WalterKurtz

Gio

23

Giu

2016

the floating piers visto da vicino

Sfogo di Avatar di WalterKurtzWalterKurtz | Categoria: Altro

Si parte con comodo, da ignari e incoscienti, a metà mattina. Durante il viaggio stabiliamo dove andare a prendere i mezzi che ci porteranno a  “The Floating Piers”. Alla fine, visto che non vogliamo farci mancare nulla e per noi gente di monte il viaggio in battello è pur sempre un’esperienza inusuale, optiamo per fare di Sarnico il nostro punto di partenza. Ci arriviamo a mezzogiorno. Subito il primo intoppo: per prendere il battello che ci traghetterà a Monte Isola c’è parecchia gente e anche insicurezza sulla possibilità di prendere un battello visto che c’è il rischio del tutto esaurito dalle prenotazioni online. Però siamo molto più fortunati del previsto e dopo circa un’ora abbiamo i nostri biglietti in mano. Evviva, alle 14 si parte! Il viaggio in barca ha sempre il suo fascino: mi perdo via a guardare ovunque, le pareti rocciose della riva (chissà quante belle arrampicate), la biondona seduta di fronte e vestita da pornostar ( chissà quante belle… no, meglio non dirlo!). Ad un certo punto mia moglie esclama:”eccola!”. In lontananza una sottilissima striscia arancione costellata da minutissimipuntini umani. Si è lei. E’ “the Floating Piers” l’opera di Christo. Già al primo sguardo percepisco che starci sopra sarà una figata!Si sbarca e subito in marcia verso l’inizio dell’opera. Davanti a me sempre la biondona che sculetta nel suo miniabito, ma la lascio andarean che volentieri per fermarmi a contemplare il cangiante pontile galleggiante costellato di persone che si palesa nella sua migliore inquadratura. In breve ci siamo sopra. Via le scarpe e si inizia la percorrenza: la sensazione è bellissima. Superficie morbida e calda, dolce ondeggiare, impressione di camminare a filo d’acqua. E poi c’è la gente. Persone di tutti i tipi, giovani,vecchi, belli, brutti. E tutta la gente emette gioia e felicità di far parte di un’unica e grande opera collettiva. Su “the Floating Piers” non ho sentito nessuno lamentarsi, tutti col sorriso sulle labbra. Ad un certo punto si avvicina una strana chiatta e qualcuno applaude e grida bravo. Penso che sia uno sfottò per chi aveva osato troppo avvicinarsi al pontile. E invece sento che qualcunogrida un sentito “grazie” e vedo che sulla chiatta c’è proprio l’autore dell’opera, Christo, che ci guarda e saluta. Apperò, che botta di culo! Arrivati a Sulzano, dietrofront e ritorniamo al battello. Sono le 19,30. Mentre il battello si allontana da Monte Isola e “the Floating Piers” sfuma all’orizzonte, io penso alla giornata passata sul cangiante nastro arancione. Indimenticabile, posso dire solo questo. Non sono un critico d’arte e non voglio entrare in merito al valore artistico dell’opera in sé. So solo che per me e la mia famiglia ne è valsa la pena. Sicuramente uno dei ricordi indelebili della mia vita. Già da adesso posso dire “io c’ero” e l’energia di “the Floating Piers” è diventata parte integrante della mia vita e del mio cuore.  Avrei potuto scrivere ancora ma mi rendo di essere già stato molto lungo. Chi può ci vada, anche a costo di farsi un mazzo tanto per arrivarci sopra. State sicuri che quando i vostri piedi nudi sipl poseranno sul morbido tappeto arancione, tutte le pene svaniranno e sarete solo voi, l’acqua e la gente finalmente diventata amica, non più avversari.

Ven

26

Feb

2016

L'orrore, l'orrore

Sfogo di Avatar di WalterKurtzWalterKurtz | Categoria: Ira

 

L'omicidio del piccolo  Loris Stival, femminicidi,  la coppia dell'acido, gli omicidi Gloria Rosboch e Isabella Noventa. 

