Mer
28
Ago
2019
Sorella odiosa
Ho 28 anni e una sorella di 33. Siamo sempre state legate fino a qualche anno a questa parte. Probabilmente crescendo mi sono resa conto di che tipa sia in realtà. Sono sempre stata molto affettuosa come persona, una di quelle che ha bisogno di sentire il calore dell'affetto, di un abbraccio o di una carezza e per questo motivo ero sempre io, forse anche perché più piccola, a ricercare l'affetto dalle persone che mi circondano. La nostra non è mai stata la famiglia mulino bianco, mia mamma non è mai stata granché perché ha sempre sofferto di depressione e siamo sempre stati noi figli a mantenerla e prenderci cura di lei. Per cui mia sorella per me era un punto si riferimento, ma qualcosa si è rotto. O forse è sempre stato così è me ne sono resa conto solo ora, perché spesso davanti alle persone si paragona a me sottolineando la nostra diversità ma lo fa in modo quasi dispregiativo ed è capitato anche davanti ai miei amici. Per fare un esempio, eravamo ad un aperitivo con una mia coppia di amici e parlando della sua ultima delusione amorosa esordisce così "io non sono come mia sorella, io faccio fatica ad aprirmi e se lo faccio è perché ci tengo davvero, non come lei...' quasi ad additarmi come una poco di buono, che in alcune occasioni non si è risparmiata nel criticare la mia vita e le mie scelte. È sempre molto dura, pungente, e odio quando siamo in pubblico perché si mostra in un modo che non è. Io invece sono sempre quasi criticata dalle persone perché sono appunto me stessa, non ho nessuna maschera, se una sera esco e non ho voglia di sorridere non mi forzo a farlo, o se sono più introversa di lei automaticamente io sono quella strana. Lei finge allegria, vestiti di marca che non può permettersi, un'esuberanza esagerata e spesso fastidiosa, deve essere sempre al centro dell'attenzione. In casa poi è una serpe, completamente assente, se in un negozio vedo qualcosa che mi piace e non posso permettermi di comprarla ecco che il giorno dopo la compra lei. Negli ultimi due anni ho preso qualche kg perché sono stata sottoposta ad una cura che mi ha fatto ingrassare e questa cosa mi fa soffrire, perché ho preso una taglia e non mi va più nulla e lei che è la metà di me si lamenta di continuo perché ha preso un cazzo di kg. Ma scherziamo, non ha un minimo di empatia! E quando provo a dire "ma è solo un kg, io cosa devo dire" lei risponde "non sei mica l'unica, anch'io per la pillola anticoncezionale ho preso qualche kg!" Peccato che non sia così, e che i kg e gli effetti collaterali che metti per via degli antidepressivi non sono minimamente paragonabili ad una stupida pillola del cazzo. Ho sofferto di attacchi di panico e mi ha anche bullizzanti per questo, e come se non bastasse se non penso io a casa lei non esce fuori neanche un euro. Basta vedere il mio armadio in cui ho quattro stracci, e il suo che è talmente pieno che non sa più dove mettere la roba. Se mi piace un ragazzo, deve mettersi in mostra e automaticamente io divento invisibile. Sono arrivata ad odiarla eppure l'odio è un sentimento che non fa parte di me. E tutto questo mi porta a guardarmi e a non piacermi più... Eppure non sono brutta, non sono stupida, ho un carattere forte e sono una ragazza senza filtri. Mi rendo conto però che in questo mondo conta solo l'apparenza, come fa lei... Tutta chiacchiere e maschere.
2 commenti
So che sembrerà presuntuoso detta così, ma ci sono alcune cose che devi approfondire, se ti senti abbastanza in forze - mentalmente, intendo - e ne hai voglia: famiglia disfunzionale, genitori emotivamente assenti, disturbo narcisistico di personalità, codipendenza.
Per il resto, mi sento di dirti una sola cosa: hai 28 anni, sei grande. Cerca di andare via di casa, è chiaro che vivi in un ambiente in cui non stai bene. Cerca un lavoro, e vai a vivere altrove, anche a fuori città se necessario. Ormai è facile trovare stanze in affitto in tutti i capoluoghi italiani che contino un ateneo universitario. Ritrova il tuo equilibrio un passo alla volta, sei giovane e hai troppa vita davanti per sprecarla a cercare di sopravvivere in dinamiche distorte. Buona fortuna.
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Un po' stronza. Sopportala, trovando magari il modo di non frequentarla tutto il tempo.