nessuno14
Dom
29
Apr
2018
Senza Titolo
Un mio buon proposito per quest'anno era non pressarmi troppo e prendere la vita più alla leggera. La verità però è che non ci riesco, non è proprio nel mio carattere e questa cosa mi fa soffrire. Devo sempre essere perfetta o comunque dare il meglio di me, scoraggiarmi se non ottengo ciò per cui ho faticato, continuare a essere permalosa anche quando non c'è motivo di esserlo, non sentirmi mai soddisfatta di ciò che faccio. è molto stressante essere sempre in ansia quando si deve fare qualcosa di diverso dalla solita routine, quando bisogna mettersi in gioco ed essere migliore degli altri. Sembrerebbe ansia da prestazione e di conseguenza un sentirmi inferiore rispetto agli altri. Il problema però è che non ho motivo di ricollegarlo a nessun mancato affetto da parte di mia madre, anzi...Forse c'entra la situazione che permea in famiglia da ormai anni e che io ho tramutato in questo spasmodico bisogno. Questa costante ansia non mi permette a volte di fare le cose con felicità e spensieratezza che dovrei avere per attuarle ancora meglio di quanto riesco...Ho questa paura di deludere in primis me stessa che non mi fa mettere in gioco e spesso rinuncio (anche e forse soprattutto a causa della mia timidezza) a cose che vorrei fare ma che inevitabilmente ti mettono alla prova ( o le faccio solo qunado sono obbligata e poi mi rendo conto di ciò che mi perdo). Non riesco a uscire da questo guscio che mi sono costruita con l'introversione. Spesso mi trovo meglio da sola che in compagnia delle mie 'amiche' ma non vorrei; non mi sento bene a stare così. Ma come si fa a cambiare il proprio carattere? A volte penso di odiarmi per la facilità con cui le altre persone riescono nella vita e io no, non ce la faccio più a non riuscire a trovare la determinazione per cambiare.
Ven
14
Lug
2017
Urgente
Ho bisogno di sapere alcune informazioni: se due genitori si separano ma solo uno dei due prende lo stipendio; come si fa a calcolare quanto deve dare il genitore che prende lo stipendio all'altro con il quale rimangono i figli? Siamo in tre. Uno lavora però da poco, l'altra ha 18 anni ma non lavora e io sono minorenne. Ho paura che non riusciamo a vivere con quello che ci deve secondo il tribunale.
Mer
29
Giu
2016
Senza Titolo
Ma che senso ha sperare? Tanto poi ci si rimane SEMPRE male. Mi sono rotta i coglioni di fare tutti gli sforzi possibili per riuscire a ottenere ciò che voglio, per passare ore tra lo sperare e mettere in pratica. Tanto poi non si fa, non si realizza, si rimanda. Poi c'è quella simpatica gente che, così dal nulla riescono in tutto. E vabbè, allora ciao. Non ci credo più.
Gio
09
Giu
2016
Senza Titolo
Ringrazio mia madre.
Anche quando litighiamo, ci urliamo contro, ci distruggiamo a vicenda per poi aiutarci a rimettere insieme i pezzi.
La ringrazio per essere rimasta fedele a se stessa, andando contro mia nonna, mio nonno, papà, amici e contro il mondo. Contro la società a cui non andiamo mai bene, che misura il nostro valore in termini di ricchezza. La ringrazio per non essere rimasta zitta quando tutti lo facevano, per non aver avuto paura di esprimersi a pieno, per aver creduto nell'amore per poi essere rimasta distrutta. La ringrazio per gli avvertimenti, per la sua schiettezza, per avermi fatto uscire dalla bolla in cui io stessa mi ero rinchiusa, illusa. La ringrazio per avermi insegnato quello che sui libri non si trova scritto da nessuna parte, per essere così simile a me. La ringrazio anche quando la odio, quando non sopporto più di sentirla parlare, quando vorrei urlare più forte che posso che è anche colpa sua se stiamo male. Che è anche per merito suo se siamo cambiati e facciamo più fatica a capirci. La ringrazio per credere così tanto in me, per volermi così bene da stare male. La ringrazio per essere una figura paterna e materna allo stesso tempo. La ringrazio per avermi reso quella che sono. E' la persona più importante che ho. Per essere parte di me.La ringrazio mille volte e ancora mille.
Le sussuro che non importa che cosa deciderà di fare, che possiamo andare anche a vivere sotto un ponte piuttosto che vedere ancora così triste. Che ho capito che non è colpa sua se papà è così, se ci è capitato tutto questo, perchè si vede che doveva andare così. Le sussurro che va bene se sto male e mi sforzerò di stare meglio d'ora in poi.
Le urlo di rimanere quella che è, di non farsi influenzare dai commenti cattivi di gente invidiosa che sta talmente male da trovare serenità nel rendere tristi gli altri.
Le sussurro che per lei ci sarà sempre un posto accanto a me, che la aspetta.
La ringrazio mille volte e ancora mille, con tutti i sorrisi che lei ha regalato a me.
La ringrazio all'infinito e non basta.
Non basta mai.
Gio
09
Giu
2016
Senza Titolo
Ma voi ve le ricordate le litigate fatte coi vostri genitori? Ricordate le frasi cattive, urlate in un momento di odio, di pura rabbia dove l'unica cosa che importa è ferire l'altra persona? In questi ultimi due anni ho accumulato tante, troppe frasi. C'è silenzio ora e non ci sono più abituata.
Gio
09
Giu
2016
Senza Titolo
Voglia di studiare vieni a me, ho l'esame e devo ancora iniziare a ripassare.
Aiuto.
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