Mi sento spirare sussurrando "l'orrore, l'orrore."

Ma prima... " gettate la bomba, sterminateli tutti".

Non siamo degni di questa terra. Amen.  

Mer

24

Feb

2016

Incontro

Sfogo di Avatar di WalterKurtzWalterKurtz | Categoria: Altro

Un umido gelo avvolge la città in questa sera d'inverno. Dal finestrino un po' appannato di un treno in partenza osservo la gente che arriva. Chi di fretta, chi invece con calma, quasi non volesse più tornare a casa. 

In lontananza, una figura femminile dall'andatura familiare attira la mia attenzione e arrivata più vicina prende un nome ed emerge da lontani ricordi. Sale sul vagone e mentre mi nascondo dietro una rivista, si siede dandomi le spalle, in un posto libero un po' più in là. O amore platonico di gioventù quanto tempo è passato? Mi ero pure scordato di te. E su questo treno di pendolari la sorgente dei ricordi inizia piano piano a sgorgare. Fu la solita storia dove io, segretamente invaghito di lei, le stavo vicino ad ascoltare i suoi turbamenti giovanili, fatti di ragazzi belli ma stronzi, di banali problemi familiari, di studi e sacrifici vari, nella speranza che dall'amicizia si passasse a qualcosa di più. Poi quando conobbe quello che sarebbe diventato suo marito, si sfilò dalla mia vita. Il confidente personale era diventato una figura inutile e scomoda. Ci soffrii... già, ci soffrii. Ma alla fine passò e il ricordo di lei si perse tra tanti altri. 

  E stasera, avvolto nel mio cappotto, su un treno che finalmente ha preso il via, la osservo di sottecchi con il cuore turbinante di emozioni: quanta inutile sofferenza per un' amore non corrisposto. Adesso è una donna di mezza età e il tempo, devo ammetterlo, qualche segno di troppo l'ha lasciato su quel viso che amavo tanto. Ma la voce è la stessa di allora, forse solo un po' più roca per le troppe sigarette. Chissà se adesso avrà smesso. L'ascolto mentre parla al telefono con chissà chi. Spezzoni di conversazione mi fanno intendere problemi di coppia, forse un ex marito, soldi che non bastano, i figli, la salute.... Ma la percepisco combattiva: l'abbigliamento è elegante e i capelli sono curati, segno che la vita non l'ha piegata.

Ad una fermata di un qualsiasi paesotto di provincia, si alza e s'accinge a scendere. Non saprò mai se alzandosi ha guardato verso di me. Beh, avrebbe visto soltanto un tale col viso celato da una rivista di giardinaggio. L'ho lasciata andare senza un saluto e, ormai scomparsa nel buio stemperato solo da qualche freddo neon, mi ha lasciato con una domanda: "chissà come sarebbe stata la vita di entrambi se tu, in quei giorni da studenti, avessi detto si al mio amore". Una delle tante domande senza risposta, utile al più a struggersi per qualche minuto e scordarla da lì a poco, sopraffatta dal presente e dal futuro. 


PS. La storia è vera, verissima. L'ho però scritta ispirandomi al testo della canzone di Dalla che amo di più. A chi riuscirà ad indovinarla darò un bel 7!

Sab

20

Feb

2016

Lo sfogo degli sfoghi

Sfogo di Avatar di WalterKurtzWalterKurtz | Categoria: Altro

Ciao a tutti sono un ragazzo gay sposato con una donna che non me la dà e così mi sono fatto l'amante e ogni tanto vado a prostitute.

Mia suocera è sempre a casa nostra a mettere il becco e manco aiuta la figlia che mai pulisce casa. Ne ho parlato con i miei genitori ma mi trascurano e io odio loro e soprattutto mio padre che mi fa schifo. La mia ex migliore amica mi evita perché non l'ho accompagnata a fare shopping e mi prende in giro con le sue nuove migliori amiche. Inoltre amo segretamente mia cognata... ma anche mio cognato, altrimenti che gay sono. Il mio professore di educazione fisica, anzi motoria, è un gran figo e nonostante la differenza di età lo desidero tanto e quando mi guarda divento rosso. Ogni tanto racconto i miei sogni ma mi rendo conto che non gliene frega un cazzo a nessuno perché nessuno mi capisce.Mi aspetto da voi consigli sensati e non trattatemi male anche se siete solo 5/6 coglioni.

