Mer
06
Nov
2019
Tutti depressi? Mah
Giuro che non vi sopporto più. Su dieci persone che conosco almeno sei dicono di essere depresse, spesso ovviamente senza una vera diagnosi. O la depressione è diventata pandemica e allora si salvi chi può oppure il mondo si è riempito di mollaccioni scansafatiche che usano la scusa della depressione per mascherare la loro voglia di non fare un tubo. Anche perché, guarda caso, i depressi sono quelli che hanno avuto tutto dalla vita.
Non è depresso Silvio che ha lasciato l'università per fare il carpentiere e mantenere la madre e la sorellina più piccola dopo la morte del padre, Silvio sta benissimo. E' depresso Giorgio che non ha lavorato neppure un giorno della sua vita e non ha neppure studiato che la sua famiglia campa con l'eredità dei bisnonni da tre generazioni.
Non è depresso Mauro che ha la madre malata di leucemia e il padre desaparecido, lui soffre e sta male, è disperato ed angosciato a volte, ma non depresso. E' depresso Simone che ha la famiglia più presente del mondo e non sa neppure come si fa un bucato che mammina lo ha sempre fatto per lui.
Non è depressa Cinzia che sta mantenendo da sola due bambini a 24 anni. E' depresso Luigi che a 30 anni passa le serate a farsi le canne al parchetto coi quattordicenni.
Se non sapete cosa fare, se il benessere vi esce dalle orecchie, impiegate il vostro tempo ad aiutare gli altri. Mi fate schifo.
27 commenti
Ci son depressi veri e depressi falsi, come in tutti gli ambiti.
Eviterei di far di tutta l'erba un fascio.
E lo dico per esperienza personale (da chi si "sbatte" per persone veramente depresse).
E' vero che del termine depressione si abusa. Ma non meravigliarti del fatto che sia più diffusa fra le classi agiate. E' sempre stato così, per motivi che mi sembrano facilmente comprensibili. In ogni caso la depressione è una malattia (parlo di quella vera, ovviamente) e chi non l'ha provata non è in grado di capire certi comportamenti abulici. "Mi fate schifo" è il solito giudizio tranchant da sparasentenze frustrato che deve prendersela con qualcuno; quindi nemmeno lo commento.
Buon per Silvio, Mauro e Cinzia.
FacilmenteIn ogni caso puoi capire bene pure tu, se non hai qualche tara, che uno che è sempre stato viziato e abituato bene, passare dall'agio alla fatica è un salto che induce a panico, rabbia e angoscia che possono benissimo trasformarsi in depressione.
Facilmente depresso è anche colui che viene obbligato a fare cose che non vuole, tramite pressioni economiche e sociali.
Come dici tu, sono quelli che hanno avuto tutto dalla vita... e ora non ce l'hanno più. Si sentono tradito dalle circostanze. Si chiedono perché i genitori li abbiano messi al mondo, se questo mondo è fatica e dolore, oltre a gioia. Si chiedono quindi se i loro genitori siano realmente buoni, o soltanto degli stronzi che volevano un figlio per essere felici, per poi, quando si sono stufati, gettarlo in balia del mondo. Si chiedono se altro non sono che un oggetto per la felicità altrui.
Il circo dei luoghi comuni
A me fa schifo il tuo qualunquismo del cazzo.
Questa pretesa che non si possa essere depressi se non si vivono situazioni tragiche (miseria, infermità fisiche) è veramente demenziale. Ci vorrebbe una campagna di informazione sulla depressione, le sue origini, le sue cause, che spesso sono da ricercare in una carenza di neurotrasmettitori cerebrali. Sennò si sparano giudizi a cazzo e si peggiora la situazione di chi è depresso sul serio.
Mi associo - qualunquismo
Da giornaletto di parrocchia
Forse non ci siamo capiti
Non sono storie inventate da me. Queste sono persone vere, reali. Sono persone che mi circondano e con cui ho a che fare tutti i giorni e questo sfogo nasce in seguito ad un grosso litigio nato in seno al nostro gruppo. Silvio dopo mesi e mesi di lagne in cui ha dovuto sorbirsi le lamentele di questi figli di papà, è sbottato mandandoli tutti a fare in quel posto. E giustamente secondo me.
Siete davvero depressi? Bene, fatevi vedere da un professionista. Se un nostro amico ha un braccio rotto, non è nostro compito ingessarlo, no? Per quale motivo dovrebbe essere nostro compito rimettere in sesto qualcuno che soffre di depressione se davvero questa è una malattia? Se un mio amico si lamenta perché il braccio che si è rotto gli fa male lo ascolto; se si lamenta che il braccio gli fa male ogni giorno dalla mattina alla sera per mesi o anni, ad una certa gli dico di darci un taglio. Sono malati? Bene, si facessero curare da medici e psicologi e non pretendessero da noi h24 comprensione e ascolto. Non siamo medici, non curiamo le malattie ed essere amici non vuol dire sacrificare la nostra di sanità mentale per le loro paturnie ed i loro egoismi.
