Lun

06

Mag

2019

Fino a che punto Γ¨ giusto?

Sfogo di Avatar di CriseideCriseide | Categoria: Ira

La mia delusione è partita da una stupidaggine, per poi farmi arrivare a un disagio più profondo. Ho un forte bisogno di chiarirmi le idee.

Per farla breve, ho una cognata che, in un modo o nell'altro, sta cercando di rovinare il mio matrimonio.

Basti pensare che, siccome non si sapeva se sarebbe venuta al mio addio al nubilato, e in teoria avrebbe portato anche mia nipote con sè, il mio addio al nubilato è stato parecchio sottotono, con tutte le scuse da parte delle mie amiche e delle mie sorelle, che si sono ritrovate le mani legate per colpa sua, visto che le ha tenute in sospeso fino all'ultimo secondo (della serie: "sì, partecipo", "no, non partecipo!". In loop per settimane. E poi non è venuta.).

Più una serie di altri dispetti fatti nei mesi scorsi che mi fanno temere il peggio per il giorno del matrimonio.

Vedendo i video e le foto dell'addio al celibato del mio compagno, sono addirittura scoppiata in lacrime per l'invidia, complice anche la tensione prematrimoniale, il fatto che in quel momento stavo passando un pomeriggio a pulire dove le mie gatte avevano sporcato, dopo essere stata chiusa fuori un'ora per essermi dimenticata le chiavi. E complice anche un periodo parecchio stressante sul lavoro. 

Non fraintendetemi, sono contenta che il mio compagno abbia avuto un addio al celibato divertente. Anzi, indirettamente ne ho pure fatto parte, visto che mi hanno telefonato mentre gli facevano uno scherzo. E non sono arrabbiata con nessuno, per com'è andato il mio addio al nubilato. So che i miei amici e le mie sorelle hanno fatto di tutto per farmi passare dei bei momenti e li adoro tutti per questo. Non sono neanche arrabbiata con mia cognata. O forse lo reprimo, conoscendomi potrebbe anche essere. In realtà, comunque, quello che sento è che sono arrabbiata con me stessa per non sapermi imporre, per non mandare a fanculo la gente quando è il momento. Mia cognata, mia zia a lavoro... in questo momento sono loro le mie personali bestie nere. Poi mia cognata si toglierà dalle palle, almeno fino a quando non deciderò di avere un figlio e lì sì che sarà da ridere, perché sarò di nuovo al centro dell'attenzione e lei non lo può sopportare.

Mentre mia zia continuerà a esserci e a scassarmi le palle in omnia saecula saeculorum, a darmi i compitini a lavoro come se avessi sei anni, a mettermi le mani sulla scrivania scombinandomi le carte messe lì secondo il mio criterio. L'ultima volta che l'ha fatto ci ho messo una settimana a capire che cavolo fosse successo e dove diavolo erano finite certe mie carte. Mi viene da vomitare all'idea, una cosa del genere non si è mai sentita da nessuna parte! Ma non sono ancora nelle condizioni di poter lasciare questo lavoro, anche se ci sto lavorando su. 

La scorsa settimana mi sono ritrovata a parlare con mia mamma, che sta passando un periodo simile al mio con, sostanzialmente, le stesse persone (anche se per motivi diversi), più due mie zie con seri problemi di salute mentale, di cui una disabile psichiatrica conclamata. Ad un certo punto mi ha detto "sai, sono andata dalla psicologa e le ho accennato della mia situazione. Mi ha detto che non posso farci niente e devo imparare ad accettare, perché le persone con problemi psicologici non hanno il cervello impostato a capire che possono ferire gli altri con i loro atteggiamenti."

Entrambe abbiamo avuto una sensazione di un enorme pugno allo stomaco.

Tanto torto la psicologa non ce l'aveva. Eppure una parte di me si indigna e si ribella.

Sarà che ho sempre sostenuto che sì, ognuno ha i suoi problemi e le sue rogne, e può capitare di farle pesare sugli altri, visto che siamo esseri umani.

Ma fino a che punto è giusto scaricare a bella posta la nostra merda sugli altri? Perché il mio sospetto è che, comunque, queste persone se ne approfittino spudoratamente.

