Sab

07

Giu

2014

pensieri notturni

Sfogo di Avatar di Ambra lunaAmbra luna | Categoria: Altro

Io ammiro chi ha vera fede e chi crede, penso infatti, che abbia sempre una speranza in piú, di scorta, per le evenienze.conosco una persona cosí, è mia nonna, la mia cara e adorata nonna, forte come un salice e dalla granitica fede. L'ammiro perchè è vissuta in un mondo pulito, meno contaminato, l'ammiro perchè è saggia, di quella sapienza data dalla cultura, dalle passioni e dall'esperienza. Ammiro mia nonna perchè dalla sua bocca escono solo parole gentili e serene, l'ammiro perchè non potrebbe vivere senza mio nonno. Loro incarnano la poesia " ho sceso un milione di scale" di Montale, la poesia d'amore piú bella e semplice in assoluto.  Mia nonna è il mio idolo. Io ho paura della parola fine verso tutto ció che reputo importante, ho paura di morire senza realizzare i miei sogni /obiettivi, ho paura di perdere le persone care, ho paura di non amare e di imprigionarmi nella mia durezz,. La mia credenza nel caso non mi aiuta in questo. In certi momenti vorrei avere fede, per sentirmi piú protetta non per altro. le regole e le rigidità proprio non le tollero

60 commenti

che bello quello che scrivi ambra :)

Avatar di senzacielosenzacielo alle 08:12 del 07-06-2014

Le nonne ed i nonni sono uno spaccato di vita, un vissuto ricco d'esperienza e saggezza. Dal mio punto di vista, non credo minimamente che il mondo a quei tempi fosse più pulito, era semplicemente più ipocrita ed in molti aspetti anche più malleabile, d'altronde se parliamo di dopoguerra, molto spesso ho sentito dire da anziani come la fine di quel conflitto e di quelle sofferenza doveva essere per forza un punto esclamativo. Forse saranno stati gli anni in cui si credeva davvero ad un ideale, di questo ne sono quasi certo ma era un mondo per alcuni aspetti ampiamente più "sporco" del nostro. Quello che ammiravo pero comete dei miei nonni, era la fiducia incrollabile nel domani, la forza di volontà e l'incredibile capacita di vivere con nulla. Mia nonna non ha praticamente mai comprato un filo, prendeva i pezzetti di spago, li univa tra loro e ed ecco un bel filo dove appendere i panni. Dovremmo imparare da loro, si vive bene con poco, il resto è in fin dei conti superfluo

Avatar di SetantaSetanta alle 10:12 del 07-06-2014

la fede è soltanto un regalo di Dio...

Avatar di RorschachRorschach alle 10:33 del 07-06-2014

Ciao ambraluna, ho scritto già nell'altro post, metti da parte il tuo narcisismo, non farlo diventare una patologia, non fare come me, ho distrutto storie d'amore, ho perso grandi occasioni per via di questo disturbo...cerca di vivere con più serenità.  Anche per me ci sono stati episodi scatenanti che hanno completamente stravolto il mio carattere, ora mi guardo allo specchio e mi sento "Figo" ma in realtà è un qualcosa di cui sono prigioniero, che mi ha portato solo a complicarmi la vita. Quando metti l'orgoglio sopra ogni cosa, perdi di vista i veri obiettivi, e le vere gioie della vita. Chi è veramente forte non deve dimostrarlo ne agli altri, ne tantomeno a se stesso. La forza è nella serenità con cui si vive la vita...

Avatar di AnonimoAnonimo alle 10:47 del 07-06-2014
si

Hai ragione, poi si vuole sempre di piú e si vuole subito. Siamo fortunati ad avere una eredità preziosa come loro. Io un'altra cosa che apprezzo e si ricollega a quello che scrivi tu, é il loro modo di godere, vivere la festa: il vestito piú bello per il giorno di festa, il lauto  pranzo tutto fatto in casa, la passeggiata..mia nonna mi ha cresciuto, a lei devo tanto. Mi ha fatto camminare, e regalato il primo libro da leggere. Mi ha insegnato a coltivare la fantasia e i sogni. Non è riuscita a fare lo stesso con la fede, purtroppo. Lei peró non lo sa esplicitamente che sono atea, le darei un grosso dispiacere. Credo nel caso, che avolte gioca i dadi ma è perfetto nella sua imperfezione. Si hanno vissuto la guerra, gli anni 70, anni della solidarietà e dell'integrazione. Sono stata ad un convegno, un tizio diceva che l'integrazione dell'alunno disabile (data dall'abolizione delle classi differenziali e scuole speciali) è stata possibile grazie alla politica di quegli anni (1977) , e l'italia è l'unica con questo sistema di inclusione.Non Perchè siamo stati i migliori di altri, ma avevamo una situazione politica sociale e culturale piú favorevole. É stato detto che se si cercasse di fare ora tutto questo, sarebbe impossibile. Non solo si tende a medicalizzare tutto (della serie:meglio un pó malato piuttosto vhe bocciato)  ma la società è diversa, c'è questo ideale di bellezza e di perfezione che ridemensiona quotidianamente il concetto di normalità. Sono andata fuoritema, mi andava di scrivere :)

Avatar di Ambra lunaAmbra luna alle 10:56 del 07-06-2014

Ciao, è vero chi ha fede da molte più chances, ma secondo me non si tratta di osservare delle regole, più che altro è quello di saper contemplare le leggi universali. Tu sei una persona molto sensibile, e se ancora non è successo non è detto che Dio non si riveli, forse non è il momento. Non Sperare in una visione angelica, nemmeno in un miracolo, è qualcosa di molto interiore di cui tu sola avrai percezione. Ti auguro che ciò avvenga.

Avatar di InnominatoInnominato alle 11:50 del 07-06-2014

Gran bel pensiero 

Avatar di vaiserenovaisereno alle 12:36 del 07-06-2014

Grazie, Vaisereno.

Avatar di InnominatoInnominato alle 12:54 del 07-06-2014

Scusa, non era per me !?!, Ahahah.

Avatar di InnominatoInnominato alle 12:55 del 07-06-2014

Ciao Innonimato,diciamo era per Ambra.ma leggendo ora tutti i commenti.molto belli,in particolare condivido quello che dice l'anonimo delle10:47 nelle ultime quattro righe.la forza sta' nella serenita' interiore

Avatar di vaiserenovaisereno alle 14:04 del 07-06-2014

Ciao, si lo so, è stato, spero un modo spiritoso per salutarti. :)

Avatar di InnominatoInnominato alle 14:09 del 07-06-2014

A grazie :) e' sempre bello ricevere un saluto.un abbraccio 

Avatar di vaiserenovaisereno alle 14:16 del 07-06-2014

E aggiungerei serenita' e quel tocco di sana incazzattura.chiamiamola sana rabbia.prelevarla dal cuore e usarla per affrontare la vita 

Avatar di vaiserenovaisereno alle 14:42 del 07-06-2014

Però no so, io non lo vedo questo narcisismo, nell'altro post lei dice che si rende conto che a volte se la canta da sola, è un po per convincersi che ci può riuscire, come Schopenhauer insegna :). Cosa c'è di sbagliato? C'è una tecnica che si chiama "Visualizzazione". :)

Avatar di InnominatoInnominato alle 14:53 del 07-06-2014

Ho letto ora l'altro suo sfogo.e pero' non male.la cattiveria giusta c'e'.ma piu' che sete di vendetta mi sembra.sete di vivere. molto bene.prima parlavo in generale.mi aveva colpito il pensiero dell'anonimo

Avatar di vaiserenovaisereno alle 15:10 del 07-06-2014

Mi incuriosiscono queste cose.in cosa consiste la tecnica di visualizzazione?  