Non sono depressi davvero? (Su questi tre solo Simone va da uno psicologo, che comunque non gli ha diagnosticato la depressione ma un disturbo d'ansia ndr). Allora crescete un pochino e imparate a comportarvi di fronte alle persone perché non tutto il mondo gira intorno a voi:di fronte ad un amico che sta soffrendo perché per stare a spaccare assi alle 7 a Milano esce di casa alle 5 ogni mattina e nonostante questo non sa se riuscirà a venire in vacanza con noi, NON SI RISPONDE beato te che lavori almeno, io non ho voglia di fare nulla.
Essere depressi è una malattia? Curatevi come io mi curo il diabete giovanile senza sbagare i testicoli alla gente lamentandomi di quello che posso o non posso mangiare. Essere depressi è solo una disposizione d'animo? Imparate ad avere rispetto di chi vi circonda, che il mondo non è a vostra disposizione.
E crescete un pochino, viziatelli.
Autrice, hai ragione su tutto. Ho capito perfettamente il genere
Io invece continuo a dissentire nel modo più assoluto. Per uscire dal pozzo della depressione ci possono volere dieci anni e nessuno di noi è in grado di fare delle diagnosi (speso nemmeno gli specialisti del settore ci azzeccano). Chi stabilisce l'importanza dei problemi che le persone devono affrontare ? Quello che per uno è una bazzecola per un altro è una tragedia. Moralismo a buon mercato, che non tiene conto delle enormi differenze di carattere, temperamento, costituzione psicofisica delle persone. Ribadisco che sulla depressione ci vorrebbe una grande campagna informativa, rivolta a parenti ed amici di chi ne soffre.
Caro autore, mi dispiace, ma non sono del tutto d'accordo con te.
Sono d'accordo sul fatto che della parola depressione e della parola ansia si abusa fin troppo. Quando poi si parla di ansia, mi si chiude la vena: io ho un disturbo d'ansia diagnosticato e un passato depressivo. Sentire di gente che palesemente non è ansiosa e che dice continuamente "ah, c'ho l'ansia" mi fa veramente incazzare. Porca vacca, provatelo, il disturbo d'ansia, poi venitemi a dire se vi fa voglia di nominarlo così spesso!
E ti dico, è molto facile confondere ansia e depressione, perché spesso avere l'una ti prepara il terreno per ritrovarti anche l'altra.
In ogni caso, vacci piano col dire che guarda caso i depressi sono sempre quelli che hanno avuto tutto dalla vita.
La depressione è una malattia a tutti gli effetti ed è pericolosa per il fatto che ha diverse sfaccettature. Per quello che ne sai, anche Silvio, Mauro e Cinzia potrebbero essere depressi. Magari un domani arriveranno al punto di rottura totale e si impiccheranno. L'ho messa come caso estremo per farti capire, perché la depressione non ha mai una sequela di sintomi costante per tutte le persone.
Poi, che questi casi che hai nominato siano persone che hanno bisogno di darsi una regolata, più che essere depressi, può benissimo essere vero.
A parte Simone, che merita un discorso a parte, che in questo momento ho veramente poca voglia di affrontare.
Dimenticavo: comunque hai ragione sul fatto che non siete i loro psichiatri. Su questo non ci piove.
Concordo pienamente con Fingertips. Anche se sei loro amica non credo vogliano tutti che tu faccia loro da psicologa. Ognuno è libero di vivere i propri periodi e a proprio modo; anche non fosse vera e propria depressione, il tuo giudizio non credo risulti utile a nessuno. Quel tipo di risposte superficiali si ottengono anche da persone che non si considerano depresse. Se ti dà fastidio il loro atteggiamento nei tuoi confronti o non sopporti più certe dinamiche di rapporto, nessuno ti vieta di fare come Silvio. Ognuno è profondamente libero e dovrebbe esserlo anche nei rapporti di amicizia.
Nonostante alcune cose dette da te siano piuttosto giuste e giustificabili, dissento anche io dal tuo pensiero, in merito ad alcuni punti. Il primo su tutti: se si individua una persona negativa (negativa perché depressa, giudicata negativa per sé stessi) la soluzione é allontanare quella persona. Facilissimo se quella persona non vive sotto il nostro stesso tetto.
"Siete davvero depressi? Bene, fatevi vedere da un professionista."
