Lun

07

Ott

2019

Paura di restare solo

Sfogo di Avatar di TheScientistTheScientist | Categoria: Altro

I giorni passano e la sua malattia progredisce.
I medici non mi aiutano a capire come peggioreranno le cose. Io ho paura. Tanta paura.
Dei giorni sembra sia in punto di morte, dei giorni sembra stare meglio di me. Il non capire per me è letale. Come posso rendermi utile se non capisco cosa sta succedendo? Non ho più la forza di continuare, inizia a scivolarmi tutto addosso..la badante è scappata, non se ne trova un'altra e sapete cosa? Non ho più nemmeno la voglia di cercarne una..vado avanti e indietro da lavoro per darle da mangiare quando serve e tutto questo mi sta distruggendo..lei conta su di me ma tutto questo mi sta schiacciando..come si fa a deludere una persona che sta morendo? Io non ho più la volontà di alzarmi dal letto alla mattina ma ho un lavoro che mi aspetta. Alla sera non voglio più tornare a casa ma ho una persona che mi aspetta. Non vedo un traguardo, non vedo una fine..tutto questo mi schiaccerà e a cosa sarà servito? Sto donando qualche giorno in più ad una persona che un futuro non ce l'ha. Com'è possibile che nessuno capisca che anche io ho bisogno di aiuto? Com'è possibile che le persone oggi si soffermino solo alla maschera che uno porta? E sapere che tutto questo distruggermi mi condurrà comunque alla solitudine mi spaventa. Io sono timido. Io non riesco a legare con le persone perchè non mi sento capito. Mi sento solo ma sono consapevole che dovrò affrontare una solitudine ancora più profonda. Lei morirà. Ne sono consapevole. Io sarò solo.
Ho paura che non ci sia più nessuno in questo mondo che sappia tenermi a galla e io non so più nuotare.

8 commenti

Ciao carissimo. Difficile per chiunque fare i conti con la verità di quanto dici. Difficile qui, figurati per tutti i tuoi conoscenti che non sanno che fare e hanno paura di venire coinvolti in un destino che può solo ferire nel profondo. È ovvio consigliati di cercare di non restare solo, di farti una vita ma so che ti è impossibile. Non solo per lei che ti cerca e ha bisogno di te, ma anche le persone hanno paura di stare vicino a una persona che vede il dolore ogni giorno. Forse il tuo destino è anche peggiore di quello della tua ragazza perché tu dovrai continuare a vivere ma col peso di aver visto il dolore e la solitudine. Mi dispiace veramente tanto. Se vuoi una mia opinione, secondo me, quando non avrai più questa responsabilità dovrai cercare di fuggire dal posto in cui vivi. Anche quando lei sarà morta il giudizio degli altri (perché se con te non parlano tra di loro si) ti inseguirà per sempre e ti condizionerà, condannandoli a rimanere ancora invischiato nella solitudine. Comincia a pensarci adesso... Un abbraccio fortissimo

Avatar di AnonimoAnonimo alle 18:50 del 07-10-2019

Non puoi e non devi affrontare questo momento da solo. Parlane con un buon psicologo, saprà come aiutarti a superare prima questa malattia e poi il dolore del lutto. Miraccomando, nessun uomo è un isola, meno che mai in  questo momento.Affidati però anche tu con fiducia all esterno, chiedi aiuto con la stessa spontaneità con cui lo hai chiesto qui. Forza e coraggio, non resterai solo, saprai rifarti una vita e cavartela anche dopo questa brutta situazione, un abbraccio e scrivi ancora anche qui se ti fa stare bene❤️

Avatar di AnonimoAnonimo alle 19:16 del 07-10-2019
ti capisco

e ti abbraccio, non sei solo, è molto dura ma passera'  anche questa..

 

Avatar di AnonimoAnonimo alle 19:23 del 07-10-2019

ma i servizi sociali niente? sono merde come quelli della mia città?

Avatar di OldJoeOldJoe alle 19:23 del 07-10-2019

Quello che stai vivendo è dolorosissimo, ma la tua scelta di dedicarti a lei per i giorni che le rimangono è meravigliosa. Hai un coraggio stupendo, molti avrebbero abbandonato la nave. Non posso credere che una persona capace di questi gesti resterà sola, non c'è timidezza che regga davanti a tanta bellezza. Dici che non ti senti capito dalle persone. Chi può capire pienamente quello che vive un'altra persona? Nessuno secondo me può sentire quello che senti tu e dopo quello che stai vivendo ti capiranno anche meno, non vuol dire che non possano accettarti e accoglierti lo stesso. Coraggio! Un terapista forse ti può aiutare a rimettere insieme i pezzi

Avatar di AnonimoAnonimo alle 22:11 del 07-10-2019

È tutto normale... È una forma di difesa, la sofferenza trasforma in piccoli indifesi, un po cattivi, egoisti, anzi vorresti diventare duro come il ferro, anzi no come l'acciaio inossidabile, senza graffi, scalfiture, tracce di ruggine o impronte, inattaccabile da ogni cosa, da ogni pensiero od emozione, fare tutto quel che c'è da fare come un automa, senza brividi, senza esitazioni, senza lacrime... Ci si chiude a tutto ed a tutti, e si lascia spazio alla paura, all'irrazionale, ai timori più ingenui.

È vero, questo percorso ha un solo esito possibile, ed è altrettanto vero che non puoi sopportare tutto da solo, è impossibile, sono genitore, e non capisco come sia possibile che possano soffrire da lontano, attaccati a sto cavolo di telefono ed esigi che ti vengano ad aiutare, parlo dei genitori di lei, non parlo tanto di aiuto pratico, quanto aiuto a portare tutta questa tristezza. 

Avatar di AnonimoAnonimo alle 22:30 del 07-10-2019

Ma sant'iddio, non puoi logorarti così. Cercane un'altra di badante, non puoi fare avanti e indietro per darle da mangiare, per quanto tu possa amarla e lei possa avere bisogno di te, non devi fare tutto da solo. OldJoe mi ha fatto venire in mente che i servizi sociali potrebbero mandarti qualcuno a darti una mano (certo, i tempi non saranno celeri ma provaci!)

" Com'è possibile che nessuno capisca che anche io ho bisogno di aiuto?" 

A volte non lo si capisce, a volte non lo si vuole capire per menefreghismo, altre volte non si dice nulla per non essere invadenti. Fatti avanti tu, a volte un aiuto bisogna chiederlo esplicitamente, o pratico o psicologico, è un peso troppo grande da portare da soli.

 

Avatar di XyzXyz alle 01:08 del 08-10-2019
Mi hai fatto tornare in mente

Il.mio periodo triste,quello in cui ho dovuto lottare per guardare in faccia  la sofferenza e la morte come liberazione da essa.3 mesi d'inferno ,in cui  vedi soffrire e sai già come andrà a finire,3 mesi di finzione ,di pianti repressi in presenza altrui,3 mesi di pianto ininterrotto nei momenti in cui ero sola.Il giorno del funerale non avevo più lacrime,le avevo già versate tutte.Una lotta interiore tra il voler fuggire e l'agire per rendere meno doloroso il percorso verso la morte ,fare tutto il possibile per non far capire nulla alla persona a cui stai dicendo addio ,fingere che vada tutto bene mentre sprofondi nell'abisso ,sprofondare però non vuol dire perdersi .Quando tutto è finito ,col tempo dal quell abisso sono risalita ,perché noi non abbiamo colpe di quello che accade ,dobbiamo solo decidere se essere spettatori o agire nel momento del bisogno.

Avatar di AnonimoAnonimo alle 02:36 del 08-10-2019

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