Mer
17
Gen
2018
Problema con una mia amica
Ho quasi 30 anni e da 4 anni ho un lavoro che mi dà soddisfazioni, mi permette di avere del tempo libero e di viaggiare spesso. Viaggiare mi piace e sono molto felice.
Ho però un problema con un'amica che si è laureata 6 anni fa insieme a me e che ancora non lavora.
Premetto che io di carattere sono molto più forte e indipendente, lei invece è molto timida, non sa farsi valere e non sa opporsi al volere dei suoi genitori. I suoi genitori le hanno vietato di cercarsi un lavoro dopo la laurea, la tengono a casa, la mandano solo a fare la spesa e le fanno pure il terzo grado se ci mette trenta secondi in più a tornare.
Non la fanno più neanche uscire perché "finché ti manteniamo noi non esci a divertirti, quando avrai un lavoro uscirai", ma poi ogni volta che è stata chiamata a fare un colloquio le hanno vietato di andarci.
Riesco a vederla solo un'ora la domenica, lei esce con la scusa della Messa e ci vediamo al bar.
E lei essendo remissiva, non concepisce l'idea di ribellarsi, preferisce sputare veleno contro di me accusandomi di andare sempre in giro a divertirmi.
Insomma ce l'ha con me perché io lavoro, viaggio, non sono reclusa come lei. Lei però non ha mai fatto niente per far capire ai genitori che sta male, ogni cosa che le dicono i genitori lei dice "sì", piega la testa e non parla.
Io però non ce la faccio più a farmi trattare così solo perché lei è invidiosa della mia vita. Nessuno mi ha regalato niente, è lei che riesce a fare le cose solo se ha il permesso esplicito dei suoi genitori.
Domenica scorsa sono sbottata e l'ho minacciata: o si dà da fare e affronta i suoi genitori una volta per tutte, o vado io dai suoi genitori e dico loro che a Messa non ci va e che la Messa è una scusa per vedersi con me, e che sta male, e per questo è arrabbiata con me.
Lei è scoppiata a piangere.
Cosa posso fare per scuoterla in modo che sia anche lei felice e non sia più invidiosa di me?
1 commento
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Non credo che tu possa fare una cosa più sbagliata che andare a parlare con i suoi genitori.
Credi non sappiano che, con il loro comportamento, le stanno rovinando la vita? Lo sanno eccome, ma avere una cameriera e, fra qualche anno, una badante a costo zero, per loro è molto più importante del futuro della figlia.
La tengono in pugno: non può uscire a divertirsi perché non lavora, ma non può lavorare perché loro si oppongono. E' vero, una persona di trent'anni potrebbe aprire la porta di casa e uscire in qualsiasi momento ma, probabilmente, l'hanno talmente condizionata che per lei è impossibile pensare di agire senza la loro approvazione.
Secondo me, qui siamo di fronte ad un caso di maltrattamento psicologico; potresti provare a rivolgerti a un'associazione di supporto alle donne maltrattate e chiedere consigli su come sia meglio aiutarla.
Se la critichi e la minacci rischi di farla chiudere ancora di più in se stessa, mentre lei ha bisogno di prendere coscienza della situazione in cui si trova.