Avatar di vaiserenovaisereno alle 15:20 del 07-06-2014

Ahahah, è un video che ho visto su youtube:

La visualizzazione e sognare ad occhi aperti con uno scopo, la capacita di  visualizzare i sogni agira da catalizzatore nella loro creazione. Specifiche tecniche di visualizzazione sono un altro strumento incredibilmente potente di creazione. Alcuni psicologi sostengono che un'ora di visualizzazione vale come sette ore di sforzo fisico perche la mente subconscia non riesce a distinguere fra un'esperienza reale e una immaginata vividamente. Il subconscio, infatti, non fa differenze fra ricordi, immaginazione ed esperinze reali. Attraverso le varie tecniche di visualizzione si puo davvero vivere qualsiasi situazione come fosse reale. A seguito della situazione che si sta visualizzando, si possono generare
le risposte emozionali e fisiologiche come conseguenza della visualizzione stessa.

Tu sei responsabile delle immagini che crei nella tua mente. Dunque se sprechi tempo ed energia a immaginare gli scenari peggiori nella vita, rispondi fisicamente ed emotivamente e quelle immagini e attrai lo stesso tipo di energia negativa. Devi scegliere deliberatamente di visualizzare immagini positive, ispiratrici, incoraggianti, per creare una controparte vibrazionale adatta a cio che vuoi attrarre nella vita. Questo e il potere della visualizzazione.

Era un appunto preso proprio da questo video, te l'ho riportato con un copia e incolla. 

Avatar di InnominatoInnominato alle 15:29 del 07-06-2014

Per ora stacco, magari tra un'ora riprendo. 

Avatar di InnominatoInnominato alle 15:30 del 07-06-2014

Grazie,molto interessante.ci vorrebbe una grande concentrazione.ma meglio vivere il reale.mi piacerebbe riuscirci e immaginare che marpiono le ragazze ombrelline di super bike.ma nello specifico quelle della bevanda.monster.more con due tette cosi'.quanta roba :) 

Avatar di vaiserenovaisereno alle 15:46 del 07-06-2014

Ahaha, meglio essere più pratici va,  

ma vaisereno non è che immaggini due belle tette e ti spuntano addosso e? :D Io non sono un professionista della materia però volendo applicare qualche nozione è come dire "non piangertela addosso", se uno pensa in negativo (tipico dei depressi e dei pessimisti) è ovvio che poi se le tira tutte contro, non è che devi trattare le cose con leggerezza ma cercare di alimentare un po di autostima, non saprei. :D

Non so se la faccina è giusta, ahahaha. 

Avatar di InnominatoInnominato alle 16:52 del 07-06-2014

*Immagini

Avatar di InnominatoInnominato alle 16:57 del 07-06-2014

Piu' che d'acordo su quello che dici.avere una propria personalita',energia interiore e incrementarla giono dopo giorno e' molto importante per raggiungere la serenita'.devo andare,grazie della bella chiaccherata.mi ha fatto veramente piacere.buon proseguimento di giornata :)

Avatar di vaiserenovaisereno alle 17:28 del 07-06-2014

Buona serata allora, a rilerggerti. :)

Avatar di InnominatoInnominato alle 17:31 del 07-06-2014

*rileggerti, caspita butterò questa tastiera ma forse ci vuole un caffè.

Avatar di InnominatoInnominato alle 17:33 del 07-06-2014

╔═════════════════════════════════════════════════════════╗

║ La mia prima reazione è che se uno pensa di avere un amico immaginario che ha creato ║ l'universo allora questo ha bisogno di andare da uno strizzacervelli, ma siccome si chiama 'religione' deve essere invece tollerata.

Un po' più a freddo, ammiro una cosa del genere anch'io, in un certo senso, ma non è necessaria la "fede" né trovo sano avere false aspettative (che non significa non avere speranza).

║Diciamo che trovo scorretto attribuire certe cose a chi non competono. ║
╚═════════════════════════════════════════════════════════╝

Avatar di farnightfarnight alle 21:10 del 07-06-2014

Ottimo il quadro stile funerale, ma a me non compare perfettamente disegnato, complimenti per averci provato. Chi si dichiara ateo non può comprendere chi ha fede, si è già discusso questo dilemma, è scorretto parlare di Dio quando non si è veramente a conoscenza. Se poi vuoi criticare fallo pure ma non partire subito con la prima marcia che ti capita, di religioni ce ne sono tante e tu ti sei già partito con l'idea di un tizio a tua immagine e somiglianza. Non credi di essere troppo presuntuoso?

Avatar di InnominatoInnominato alle 21:26 del 07-06-2014

>Ottimo il quadro stile funerale
Eh purtroppo non si può ritentare, spedisci e speri.

Preferisco dichiararmi non credente che ateo, anche non è scorretto. È solo che 'ateo' ha troppi significati, è troppo interpretabile.

Essere atei non implica non capire chi crede. Non c'entra con l'ateismo, c'entra con le conoscenze e le esperienze della persona. Tra l'altro, magari uno prima di arrivare ad essere ateo potrebbe essere stato credente.
Il discorso comunque mi pare abbastanza vuoto, dal momento che non mi è mai sembrato che una persona che ha "fede" abbia capito cosa significhi "aver fede". Qualcuno ha accennato qualche breve spiegazione, ma non è mai andato oltre.

>Se poi vuoi criticare
È una critica costruttiva: esiste una cura. :P
Posso e devo criticare le idee, non mi interessa criticare le persone. Di religioni ce ne son tante, migliaia di migliaia, ognuna che dice di essere quella vera e col suo eventuale messia. Alla fine serve una mia critica? No, direi che fanno tutto da sole.

 

>sei già partito con l'idea di un tizio a tua immagine e somiglianzaMmmmm no. È difficile da spiegare, ma non credo nemmeno il fatto sussista. >Non credi di essere troppo presuntuoso?
A me sembra un po' presuntuoso chi dice di avere un testo sacro in mano e per questo si sente di dire la sua su tutto e su tutti.
Comunque mi basta che chi mi risponde sia consapevole di tutta la risposta, non solo di un pezzo.

 

Avatar di farnightfarnight alle 21:59 del 07-06-2014

io sono una NON CREDENTE.  ex cattolica, cresciuta in una famiglia tale, studiato in scuole di suore, praticante, ma anticlericale da sempre.

E' stato un percorso che è maturato con il tempo, con lo studio e l'esperienza.  Ho lavorato addirittura per potentissima congregazione, riuscendo a capire non solo da fuori, ma da dentro, le dinamiche e la vera applicazione dei principi in ambito interno.

Gli occhi si possono aprire prima o poi.  Sta a noi il voler vivere con un’idea o rivalutarla.

Ora mi sento veramente in pace e in equilibrio.  Non sono più tenuta ad accettare, a chinare la testa e farmi condizionare, a influenzare la mente, il corpo, i sogni e i progetti.

Chi non crede non è in torto.

E' in torto è chi crede e vuole insegnare agli altri la sua opinione come verità.

E' più solida una persona che non crede, atea, che tanti che praticano religione in modo ipocrita, nascondendosi dietro  un presunto buonismo, stato beato di santità per i rituali settimanali, scordandosi che la vita è una, che le verità ce le hai di fronte al tuo naso, che basta buon senso e molta informazione per arrivare benissimo a una sana e chiara conclusione.

