Mer
24
Ott
2018
Depressione?
Penso ci sia qualcosa che non va.
Qualcuno di voi soffre di depressione? Non parlo di giornata storta e paranoie adolescenziali sul ragazzetto di turno, parlo di depressione clinica.
Dopo un lungo percorso (negativo) pensavo di essere riuscita a prendere in mano la mia vita.
Tra l’altro una vita del cazzo. Adolescenza di merda, anni di doppia vita e tutto un contorno poco piacevole… ma ad un certo punto mi son fermata e mi son detta “prendi in mano la tua vita e cambia quello che non ti piace”. Pensavo di avere iniziato a farlo. Ma mi sono resa conto di no. Penso al tempo “perso” come danno irreparabile. Ma non è concentrandomi su quello che cambierò il presente o il futuro. Che poi… che futuro?
Mi sono resa conto che non ho sogni. Non ho aspettative. Lascio che gli interessi appassiscano. Mi nego. Mi mette a disagio l’idea di stare fra gli altri.
E questo fomenta il senso di inutilità e frustrazione.
Qualcuno ha usato l’immagine del fosso attorno al castello, senza ponte levatoio.
Ho voglia solo di tornare a casa. Solo fra quei quattro muri mi sento un po’ meglio e quando mio marito mi propone di uscire (per obbligo o per diletto) lo faccio proprio perché devo.
Ma ormai non mi lamento più nemmeno. Lo faccio per inerzia, sperando nuovamente di tornare a casa presto.
Ho paura che la depressione si stia infiltrando nella mia vita.
5 commenti
Tempo fa mi chiedevo se effettivamente sia possibile cambiare un proprio tratto della personalità.
La mia è una riflessione un po' lunga, ma spero di riuscire a sintetizzare al massimo.
Anch'io ho fatto parecchi errori, in passato, e sono partita da una base molto traballante per la costruzione della mia autostima. L'unico pensiero che mi ha tenuta in piedi è stato il fatto che non volevo e non voglio arrendermi, e che sicuramente al di là del mio malessere c'è la felicità. Ma è dura fare i conti con delle decisioni che ti hanno portata allo scatafascio.
La cosa che trovo triste e, per certi aspetti, quasi aberrante, è la tendenza delle persone a dire che se sei depresso in pratica non puoi guarire. Forse perché mi terrorizza l'idea di restare in depressione per il resto della mia vita. Eppure si sentono storie di persone che sono guarite dalla depressione. Non è mai un percorso semplice e breve, uscire dalla depressione clinica, ma secondo me si può fare.
Nel mio caso, ho messo in campo una serie di accorgimenti, per guarire. Mi sta aiutando la psicoterapia. Mi sono messa di buona lena per capire cosa posso fare e cosa non posso fare. Insomma, mi sono data dei paletti. Per esempio, non posso fare la vittima con le persone a me care, non posso cadere preda di dipendenze, se ho attacchi d'ansia o depressivi non posso fare gesti avventati, devo trovare il modo di mantenere la calma oppure di sfogarmi. Così facendo mi sembrava di essermi messa in gabbia, ma ho scoperto nuovi modi di reagire alle cose. Non è sempre semplice, a volte ricado nei vecchi schemi, ma devo dire che nelle ultime settimane mi sono sentita più tranquilla. In più, mi sono trovata un hobby che fosse solo mio, che non venga "inquinato" da altri. Lavoro all'uncinetto. Certo, il lavoro finale verrà sottoposto, volente o nolente, al giudizio degli altri, ma finché sferruzzo, non penso ad altro. E bello o brutto che sarà il risultato, almeno è una cosa che ho fatto io e che mi dà soddisfazione. E soprattutto, imparo a portare pazienza e a non pretendere le cose tutto e subito. Purtroppo quella è una dinamica che non ho mai imparato bene. Sono piuttosto impaziente di base, e in più ho passato otto anni in depressione nera, quindi non ne potevo più di aspettare che le cose si risolvessero con i loro tempi. Aggiungiamo il fatto che la mia vita è cambiata all'improvviso e poi è sembrata arrivare a un altro punto di blocco, puoi ben capire come mi sia sentita. Ho dovuto fare un passo indietro e riprendermi.
Non so se questi miei accorgimenti sono applicabili anche a te, ma il mio consiglio è esattamente questo: non rimanere da sola ad affrontare il tuo demone. Ricordati comunque che non sei il tuo passato. Non so che vita tu abbia fatto, ma mi è sembrato di capire che l'hai rimessa in carreggiata. Non è una cosa da poco, credimi. Non mollare adesso. Parla con tuo marito, trova uno psicoterapeuta e armati di tanta pazienza. Ma vedrai che ne uscirai.
Sfogante
Ciao Criseide, grazie mille per la tua risposta preziosissima. Penso di averla riletta almeno quattro volte.
Per ora non riesco a fare quel passo che mi faccia tenere la testa fuori, ma mi riconosco in alcuni tuoi pensieri.
L’impazienza, la voglia di contrastarla andando per gradi.
Ci proverò prima o poi.
Grazie
Verdeacido
La felicità c'è per tutti
Ciao, ho letto con attenzione il tuo sfogo. Secondo me, per quanto buio, c'è sempre la vita d'uscita. E' come quando c'è la nebbia in strada: magari la trovi per qualche chilometro, sembra non finire mai, ma poi di colpo sparisce e arriva la luce e tutto si schiarisce. Secondo me con la tristezza (preferisco chiamarla così) è la stessa cosa, sembra tutto uguale e senza fine o via d'uscita, ma la fine e l'inizio delle cose belle è solo più avanti. Magari ci vuole più tempo per raggiungerlo, ma l'importante è mettersi in moto. Devi decidere di aiutarti o farti aiutare.
Piuttosto, hai definito "vita del cazzo"... Ma come va o come ti senti nella tua vita nel matrimonio? Anche quella è una componente importante eh...
Sfogante
Mio marito era uno stronzo. Lo è stato per molto tempo. Ma ora è un marito a dir poco perfetto. Si fa in quattro per casa nostra... intendo dire che i suoi sforzi sono rivolti al benessere della "famiglia" anche se la famiglia siamo solo noi due.
Inizio a sentirmi inadeguata anche per lui, che inizia a "lamentarsi" di me
Ad ogni modo, grazie mille : )
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non è una domanda da poco,ci si nasce,ci si diventa,tutte due le cose,manco gli esperti ci capiscono granchè.di certo non si cambia,è una falsa promessa,almeno secondo me