Perché passino i casi psichiatrici conclamati o meno. Primo, quelli non mi riguardano direttamente. Secondo, essendo malate mentali, purtroppo davvero non ci si può fare niente.

Ma le altre, che mi riguardano direttamente? Loro non hanno problemi psichiatrici. O almeno, i problemi che hanno non sono così gravi da aver bisogno di psicofarmaci e interdizioni di vario genere. Loro sono persone adulte e vaccinate, in teoria in grado di intendere, di volere e di interagire adeguatamente con il prossimo.

Eppure... 

Mia cognata è un'egocentrica che rifiuta di parlare dei suoi problemi con un professionista. La mia zia titolare è un'ansiosa maniaca del controllo con dei modi di fare da stronza che ad ogni rimostranza da parte di chiunque risponde sempre "beh, io sono fatta così". Ed è pure vigliacca, perché non si rivolge a nessuno, in azienda, con gli stessi toni paternalistici e petulanti che usa con me, come se fossi la scema del villaggio.

A mia cognata non posso dire niente, o rovino i rapporti con mio fratello e i miei nipoti. Questo io non lo voglio. E lei lo sa.

A mia zia non riesco a dire niente, perché è una mia titolare e dopo quasi cinque anni non so fino a che punto posso spingermi. Tanto più che gli altri soci la lasciano fare, pur conoscendo la situazione, tanto chi si becca la sua merda sono io, mica loro!

So bene che non sono perfetta. Ci provo tutti i giorni a esserlo e non ci riesco mai. Sono d'accordo sul quieto vivere e sull'avere pazienza, ma temo che il quieto vivere ormai sia solo degli altri. E la mia pazienza la sto esaurendo. 

Dovrei comportarmi da adulta, ma non riesco veramente a capire come fare. E a causa di come sono fatta mi ritrovo un lavoro che ormai odio con tutta l'anima e un matrimonio (inteso come giorno, non come vita matrimoniale) che ha tutto il potenziale per essere un giorno da ricordare per il suo significato e rischia invece di essere un giorno memorabile unicamente per il fatto che la sposa ha piantato i tacchi delle scarpe in fronte alla moglie di suo fratello.

Devo fare sforzi tremendi per ricordarmi che non posso ancora lasciare il mio lavoro, che mi ci vorranno ancora parecchi mesi prima di poterlo fare.

Lo sforzo è minore, ma c'è comunque, nel ricordare che il mio matrimonio è il coronamento del mio rapporto con il mio compagno, quindi le cognate dementi non devono avere così tanto potere su di me. 

Non dovrebbe essere così. Ok, stress, litigate. Quelle fanno parte della vita, non può andare tutto a rose e fiori. Lo so bene e non pretendo questo.

Ma non posso passare la mia vita a sforzarmi di farmi andare bene cose che nessun altro si farebbe andare bene. È davvero troppo, questo non è ammissibile.

Datemi un consiglio, per favore, perché davvero non ne posso proprio più. 

20 commenti

Criseide vivi o ti lasci vivere?

Te lo dico perché leggendo il tuo racconto Ho rivisto me stessa...

La tua passività nei confronti della vita mi ha ricordato tutti i miei errori...

E quindi ti dico che è ora che tu ti imponga di più,non sarà facile ,ti farai anche odiare,ma il matrimonio è tuo!!

una persona con problemi psichiatrici Comunque non vuol dire che non sia capace di intendere e di volere, magari mancherà un po' di empatia e non saprà mettersi nei tuoi panni, ma fidati che la cattiveria è ben più grossa...

Riflettici su ..In verità cose da dirti né su questo argomento Ne avrei a milioni...ma lascio la palla a Gagenore e affini che hanno sempre belle parole πŸ’•πŸ’•πŸ’• 

Avatar di LetterascarlattaLetterascarlatta alle 11:40 del 06-05-2019

Ah ultima cosa fallo prima che arrivino dei figli perché poi le cose si complicano te lo assicuro... E perdonami se in questo caso sono un po' pessimista...πŸ‘…

Avatar di LetterascarlattaLetterascarlatta alle 11:41 del 06-05-2019

Lettera, sinceramente, non lo so più. A volte ho l'impressione di vivere, ma in momenti come questi l'impressione va all'esatto contrario.