Si pretende rispetto nell'accettare le idee, come se nel contrastare ci fosse offesa grande; è più offensivo  sfruttare la gente grazie alle loro paure, alle loro speranze, fare il business più grande al mondo, senza controlli e troppi privilegi.

La fede è un unguento che tutti applicano per lenire i momenti, per sperare nella sofferenza, per nutrire un magari, giustificando anche le disgrazie per volontà di qualcuno più grande.   

Grandi furbi quelli che manipolano le persone, le sfruttano e che non hanno quel minimo di onestà di riconoscere nemmeno la diversità in tante cose.  

Starei a scrivere un papiro enorme, rispetto chi vuole crederci, sono coerente con la libertà di pensiero e di opinione.  

Avatar di LuceSerenaLuceSerena alle 22:17 del 07-06-2014

La definizione di religione è problematica e dibattuta.

Da un punto di vista fenomenologico-religioso il termine "religione" è collegato alla nozione di sacro:

« Secondo Nathan Söderblom, Rudolf Otto e Mircea Eliade, la religione è per l'uomo la percezione di un "totalmente Altro"; ciò ha come conseguenza un'esperienza delsacro che a sua volta dà luogo a un comportamento sui generis. Questa esperienza, non riconducibile ad altre, caratterizza l'homo religiosus delle diverse culture storiche dell'umanità. In tale prospettiva, ogni religione è inseparabile dall'homo religiosus, poiché essa sottende e traduce la sua Weltanschauung (Georges Dumézil). La religione elabora una spiegazione del destino umano (Geo Widengren) e conduce a un comportamento che attraverso miti, riti e simboli attualizza l'esperienza del sacro. »(Julien Ries. Le origini, le religioni. Milano, Jaca Book, 1992, pagg.7-23)

Da un punto di vista storico-religioso la "nozione" di "religione" è collegata al suo esprimersi storico:

« Ogni tentativo di definire il concetto di "religione", circoscrivendo l'area semantica che esso comprende, non può prescindere dalla constatazione che esso, al pari di altri concetti fondamentali e generali della storia delle religioni e della scienza della religione, ha una origine storica precisa e suoi peculiari sviluppi, che ne condizionano l'estensione e l'utilizzo. [...] Considerata questa prospettiva, la definizione della "religione" è per sua natura operativa e non reale: essa, cioè, non persegue lo scopo di cogliere la "realtà" della religione, ma di definire in modo provvisorio, come work in progress, che cosa sia "religione" in quelle società e in quelle tradizioni oggetto di indagine e che si differenziano nei loro esiti e nelle loro manifestazioni dai modi a noi abituali. »(Giovanni Filoramo. Religione in Dizionario delle religioni (a cura di Giovanni Filoramo). Torino, Einaudi, 1993, pag.620)

Da un punto di vista antropologico-religioso la "religione" corrisponde al suo modo peculiare di manifestarsi nella cultura:

« Le concezioni religiose si esprimono in simboli, in miti, in forme rituali e rappresentazioni artistiche che formano sistemi generali di orientamento del pensiero e di spiegazione del mondo, di valori ideali e di modelli di riferimento »(Enrico Comba. Antropologia delle religioni. Un'introduzione. Bari, Laterza, 2008, pag.3)

Anche se come evidenzia lo stesso Enrico Comba:

« Non è dunque possibile stabilire un criterio assoluto per distinguere i sistemi religiosi da quelli non religiosi nel vasto repertorio delle culture umane »(Enrico Comba. Op.cit. pag.28)

Quindi, come notano Carlo Tullio Altan e Marcello Massenzio, il fenomeno della religione:

« come forma specifica della cultura umana, ovunque presente nella storia e nella geografia, è un fenomeno estremamente complesso, che va studiato con molteplici procedure, mano a mano che queste ci vengono offerte dal progresso degli studi delle scienze umane, senza pretendere di dire mai in proposito l'ultima parola, come accade per un lavoro che sia costantemente in corso d'opera. »

Avatar di vaiserenovaisereno alle 22:39 del 07-06-2014

non l'ho scritto io.l'ho copiato da internet.volevo sentire l'ebrezza di scrivere qualcosa di serio.e per rispondere in un certo modo a LuceSerena.ci tengo a fare bella figura

Avatar di vaiserenovaisereno alle 22:43 del 07-06-2014

Farnight, questa sera non posso replicare, appena posso, posterò la road map sulla questione, aveva ragione, mi pare mielefiele quando diceva che non conviene discutere su Dio e la religione, perchè poi si finisce a litigare, il fatto è solo che ognuno che arriva appena sente parlare di religione parte subito con quello che sa sopratutto se si dichiara ateo, allora che facciamo ricominciamo dal principio?

Avatar di InnominatoInnominato alle 23:01 del 07-06-2014

grazie vaisereno del pensiero.  Sei sempre unico.

E' una vita che si scrive a proposito, potremo qua passare dei giorni a discutere a fare commenti.

il sodo della cosa è la libertà di pensiero; è il rispetto verso quella libertà; è la non prevaricazione ma la semplicità e l'onestà nel porsi, in modo umile, paritario, ascoltando attentamente e riflettendo. La chiusura mentale ci fa ostinare e barricare dietro fiumi e fiumi di inchiostro e pensieri,  sapendo che comunque alla base ci siamo tutti e che la scommessa è vivere e portare e termine un importante progetto personale.Se rispettato, sarebbe meglio.

Come ogni teoria, e in questa che muove l'economia del mondo, le volontà e le politiche provvedono a serie argomentazioni che sono musica per chi vuole sentirsele dire. Di fronte al fanatismo non c'è nulla da fare.

 vi auguro buona discussione, sperando qualcuno abbia il tempo e la voglia di parlare onestamente e riflettere di quanto sia più sano per questo mondo affrontare delle verità.  Non è che quello che hanno combinato finora tutti sia stato molto buono. Facciamo parlare i fatti, le diseguaglianze, lo sfruttamento delle religioni delle nazioni non istruite, dei politici legati ai religiosi, dei mafiosi religiosi, insomma, abbiamo materiale da vendere.

buona notte cari amici.

Avatar di LuceSerenaLuceSerena alle 00:37 del 08-06-2014

Prego LuceSerena :D sono d'accordo sul fatto della liberta' di pensiero.insomma su tutto quello che hai detto.buona notte,baci abbracci

Avatar di vaiserenovaisereno alle 00:55 del 08-06-2014

Personalmente credo in un Dio ma stranamente concordo in toto con Farnight, che non crede.

É vero, la fede non è necessaria e trovo anche superficiale affidarsi ad un Dio che potrebbe anche essere frutto della nostra immaginazione. Spesso ho sentito pronunciare la frase: "Dio ci pensa" o "come vuole Dio". Eh no, dobbiamo pensarci noi, neanche sappiamo se può aiutarci. Ovviamente parlo di una fede più estremista.
Infatti trovo l'ateo, quello accanito che non riesce a liberarsi dal pensiero di Dio, anch'esso alla stregua di un religioso che cerca di convincere gli altri che Dio esiste, solo che lui lo fa al contrario. Ci vorrebbe equilibrio in tutte le cose, è quella la vera libertà di pensiero.

La religione cattolica, tra tutte, è la più incoerente, contraddittoria, incongruente. Penso la bibbia sia solo uno strumento di controllo, il più potente mai costruito.

