
Gio
17
Giu
2010
Mia moglie mi odia; dove sto sbagliando?
Mia moglie (22 anni di matrimonio) mi odia perchè quando ci siamo sposati le ho fatto cambiare città (da MI a PV). Fa la casalinga, con il mio lavoro ho sempre provveduto ad offrire alla famiglia uno stile di vita più che soddisfacente, ma per lei penso solo al lavoro.
Forse è vero, il lavoro è la mia evasione dai soliti problemi suoi che negli anni non sono riuscito a risolvere: attacchi di panico ed agorafobia (17 anni), ipocondria (da sempre), morte di madre e sorella (2 anni). Non abbiamo amicizie, perchè non potendo viaggiare per la sua fobia, evita ogni confronto con gli altri. E' convinta che tutti la deridono; anzichè affrontare le situazioni, le evita e si rinchiude in sè stessa. Ovviamente è gelosa se io, al lavoro, ho dei contatti umani con gli altri colleghi ("...ti diverti tutto il giorno!...").
E' umiliante ascoltare tutti i giorni i suoi "pentimenti" e le "furbizie" delle sue compagne di scuola che hanno saputo manipolare i mariti.
Quando si sono manifestati i problemi, dopo 2 anni di matrimonio, abbiamo provato ad andare dai medici (psicologi, ecc.), ma senza risultati.
Sul sesso lasciamo perdere, non mi ricordo neanche più com'è fatta....
Sono stanco...
Ringrazio tutti per i consigli
7 commenti
Concordo
Posso dirti la mia.
Sono stato un marito/padre anche io. Naturalmente non ho mai potuto dire questo alla mia ex... Ma la sensazione opprimente di essere un genitore invece di un marito alla fine ha preso il sopravvento. E ho deciso di mollarla. Non avevo figli, la cosa è stata più facile.
Rimanendo comunque in buoni rapporti con la ex, che nel frattempo ha trovato il mio sostituto... Mi sono ributtato nella vita di relazione. E ho dovuto vedere che a volte anche io replicavo la ricerca del genitore. A modo mio, in modo diverso, meno invadente, ma comunque lo replicavo pure io.
Il problema di un gioco perverso è che una volta che lo hai subìto... Impari a vederlo. E vedere che tu per primo lo fai, è uno shock. Ma nulla è irrecuperabile. Basta volerlo, e avere pazienza. Ho deciso di fare un percorso, per poter finalmente cercare una compagna "vera" e non un surrogato della madre che non avevo mai avuto.
E' una cosa che noto in molte coppie, qualcosa che spesso si manifesta in modo molto sottile, tanto da far sembrare tutto "normale". Ma una volta che hai visto il gioco, non puoi far finta che non esista. Comunque, ognuno ha la vita che si è scelto... E questo non vuol dire che non sia piacevole.
Alla fine quello che ho imparato è che si può uscire da problemi come questo. Ma vanno visti. Notati, compresi. E' la parte più difficile, molti non riescono a farlo perchè si rischia molto in termini di autostima e di equilibrio. Ammettere un'errore simile, soprattutto se viene scimmiottato da tutti (anche da coloro che inconsapevolmente lo commettono) è la prova più dura. Mette in crisi la mente, che deve rendersi conto di non saper fare a vivere, a sostenersi autonomamente, e deve ammettere di essere dipendente, e meschina, a volte.
Ma accogliendo questo stato per ciò che è, cioè un momento di debolezza e di mancanza di informazioni, e di stimoli... Si può partire alla ricerca della forza interiore, delle informazioni mai avute e degli stimoli giusti.
Ma all'inizio di questo percorso c'è sempre una scelta personale, sudata, coraggiosa, un pò pazza, a volte.
Un abbraccio.
Chi รจ mio marito?
Circa 8 anni fa ho conosciuto quello che oggi è mio marito, mi sembrava "magia", e da quel giorno viviamo insieme. Da quel giorno gli ho convertito in un dio per me, l'ho ammirato, qualsiasi cosa che volevo fare chiedevo sempre la sua opinione, io ero diventata lui....
Gli ho aperto tutto il mio cuore, sa tutto di me, la mia vita, le mie paure, i miei sentimenti, le mie sensazioni...tutto!
Per lui ho lasciato il mio paese, la mia grande città, la mia famiglia, i miei amici, le mie abitudini, la mia carriera professionale, la mia vita... Sono venuta all'estero, ad un paesetto piccolo dove la gente è tanto diversa da me, dove la vita è tanto diversa dalla mia... Sono passati circa 8 anni ed ancora non mi sento "a casa"...
Qua mi sento una estranea, incompresa, qua non sono riuscita a trovare un lavoro accettabile, ho buttato la mia carriera, la mia laurea, il mio master... e sono stanca di sentire la gente che mi dice che sono una mantenuta...