 

Mer

10

Feb

2016

Ti ricordi?

Sfogo di Avatar di WalterKurtzWalterKurtz | Categoria: Altro

Ti ricordi? Spero di si, anche se son passati più di quarant'anni. Fummo subito amici, fin dal primo giorno delle elementari. Più che amici: fummo i rispettivi migliori amici. E così per gli anni a seguire.Ti ricordi quando da adolescenti parlavamo per ore di musica, ragazze desiderate e mai toccate, delle paure che ci accompagnavano nell' inesorabile ingresso nel mondo degli adulti? Ti ricordi delle incredibili avventure sulle tanto amate montagne? Quanta incoscienza e quanti spaventi, ma ne uscimmo sempre indenni. Non solo eri il mio migliore amico ma eri il mio compagno di scalata. E chi fa alpinismo sa cosa vuole dire! Ti ricordi quel carnevale quando su un divanetto ti sbaciucchiasti con quella ragazzina tanto carina? Io per non essere da meno ci provai con quella bruttina. .. va beh... lasciamo perdere. Tu piacevi alle ragazze ma con me, che ero un po' sfigatello, non ti desti mai arie. Ti ricordi quando tu, convinto non credente, accettasti per sfida, di partecipare ad un "raduno di preghiera" organizzato da una tua amica "figlia di Maria"? Io si che me lo ricordo: tornasti trasfigurato. Tu, lunghi capelli biondi e occhi azzurri, parevi un Cristo che camminava sulle acque, con quell'espressione ebete di chi aveva raggiunto l'illuminazione. Io e anche gli altri più religiosi di me, ti avremmo preso a sprangate da quanto eri irritante. Ti ricordi che comunque nulla intaccò la nostra amicizia? Né la tua fede che ti portò da lì a qualche anno a prendere i voti e a farti frate. Né la lontananza che la tua scelta comportò. Ho un cassetto pieno delle tue lettere di quegli anni. Lettere piene di entusiasmo giovanile, di tanti sogni e speranze in quell'Italia anni '80 che pareva avesse davanti tutte le opportunità possibili. Io alla ricerca di una fede mai trovata e tu che di quella fede facesti scelta di vita. Ti ricordi quando, parecchi anni dopo, ti chiesi aiuto per la mia donna che stava morendo di cancro? Cacchio! Tu tornasti dal Congo, dal buco nero dell' Africa nera, per starci vicini. Non dimenticherò mai quello che hai fatto per me e per lei. La tua omelia al suo funerale, penso che sia stata la cosa più vicina a Dio che abbia mai ascoltato... E ti ricordi quando poco tempo dopo mi invitasti nella tua missione in Africa. Fu uno dei mesi più pregnanti della mia vita. Io distrutto, lacerato dal lutto, che mi svegliavo di notte urlando per gli incubi, passai un mese coccolato, amato, a contatto con una realtà di indescrivibile primordialità. Ti ricordi quando con la Jeep facemmo il viaggio nella jungla? Sembrava che in ogni villaggio, con quegli indigeni armati di kalashnikov e quei bambini che mai avevano visto un bianco, avremmo potuto incontrare il Colonnello Kurtz.... Tornai casa più sereno e dopo tanta morte pronto a ricominciare a vivere. 