Avatar di petripetri alle 11:45 del 08-06-2014
ragazzi

Grazie di cuore per i vostri pensieri. É molto bello questo sito, si imparano tante cose e ci si arricchisce. Sono fuori, in settimana spero di replicare con calma. Buon pranzo e buona domenica a tutti 

Avatar di Ambra lunaAmbra luna alle 13:06 del 08-06-2014
Innominato

Non ti preoccupare, non ho l'abitudine di litigare. Anzi, dei tdg mi avevano promesso di ripassare questa mattina, ma non si son fatti vivi, va sempre a finire così.

Discutere di religione si può, ma bisogna chiarire i termini che uno usa, è utile evitare espressione generiche (si dice che..., tutti quanti fanno...) e invece prendersi la responsabilità di ciò che si dice, e tante altre cose piccole e grandi. Io quello che dico lo dico per mia esperienza, per quello che ho letto, con la consapevolezza delle discussioni che ho avuto. È una faccenda complessa, se si affronta nel suo intero tutti quanti perdono. "Basta" non perdersi negli argomenti e partire dall'inizio, accordandosi, invece che in media res, perché bisogna comprendere su cosa non si è d'accordo.

@petri
Non so se oramai ho perso la sensibilità, ma il cattolicesimo non mi è mai apparso così estremo :P Prova a leggere dello yoga, quello a me smuove qualcosa...

Avatar di farnightfarnight alle 14:27 del 08-06-2014

Forse non è il cattolicesimo ad essere estremo ma il pensiero dei fedeli. Non ci sarebbe neanche ragione visto che tale religione è piuttosto vaga.

Giusto per dirne una: se si scoprisse vita intelligente su altri pianeti, cosa alquanto probabile, tutte le credenze delle sacre scritture crollerebbero come un castello di carte, la stessa cosa non varrebbe per le altre religioni, questo perché il cattolicesimo è l'unica ad avere il Dio incarnato.

Personalmente ritengo la fede la sorella maggiore della suggestione, anche per lo yoga ce ne vuole. L'ho provato, nella pratica intendo, a me non ha smosso niente, mentre alla mia ex compagna, in parte, le ha cambiato la vita, in meglio ovviamente. É sempre una questione di predisposizione. Sarò troppo cinico io? :)

Avatar di petripetri alle 17:20 del 08-06-2014

La religione esiste attraverso i fedeli, alla fine. Un libro sacro non si interpreta né diventa famoso da solo...

Il bello della religione è che muta. Se venisse scoperta vita su altri pianeti, finché a qualcuno servirà credere la religione esisterà, non importa cosa succeda.

Troppo cinico? No, forse no.
Quando intendo yoga intendo la teoria, come interpreta il mondo. 

Avatar di farnightfarnight alle 10:59 del 09-06-2014

Non ne sono sicuro ma il termine yoga credo s'intenda più la tecnica di meditazione e ascesi, che trascende ovviamente in uno stile di vita, che risulterebbe alquanto difficile per me. Anche se nello specifico esiste il mantra yoga, raja yoga ed altre varianti che non ricordo.

L'induismo racchiude tantissime discipline ascetiche e sul fatto che sia affascinante ti do ragione. É più coerente del cattolicesimo proprio nell'interpretazione della creazione e nel ciclo della vita.

 

Avatar di petripetri alle 11:25 del 09-06-2014

@farnight... chiedo scusa per il papiro ma ormai l'ho scritto e  ve lo sorbite, aahaha.

E allora: Ammetto che stavo per partire forte e darci giù pesantemente sul tuo post, ma poi è pure giusto cambiare idea. Se una persona non crede, oppure non ha fede, quando vuole parlarne lo fa scrivendo uno sfogo come ha fatto Ambraluna. Se invece cerca di fare un cartello e metterci dentro una bella frase tipo "sono tutte cazzate" allora tutto ciò appare provocatorio. Quando ci metti una frase dove al centro io leggo "amico immaginario", io capisco che ti riferisci ad un qualcuno che non esiste, allora tu non sei uno che non crede, tu sei ateo. E mi dispiace ma sei tu che non hai capito la differenza, poi mi hai chiesto se conosco io la differenza tra avere fede e credere.

Devo dire pure, che poco prima avevo seguito i tuoi commenti qua e la sul sito, postare il simbolo > sulle frasi che vuoi sottolineare, a mo di prompt dei comandi, può dar fastidio a chi deve leggere, e a me dava pure una brutta sensazione negativa, come quando si scrive in maiuscolo, ma anche peggio. Non potendoci guardare negli occhi, non è male cercare di usare un modo di esprimersi chiaro, che ne pensi?

Mi ha dato l'impressione, che se tu avessi avuto la possibilità di craccare il sito facendo apparire sotto la testata "SFOGHIAMOCI" una bella frase tipo: "Qui non si scrivono cazzate su Dio e religione" lo avresti fatto.

La mia preoccupazione, più che altro è il fatto che credo di essere stato io a introdurre "Dio" tra gli sfoghi in questo sito. Effettivamente lo cito spesso ma credimi, io non voglio evangelizzare nessuno, ma il punto è che poi dal momento in cui Lui fa parte del mio discorso, ciò risulta inaccettabile per chi non riconosce questa Entità. Ho sempre cercato il modo di renderlo comprensibile ma a quanto pare, già solo citare Dio da fastidio, ma da fastidio pure a me specificare ogni volta. Vorrei aggiungere tra l'altro che tutti gli sfoghi, qui sono stati divisi in sette categorie, appunto i sette peccati capitali piu una generica. Ogni volta, dopo leggo qualcuno che mi scrive: A dio? chi cazzo lo conosce? 

Leggiti per favore i commenti ai miei sfoghi e ci sono pure le mie risposte, e poi almeno leggiti pure i commenti di questo che è di Bimbadolce dove hanno partecipato pure Petri e Setanta:
http://www.sfoghiamoci.com/Altro/10965/1/credente+e+non+credente.html

Farnight tu sei un perito informatico vero? Anche se non lo sei, l'esempio è calzante: Ogni programmatore serio, uno bravo di quelli con i "controcazzi", deve considerare un principio fondamentale, e cioè che il suo programma girerà su una macchina e i limiti di questo programma non possono andare oltre la potenza di calcolo e la struttura della macchina stessa. Scavalca pure il sistema operativo ma alla fine il tuo programma incontrerà i limiti eletronici della macchina su cui gira. 

Allora per semplificare, considera pure che Dio rappresenta il tuo computer, una macchina su cui girano tanti programmi sensienti quante sono le entità distinguibili nell'universo intero, praticamente come in matrix, praticamente una quantità di elementi infinita. Non ti dico una quantità finita, quello piace agli scienziati quando ci raccontano la storiella sul BigBang. A loro serve un punto di riferimento, un punto da cui partire per cercare un ordine. Universo? E chi lo dice che ce ne uno solo? Qua stanno già tendando di provare altre teorie: Quella delle stringhe ad esempio vuole provare la possibilità di universi paralleli. Ora se ti informi hai voglia a parlarne e discuterne, se dici che una cosa non esiste ti sei già preclusa la sorpresa di poterla scoprire.

Volevo ragionare come un'ateo convinto, ma non ci sono riuscito, qui pure i numeri sono infiniti e infatti molti scienziati invece di far finta che Dio non esiste ragionano con logica positiva.

Tutto quello che leggi sui testi sacri è un modo per trattare un argomento assai difficile da comprendere nella sua totalità, è impossibile per via dei limiti stessi degli uomini. 

Così i profeti si sono inventati storielle e gli scienziati si sono inventati il BigBang, e sono tutti stratagemmi per tentare di comprendere il Complesso Infinito che per me è Dio. 
Per te è ancora niente? Non esiste?

