Nio
Sab
20
Set
2014
Amo mia moglie moltissimo, ma la tradisco con un'altra della quale non mi importa niente.
Ho un problema. Amo moltissimo mia moglie, darei la mia vita per lei. E' tutto quel che ho, ed è il significato delle mie giornate. Prima che lei arrivasse nella mia vita, ero un uomo disperato ed ero così cinico, e da così tanto tempo, che nemmeno mi riconoscevo più nella mia dignità di essere umano. Ho un buon lavoro, che mi piace svolgere, e cerco di non farle mancara mai niente, credo di essere presente, con lei e per lei, ogni giorno, giorno per giorno, leggo nel suo cuore, soddisfo i suoi desideri, la porto sempre sul palmo della mia mano ed ovunque, con me, e sono molto orgoglioso di lei. La amo moltissimo e la amerò per sempre, starò sempre con lei, mi prenderò sempre cura di lei e non permetterò mai che sia infelice. Lei è la ragione della mia vita. Avremo dei bimbi, e saranno dei figli amatissimi, belli ed inteligenti come lei. Lei è brillante, dolcissima, disarmante nella sua ingenuità, naturalmente elegante e paziente. Io amo trascorrere il mio tempo con lei e non posso e non potrei mai fare a meno di lei. Con lei sono felice, come non lo sono mai stato in vita mia. Ho un unico problema. Non dico "abbiamo", perché lei non se ne accorge. Ne sono sicuro, perché mi impegno moltissimo perché non se ne accorga. Non sono quasi sessualmente attratto da lei. Voglio dire, lei è molto bella, estremamente femminile, ha un bel corpo, un bellissimo seno, è eccitante. Ma, quando facciamo sesso, non riesco ad essere fisicamente (troppo) coinvolto. Non permetto che lei se ne accorga, mi impegno sempre moltissimo durante i nostri rapporti sessuali e lei raggiunge quasi sempre l'orgasmo, anche più di uno. Ma il mio coinvolgimento (nel mio essere, dico) non è mai "elevato". Quando ci siamo sposati, lei era vergine, e molto inesperta. Così non le capita di accorgersi di sottigliezze che, magari, potrebbero rivelare la mia scarsa "attrazione" verso di lei. Forse non sono così poco "attratto", è che la amo così tanto che l'esserle vicino, l'abbracciarla durante la notte, il coccolarla, il prendermi cura di lei, il dimostrarle ogni giorno quanto io la ami sono quel che voglio e devo fare ed una sorta di "sublimazione" del nostro amore. Il sesso, così, diventa quasi superfluo o, non saprei come esprimermi, "inadatto". Anche se, al fine di non dimostrarle ciò che ho appena detto, il "problema", facciamo sesso molto spesso, quasi tutti i giorni della settimana e, come detto, lei raggiunge quasi sempre l'orgasmo, anche più di uno. Fino a qui potrebbe sembrare non un grande prolema, il mio. Il fatto è che c'è una mia collega di lavoro, bella ed anche provocante, ma non più bella di mia moglie (le classiche "bellezze diverse"), con la quale ho una relazione puramente sessuale. Neanche ci andiamo troppo a genio, anzi, lei mi sopporta poco ed io la sopporto ancora meno. Ma, non so come, è capitato, una volta, che ci trovassimo soli in ufficio e, una parola tira l'altra, conversazione insensata ed un poco spinta, ed abbiamo fatto sesso, "animalescamente", sul pavimento, quasi una "lotta". In maniera "esplosiva". Ed appagante. E, da allora, lo facciamo ogni volta che è possibile. Senza amore, senza dire niente di particolare, soltanto qualcosa di istintivo, sesso, senza freni inibitori di alcun genere. Dopo, siamo come prima, non ci consideriamo quasi, anzi, ci siamo anche reciprocamente antipatici, ma, quando c'è l'opportunità, scatta quella che potrei definire, se non mi sentissi ridicolo a farlo, "passione". Io non provo niente per la mia collega. Lei non prova nulla per me ed ha anche un fidanzato al quale è molto legata. Ma, se siamo soli nella stessa stanza e non c'è nessuno, fuori, che possa entrare da un momento all'altro, finiamo per fare sesso. Ripeto, "esplosivo", come non l'ho mai fatto e come non lo farei mai con mia moglie. Abbiamo modulato il sesso in maniere diversissime e tutte sempre più appaganti. Lei ha una bellezza dura, occhi "gelidi", fisico notevole, lineamenti decisi, invita, con il corpo e con lo "sguardo", ad una sorta di "sfida". Quando sono con mia moglie, non penso mai alla mia collega. Quando sono da solo, non penso mai alla mia collega. Non penso mai a lei. Tanto meno quando faccio sesso con mia moglie. Non ho voglia di fare sesso con la mia collega, se non me la vedo di fronte, non sto a pensarla od a fantasticare su di lei, né l'ho mai fatto prima del nostro primo rapporto sessuale. Facciamo sesso "esplosivo" soltanto "a vista", quando siamo insieme da soli e ne abbiamo l'occasione. Senza dire niente, andiamo l'uno verso l'altra ed iniziamo, non importa dove, non importa come. Credo che anche per lei sia così, voglio dire, nessun "coinvolgimento". Non ci "manchiamo", se non ci vedessimo più, da domani, lei non penserebbe a me ed io non penserei a lei e, forse, sarebbe meglio così. E' soltanto qualcosa che scatta quando, come ho detto, siamo da soli in un luogo e ne abbiamo l'occasione. Come la prima volta, un discorso tira l'altro, due minuti, appena un poco più vicini del "consentito" l'uno all'altra, e l'ho presa sulla moquette dell'ufficio, senza sapere come e perché, ed è stato "entusiasmante", sia per lei, sia per me. Lei mi dice le stesse cose, di non avere alcun "coinvolgimento", e, infatti, un poco ci "disprezziamo" a vicenda, ma facciamo sesso sfrenato ogni volta che ne abbiamo la possibilità ed è estremamente appagante. Mi sento di schifo e tremendamente in colpa. Io amo mia moglie. Moltissimo. E più di moltissimo. La amo. Lei è tutta la mia vita. E senza di lei sarei morto, perduto. Ho promesso a me stesso di interrompere ogni cosa con la mia collega di lavoro. Ho provato con tutto me stesso. Il problema è che lavoriamo insieme tutto il giorno e le possibilità di avere un "incontro" da solo con lei sono sempre molte. E, quando giunge il momento, ho una difficoltà estrema a tirarmi indietro, non so perché, non riesco a frenarmi. Io non sono un "traditore". Nella mia impostazione mentale e del mio cuore, sono sempre stato un "uomo di famiglia". Non capisco cosa mi stia accadendo e mi sento davvero un essere orrendo. Devo cercare di porre rimedio in ogni modo a questa situazione, provando a stare ancora più vicino a mia moglie, cercando di farle capire ancora di più quanto io la ami, cercando di trovare in lei ogni cosa, come già trovo in lei, tutti giorni, ma ogni cosa in ogni ambito, cercando di recuperare la mia dignità ed il senso dell'onore che ho sempre avuto e che sto buttando via per nulla. Accidenti, finalmente sono riuscito a dire questa cosa terribile, devo smettere, devo farlo immediatamente.
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