Ti ricordi che improvvisamente tornasti in Italia all' insaputa di tutti? Chiusa senza un motivo noto l'esperienza missionaria che sembrava la vocazione della tua vita, ti ritirasti in quel posto che sembra soltanto un luogo di espiazione di chissà quali colpe. Dai tuoi genitori seppi del tuo ritorno, stanco e malato, ma anche del tuo ostinato desiderio di isolamento. Poi riuscii a parlarti, e al telefono mi dicesti " se mi sei amico non mi fare domande sul perché del mio bisogno di tagliare i ponti con tutti voi. Accettalo come un atto di fede". Così feci. Dopo cinque anni ti rividi. Venni ad Assisi a farti conoscere la mia compagna e mio figlio appena nato. Sembrasti felice di vedermi, di vederci. Anche se per poche decine di minuti, sembrammo di nuovo gli amici di un tempo.Ma poi ancora silenzio. Sono dieci anni che non ci sentiamo. Ogni tanto vengo a sapere che sei passato in paese a trovare i tuoi familiari ma di contattarmi... mai successo. Quando è morto mio padre, che conoscevi bene, ho fatto in modo, anche se indirettamente, di fartelo sapere... silenzio. A Natale ti ho chiamato al telefono del luogo dove lavori: non c'eri, era il tuo giorno libero. Ovviamente ho lasciato detto di dirti che avevo chiamato. .. ovviamente silenzio.Mia moglie mi dice che lui non è più mio amico da anni. Che un amico ormai invisibile non è un amico. Il cuore mi dice che non è vero, che un amico rimane tale anche nella distanza e nel silenzio. Ma la mente mi dice il contrario e la lingua, maligna, mi fa sussurrare tra i denti le parole "stronzo" e "assente". 

Perché ho scritto questo lungo sfogo non lo so. Forse per chiarire a me stesso il confuso sentimento che mi unisce a te. Forse è un po' di nostalgia per qualcosa di prezioso dissolto senza un perché. Va beh amico mio di tempi lontani, passa una buona vita tra le tue preghiere e le tue penitenze e se il tuo dio lo vorrà, prima o poi ci incontreremo.

Mer

03

Feb

2016

Anonimato e privacy. Siamo sicuri ?

Sfogo di Avatar di WalterKurtzWalterKurtz | Categoria: Altro

Mentre smanettavo nel mio account è uscita un tendina che diceva circa inserimento automatico del nome e cliccando si sono inseriti nome e cognome reali.  Come fa il sistema a conoscere la mia vera identità visto che in fase di registrazione mi sono ovviamente ben guardato di comunicarli? E amministratore e moderatori hanno accesso a questi dati veramente privati? Poi conoscendo questo dato e  il nostro indirizzo IP  possono collegare i commenti anonimi o più nick ad un unico utente?

Ho il timore che la privacy non sia così garantita e la mia libertà di espressione in questo sito di conseguenza venga a meno. 

 Sembrerà una cavolata perché se uno "non ha nulla da nascondere"... ma che io possa venire individuato con nome e cognome non mi va giù. 

 

Sab

23

Gen

2016

Per tutti coloro che si lamentano della propria vita

Sfogo di Avatar di WalterKurtzWalterKurtz | Categoria: Altro

È un bel po' di tempo che frequento questo sito (prima come anonimo e poi da registrato).

 

Ho letto parecchi sfoghi ed ho notato che oltre al grande classico delle corna, fatte, ricevute o solo sognate, un altro evergreen è la solitudine,  la mancanza di uno scopo di vita, urlata o anche solo sussurrata negli sfoghi in questo sito.

 

Quello che voglio dire non è diretto solo ai giovani, grandi protagonisti di questi sfoghi, ma anche ai più   " agè".

 

Cavolo! Al posto di piangervi addosso mettetevi a fare volontariato nel sociale!  Vi si aprirebbe un mondo di amicizie nuove e di soddisfazione personale .

 

Per esempio io grazie allo sport ho potuto superare i complessi  giovanili riguardo al mio fisico.

Per esempio, cercando cani da adottare ho frequentato parecchi canili e in quei luoghi ho notato un gran numero di giovani (ed anche meno giovani.... ) impegnati a fare del bene al mondo ed anche a loro stessi socializzando tra loro.

Ad esempio, miei conoscenti nell'ambito della croce rossa hanno trovato l'amore.

Di certo, se si rimane in casa  a piangersi addosso... si finisce ad essere uno dei tanti anonimi che nel chiuso della loro stanza scrivono ad un sito di sfoghi nella speranza che altri anonimi possano dare loro la soluzione ai propri problemi.