Mi avevi chiesto se io capisco la differenza tra Credo e Fede, ecco 

Nel mondo ci sono tante religioni e tutte quelle non considerate sette, tentano di elevare l'uomo e la sua anima ad un livello superiore, tutte hanno un valore comune: L'amore universale. Nel contempo 
ogni religione spiega Dio a suo modo, conduce i credenti a praticare dei riti artificiali, riti che io non so accettare completamente. Ammetto che il rito in se è un'occasione per costruire fratellanza ma non ci trovo nulla di mistico e spirituale.

Per me avere fede è più importante che credere, credere è fidarsi di chi può spiegare Dio, credere è seguire uno stile di comportamento dettato dalla religione, accettare una regola assoluta che deve essere rispettata a costo del sacrificio, senza magari esserne convinti completamente. 

Ciò fa del credente un peccatore inconsapevole. Chi crede è mediamente più fragile di chi ha fede, perché chi ha fede sente le leggi di Dio dentro di se, si materializzano e questo gli appare inconfutabile. Il credente invece osserva le leggi le studia, ma non le fa completamente sue. Per molti ammettere di non aver capito la fede e come ammettere la propria stupidità, da un certo punto di vista appare inutile per chi non la capisce. Allora per la maggiore, chi non ha il coraggio, la forza e la conoscenza per contrastare i dogmi, anche in virtù del bisogno di conoscere Dio, accetta una religione e la fa sua.

Il credente che ha deciso di seguire una religione, praticandola si prefigge di conoscere Dio. Le varie religioni cercano di spiegare cosa sia la fede, ma per capirla veramente deve esserci un moto interiore. Io non so se con la preghiera o la meditazione si possa raggiungere un tale livello di reale consapevolezza, perché in me ciò è avvenuto in un modo diverso. La mia natura, mi ha portato ad ambire la conoscenza, ad essere curioso del mondo e di come funziona, non so accettare nulla 
come dato di fatto ma ho bisogno di una spiegazione che abbia un minimo di logica, tutti i miei schemi mentali si sono evoluti in questo modo.

Ora Ambraluna si chiede se avere fede è una marcia in più, io dico di si, a me da questa sensazione, tu cosa pensi?

Farnight, non avere timore ad entrare in un luogo di culto o studiare testi sacri, occorre solo rispetto e voglia di capire, superando il pregiudizio potresti scoprire cose che non immaginavi. Pure le religioni si evolvono, è difficile da percepire perchè è un processo lento. E' tutto in evoluzione anche quando sembra il contrario. E pure ciascuno di noi partecipa, se lo vuole. Sempre ripeto, non ti voglio evangelizzare.

Un giorno un prete mi disse che aveva pregato per me, in realtà voleva dire che mi aveva pensato, questo è quello che ho scritto ad un utente di questo sito poco tempo fa, ogni tanto io ti penserò e se capita, se potrò commenterò volentieri i tuoi sfoghi.

Avatar di InnominatoInnominato alle 15:47 del 09-06-2014

@Petri
Sì in genere uno intende la tecnica di meditazione, quando dice yoga, ma saprai che dietro c'è una filosofia piuttosto sviluppata. che come tutte le religioni pretende di indirizzare problemi del mondo, significato della vita, e tutto quanto. Ci sono molte correnti, forse anche quelle quasi eretiche... Io ho discusso con un simpatizzante di Sarkar. Alla fine ci sono svariati punti che coincidono col cristianesimo, però non dirglielo :P

@innominato
Ci si legge dopo :P

Avatar di farnightfarnight alle 16:31 del 09-06-2014
Innominato

Basta che il papiro non diventi un'abitudine :P

Sono cosciente che quel post che ho scritto appaia provocatorio, ma non lo è. Una frase non dovrebbe pregiudicare tutto il contenuto. Se qualcuno avesse risposto 'duro', come dici tu, l'avrei accettato, e avrei poi ugualmente risposto... Certe reazioni possono servire a capire le persone che girano nel sito.
L'aver usato l'espressione "amico immaginario" non mi collega all'ateismo. Quella parola implica molto di più, mi spiace. Da sola, soprattutto, per mia esperienza viene usatoa più che altro per offendere o per far pensar qualcosa di male su qualcuno.
Mi ricordo qualcosa sulla differenza tra fede e credere, ma non ricordo dov'era...

L'uso del maggiore serve per indicare che sto rispondendo ad una parte specifica del messaggio. Dato che spesso e volentieri si mettono tanti contenuti eterogenei, è impossibile fare un discorso solo che comprenda tutto, perciò ti dico: sto rispondendo a questo punto. Infatti prendo sempre le prime parole del paragrafo.
Lo stile è quello delle email e delle mailing list, dove al testo a cui rispondi vengono appunto anteposti i > ad ogni riga. Non serve interpretare oltre; significa anche "non sto ignorando quella parte", e "attenzione: anche nel caso non si capisse il collegamento, questa effettivamente è la risposta a quel punto, per me il collegamento c'è; se non ci siamo capiti, rispondi qui".

>Mi ha dato l'impressione
Assolutamente no, non ho nessun desiderio di quel tipo; immagina di leggere quello che scrivo con una voce robotica, clinica, asettica, senza emozioni.

 

>La mia preoccupazionePer te è naturale inserire "Dio" come per me è naturale il contrario. Lo facciamo io e te e lo fanno molti altri. Qualcuno non comprende la profondità della cosa, e si offende, chiede di smettere con questo comportamento. Che vuoi che ti dica, fa parte del comprendere come discorrere/dibattere e del capire con chi si sta parlando, in opposizione al concentrarsi su questi cavilli. >Farnight tu sei un perito
Sì. Apro una piccola parentesi:
>A loro serve un punto di riferimento
Uno scienziato degno di questo nome dovrebbe avere un comportamento opposto, tutto è dubitabile, tutto è mutabile (messa molto astrattamente). Sono i credenti che vogliono l'assoluto perché se no nulla ha senso, per uno scienziato questo non è un problema.
Chiusa parentesi.
A volte l'affermazione "x non esiste" non mi sembra tanto problematica, nel senso, per alcuni soggetti può starci.
Il big bang sarebbe uno stratagemma per comprendere il "complesso infinito"? Qualcuno si diletta in queste cose, ma credo e spero che la maggior parte differisca.
Magari i testi sacri sono un modo per avvicinarcisi... A occhio direi il modo sbagliato, per miliardi di ragioni. Una disciplina basata su descrivi-sperimenta mi sembra più adatta. Poi appunto magari comprenderlo (qualsiasi cosa significhi) è impossibile, ma nessuno di serio ha quello scopo. Proseguire per quella strada dà i suoi risultati, è una strada utile da seguire.
>Per te è ancora niente? Non esiste?Non mi pongo la domanda se esista o meno. La domanda, per me, non sussiste.

 

 

>tutte hanno un valore comune: L'amore universale.Mmmmm no, dovrei ricontrollare ma non mi pare. Anzi, sono piuttosto sicuro di no.
>Nel contempo ogni religione spiega Dio a suo modo
Troppo semplificativo. "Spiega il sovrannaturale" è già più vicino alla verità. Non ti sei mai chiesto la presenza, l'origine dei rituali?
Sul resto più o meno son d'accordo, poi viene questo. "Chi ha fede sente le leggi Dio dentro di sé": ci sta, ma descritto così è un processo molto superficiale. Il cervello è in grado di autoingannarsi in questo modo, non c'è bisogno di ricorrere ad un'entità di quella magnitudine per spiegarlo.

