Ven
30
Ago
2019
La merda che buttate in giro prima o poi vi ritorna
Premesso che
nonostante il termine 'schadenfreude' suoni molto poetico godere delle sventure altrui è da stronzi e io lo sono
ho la sindrome premestruale quindi sono un po' giustificata nella mia stronzaggine nello scrivere questo sfogo
e soprattutto che
non sono il tipo che abbandona chi sta male, anzi sono parecchio d'aiuto nei momenti di dolore persino quando colpiscono gente che veramente mi ha trattato male
devo dire che nella maggior parte dei casi la gente si merita la merda che ha, non perché il karma e blah blah o cose simili, ma semplicemente perché quasi sempre comportarsi di merda è indicativo di un problema personale, magari di una insicurezza che si cerca stupidamente e crudelmente di fare scontare agli altri, e invece, toh, nella vita incontrerete gente più stronza di voi o semplicemente che ha il coraggio e la forza di reagire e mettervi di fronte al fatto che siete delle merde.
Vedete, per esempio tutti i cacacazzi che mi hanno presa in giro e umiliato nella vita perché erano complessati e trovavano facile capro espiatorio in una bambina mansueta e grassa, alla soglia dei trent'anni sono sbattuti con la faccia contro la loro inettitudine e inadeguatezza, e ci sono sbattuti molto dolorosamente anche se persistono ad atteggiarsi a tipi sofisticati e ribelli. Ora devono fare un lavoraccio interiore che io ho già fatto da tempo.
Chi ha reagito con sostanziale indifferenza ai soprusi che venivano compiuti nei miei confronti anche quando aveva l'autorità per intervenire alla fine è stato succube anche quando li ha subìti in prima persona. Ora devono abituarsi alla solitudine in cui me la cavo da sempre.
Chi pontificava senza essere interpellato sulle mie scelte provocandomi ansie inutili non ha fatto più strada di me; anzi, diciamoci pure che marcisce in atenei o posti di lavoro mediocri esattamente come me ma non affronta il tutto con l'atteggiamento positivo e pratico che ho sviluppato io.
Alla fine io non faccio una vita migliore della loro perché ho avuto qualcosa in più, anzi, dalla vita ho avuto sempre meno rispetto a loro. Forse sono un po' più intelligente ma non è questa la superbia che mi voglio concedere in questo frangente.
Sono una persona come tutte, con un futuro incerto, magagne sentimentali, complessi, brutti momenti.
Ma ho la coscienza a posto, perché in fondo ho sempre saputo quanto valevo (non tantissimo ma comunque più di loro) anche quando gli altri mi umiliavano, e di conseguenza non ho dovuto impegnare il mio tempo ad attaccare chi era più debole di me per rimandare il momento in cui ci si siede e si fa un bilancio della propria vita e della propria identità;
perché ricordatevi sempre che nella vita come a scuola il bullo è un debole incapace e complessato. E prima di essere aiutato, SE ritenete ne valga la pena, deve essere messo di fronte ai suoi problemi, ma di brutto.
Questo non vi risparmierà dal soffrire per la cattiveria gratuita che ricevete
ma vi potrebbe essere d'aiuto nel provare più pena che rabbia per certi soggetti
e soprattutto per capire che l'approccio pietista è nocivo per loro e per voi, perché non è scritto da nessuna parte che vi tocchi subire la stronzaggine altrui e soprattutto esattamente come i bambini viziati e maleducati, molti stronzi si possono redimere.
5 commenti
Comprendo ciò di cui parli...Ma .. Perché godere della sofferenza altrui e poi dire tutto il contrario?
Capisco perfettamente, ho vissuto anch'io esperienze simili alle tue, quello che ho imparato oltre al fatto che come dicevi tu la merda ritorna indietro e che devi ignorarli. Non c'è cosa peggiore che puoi fare a questo tipo di persone, questo ti permette pure di andare avanti e lasciati indietro il passato.