 

Ven

22

Gen

2016

Alla faccia di chi mi vuole male

Sfogo di Avatar di WalterKurtzWalterKurtz | Categoria: Superbia

Ieri ho consegnato il mio ultimo lavoro: una tela dipinta raffigurante un paesaggio. La tela misura 10 metri di larghezza e 5 di altezza.

 

Oggi il committente mi ha pagato tutto soddisfatto. Ed io mi sento orgoglioso di me stesso.

 

 

  Alla faccia di chi mi vuole male 

Dom

17

Gen

2016

A grande richiesta una storia triste

Sfogo di Avatar di WalterKurtzWalterKurtz | Categoria: Altro

C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones. No, è meglio scrivere che quel ragazzo ero io e amavo Guccini e i Led Zeppelin. E avevo una ragazza splendida, solare e riflessiva al contempo. Tutto era perfetto, tanto che in tredici anni di amore, complicità e condivisione, avevamo litigato si e no tre volte. Un giorno di una calda estate ricevetti una telefonata in cui mi informavano che la mia amata si era sentita male sul posto di lavoro: niente di grave, per fortuna, uno svenimento dovuto al caldo si pensava.Però nei giorno seguenti sintomi anomali si succedettero tanto da portare a diverse visite al pronto soccorso: mal di testa feroci e disturbi visivi venivano tutti liquidati dai medici come "sindrome da stato ansioso".Così, tra un ansiolitico e un antidolorifico, passano dei mesi finché un ulteriore peggioramento rese necessaria una tac alla testa.Ed è da qui in poi che quel ragazzo che amava Guccini e i Led Zeppelin, dalla spensierata giovinezza entrò nell' età adulta. Mi ricordo ancora come se fosse oggi quando il medico mi comunicò l'esito della tac. Senza mezzi termini, senza eufemismi, come un pugno nello stomaco il verdetto: cancro al cervello, nessuna terapia, nessuna cura, solo aspettare la fine entro quattro mesi.Da lì in poi solo terapia del dolore e cure palliative per darle l' impressione che qualcosa si stesse facendo per curarla. Lei mai chiese la reale entità del suo male e nessuno mai gliela disse.... Così mi trasformai in infermiere, psicologo e gran bugiardo: esteriormente, per non turbarla, le mostravo tranquillità e sicurezza, ma dentro di me ero devastato.... Mi ricordo anche che in nome del fatto che "a tutto ci si abitua" si trovava il modo di scherzare, come se anche nel dramma ci fosse comunque qualcosa di buffo. E mi ricordo ancora che, nonostante avesse già dei figli, io fossi la "cosa" più bella che gli fosse capitata nella sua tribolata esistenza e che i tredici anni passati insieme erano i più belli della sua vita. Ed io, consapevole del suo destino mi mostravo contento, ma di dentro mi sentivo morire. Ed alla fine, come previsto, dopo quattro mesi, in "un bel giorno di primavera" lei morì. Dopo il funerale tornai a casa, presi tutte le sue cose, tranne una foto che ci ritraeva insieme, e le gettai.Tutte le cose parlavano di lei e io le gettai: io volevo vivere! Inutile dire che mi sono rifatto una vita; adesso ho moglie e figli che poco o nulla sanno di quel periodo. È un ricordo prezioso, due volte prezioso. Primo perché mi ha insegnato che si può essere felici anche in questo mondo pieno di problemi, secondo perché mi ha insegnato che si può sopravvivere ,se lo si vuole, a qualsiasi dolore. Ormai sono passati tanti anni da allora ma il ricordo di lei è sempre vivo in me e talvolta, quando ho problemi e sono giù di corda, mi è di conforto. Come se fosse ancora qui con me a dirmi "ti voglio bene".


 

Dom

17

Gen

2016

A voi la scelta

Sfogo di Avatar di WalterKurtzWalterKurtz | Categoria: Altro

Cosa vorreste che vi raccontassi?

Una storia triste oppure allegra?

A voi la scelta. 

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