Nimoe
Lun
24
Giu
2019
Senza Titolo
Ho paura.
La stanchezza, il lavoro, le gratificazioni, la bellezza del mondo intorno a me cedono il passo alla più profonda angoscia, quando ogni giorno vedo il sorriso di mia madre e di mio padre.
Un giorno sarò costretta a cercare quel sorriso su foto stropicciate. Cercherò quelle care voci nelle registrazioni metalliche dei video, accarezzerò lo schermo cercando di raggiungere le loro mani.
Non posso impedirmi di immaginare mio padre steso su quel letto, le rigide dita intrecciate al rosario, il viso cereo. Immobile, freddo, sordo ai miei richiami. Non avrò più nessuno da chiamare "papà". Nessuno coltiverà più i bellissimi fiori del nostro giardino, nessuno si alzerà presto per curare l'orto e il frutteto con amore. Al mattino il suo cane andrà ad aspettarlo davanti al portone di casa, come ha sempre fatto, ma mio padre non uscirà mai più e non gli scompiglierà il pelo con una carezza. Nessuno verrà più a darmi un bacio sulla fronte mentre dormo.
Non posso impedirmi di immaginare mia madre stesa su quel letto. Lei, così forte, massiccia, inarrestabile. Anche lei, infine, soccomberà alla morte. "Ogni tanto penso che quando sarò nella tomba e pioverà, sentirò freddo." mi ha detto una volta. Questo pensiero mi distrugge.
Penso a tutte le loro storie e ai loro racconti, alla loro giovinezza, e la mia rabbia e la mia pena ruggiscono e lacerano il mio cuore. Non è giusto! Non è giusto che debbano morire!
Io li amo! Sono la mia famiglia. Vorrei sentire per sempre la loro voce e le loro carezze.
Vi voglio bene, mamma e papà.
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