Skip
Mar
05
Feb
2019
Avrei voluto...
Ho sempre pensato che la vita non si vive con i "se"... ma mi sbagliavo.
Avrei voluto non credere nei sogni. Avrei voluto essere normale.
Sono arrabbiato. Con me e con voi. Sono arrabbiato per aver ascoltato le voci fuori dal coro. Per averci creduto.
Avrei voluto non sognare. Avrei voluto chiudere quel cassetto e fare come la maggior parte delle persone. Avrei voluto non essere testardo. Avrei voluto qualcuno che mi riportasse alla lucida realtà invece di farmi sognare. Avrei voluto avere delle altre aspettative. Avrei voluto avere intorno a me persone che non dicessero "tutto è possibile, basta crederci". Avrei preferito vivere di alcuni rimpianti piuttosto che sprecare il tempo a disposizione.
Vivere una vita che hai sempre cercato di evitare, è questo è il lato oscuro dei sogni di cui nessuno parla.
Sab
26
Mar
2016
La mediocritÃ
La mediocrità è la cosa peggiore. E' proprio peggio che essere incapaci, di non essere bravi o di non essere all'altezza. Però ci nasci con queste qualità. La bravura o non, o in questo caso la mediocrità in tutte le cose, ti vengono assegnate a pacco chiuso alla nascita. Tu però non sai nulla e apri il regalo strada facendo. Quello che ci trovi dentro sta a te sfruttarlo, nel caso di qualità positive, o fartelo andare bene, nel caso di mediocrità o incapacità. Non ci sono scontrini per il cambio e il pacco non si può restituire al mittente.
Il pacco della mediocrità è quello peggiore che ti possa capitare. E' come un limbo, non prendere una posizione. Fai tutto, ma sei sempre mediocre. Non avrai mai punteggi, nè positivi nè negativi, e la cosa ti fa innervosire. A differenza dei pacchi delle qualità positive o dell'incapacità, in entrambi i casi, comunque ci sarà sempre una piccola percentuale dell'opposto. Quindi seppur portandoci a dietro il regalo dell'incapacità, dentro, in fondo alla scatola ci sarà quell'unica cosa i cui eccelliamo, l'opposto per l'altro pacco, se abbiamo talento ci sarò in fondo qualcosa che proprio non riusciremo mai a fare. Tutto è dovuto per il semplice fatto di una compensazione, perchè non esiste una percentuale al 100% di un unico valore. Però la scatola della mediocrità è diversa. Non ha bisogno di compensazioni perchè già di per se è un 50% che ti viene assegnato, e quindi in fondo alla scatola non troverai nulla di più. Purtroppo non ci puoi fare nulla, e allora l'unica cosa che ti resta da fare è dare forma a tutta questa mediocrità. A volte funziona, altre volte ha anima sua, cambia forma a suo piacimento e ritocca ricominciare da capo.
Mer
16
Mar
2016
Stanchezza
Sono stanco. Stanco di aspettare opportunità. Stando di essere guidato dal destino. Sono tutte stronzate. Non abbiamo il controllo di nulla, non decidiamo nulla. Cosa dobbiamo fare allora, rassegnarci? Che palle! Non sono uno che sta fermo e aspetta. Io le opportunità me le voglio creare e invece non siamo nella posizione di farlo. Non importa quanto agisci quanto ci provi, sta tutto nelle mani degli altri, di un destino o sal cazzo cosa. Sono stanco, stanco, stanchissimo...
Mer
10
Feb
2016
Chiusura sipario
Se il nostro è un bello spettacolo teatrale, allo stesso tempo abbiamo un controllo limitato di esso. Mi piace pensare che il mio spettacolo sia come un musical, lo vivo e mi lascio trascinare. Se però è il nostro spettacolo mi chiedo perchè non scegliere noi la fine migliore che si possa dare. Perchè la fine dev'essere scritta da qualcun'altro? Perchè il copione non possiamo chiuderlo noi? Il pensiero di egosimo verso gli altri è stato superato, capiranno che è il mio viaggio, e come ho deciso sempre di partire in passato, questa sarà solo un'altra partenza. Il mio spettacolo, il mio sipario. La paura fa da protagonista, ma quando cesserà di esistere sarà tempo di partire.
Sab
24
Ott
2015
Empty
Sono vuoto. Nessuno che mi conosce lo direbbe mai. Per anni son sempre stato convinto di essere sulla strada giusta. Viaggiavo, ero felice. Ero sicuro di quello che stavo vivendo, ero determinato. C'erano alti e bassi, ma era il mio percorso. Ero felice e gli obiettivi che avevo li realizzavo, tutti. Non so cosa sia successo, in realtà proprio nulla di particolare, solo un rientro inaspettato a casa per vari motivi. Uno dei tanti è che quella felicità che tanto avevo rincorso per anni era sparita nel nulla, così da un giorno all'altro. Quella mia voglia, ironia, desiderio di vedere il mondo non era più la stessa. Perchè? Come mai? Cosa ha smesso di funzionare?
Sono mesi in cui mi sento vuoto, privo di qualsiasi emozione che un essere umano possa provare. Apatico. Manca l'energia per coltivare passioni. Se rido è perchè fingo, è solo una contrazione di muscoli facciali. Non c'è gioia che possa durare. Non c'è amore.
Il viso è così abituato a lacrime che oramai non ci faccio più caso se qualcosa scende dagli occhi, è diventatà normalità. Normalità è andare in giro con uno sguardo perso, che fissa nel vuoto, prigioniero in una società e città troppo strette per me. Non sono più capace di gestire situazioni in compagnia, fuggo, sono assente. Ci provo, con la musica, i film, nulla sembra alleviare qualcosa, anzi, scavano sempre più nel profondo e non danno pace. Rapporti con vere persone poche, mi rendo conto che non posso essere una palla al piede e seminare semi marci ad alberi in fiore. Questi stessi alberi sono così potenti che le loro radici tengono salda la terra sotto i miei piedi. Se mi lascio abbandonare non so quanto male causerei. Ho sempre pensato che sono la mia vera forza, ho paura se dovesse arrivare un giorno dove perdo anche tutto questo. Cosa sarei in grado di fare a me stesso? Mi guardo allo specchio è vedo qualcuno veramente esile, orribile, neanche il mio riflesso mi suscita qualcosa che potrebbe rimettermi in moto. Anche il mio corpo non mi sta vicino e si abbandona a urla sconnesse che mi tengono più immobile.
Ora penso al domani. E' una cosa pesante, ogni giorno sempre di più. Un nuovo giorno nel mondo, un nuovo giorno a nuotare verso la superficie per prendere una boccata d'aria e ritornare poi giù, in apnea negli abissi.
Iscriviti!