Qui secondo punto. Io penso di essere depresso. Lo penso, non ne sono certo, né mi importa l´ avere una diagnosi. Dopo la morte di mia moglie, lavoro (quindi sarei produttivo?) in attesa di nulla. Nulla. Vorrei che la mia vita finisse, vorrei finirla io, vivo andando avanti verso una delle due opzioni. E non intendo curar nulla, né parlare con chicchessia. Non importa, cosí come non importa (per me) parlare con qualcuno di come mi sento oggi o come mi son sentito ieri. Non tutti esternano. Cosa diresti, che la mia depressione é giustificabile/non giustificabile solo perché ho piú o meno diritto di essere depresso di chi é uno scansafatiche? Lo scansafatiche rimane tale al di lá della depressione, e ha cose in meno (e cose in piú) dalla vita, dategli o toltegli dal suo status di scansafatiche, scaturito o no da una depressione, o per attitudine o ragioni personali.
Direi di rivolgere l´attenzione a te stesso. Quando non ha voglia di ascoltare il depresso del cazzo di turno, dopo aver sapientemente elargito il giudizio su chi é meritevole o no di una giusta depressione, chiediti perché non sei tu a decidere chi ascoltare, chi vale la pena ascoltare, e chi no.
Giuro che non vi sopporto più
In merito ai depressi "senza ragione", in merito ai depressi "per proprio bisogno", dove si colloca il tuo bisogno di "sopportare tutti"?
Ah, le necessitá
"beato te che lavori almeno, io non ho voglia di fare nulla"
Vabè detta a uno che deve letteralmente spaccarsi la schiena, non è depressione, è pura stronzaggine.
" Non siamo medici, non curiamo le malattie ed essere amici non vuol dire sacrificare la nostra di sanità mentale per le loro paturnie ed i loro egoismi"
Ma vuoi mettere quanto sia più comodo riversare la propria negatività sugli altri, in ogni tempo, in ogni luogo, come se fosse un loop infinito (forse ho presente il comportamento, li fai sfogare, li ascolti, per quello che puoi cerchi di consigliarli, il giorno dopo attaccano daccapo, e non mollano la presa nemmeno quando anche tu hai cazzi arculo, anzi, i tuoi problemi non contano e sei tu l'egoista, dimmi se sbaglio).
Andare da un medico significherebbe lavorare su se stessi, impegno, cazzi e mazzi.
Vomitare malessere a ruota è più easy, fregacazzi se poi sfinisci mentalmente l'amico, se lo svuoti di energie, se lo investi con una schiacciasassi, fai marcia indietro e lo acciacchi di nuovo and so on.
Capisco anche che parlare con certi soggetti siano parole al vento e alla fine si sbotta tutto insieme. Allontanarli, da una parte ti leva un peso, dall'altro ti dà il peso della solitudine.
@Fingertips: basterebbe avere rispetto. E allora si rispetta anche la bazzecola che per te è un macigno. Perché se si arriva a sbroccare come lo sfogante e come il suo amico Silvio, ci sarà un motivo, o sono entrambi stronzi e gli altri poveri malati? Eddaie su.
Xyz: Ma che discorsi fai ? Chi scrive è obbligato a sopportare delle lamentele che ritiene addirittura "schifose" e vergognose ? Guarda, io credo che su certe tematiche si tenda tutti a proiettare (vale anche per me, ovvio). Quando soffrivo di depressione c'era una categoria di persone che vrei accoltellato: quelle che mi dicevano: "Sei giovane, bello, sano (sic): che cazzo hai da essere depresso ?". Oppure: "Pensa a chi è in letto di ospedale ? !" Il festival della superficialità. A volte credo che l'unico modo per capire certe situazioni sia sperimentarle suilla propria pelle.
@Fingertips " Chi scrive è obbligato a sopportare delle lamentele che ritiene addirittura "schifose" e vergognose ?"
Dove l'ho scritto?
Xyz: E' una domanda pertinente e gliel'hanno fatto notare anche altri. Mi sembra anche implicito in quello che scrivi tu, perché altrimenti non si capisce tutta questa insofferenza. Come si faccia a avere tutte queste certezze sulle patologie (reali o immaginarie) di chi si dichiare depresso, è cosa che sfugge totalmente alla mia comprensione. Non entrerei in polemica se non avessi sperimentato la facilità con cui si giudicano certe situazioni semplicemente perché non si è attrezzati per capirle. Ne ho sentite troppe di frasi di quel tipo. E i diretti interessati stavano male sul serio.
@Finger domanda pertinente non sul mio commento visto che non l'ho scritto.
"i diretti interessati stavano male sul serio."
Tu sei stato depresso e sminuito ma non sembra la stessa cosa. anzi, Mi pare la stessa cosa a rovescio: chi non sprizza lamentele e depressione da tutti i pori sta meglio di tutti.