Vuoi comprendere il mondo, vuoi una spiegazione logica, ma con "Dio" la logica cessa di esistere. È un salto infinito da qualsiasi cosa tu parta per arrivarci. Ho letto alcuni testi sacri, e come si può vedere le mie conclusioni sono l'opposto di quelle di un credente. Voglia di capire? Sì. Pregiudizio? Posso metterlo da parte. Il rispetto? No, nessun rispetto. Le persone si son sbagliate per migliaia di anni, non ho rispetto per le loro idee, e per fortuna non serve averne, se no staremmo danzando intorno ad un totem, invece che discutendo su un sito web. >voleva dire che mi aveva pensato,Sì. http://www.sfoghiamoci.com/Altro/10965/1/credente+e+non+credente.htmlGli darò un'occhiata. 

 

Avatar di farnightfarnight alle 23:45 del 09-06-2014

Innominato, non lo so ma credo che nemmeno tu conosca la differenza tra credenza e fede, in realtà nessuno la conosce, perchè, come al solito, non si sa dove finisce una e dove inizia l'altra.
Nel post che hai evidenziato tu, si discuteva proprio di condizionamenti. "Quando entri in chiesa, spegni il cervello ed accendi il cuore..." mi è stato detto. Devo spegnere il cervello perchè la fede è questa? Beh, facciamo che torno in chiesa tra una decina d'anni, vediamo che succede, anche perchè mi pare il cuore serva solo a pompare sangue.

Non è vero che essere credente comporti ciò che hai scritto. Io lo sono ma non seguo nessuna religione, spesso mi piace definire, il mio credo, personal, senza condizionamenti, senza che mi si debbano dire delle cose con tante belle parole ed io a bocca aperta essere affascinato, dare per scontato ciò che il mio interlocutore non riesce a spiegarmi e perciò mi chiede, giustamente, di spegnere il mio optional (il cervello). Una volta fatto ciò, si possono seguire le leggi di Dio, ma poi quali sarebbero? Ah già, la bibbia, me ne dimentico sempre.

Perché le religioni mutano? Semplice, si devono adattare alla gente che inizia ad aprire gli occhi, altrimenti si perdono gli abbonamenti. Per quale motivo il papa si sarebbe dimesso per lasciare spazio al nuovo? Vedetela come volete ma quella è solo una strategia, il colpo gobbo della chiesa per recuperare i fedeli persi. Il gregge si stava disperdendo, si doveva fare qualcosa, per fortuna ora è tornato all'ovile.

Una domandina semplice semplice e chiudo: Dio, per i cattolici, è onniscente. Ma se Dio sa tutto, anche ciò che succederà, che senso ha la storia del peccato originale, il libero arbitrio e la discesa di Gesù in terra? Non era tutto già scontato per lui?

Avatar di petripetri alle 02:42 del 10-06-2014

Non lo so Petri, credo però che tu non lo hai capito bene. Quando mi sono confrontato con chi si definisce credente e sopratutto praticante, dopo aver spiegato rispettosamente cosa penso di Dio alla fine per tagliare corto, mi sono dovuto definire un credente non allineato. Ora ho voluto cercare il significato del termine "credere" giusto per non sbagliare, e su treccani.it ho trovato: 

Credere=Ritenere vera una cosa, avere la persuasione che una cosa sia tale quale appare in sé stessa o quale ci è detta da altri, o quale il nostro sentimento vuole che sia.

Ecco, poi ti accorgi che pure i cristiani hanno da recitare a messa "il credo", dove tra l'altro, dopo aver specificato quali sono gli elementi fondametali della religione, il "credente" deve specificare che crede nella chiesa cristiana e cattolica. Con il "Credo" il Cristiano si identifica come tale, ma dopo vi è una sorta di fiducia sulla chiesa e volendo appare quasi come sottomissione. 

Mentre cercavo su google mi accorgo che esiste pure una rivista cristiana che si chiama "credere". Appare logico che tutti i cristiani pensino che credere equivale ad avere fede ma io continuo a pensare che credere è essere persuasi che una cosa sia tale e quale come ci è detta dagli altri, alla fine chi va a pregare potrebbe anche esserne talmente così suggestionato da poter dire che lo sente.

Ammetto però che io non lo so, perchè nessuno può veramente conoscere cosa c'è nell'animo altrui, tra l'altro se poi con un lavoro di meditazione e profonda preghiera si può avvertire quello che sto per dire, non posso confermarlo perchè non è successo a me. Se ciò può avvenire, chi ha esperienze simili potrebbe essere uno che poi ha fede. 

Per non cadere in equivoci allora dico di essere un credente non allineato perchè la mia ricerca la sto facendo per conto mio. 

Da non praticante ho avuto una esperienza particolare: In un momento sereno, un momento insospettabile per me, non c'era motivo, ne disagio, ho sentito, non so come definirlo, un tonfo, come una grande onda dentro, l'avrò immaginato? 
Non so, sembrava risuonare dentro e per me era reale. C'era un messaggio ma non si è materializzato nella mia mente come un pensiero, non saprei, posso solo dire che è stato un segnale a cui io dovevo dare un senso e vi ho trovato l'esortazione a mantenere quello stato della mia anima, come fosse una sorta di timbro, un freeze per avere il tempo di considerare quel momento. E' stato strano e io ho dovuto dare un valore a questa esperienza. Ti assicuro che non era un malessere e tra l'altro avevo solo 20 anni, ti ricordo che io non faccio uso di sostanze, ne bevo alcolici :). 
Forse, se ero praticante poteva essere definita quella che dicono "Chiamata"? Neanche questo posso dire, penso proprio che sono sensazioni esclusive per chi le vive.

Ogni uomo è cieco, e brancola nell'infinito della sua anima. Per me quella sensazione ha definito un punto, una luce nel buio da cui partire e tracciare strade in questo infinito, un punto a cui tornare nel momento in cui si ritenesse di essersi perduti. Così ho stabilito un punto di partenza, un po come fanno gli scienziati con il BingBang. Cosi poi andando avanti in questo modo ho potuto giustificare i valori che ci sono nelle religioni, ma nello stesso tempo riesco bene a riconoscere i non valori e pure quelli che sono valori solo nel sentire comune. Adesso sono passati 25 anni e di esperienze ne ho fatte, anche molto negative, botte di quelle che ti fanno crescere ne ho prese. Questo evento fortuito, chiamalo come ti pare, a me ha dato una marcia in più, poi capisci quando ti dicono che se hai Dio accanto, Lui ti da molta forza, diventa un linguaggio riconoscibile anche nei testi sacri ma non è facile trovare un altro modo.

Anche io sono convinto che per la maggiore la conoscenza degli uomini deriva da quello che hanno saputo copiare dalla natura, ma qui, quello che è successo a me è avvenuto così, passi pure che è stato un caso, ma è successo dentro, si è manifestato dentro e per me proprio straordinario perchè non è stato qualcosa di copiato ma di esclusivo. Allora questo per me è un modo che ha Dio di manifestarsi agli uomini. E ripeto, Dio non può essere un tizio dalla voce tonante.

Avere fede per me è il passaggio successivo, quello che viene dopo il momento in cui chi lo sente tale lo definisce "l'incontro con Dio". Quindi prima viene il "credere" e vale per una specifica religione, poi viene che "la fede" e a questo punto è condiviso in qualsiasi religione. Sempre secondo me, io l'ho capito cosi.
  
E' una bella discussione, per ora mi fermo e passo.

Avatar di InnominatoInnominato alle 19:18 del 10-06-2014
Ahahahah...