Sempre ho detto che non sarei mai diventata una casalinga e che non avrei mai vissuto troppo vicino alla famiglia, non per altro ma per bisogno di sentirmi indipendente. Qua ho dovuto vivere circa 4 anni con i suoceri, chiusa a casa loro aspettando l' arrivo della sera, l' arrivo di mio marito. E adesso vivo accanto a tutta la sua famiglia. Questa casa sembra sia loro e non mia, tutti entrano e la gestiscono come vogliono, e infatti non è mia, solo di mio marito, anche se tanto io come i miei genitori abbiamo messo (e ancora mettiamo) tanti soldi dentro..
Sono una persona molto sensibile, affettuosa, adoro fare delle belle sorprese, fare sorridere la gente....
Ero una ragazza carina, gentile, solare, amavo ballare, uscire, ridere, vivere! Ora ...non so nemmeno chi sono!
Adesso abbiamo un bebe di 5 mesi meraviglioso, buono, simpatico, uno splendore! Ho avuto un parto molto duro, ero stanca bisognosa di coccole, di appoggio.... Da questa nascita mi marito ci evita a tutti e due, non mi guarda, non mi tocca, non mi ascolta... Arriva a casa la sera e pensa ad andare a riposare, a mangiare, a sistemare qualcosa... pur non prendere un po il bebè. Questo è veramente triste ed insopportabile. A volte lo prende, ma per un pò, dopo scappa con qualsiasi scusa. Anche se vado dietro di lui con il bebè, lui ci evita e non solo..
Ho provato a parlare con lui da tutti i modi possibili, ma niente... Voglio capire cosa cè che non va, perchè non è normale, voglio aiutarlo se ha qualche problema... Ma è peggio, perché inizia ad essere aggressivo verbalmente, mi fa sentire uno straccio, mi accusa di tutto senza ragione, mi offende, e pure fa la vittima e mette il muso per diversi giorni...
Sono stanca. Lui non hai mai voluto parlare dei problemi, soprattutto quando c'è dentro lui e meno ancora quando lui è il colpevole. Io ho tanti difetti, ma quando sbaglio so chiedere scusa e provo a risolvere subito il problema. Con lui è impossibile, niente da fare. Se mi vede triste mi gira le spalle e se ne va. Se inizio a parlare non ne vuole sapere, se chiedo come sta, cosa gli succede, chiude il discorso con "niente", e se insisto inizia il calvario... e sempre che c'è da litigare si "risolve" giorni dopo come se niente fosse successo, senza parlare, forse facendomi ridere o qualche stupidaggine così. Dunque tutti i nostri problemi non si risolvono mai, anzi si gravano sempre di più, perché rimangono là, crescono, e non si può parlare...
Io soffro tanto.
Adesso mi chiedo chi è veramente l'uomo che ho sposato, l'uomo che ho fatto diventare un dio per me, l'uomo che sa tutto di me..... Adesso mi rendo conto che non so niente di lui, beh so le cose superficiali, ma quelle importanti che ci sono dentro del suo cuore non le conosco. E' tutto un mistero!
So che dopo la gravidanza ho chili in più, io mi sento brutta, ma che mio marito non mi guardi neanche non mi aiuta affatto. Ma cosa gli ho fatto??? Dopo il parto non solo non ho avuto il suo appoggio ma il contrario, e io ho dovuto stare dietro di lui, chiedendogli continuamente che mi parlasse, che mi spiegasse cosa gli succedeva, perché fuggiva da noi, perché si comportava così... E' duro che appena partorito tuo marito non stia al tuo fianco, ma è ancora più duro che non abbia voglia di stare col suo bebè!!!
E di sesso non ne parliamo, non mi ricordo più cos'è... A me piaceva tanto, ero molto attiva... Con lui non è mai stato un granché.., ma l'amore superava questo... Ma ora niente..
E pure lui è convinto che io sia "matta", egoista, che facciamo sempre quello che voglio io, che sono cattiva.... Beh, veramente matta sto diventando. Ho lasciato tutto per lui, le mie cose, la mia gente, la mia vita... Ho perso la mia personalità, non so più chi sono, cosa mi piace... Passo le giornate chiusa in casa, triste, aspettando qualcosa che non arriva...Dunque ho lasciato il mio paese, la mia bella e grande città per venire a vivere in un paesetto dove mi sento una estranea incompresa. Ho buttato la mia carriera professionale, per diventare una triste casalinga. Ho lasciato la mia sociale per una vita solitaria lontana dei veri amici... Ho un marito che non parla mai dei problemi e se insisto diventa aggressivo, mi manca di rispetto, mi fa sentire in colpa,... Un marito che non mi guarda neanche, e che nemmeno ha tanta voglia di stare col nostro bebè. E pure la sua famiglia accanto!! Mi manca l'aria!!
