delle persone.

Avatar di gagenoregagenore alle 09:03 del 09-09-2017

@ Sferza: ooh si, ma più che un modellino proporrei una ricostruzione della dinamica dei fatti recitata da alcuni attori, un po' come nei programmi crime. Per questa cosa di Schisandra non so che dirti, te la sei messa in testa da solo ed eventualmente da solo te la leverai.

 

Vorrei chiarire una cosa però: io non ce l'ho con Coleridge e non ho motivo di accanirmi contro di lui, ciò non toglie che sia mio diritto farmi delle domande e -perchè no?- mettere in dubbio uno sfogo/sfogante.

Il mio primo commento è stato piuttosto neutro, ho solo detto che per il bene di entrambi forse sarebbe meglio se si separassero, il secondo invece è un'elaborazione in seguito alla rilettura dello sfogo derivata da un semplice principio logico: do uno schiaffo al viso= faccio male al viso, do uno schiaffo all'orecchio=faccio male all'orecchio. Un timpano non si sfonda per danno diretto della mano che lo tocca e lo rompe, né per propagazione del danno dal viso al meato acustico: l'unico modo per farlo è con una manata sull' orecchio che determina una compressione dell'aria (danno indiretto) oppure con un bel pugno, che però danneggerebbe anche le strutture anatomiche adiacenti (e non è questo il caso). Sull'intenzionalità dell'atto non mi sono sbilanciata, ho scritto "inconsciamente o meno"; il credere ciecamente alla versione di Cole è forse determinato dal fatto che lo conoscete (almeno qui in rete) e magari vi sta anche simpatico, io invece sono iscritta da poco e vi conosco poco, in più tendenzialmente non mi schiero dopo aver ascoltato una sola campana. Con me il "non lo avrebbe mai fatto" non funziona.

Cambiando discorso, Gagenore dice di smetterla di ergerci a giuria e in un certo senso ha ragione: il sito non è nato per questo e la cosa può risultare indelicata, ma la verità è che siamo tutti esseri umani e giudicare è quello che facciamo la maggior parte del tempo, anche se i nostri giudizi feriscono le persone. Se noi non giudicassimo per non turbare gli sfoganti il sito sarebbe pieno di "Hai tradito tua/o moglie/marito? Di sicuro avrai avuto le tue buone ragioni" o "Hai scippato una vecchietta per strada? Immagino che la cosa ti abbia apportato dei benefici..." e via dicendo. Giudicare e agire di conseguenza ci tiene in vita, è il condannare sulla base di una propria presunta superiorità che è sbagliato.

Per ora non ho più niente da dire. 

Avatar di KintsugiKintsugi alle 17:55 del 09-09-2017

@Sferza,gli danno contro solo in due (come gli hanno risposto solo i soliti 4)perchè i pistolotti kilometrici non li legge nessuno.La sintesi  è una delle regole non scritte di internet.

@Inquietantemente non so come una donna(?) possa affermare di preferire un rapporto malato e un compagno violento che durante una discussione ti manda all'ospedale,piuttosto che rimediare un insulto su internet da uno sconosciuto in un altro paese.

La reazione degli utenti con cui  Coleridge  diventato "amico" (non lo avranno neanche mai visto Dal vivo)è sorprendente e illuminante sui rapporti che si creano online.Sono rapporti falsati,idealizzati,fantasticati,dove gente insoddisfatta riversa tutte le aspettative che non riesce a realizzare concretamente.Nessuno degli "amici"ha speso mezza parola per lo stato della moglie!Magari adesso sta male o ha rimediato un altro ceffone...ma no,il buon Coleridge non farebbe male a una mosca.Garantito.

Avatar di AnonimoAnonimo alle 09:12 del 10-09-2017

@Coleridge,mi permetto di dirti due parole.Hai scritto qualcosa di molto grave,che illustra un episodio punibile dalla legge.L'hai scritto al solito romanzandolo e arricchendolo di metafore inquietanti (la moglie in modalità super Sayan...really?I cartoni animati?Per un episodio di violenza domestica fra due coniugi over50,così grave,in cui prendi la mira coscientemente per non renderla sorda invece di andartene,dato che sai cosa sta per succedere?).

Io non ti credo.

sarebbero anni che vivi quest'inferno in casa ? Che vieni picchiato e umiliato?Non fai nulla per risolvere da anni E passi le giornate qui a scrivere pistolotti? 

Sei un pagliaccio. La violenza sulle donne è inaccettabile, mettetevelo bene in testa TUTTI.

Avatar di AnonimoAnonimo alle 09:21 del 10-09-2017

per Colerige e signora

un canzone

Milady

roberto vecchioni 

Avatar di marialucemarialuce alle 13:03 del 10-09-2017
marialuce

bella canzone. approvo. grande.

milady non lasciarmi mai...