Ripeto, se si sbrocca un motivo c'è.
Xyz: Ma nemmeno io ho detto che tu lo avessi scritto ... ti attacchi a questo dettaglio perché vuoi eludere il problema... D'altronde, lo ribadisco, tutta questa rabbia si capirebbe soltanto se lo sfogante fosse costretto a sorbirsi delle lamentele che ritiene adirittura immorali. "Non sembra la stessa cosa" ... e chi lo stabilisce ? Siamo medici noi ? Proprio perché ci sono passato, sia direttamente che attraverso le esperienze di amici e parenti, ti ripeto che è incredibile la leggerezza con cui vengono giudicate queste situazioni da chi non le conosce. I vostri post moraleggianti ne sono la dimostrazione.
@Fingertips veramente non mi sto attaccando a nulla. Nessuno ha costretto né l'autore né quel Silvio a sorbirsi le lamentele, ma la butto lì: magari fino a adesso lo hanno fatto perché erano amici?
" chi lo stabilisce ? Siamo medici noi ?"
Anche se lo fossimo, non potremmo fare una diagnosi online tramite una terza.persona. L'autore ha detto che di quei tre, solo uno va dal medico e gli ha diagnosticato ansia, chi siamo noi per dire che l'ansia porta depressione quindi è depresso, e pure gli altri due?
Ribadisco un punto: Tutti abbiamo problemi no? L'hai detto tu stesso che quello che per uno è una bazzecola per un altro è una tragedia, ma sta cosa deve funzionare in entrambi i sensi. No che ti permetti di fare lo stronzo perché sei depresso. E se lo sei davvero, non è la giustificazione per trattare di merda gli amici. Come ha detto l'autore, non ti limiti a lagnarti ma ti curi, non che sei depresso solo quando vuoi ammorbare la gente.
PS. I post moraleggianti li intravedo dove si difende qualcuno che si reputa malato senza averne la minima diagnosi. Per me è irrispettoso nei confronti di chi è davvero malato e deve tirare fuori gli artigli per uscirne.
Ma vedi, il mondo è bello perché è vario ¯\_( ͡• ͟ʖ ͡•)_/¯
Ci sono molti articoli di psicologia a riguardo. E'un fenomeno abbastanza comune sai? Parlando con alcuni amici psicologi è venuto fuori che hanno molti pazienti che non vivono particolari difficoltà, o addirittura persone ricche e di successo. Pare che le due cose siano collegate, non dovendo lottare è come se sviluppassero un animo debole che quindi si piega aanche col venticello più leggero. Diventano importanti cose che in realtà non lo sono e passano in secondo piano cose che lo sono.. mi fermo perchè la mia comprensione di questa cosa si ferma qui.
Si parla di pazienti adulti, comunque. Per quanto riguarda i giovani, un certo mal di vivere è comune, un po'va di moda.
@Aurora
Mi hai fatto troppo ridere :D d'accordo anche su quanto hai detto, il vittimismo è un ottimo modo per attirare l'attenzione.
Xyz: Non vorrei protrarre la discussione all'infinito, ma l'autrice stabilisce chi può definirsi depresso e chi no. Nel farlo utilizza dei criteri - diciamo così - discutibili, che sfortunatamente sono molto popolari. Basta un minimo di cultura o di esperienza in materia per sapere che una persona agiata, priva di preoccupazioni economiche e fisicamente sana, può essere vittima di questa malattia altamente invalidante. I soldi gli saranno utili, ma solo perché potrà ricorrere ai migliori specialisti (privati, mi permetto di aggiungere ...). Tutto questo sarebbe ancora tollerabile se non si desse degli "schifosi" a quelli che si lamentano di essere depressi. Ovvio che qualcuno ci marci e che altri utilizzino il termine "depressione" a sproposito, ma chi siamo noi per effettuare una diagnosi, se perfino i medici, talvolta, prendono abbagli clamorosi nel valutare la situazione ? E' vero che il depresso può assumere atteggiamenti irritanti agli occhi di chi non conosce e non comprende il suo malessere. E' vero anche che certe persone si rifugiano nella malattia per sfuggire a situazioni stressanti che non sono in grado di sopportare. Da qui a giudicare però ce ne corre, visto che si tratta di persone sofferenti che farebbero volentieri a meno di trovarsi in questo cul de sac.
Inserisci nuovo commento
Iscriviti!



Mi hai fatto venire in mente una ragazza della mia compagnia di amici che é finita dallo psichiatra perché il suo problema é che non ha problemi. Infatti non le hanno diagnosticato nulla...
L'altra sera la guardavo con quel viso fintamente depresso e, forse poco delicatamente, mi veniva da ridere. É un modo per attirare l'attenzione, nulla di più