Mi sento in una strada senza uscita, non so cosa fare, ma sento che non posso più continuare così... Cosa faccio, prendo il mio bebè, e provo a rifarmi una vita, a sentirmi di nuovo viva? Non è giusto per il bebè... Che fare? Continuare a sopportare e fare finta di niente?
Almeno ho il mio bebè, che è la cosa più importante e meravigliosa della mia vita.
COMMENTO
Ti capisco è un grande problema,che però la colpa non la puoi dare tutta a tuo marito,xche se lui lavora torna a casa ha pure i suoi problemi,lo so è dura nella vita x non avere problemi bisognerebbe stare sempre da soli.
Anche mi a moglie non mi sopporta
Credo di ritrovarmi totalmente nell'analisi fatta da aladyah, ,anch'io o un ammogli che mi sembra una bambina.....non lavora..... sta a casa e a mala a pena riesce a gestire le due bambine che abbiamo...cerca sempre la presenza dei suoi genitori che mi hanno avvelenato la vita....il padre padrone ha sempre badato a Lei in tutto e per tutto...e Lei senza di Lui non riesce a stare....poi è gelosa del mio lavoro dei miei successi egurada sempre con invidia e gelosia le altre donne...vorrei mollare ...questa vita mi sta logorando....tengo solo per le figlie...ma non so quanto durerà!!!!
Mia moglie mi critica
continuamente. Soffriva di depressione, poi si è curata. Prima lavirava, ma siccome riesce a stare sui coglioni a tutti si è fatta buttare fuori da i vari posti di lavoro che le avevo procurato. Mi accusa continuamente ribadendo che io sono fissato. La mando a fare in culo con frequenza e l'ho anche invitata a ritornarsene dai suoi. Ma lei di che sono io che debbo andarmente (considerando che il 98% dei mobili e dell'arredamento è mio) si troverebbe con una casa vuota. Mi ha isolato dai miei amici, perché non ama il confronto con le mogli degli altri.
Mi viene voglia d i prenderla a calci nel culo.
ma ditemi se non e' una disgrazziata
lavoro con il pubblico ed alcune gentile donne mi hanno incaricato di dire alla mia moglie che lei e' super furtunata per quanto suo marito e' gentile, bravo ed e' un vero SIGNORE , lei mi respondi con smorfia (non ti conoscono bene)
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quello che ti darò non è un consiglio, ma la soluzione al problema. o almeno la sua spiegazione. se poi vorrai seguirlo, buon per te. ma non credo che lo farai, perchè in genere è una cosa difficile da accettare. soprattutto non saprà accettarlo tua moglie.
ecco, tua moglie è rimasta piccola. è una BAMBINA. il tuo è un caso tipico: lei ha avuto dei problemi precoci, ma non li ha affrontati consapevolmente perchè altri si sono sempre presi cura di lei a livello sia emotivo che fisico, provvedendo al suo "benessere" almeno da un punto di vista pratico. dirai "ma poverina! lei ha avuto dei traumi". anche il bambino del burundi che perde tutta la sua famiglie in una guerra etnica e viene sodomizzato dal prete della missione li ha. ma non può permettere di adagiarvisi, perchè non ha nessuno che si prenda cura di lui. perciò deve necessariamente superarli, o almeno metterli da parte. deve lavorare per mangiare. deve avere una vita sociale per sopravvivere. deve farlo, deve vedere gente, organizzarsi, farsi furbo. non può semplicemente piangere su se stesso e sulla sua malasorte, aspettando che qualche anima caritatevole attui un comportamento genitoriale nei suoi confronti. deve vivere, se no muore. perchè l'alternativa, in questi casi, è morire. e questa alternativa mette il pepe al culo, te lo garantisco.