Anch'io mi fermo, così evito di fare battute che potrebbero irritarti. :P

Avatar di petripetri alle 01:18 del 11-06-2014

E che mi dici a me, ti pare che non lo sapevo? Ahahahha...

Avatar di InnominatoInnominato alle 09:03 del 11-06-2014

E tu basi la tua vita - e quella degli altri - su qualcosa di non ben definito, su "un tonfo"?

Avatar di farnightfarnight alle 09:33 del 11-06-2014

inchia farnight, non era un tonfo come si può spiegare qualcosa di questo tipo? non ci sono parole precise, cazzo ma devo avere sempre le parole giuste per tutto?

Avatar di InnominatoInnominato alle 09:36 del 11-06-2014

E tui invece la tua vita su cosa la basi?

Avatar di InnominatoInnominato alle 09:38 del 11-06-2014

Farnight, non dovresti neanche innamorarti, se non pensi che il trasporto irrazionale verso una persona sia una ragione valida: anche quello è un "tonfo" o un'onda che ti attraversa...

Avatar di AnonimoAnonimo alle 09:42 del 11-06-2014

Scusa, non vorrei percepissi che io stia prendendo poco sul serio un evento importante della tua vita; in ogni caso, certo, mi piacerebbe tu usassi le parole più corrette per descrivere quello che è successo, per me ma anche per te. Io mi pongo sempre il problema che se uno non è capace di trovare le parole per spiegare qualcosa, allora non ce l'ha chiara. E non è una cosa da nulla cambiare la propria vita per qualcosa di non chiaro.

Su cosa baso la mia vita? Il mio compito è credere il meno possibile, evitare di interpretare quello con cui vengo in contatto, evitare di chiudermi nelle mie idee.

Avatar di farnightfarnight alle 10:39 del 11-06-2014

Perché non dovrei innamorarmi? Accetto emozioni e sentimenti, sono parte di me. Sono una buona cosa per cui vivere, e da tenere in buona considerazione per il proprio benestare. Semplicemente non mi accontento della loro esistenza e basta, li sondo, li provo, cerco di capire da dove arrivano. Non possono funzionare da base su cui ragionare, e questo è molto difficile da apprendere.
Ovviamente anch'io ho i miei limiti, ma ci metto il miglior impegno possibile.

Avatar di farnightfarnight alle 10:43 del 11-06-2014

Già, questo è un buon punto di partenza, i tuoi sentimenti sono continui, e fluidi, è tutto un divenire, amore odio, invidia, tristezza apatia, invece si, tu li ascolti e gli corri dietro, ce lo hai raccontato in un tuo sfogo. Sai che ti dico Farnight tu hai una bella testa, solo che i tuoi sentimenti sono un mare agitato, e tu ti trovi in mezzo alla tempesta. Sei ancora sicuro che non occorre un faro per orientarti?

Io poi ho un'altra cosa da dire: Ognuno di noi ha nell'anima un universo intero, nonostante ciò ognuno di noi fa parte dell'infinito universo che è Dio. Ogni è parte di qualcosa più grande e sembra non esserci un inizio ne una fine. Ogni uomo in fondo, per quanto lui possa impegnarsi, e non è male farlo, finisce per accettare i suoi limiti. Io e te, ma anche Petri, siamo talmente piccoli e insignificanti rispetto al tutto, che non possiamo fare altro che partecipare alla vita.

Rileggendo il tuo sfogo, io ho trovato dei passaggi in cui mi sono riconosciuto: A 30 anni hai accumulato una tale varietà di sentimenti e sei talmente carico che l'unica cosa che può avvenire è l'esplosione della vita per cui sei destinato. Quando avverrà sarà come l'esplosione di una stella, sarai talmente cosi splendido da apparire perfetto a chiunque. Ma nel frattempo devi imparare a contemplare tutto quello che hai intorno positivamente. Sii felice di poterlo fare perchè questo è un dono.

Avatar di InnominatoInnominato alle 12:09 del 11-06-2014

Un faro... Non so, no, non lo definirei faro, piuttosto dovrebbe essere proprio un altro pianeta (o una luna) la cui gravità calmerebbe la marea.
Conosco il faro di cui parli tu :P e di per sé potrebbe anche avere il suo effetto, ma... è troppo lungo da spiegare ora, ti basti sapere che non è la mia soluzione preferita.

Penso sia insignificante che siamo piccoli e insignificanti. La tentazione di valutare le cose da una prospettiva enorme è sempre forte, ma alla fine si perdono solo dettagli. Noi siamo ancora qui, e per noi stessi contiamo, mi sento di dire, piuttosto e anzichenò un sacco. Ti posso anche rispondere sì a "sembra non esserci un inizio né una fine", ma la mia visione della cosa è orientata al biologico-fisico.

Devo esplodere, dici? A me sembra manchi la miccia, l'esplosivo deve ancora arrivare, e il contenitore è stato perso. Ho accumulato qualche esperienza, mi sento medio, ma non mi sento normale, perché mi manca molto. "Nel frattempo" è, per dirla con un'espressione sbarazzina, un casino. Quel frattempo è già avvenuto, accaduto, passato; sono oltre. Le cose devono accadere adesso, anzi, ieri, ma non le ho mai messe in moto. Vedo le cose positivamente, sì, ci sono molte cose belle, ma non per me. La positività ha cominciato a cedere posto alla neutralità. Ho paura di chiedermi quando lo cederà alla negatività.

Avatar di farnightfarnight alle 22:57 del 12-06-2014
@innominato

Bello quello che scrivi sulla visualizzazione! Quando corricchio e non ne ho piú , mi immagino di essere alle olimpiadi , 100metri finali eeeeeeee tac taglio il traguardo vincente! Prima di un evento importante mi immagino sempre già realizzata., cosí passa la paura!  Sembra una cavolata, in realtà è una tecnica molto potente! Io lo facevo in automatico, ora ho scoperto che ha anche un nome., scusate gli errori, scrivo dal cel

Avatar di Ambra lunaAmbra luna alle 23:21 del 12-06-2014
come @luceserena

(Gran bei pensieri)  ho vissuto esperienze limite di fede che, ovviamente, mi hanno portato al rigetto e alla rinnegazione. Cose del tipo che una  volta, da ragazzina, avevo dei cerchi alle orecchie e il prete mi disse di levare gli orecchini perchè erano troppo appariscenti.. per non parlare di tante altre cose fanatiche. Io non credo, ho letto la bibbia (non tutta) e onestamente è molto bella e poetica, ma sono cose impossibili da pensare. Al livello dell'Eneide e dell'odissea.  A volte penso che la fede sia un dono dei vinti e dei perdenti, a volte dei piú fiduciosi e fortunati. Sono arrabbiata con la religione, vorrei non averla mai incontrata. D'altraparte aver fede mi aiuterebbe a dare una tranquilla risposta alle mie paure. Sono incoerente, lo so. Il vero filosofo è colui che sa di non sapere, credo sia di Socrate,,. Magari quelli che non sanno di credere sono i piú credenti di tutti :) ps: innominato, sai che mia nonna è abbonata a quella rivista 'credere' ahah ;) 

Avatar di Ambra lunaAmbra luna alle 00:22 del 13-06-2014

Ciao Ambraluna, quello che ho scritto sulla “visualizzazione” non è mio, era un video da cui ho copiato il messaggio, l'ho trovavo interessante così l'ho trascritto. Sulla religione ti posso capire, i preti a volte sanno essere dei rompicoglioni, io qualcuno l'ho pure mandato a quel paese (ecco perché poi nei paesi ci stanno quelli più rompicoglioni, ahhaah). La fede aiuta i perdenti perché dopo aver sbagliato strada, non si sa perché ne come, la ottengono, è un ristoro per loro.