Ha ragione quello del primo commento. Queste consapevolezze appesantiscono...Ti fanno interpretare la vita in modo cinico e disilluso, certo puoi prevedere l'esito di alcune situazioni, ma a che cosa ti serve? In realtà è deleterio e controproducente, perché tu resti fermo nella tua convinzione che tanto il male causato torni indietro come un boomerang alle persone, e che l'unico ad aver ragione fossi sempre tu, per tutto il tempo. Credimi, non è così, e non lo dico per smontarti, perché anch'io sono diventato come te, per le stesse tue esperienze e per la stessa tua reazione alle esperienze stesse. La verità è che sei troppo sensibile, non hai rea agito quando avresti dovuto, sei rimasto inerme e passivo, accumulando rancore e rabbia repressa. Ora che sei cresciuto, vedi che non hai realizzato granché, e stai cercando consolazione e sollievo nei fallimenti altrui, concedendo a te stesso il contentino di vedere anche in coloro che erano spavaldi, arroganti, presuntuosi, bulli, ecc. una forma di fallimento nella loro vita. In pratica sei un passivo aggressivo, niente di più. Non andrai lontano così...Devi accettare la realtà, cioè che gli altri erano più svegli, più forti e più integrati nella società, ti hanno ferito certo, ma sei tu a doverti assumere la responsabilità di fortificarti e sopportare le frustrazioni, anche quelle che NON meriteresti di subire. È la vita, amico mio. Non puoi attribuire agli altri la colpa di ciò che hai dovuto incassare, o meglio puoi, ma devi anche darla a te stesso, nella misura in cui allora non eri in grado di reagire e di difenderti. Impara dal passato, ma lascialo dove sta. È solo un consiglio.
Anonimo delle 3.06
Il tuo è un punto di vista molto interessante, ma sento di non concordare con te in virtù del fatto che sono proprio i soggetti di cui ho fatto l'identikit ad essere dei passivo-aggressivi. Parlando di chi ha fatto il bulletto e ora si atteggia a tipo sofisticato intendevo proprio questo: queste persone ora fingono di non ricordare e di non capire tutto il male che hanno inflitto agli altri nascondendosi dietro un loro presunto essere speciali, si chiudono a riccio nei confronti delle critiche sostenendo che le cose gli vanno male perché il mondo è contro di loro.
Inoltre il problema del fallimento riguarda oggettivamente loro e non me perché io da persona introversa (passiva al limite sì, giammai passivo-aggressiva) non ho mai avuto particolari ambizioni se non trovarmi un ambito di interesse che mi stimolasse e non creasse troppe difficoltà al tempo stesso e qualche manciata di amici sinceri. Sono troppo giovane per tirare un bilancio della mia vita, ma non posso non vedere come quelli che sono arrogantemente partiti con l'intento di spaccare il mondo con la loro supposta intelligenza e capacità fuori dalla norma adesso si ritrovano alla mia stessa età o con qualche anno di più a non fare ancora nulla esattamente come me e in più a non saper lavare un piatto o eseguire piccole incombenze burocratiche, e a condurre una vita sociale patetica fatta di sbornie per non realizzare di essere quello che si è.
Di chi è in grado di metterlo nel sedere al prossimo e poi godersi la vita io ho stima, credimi; di questi cattivelli da quattro soldi che poi campano come o peggio di me ho immensa pena, ciò non toglie che se potessi farli sparire con un bottone lo farei
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Hai super ragione, ho un'esperienza simile anche se poi rimane da fare un lavoro aggiuntivo su se stessi, perché bisogna vedere se questa consapevolezza ti aiuta davvero o è un peso. Al momento credo che ciò che si impara non si possa disimparare davvero, rimane nelle tue cellule ma proprio per questo non è il caso di tornare continuamente sul passato, fare troppi confronti, compiacersi delle sfighe altrui anche se siamo stati in grado di prevederle. Insomma è un modo di pensare molto seducente, che oggi non voglio assecondare troppo, voglio scoprire un'altro lato della faccenda. Mi sembra che troppa sicurezza mi possa impedire di cadere in nuove illusioni, illusioni che potrebbero rivelarsi istruttive come altre lo sono state in passato. Vorrei buttare i registri che ho compilato negli anni, ma forse non sono ancora pronto.