Gio
28
Mar
2019
Rifiuto
Mi sveglio piangendo e ti odio, mi odio. Mi hai dato l'illusione di essere importante per te in un momento in cui crollava tutto. Ci sono cascata, ho resistito e poi mi sono esposta, ho provocato il tuo rifiuto. Ho rinunciato a molto, all'amore reale di chi mi sta accanto, che non riesco più ad amare, per una promessa che ho visto solo io. E ora continuo a ripetermi i miei "mai più" Non mi fiderò mai più di qualcuno, non dirò mai più cosa sento davvero. Il mostriciattolo che ho tenuto nascosto per anni non può essere amato. Mi hai portata a mostrartelo, e poi ho visto la paura e il disgusto nei tuoi occhi. La tua ambiguità, comoda, mi ha illusa che te ne importasse qualcosa. Non è così. Mai più. A nessuno importa davvero di me, sono solo un insieme di aspettative da non tradire e fingerò, è quello che ho sempre fatto. Finché porto "risultati" vado bene, sono un ingranaggio che funziona, la fidanzata che sorride, la studiosa che si impegna, l'amica che ascolta. Mi hai detto che non dovevo farlo, che dovevo affermarmi ed esprimere i miei bisogni e desideri senza paura, mi hai fatto pensare che non ci fosse niente di male ad essere me, che potevo essere amata, che il mio mostriciattolo non era così mostruoso... Mentivi, fingevi. Non ti cercherò, non esporrò mai più me stessa a qualcuno, non inseguirò chi mi rifiuta. Vorrei non averti mai incontrato, vorrei non essermi mai affidata a te. Sento che non riuscirò mai più ad innamorarmi, sento che non riuscirò mai più a mostrarmi davvero a qualcuno. Pensavo mi stessi aiutando a superare la mia paura... Alla fine l'hai confermata.
9 commenti
raccontacelo, siamo qui per ascoltare, almeno io...
Il mostriciattolo è il mio bisogno di sentirmi amata, speciale o qualcosa del genere. Non l'ho mai mostrato facilmente. Questa volta è uscito fuori da solo, senza controllo, ho incasinato una situazione proiettando su qualcuno quel bisogno di riconoscimento e amore, e poi sono scappata perché non reggevo. Mi sono innamorata perdutamente, ho cullato l'amore impossibile e il dolore per mesi, mi sono illusa che ci fosse altro e di tenere le redini, mentre stavo sprofondando. Ho dimenticato me stessa sperando di riuscire a trovarmi in lui. Ora ho chiuso, e il dolore è intollerabile, ma almeno si avvia ad essere superato così.
Ho reso tossica, insana e dolorosa una relazione che mi faceva stare meglio, dopo un periodo davvero brutto, perché ho cominciato a volere di più, a convincermi che fosse impossibile e a mortificarmi di conseguenza, fino al crollo e alla rottura. Credo di averlo terrorizzato, o forse non glie ne è mai importato nulla. Poteva essere una bella amicizia, qualcosa di importante e sano, e io l'ho avvelenata. Almeno ora ho aperto gli occhi su me stessa.
Se non sei velina, dolce, passionale, porcona a letto, grande massaia e soprattutto se parli...adios!!
No. Lui è stato "buono". Mi ha ascoltata a lungo, mi ha fatta sentire bella, penso mi abbia anche desiderata. L'impossibilità di ricambiare il mio sentimento l'ho vista io, la situazione era complicata, "sbagliata" . Ho vissuto male il rapporto dall'inizio. Non ho idea di cosa provi per me, non lo saprò mai. Non prova qualcosa di abbastanza forte per esporsi lui, comunque, o l'ho terrorizzato esponendomi io in modo troppo brusco. O è stato tutto solo un film a cui mi sono aggrappata in un periodo difficile. Qualsiasi cosa fosse, non è. Lo sfogo è contro me, non contro lui: forse è questo il vero problema.
Mai dire mai, mai dire sempre....gli assolutismi non sono concepibili in una realtà ove tutto è relativo. Di assoluto c'è solo una cosa....la trascendenza verso l'assoluto appunto o l'oblio, dipende
Credo che non dovresti chiamare mostriciattolo i tuoi bisogni.
Stimati di piu'.
Hai ragione, OldJoe. Li chiamo mostriciattolo perché non riesco ad esprimerli, tendo a ignorarli o a minimizzarli, e poi sotto ansia si impongono e rovino le situazioni. Non ho vie di mezzo, insomma. È un problema di stima, lo so. Ci sto lavorando su.
Se ti puo' consolare ho vissuto anche io la tua esperienza. La storia con uomo impegnato...non la volevo, ma lui e' stato magistrale a farmi legare a lui con telefonate e messaggi quotidiani x 7 mesi.Ha creato una sorte di dipendenza, sembrava l'uomo della mia vita, perfetto in tutto "quasi" se non fosse come si e' rivelato a fine storia, mi ha chiamato solo 2 volte in un mese ( delle quali nella seconda io non ho risposto, x allontanarlo e x allontanarmi...) Andando avanti ho cominciato a chiedere se potevamoa vere degli obiettivi comuni x il futuro...all'inizio diceva che prvava a vedere se poteva esserci qualcosa di piu'...quando ha capito che mi ero innamorata, mi ha detto che stava bene in famiglia e con i suoi figli...
L'ho lasciato, spesso mi manca, si soffre, si soffre tanto a pensare di aver creduto a un uomo che diceva di amarti e poi ti ha spinto a lasciarti perche' tu chiedevi un futuro molto in la', un futuro? Perche' mi diceva che mi voleva talmente bene ma che per voleva di piu'...e lui non era in gradi darmelo.
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Ma di che mostriciattolo parli ?
Il tuo io interiore? Il carattere ,l'essere fragile?