Avatar di OldJoeOldJoe alle 17:00 del 10-09-2017

io lo sapevo che degenerava la cosa, esporre la propria vita a persone che leggono frettolosamente e precostituiscono un giudizio... anzi no un verdetto, la sfogante non crede ad alcuni particolari della storia, però crede a tutto il resto, dicendo bellamente "non ti credo"... gli da del bugiardo, del mistificatore, poi ne ha anche per noi... non giudicando tanto il pensiero espresso ma il fatto che siamo disadattati che vivono la loro vita falsa sul web (questo non l'ha detto, ma uso la sua stessa fantasia) per la qual cosa quale fiducia o credibilità possiamo avere? qualsiasi cosa diciamo non è vera... ah a quanto pare però lei i pistolotti fiume li ha letti e come, quindi non è vero che non li legge nessuno... amenochè lei sia nessuno, ma questo post non è diretto a chi non vuol ascoltare ma a cole, sta cosa non la dovevi scrivere in pubblico, o comunque dovevi eleggerti delle/dei confidenti e dirlo in privato, non va bene farsi denigrare così... da chi non conosce "tutto!".

su una cosa però ha ragione, ciò che è successo è configurabile come reato, in caso di lesioni gravi/gravissime si procede d'ufficio, ma questo non è il mio mestiere.

Avatar di gagenoregagenore alle 18:05 del 10-09-2017
Ok, ci ho provato, ma non ci riesco

Ieri, dopo l'intervento di gagenore, avevo deciso di non commentare più questo sfogo: ha ragione a scrivere che non sappiamo un tubo della vita degli altri e davvero qui si sta creando un clima da salotto televisivo che mi sta nauseando, ma che ciò che ho scritto venga così palesemente distorto dall'anonimo delle 9.12 non lo accetto. Perciò chiarirò di nuovo il concetto, sperando che questa volta venga finalmente compreso.

@Kintsugi 

sfondare un timpano a qualcuno è meno grave di un insulto su Internet?   

Tu continui a non contestualizzare concentrandoti solo sullo schiaffo: nessuno ha scritto che Coleridge ha fatto bene, ci mancherebbe altro, ma qui si sta parlando di un unico episodio, accaduto in un matrimonio ventennale, all'interno del quale, a quanto ci è dato di capire, la moglie aveva alzato le mani, insultato e sputato addosso al marito in più occasioni.

Con la frase continuo a ritenere che un "troia" scritto ad una sconosciuta su internet, sia più grave di uno schiaffo dato in un momento di esasperazione intendevo dire che sono più propensa a capire una persona che sbaglia una volta, dopo essere stata provocata in tutti i modi, piuttosto che coloro che insultano, ogni volta che si presenta l'occasione, delle sconosciute perché non hanno argomenti con cui confrontarsi o solo per sfogare la propria frustrazione.

@Anonim* 

non so come una donna(?) possa affermare di preferire un rapporto malato e un compagno violento che durante una discussione ti manda all'ospedale,piuttosto che rimediare un insulto su internet da uno sconosciuto in un altro paese.

Quando avrei scritto questo? Non discuto sul fatto che il loro rapporto abbia dei problemi, ma non credo sia lui il violento fra i due. Per l'ennesima volta: né io né nessun altro abbiamo giustificato lo schiaffo, ma abbiamo cercato di valutare la situazione in tutto il suo insieme considerando i precedenti e il contesto in cui si è verificata.

Non giustificherei mai una persona violenta, né uomo né donna, ma se per guadagnarsi questa patente basta un singolo errore non so quanti di noi possano essere considerati nonviolenti. 

Detto questo, beati voi che non avate mai sbagliato in vita vostra!

Per quanto riguarda il presunto rapporto di amicizia falsato e idealizzato che alcuni di noi avrebbero con Coleridge, almeno da parte mia, devo smentire: non ho mai parlato con lui in privato, quindi tutto quello che so di lui lo puoi leggere anche tu. La mia opinione su di lui me la sono fatta attraverso i suoi sfoghi e i suoi commenti e, per natura, sono una persona che difficilmente idealizza gli altri.

Avatar di InquietaMenteInquietaMente alle 19:34 del 10-09-2017

In questi giorni ho preferito il silenzio perché non sapevo cosa scrivere a Coleridge. La parte di me, sposata ad una donna per alcuni versi "problematica", mi porterebbe ad essere solidale con lui, l'altra parte, totalmente"non violenta" mi spingerebbe a biasimare il suo gesto. 

Alla fine ho individuato nelle parole di Inquietamente, soprattutto in questo suo ultimo commento, la "quadra" che più mi si addice. Grazie Inquieta.

Coleridge, auguri a tutti e due, che dopo questo uragano possa esserci una miracolosa rinascita. 

 

 

Avatar di SoldatojokerSoldatojoker alle 20:04 del 10-09-2017

old joe 

grazie

credo che questa canzone in qualche modo rappresenti cosa vuol dire non riuscire a fare a meno di una persona, nonostante tutto

ogni tanto tendo ad "appiccicare"una canzone, un libro, un fil o una soria ad eventi di vita

e amo la musica, che tante volte mi hatto compagnia nella vita e ammiro chi ama la bella musica

mi associo agli auguri di soldato 

Avatar di marialucemarialuce alle 20:30 del 10-09-2017

sono più propensa a capire una persona che sbaglia una volta, dopo essere stata provocata in tutti i modi, piuttosto che coloro che insultano, ogni volta che si presenta l'occasione, delle sconosciute perché non hanno argomenti con cui confrontarsi o solo per sfogare la propria frustrazione.

rompere un timpano anche mezza volta (che ne sai poi che sia così,dici tu stesso che non possiamo sapere i fatti)è più grave di insultare. Infatti il primo è un crimine che viene punito con l'arresto e la detenzione. Qui si vaneggia.

Avatar di AnonimoAnonimo alle 22:44 del 10-09-2017

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