Sab
17
Ago
2019
120
Giornata di sole, sabbia nera, mare mosso. Quinta fila ombrellone 120..
Occhiali da sole sul naso, mano destra sul volto, come a trattenere un pensiero ribelle evaso. Lei è lì ad un metro da me, e non sa che quella mano sul volto sta solo asciugando una lacrima calda e salata che vuole tornare al mare, non lo sa e non lo saprà mai.
6 commenti
Fulcr0, non vorrei sminuire il tuo dispiacere, tuttavia piangere per un posto in quinta fila mi pare esagerato: pensa a quanta gente non può andare in vacanza e si deve accontentare di qualche ora in piscina. 😉
Anonimo delle 19:14, ma che spiagge frequenti?! 😨
Guarda che non solo sulle spiagge ma un po' ovunque la gente peta. Il rumore aiuta. Pensa in discoteca quante bombe vengono impunemente sganciate, e l'ambiente è pure chiuso.
Guarda se vuoi facciamo a cambio,forse in vacanza non ci andrò nemmeno, ma non cade il mondo :)
comunque esistono anche le spiagge libere
Non so perché (ma in realtà lo so), mi ricordi le canzoni di Stefano Rosso "letto 26, parte 1 e 2".
Per fortuna la lettura del pensiero ancora non è stata "inventata", altrimenti non esisterebbero unioni tra persone.
Secondo me, l'autore non intende riferirsi al posto scomodo dell'ombrellone in quinta fila. Mi sembra piuttosto una espressione nonsense, in linea con ciò che scrive nel profilo, riferita alla donna poco distante che mai potrà comprendere l'origine della lacrima.
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Pensa anche quanti peti vengono emessi quotidianamente sul bagnasciuga tra il frastuono e l'indifferenza dei più.