Per il resto non lo so, credo di averne ma non mi reputo un santo, non mi reputo un vincente, ne un perdente, vivo serenamente anche con poco e non so essere invidioso, se parliamo di questo in varie fasi della mia vita fino ad ora sono stato a volte perdente altre vincente, e non mi sono mai lamentato per questo.

In fondo tutto quello che hanno gli altri (nel senso materiale del termine) potrei averlo anche io, ma quello che hanno in più, a loro non serve e non servirebbe neppure a me. Tu dici che vorresti avere fede e ammiri tua nonna che ce l'ha, ma in realtà “anzicheno” che non ti interessa. Anche perché non rende la vita più facile, ti fortifica ed è utile nei momenti difficili, è un buon vaccino contro apatia, noia e depressione, non sempre però approva le tue ambizioni.

A te ti ha fregato l'aria del paese con le sue processioni, la gente bigotta e la religione asfissiante che hai dovuto sopportare, e mi fa piacere che laureandoti tu abbia potuto intravedere uno spiraglio, che contrasta con il panorama. Adesso sei protesa verso il futuro che meriti, io ti auguro che questa consapevolezza possa avvenire, ma senza che tu sia costretta a “credere”.

Farnight, il contenitore c'è, quello sei tu, l'esplosivo è il tuo stato d'animo (li ci vuole una purga ), la miccia non serve.
Ammetto di non aver capito quasi nulla di quello che hai scritto, “anzicheno” che significa? Hai trasposto tutto variandone pure il significato, mannaggia al pessimismo, ma se hai solo 30 anni!

Alcune cose arrivano quando meno te le aspetti, ma nel frattempo devi essere positivo, se nel tuo contenitore non ci metti niente resterà vuoto. Sembra che quello che capita non vale così tanto da poter essere conservato, adesso che fai? Dici che ormai non vale la pena. Ma tutti nella vita dobbiamo prendere la nostra buona dose di vaffanculo, tu vuoi saltare il turno? Ma scusa cos'è che non puoi più fare? Se sei medio allora sei pure normale. Hai due gambe cammini? Ahahaha, adesso mi ricordo di una cosa:

Nella parrocchia che frequenta mia moglie (io non ci vado perché li c'è giusto un prete rompicoglioni che disapprova le mie idee, ma è ricambiato) c'erano dei ragazzi che suonavano durante la messa, erano buoni amici a tal punto da uscire insieme, ebbene uno di loro ha una sorella, e anche lei faceva parte della comitiva, io l'ho pure conosciuta: Molto simpatica e allegra, praticamente ne era la leader. La ragazza, “poverina”, te lo scrivo tra virgolette, ha dei grossi problemi fisici per colpa di una grave poliomielite avuta da piccola, è praticamente storpia e costretta a camminare aiutandosi con le stampelle. Ebbene, ho saputo poco tempo fa che ha sposato un amico del fratello, anche un bel ragazzo, e ha pure avuto un figlio. Cazzo cosa occorre per socializzare, le gambe? A questo punto nemmeno quelle!  

Farnight, non ti serve niente, solo che tu ne sia convinto, ma anche quando vedi qualcuno che ti piace, se non riesci, sparati pure una monetina e fai scegliere al caso se devi o no dirgli qualcosa, e in gruppo non si combina niente, la simpatia secondo me tu ce l'hai, usala sparando pure cazzate e frequenta dei luoghi dove è spontaneo comunicare, iscriviti in una palestra, in una scuola di ballo verrà tutto naturale, partecipa a delle gite organizzate, nel lavoro puoi conoscere gente nuova? Alle persone piace chi fa ridere, e gli occhi devono essere sorridenti perché sono lo specchio del tuo animo, ecco perché devi essere positivo, poi

“Quel frattempo è già avvenuto, accaduto, passato; sono oltre. Le cose devono accadere adesso, anzi, ieri, ma non le ho mai messe in moto. Vedo le cose positivamente, sì, ci sono molte cose belle, ma non per me. La positività ha cominciato a cedere posto alla neutralità. Ho paura di chiedermi quando lo cederà alla negatività.”

Ma sembri Flavio Insinna, vedi che sei simpatico? Qui mi ricordi un amico conosciuto sul web che eiacula talmente tante parole che poi ha il complesso del periodo refrattario, ahahah. Sii sciolto e spara subito quello che pensi senza studiare troppo a come lo devi dire, altrimenti finisce che non lo dici.

Sei vergine? E chi se ne frega, se ti da fastidio troppo questa cosa, cercati una bella escort che sarà felice di spillarti qualche soldo :), prendila come una goliardata e anche se dovessi fare cilecca (ma lei non lo permetterà), ridici sopra che tanto può succedere a tutti.

Ps:Signore il ragazzo deve pur cominciare da qualche parte, serve per l'autostima.

Avatar di InnominatoInnominato alle 21:19 del 13-06-2014

Alla luce della metafora in cui io sono il contenitore, sto già esplodendo, e dopo non rimarrà nulla.
Suppongo ci sia una spiegazione per tutto. Se non si capisce quello che scrivo possibilmente è perché le mie esperienze son state troppo diverse dalle tue.
"Piuttosto e anzicheno" è un'espressione che ho preso in prestito. Una citazione, se vuoi.
Se ti interessa ancora una risposto a qualcosa di cui ho variato il significato, dillo pure.
30 anni è una cifra importante. Ma per fortuna non sono ancora lì, sto finendo i 28, e già questi teoricamente dovrebbero essere simbolo di una maturità a cui non mi avvicino neanche.

Alcune cose arrivano quando meno te lo aspetti, ma cosa devo aspettare? Ora come ora, a meno che non arrivi qualcuno a suonarmi a casa e mi dica "voglio essere tuo amico", non succederà nulla, perché non può.
Apprezzo tutte le esperienze che faccio, ma si contano sulle dita di una mano monca.
La mia dose di vaffanculo? Altro che saltarla, ne ho subiti per anni, anche di più; son cominciati da prima dei miei primi ricordi di essere in vita, forse.
Ma la parte più bella è questa: "cosa non puoi fare". Cosa non posso fare? Immagina di non aver parlato a nessuno per 28 anni. Poi immagina anche solo di dover dire ciao ad una persona che incontri. Te lo lascio come esercizio, una riga di testo è sufficiente.

Non servono le gambe per essere in grado di socializzare, serve essere in grado di socializzare. Scusa se sono tautologico, ma le persone hanno difficoltà a capirlo.
"quando vedi qualcuno che ti piace"... non vedo nessuno.
"devi dirgli o no qualcosa"... non ho nulla da dire.
"in gruppo non si combina niente" ... in ogni caso, non c'è nessun gruppo.
"frequenta dei luoghi"... parli già troppo complicato.
Se non avessi dei problemi non sarei neanche qui.

"Sii sciolto e spara subito quello che pensi": la paura di essere frainteso... non è nemmeno una paura, è una certezza. Non sono comunque in grado di essere sciolto.

"Sei vergine? E chi se ne frega": la questione è molto più complicata di così.
Eventualmente mi spiegherò in un altro messaggio.

Avatar di farnightfarnight alle 22:49 del 13-06-2014

Oddio Innominato... non mi sarai diventato il Danny De Vito nel monologo finale del film "The Big Kahuna" ?

Avatar di petripetri alle 12:03 del 14-06-2014

Ma perchè Petri, prima chi ti sembravo?

Avatar di InnominatoInnominato alle 13:26 del 15-06-2014

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