insomma, traumi precoci (come, ti garantisco, tantissima altra gente, me compresa), quindi fobie, paure ecc... e arrivi tu, marito genitore. sì, perchè tu le fai e le hai sempre fatto da papà. ed è così che lei ti vede: un papà. non un uomo, un marito, ma un papà. che le fa cambiare citta, che tenta di risolverle i problemi, che provvede al suo sostentamento. non mi meraviglio che lei non faccia più l'amore con te, nessuno vorrebbe copulare con i proprio padre. non puoi essere il suo amante, perchè sei il suo papà. e non mi meraviglio nemmeno che lei ti odi, dato che il suo amore nei tuoi confronti (come ogni amore da figlia piccola a padre) non è disinteressato, ma una vera e propria transazione economica. vedi, per quanto possa sembrarti assurdo, l'amore (vero) per il figlio nei confronti del genitore si sviluppa quando entrambi perdono il loro ruolo e quindi il figlio vede il genitore come uomo, come adulto, e non come genitore e basta. prima di ciò (cioè prima che il figlio diventi adulto) il genitore serve ed esiste solo come figura di sostentamento. il che vuol dire che la sopravvivenza del figlio piccolo è garantita dalla presenza e dall'attività del genitrore, e al figlio non gliene frega assolutamente nulla se il genitore ha delle sue esigenze, dei suoi desideri, se vuole farsi una sveltina o vuole andare a cena fuori senza la rottura di balle del figlio piccolo. al figlio non gliene frega nulla, il genitore deve rimanere con lui a dare amore a lui e sostegno a lui e a risolvergli i problemi. stop. al figlio non importa delle esigenze del genitore, perchè il bambino per sua natura è UN PERFETTO EGOISTA. e il genitore è la sua macchinetta dispensavita/dispensarisoluzionediproblemi. ma nel bambino questa è una cosa PERFETTAMENTE NORMALE, perchè il bambino non ha i mezzi per affrontare a vita, perciò ha bisogno del genitore. il genitore deve provvedere a lui e al tempo stesso insegnargli ad affrontare la vita. il bambino crescerà, affronterà la vita, perderà le sue paure perchè vedrà che la vita non gli fa nulla di male e poi potrà amare il genitore veramente. ma ti dirò di più: solo a questa condizione potrà amare qualunque persona veramente. se questa condizione invece non si verifica, se la persona adulta non ha imparato ad affrontare la vita, la gente, il lavoro, le situazioni, non perderà le sue paure (che si aggraveranno fino a renderlo nevrotico), non crescerà e rimarrà bambino. e allora qualunque persona gli starà vicino non sarà un marito, ma un a figura genitoriale, ergo un papà (o una mamma nel caso degli uomini), cioè una persona che gli risolve la vita, che lo cura emotivamente. ma anche una persona al quale adossare tutte le colpe se quelcosa va male. non è strano che tua moglie ti odi, lei è una bimba che giustamente da adulta è insoddisfatta perchè non ha una sua vita; tu invece sei il suo papà che ha la mastodontica colpa di averne una, di avere un lavoro, dei colleghi, che tolgono tempo a lei, bimba con un ego grande come la california - come tutti i bimbi - che vorrebbe il suo papà solo per se.
lei vede le sue compagne di scuola come le mata hari della sitiuazione, serpi subdole e profittatrici, quando probabilmente sono solo donne adulte che hanno capito certi codici sociolinguistici e li sanno usare. e che probabilmente con i loro mariti fanno l'amore non per ottenere cura e accudimento, ma per gusto personale (che è davvero l'unico motivo per avere una vita sessuale soddisfacente). lei non fa più l'amore con te perchè, ripeto, sei il suo papà. e infatti ai bambini non interessa il sesso, proprio per nulla. se fanno qualcosa è per ottenere qualcos'altro, probabilmente il sesso le è servito all'inizio per ottenere da te accudimento.
lei pensa che gli altri la deridano perchè intimamente capisce la sua situazione, e non avendo nessun contatto umano è normale che si faccia seghe mentali dalla mattina alla sera. è gelosa della tua vita sociale, ti rimprovera di averla, tra l'altro rimproverandoti che "ti diverti", come se nella vita fosse obbligatorio annoiarsi.
ora il consiglio. che probabilmente non segurai ma te lo do lo stesso. falle cercare un lavoro, a costo di tagliarle i viveri. ti dice che ha la fobia, il panico, l'ipocondria, la peste bubbonica? STI CAZZI. molto brutalmente, e a costo di farti lasciare (tanto ti garantisco che può solo minacciarlo, nessun bambino scappa veramente di casa, al massimo fa il fagottino e si mette col muso davanti alla porta). non la soccorrere se ha una delle sue crisi, pure se si mette a urlare in mezzo alla strada, se si butta per terra e ci sta 3 giorni, se schiuma, se da di matto. non farlo, falle capire che TU NON SEI IL SUO MALEDETTO PAPA', e se vuole continuare a mangiare tutti i giorni deve muovere il culo e lavorare, venire a contatto con gente, farsi furba. naturalmente spiegarle tutto quello che ho scritto nel commento non servirà assolutamente a nulla, non lo capirà minimamente. puoi solo agire, anzi smettere di agire per lei. ti va di farti una serata con gli amici? fattela, e se lei lagna o ti rimprovera il tuo sacrosanto diritto di stare in pace col mondo falle una risata in faccia a va a dormire. non pensare che se farai queste cose lei non ti amerà più, perchè GIA' NON TI AMA, sei il suo papà, ricordi? anzi, se le farai vedere che non sei più disposto a vederla come casalinga e a provvedere a le, vedrai che forse una sera si accorgerà di avere un marito e te la darà pure. lascia che se la cavi da sola, che cresca, perdio!
buona fortuna