Ven
01
Giu
2018
Non sopporto più mio padre!
Non lo sopporto, ogni volta che gli sto vicino mi viene il nervoso ed entro in depressione.
Lui è il capo di 3 grosse società, io sono la prima figlia di 4 ... Ho 25 anni è ho fatto la cazzata di andare a lavorare con lui.
La mentalita è quella retrograda di 300 miliardi di anni fa, quindi potete capire, usa tutti grazie ai soldi e sa manipolare bene tutti!
Vuole darmi un bel futuro ma in cambio vuole che io faccia quello che vuole lui, sposare una persona che stia bene economicamente, seguire la sua strada fare le vacanze rigorosamente con loro! non posso tornare tardi e non posso fare un cazzo!
Ovviamente il mio ragazzo non gli piace! perchè fa l'operaio, è questa estate voglio partire con lui... non glielò ancora detto! sicuramente verrà fuori un casino allucinante... magari verrò anche mandata via da lavoro...
Mio fratello la settimana scorsa ha fatto il pircing alla lingua ed è stato licenziato!
Vivo ancora a casa è volendo ho la possibilità di andarmene... ma ho paura non so cosa fare mi sento dasola!
Odio tutto! odio la mia vita non sono felice per colpa sua! per come sono stata trattata in tutti questi anni! e sono arrabbiata perche non ho mai avuto un vero padre!!! solo un padre che sapeva comprarmi cose per farmi stare zitta!
2 commenti
Ho avuto lo stesso padre...
Leggevo le tue parole e rivedevo il film della mia vita in tutti i suoi dettagli.
In primis vorrei parlare del tuo ragazzo. Anch’io, figlia di imprenditore più che benestante, mi sono messa insieme ad un operaio perché l’importa è l’Amore. Mi sono dovuta ricredere... l’importante è la complicità, vivere e sentire in maniera simile, perché l’amore passa, la complicità e la comunione di obbiettivi no. Fra un po’ ti renderai conto che i soldi di tuo padre ti hanno permesso di fare esperienze di vita (viaggi, musica, teatri, sport diversi dalla classica pallavolo, sci d’inverno, e tante altre cose) che hanno fatto di te una donna più sicura, forte e consapevole; i limiti del tuo ragazzo ad un certo punto inizierai a notarli più frequentemente, a dar loro più importanza, a non sopportare più di dover rinunciare perché a lui non va/non piace/non si sente a suo agio.
Per tuo padre il discorso è più complesso. Il fatto che desideri per te una persona economicamente indipendente è il suo modo di volere il meglio per te. Magari sarà una visione un po’ ristretta, ma è molto concreta e consapevole anche del fatto che tu, benestante, per stare bene dovrai avere accanto una persona che non si sente 10 gradini sotto di te, è una questione di equilibri.
Sul lavoro, sono pochissimi i padri che sanno essere bravi datori di lavoro coi propri figli. Quando ho iniziato a lavorare con mio padre, lui ha voluto che gli stessi accanto per imparare... mesi sprecati! Il lavoro l’ho imparato uscendo dal suo ufficio e facendo tutti quei lavori antipatici che tutti cercavano di schivare. Così ho imparato, facendo la gavetta dal basso, guadagnandomi la fiducia e il rispetto dei dipendenti, gli stessi che oggi sono i MIEI dipendenti. Ti piace l’attività di tuo padre? Rinuncia ai tuoi privilegi e fatti le tue esperienze. Se non ti piace, forza e coraggio e cerca la tua strada (fra l’altro mi sembra abbastanza evidente che comunque hai le spalle coperte).
Ultima cosa, è inevitabile che una ragazza di 25 anni, probabilmente laureata, alla sua prima esperienza lavorativa veda le cose in maniera differente da quello che vede il padre. La mancanza di esperienza non è sinonimo di “tutte cazzate”, ma se tuo padre è a capo di 3 grosse società non può essere solo un pirla imbalsamato.
Sarebbe bellissimo se riusciste a mediare le vostre idee o almeno confrontarvi; tu impareresti da lui e lui avrebbe un punto di vista più fresco ed innovativo da incanalare con la sua esperienza. Io, purtroppo, non ci sono riuscita...
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Ma che cazzo ti lamenterai che sei pure ricca e il babbino ti da' il lavoro. Ma finiscila