Gio

04

Feb

2010

perchè???

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Invidia

invidio tutti,dalla mia amica che è più simpatica e aperta,a mia sorella che piace a tutti,al mio ragazzo che è più bravo di me all'università,alla mia odiata amica perchè ha più soldi,ad ogni ragazza che passa perchè credo sempre sia più bella di me....mi sento una sfigata e non capisco perchè....non ho avuto un infanzia di merda,anzi posso ritenermi molto fortunata rispetto a molta altra gente.allora cos'è che mi porta a invidiare qualsiasi altra cosa o persona al mondo e sentirmi sempre una cazzo di sfigata e desiderare di essere qualcun altra???in fondo non credo di fare tanto schifo....ma subito dopo mi ricredo....tutto questo ha delle conseguenze nella vita di tutti i giorni e nelle cose che faccio dove non do mai il massimo ma mi limito solo a criticare e a guardare nel piatto dell'altro....

2 commenti

nell'antichità il significto dei peccati capitali era diverso da quello che, per ingerenza del cattolicesimo, siamo soliti attribuirgli oggi. il peccato capitale veniva considerato non quella cosa da non fare per non essere mandato all'inferno, ma quella cosa da non fare per poter giungere a una pulizia interiore tale da realizzare scelte veramente libere nella propria vita. quindi quello stato di cose dal quale non dipendere, e dal quale non far dipendere le nostre scelte. li spiego:

LUSSURIA: ha poco a che fare col sesso. significa "non far dipendere le nostre scelte dal corpo di qualcun altro". il che vuol dire che non è lussurioso che va a letto con 30 persone in un giorno, se questa è la sua libera scelta, ma chi non può farne a meno, chi DIPENDE dal corpo di qualcun altro.

IRA: è un peccato interessante, perchè ha poco o nulla a che fare con l'arrabbiarsi, ma riguarda ciò che si trova dietro lo scatto d'ira, cioè il desiderio di aver per forza ragione. questo vuol dire che "ira" non è arrabbiarsi (ci sono dei motivi legittimissimi per farlo) ma è arrabbiarsi perchè si vuole avere ragione per forza. è un peccato perchè voler aver per forza ragione significa non voler guardare oltre le nostre convinzioni e prospettive, rimanere chiuso in esse per paura di aver torto, e quindi di cambiare la propria idea. è, in definitiva, una forma di viltà.

GOLA: non ha molto a che fare col cibo. ancora una volta "gola" vuol dire "far dipendere la nostra vita e le nostre scelte dall'ossessione per il corpo". anche il culturismo è un peccato di gola, o la magrezza ad ogni costo, oltre che l'obesità e la compensazione emotiva tramite il cibo.

SUPERBIA: credo sia simile all'ira, perchè vuol dire proprio "far dipendere la nostra vita, le nostre scelte da una prospettiva chiusa che abbiamo in noi". è il non riuscire a farsi umili di fronte al mondo, di fronte al diverso, e non riconoscere la nostra diversità. è far dipendere la nostra vita da una convinzione radicata e immutabile.

AVARIZIA: non è amare il denaro. chiunque abbia un pò di buon senso si rende conto che in questa società il denaro è importante e non cresce sugli alberi. significa piuttosto "far dipendere le proprie scelte da condizioni economiche". significa ad esempio scegliere un lavoro che ci piace meno piuttosto che un altro che ci piace più, solo perchè nel primo lavoro ci pagano meglio. è il peccato più diffuso, e capisco anche chi cade in tentazione, perchè purtroppo in molti casi non c'è tanto da scegliere... specie in tempo di crisi.

INVIDIA: è, come tu dici, il tuo peccato. cercherò di spiegartelo con la massima chiarezza. l'invidia è più di desiderare i beni di qualcun altro. è "far dipendere le proprie scelte, la propria vita, da qualcun altro, o dalla visione che noi abbiamo di lui". è, purtroppo, anche il mio peccato, e so che il primo sintomo che provoca è il desiderio assoluto e inderogabile di essere qualcun altro, di avere un'altra faccia, un'altra vita, un'altro nome, e poter, se possibile, rincominciare sempre tutto da capo. magari diventando anche più aggressive e competitive. è, in sostanza, guardare l'altro e agire per imitazione, dicendo "lui fa così? allora anch'io". il problema è che in questo modo si diventa delle scimmie e ci si perde sempre di più, fino ad arrivare a una vera e propria omissione d'identità. ti dico subito che questo problema non l'ho risolto completamente, ma lo sto risolvendo. quando si è alla ricerca di una identità propria che ci indirizzi verso una strada non battuta da qualcun altro, si arriva veramente a dire "tutto fa brodo". io mi sono orientata verso l'angelologia, che è una forma antichissima di psicologia. in pratica gli egizi credevano che ogni natura nata ogni 5 gradi dei 365 dell'anno presentasse delle caratteristiche diverse. nominarono queste caratteristiche "angeli" e ognuno di loro aveva un nome che era il suo esatto significato. somiglia a una forma di astrologia, ma non ha nulla a che fare. l'astrologia ti dice quando e dove, l'angelologia ti dice COSA fare per far sì di recuperare quell'energia che possedevi alla nascita e che, dati i numerosi condizionamenti della vita, hai finito per perdere, sviluppando i diversi peccati, o vizi, che non sono altro che un DIPENDERE da qualcosa di estraneo a noi. il nick che uso in questo sito, aladyah, è il nome del mio angelo, e non so perchè (chiamalo effetto placebo, chiamalo condizionamento, chiamalo come vuoi) da quando mi interesso a questa forma di energia da me riscoperta l'intera mia vita comincia ad andare nel verso giusto. la cosa migliore è che sto sconfiggendo proprio l'invidia, perchè l'angelo fornisce una strada da seguire (anche lavorativa) e perciò ti indirizza distogliendo il tuo sguardo da altre cose. dimenticavo di dire che l'angelologia è stata ripresa in tempi ecenti da uno studioso di slavistica, tale Igor Sibaldi, che ha pubblicato diversi libri in merito. se vuoi però vedere il tuo angelo non serve che comperi il libro, perchè lui ha messo tutti i significati degli angeli e le varie spiegazioni su internet. basta digitare su google "angelologia sibaldi" e ti trovi il link in prima posizione.

ok, dfopo tutto questo ti dico anche l'ACCIDIA: accidia non è essere pigri, ma è quella pigrizia, quel mal di vivere che deriva dall'iterato uso e abuso di un peccato. nel caso dell'invidioso è quella forma di lassismo che ci porta a criticare e basta, nel caso del goloso a guardare il proprio corpo e basta, e così via. è l'accontentarsi. è il non are il massimo di noi stessi perchè pensiamo di non poter essere altro.

un abbraccio

Avatar di aladyahaladyah alle 19:07 del 05-02-2010

correggo: l'obesità non è un peccato capitale o un vizio. è chiaro che può essere una condizione patologica. è ciò che porta all'obesità, magari l'ossessione per il cibo, la dipendenza da esso, che può essere considerato un vizio, ergo una dipendenza 

Avatar di aladyahaladyah alle 22:04 del 05-02-2010

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