Non lo so proprio.

Sai, da bambina ero anche piuttosto aggressiva e impulsiva. Ho dovuto imparare presto a contenermi perché, secondo i miei genitori, lo ero un po' troppo.

Capitava spesso che all'asilo, nel momento in cui perdevo la pazienza con un mio amichetto, partivo per la tangente a dargli un pugno. Crescendo, ho giustamente represso la mia tendenza a prendere a pugni, ma in compenso ho fatto un sacco di litigate furiose con amici e parenti. Fino a sedici anni, quando ho perso un'amica a cui ero affezionatissima per quello che ritenevo essere un pessimo carattere. Ho realizzato solo due o tre anni fa, con il primo ciclo di psicoterapia, che in realtà sì, forse il mio caratteraccio aveva influito, ma la stronza era lei.

Nel frattempo, avevo cominciato a reprimere. Quindi ho reagito da perfetta buonista del cazzo quando un'altra mia amica mi ha dato una seria pugnalata alle spalle. E da lì in poi è stato un crescendo di repressioni, con conseguenti crisi di nervi.

Di recente, però, la cosa sta uscendo dai limiti. Ho avuto problemi con il mio compagno per mesi, prima di riuscire a reffarmi e a imparare a esprimermi con lui. E ora ho queste due persone che mi fanno stare male e sono scocciata, perché muoio dalla voglia di farmi una sana litigata e ristabilire un po' di confini, senza sensi di colpa inutili. E non ci riesco, perché il lato litigioso del mio carattere mi fa paura. E poi, a essere realisti, non cambierebbe niente, perché nessuna di quelle due stronze cambierebbe atteggiamenti. E questa è la pura verità, incontrovertibile anche se tirassi fuori le palle una volta per tutte.

Avatar di CriseideCriseide alle 14:29 del 06-05-2019

Solo tu Criseide conosci a fondo tua cognata e tua zia e probabilmente in cuor tuo sai bene che se tu dovessi sbottare e dire loro in faccia tutto ciò che pensi le cose non migliorerebbero affatto... anzi, magari si aprirebbero le porte a dissapori e rancori reciproci del tutto insani.

Il dilemma è: come fai tu ora a sfogare tutto ciò che reprimi da anni? tutti quei silenzi dove hai ingoiato e mandato giù?

Secondo me, dato che non ci sono i presupposti per cambiare totalmente vita, ti conviene cercare un equilibrio che contempli il comprendere i tuoi e e i loro limiti e ad accettarli, prender quindi queste persone per come sono e cercare di conviverci limando i necessari angoli.

PS: Se poila cosa può aiutarti prendi un cazzo di sacco da boxe, oppure compra una bici, iscriviti in palestra, scarica un po' di adrenalina in qualsiasi attività che possa rilassarti e rilasciarti un po' di endorfine.

Avatar di OzymandiasOzymandias alle 14:38 del 06-05-2019

sarà una domanda stupida,ma è cosi necessario fare l'addio al celibato/nubilato???

sembra quasi un modo per dire addio momenti felici.... 

Avatar di christian1992christian1992 alle 14:38 del 06-05-2019

PS:  Ti consiglio cautela e pazienza quando deciderai di prendere LA DECISIONE!

Non voglio spaventarti ma un figlio è un evento dirompente che ti inonderà di ormoni e percezioni del tutto inaspettate.
Sarà tutto super amplificato e potresti trovarti a percepire come fastidiose un sacco di persone che fino ad oggi non ti davano alcun fastidio (figuriamoci quindi quelli che già ti irritano).

Perché ti dico tutto questo? per dirti anche che è uno sconvolgimento temporaneo che dopo i primi due anni passa e che quindi non dovrai abbatterti né compiere scelte drastiche.. dovrai solo tenere botta.

PS: Ti chiederai come faccia io (maschio) ad avere idea di queste cose da mamma :-)  riporto solo quello che ho sentito dire dalla mia compagna e da un sacco di altre mamme, sia conosciute dal vivo che online. 

Avatar di OzymandiasOzymandias alle 14:42 del 06-05-2019

Criseide, l'aggressività è un sentimento strano. Non lo farai mai fuori semplicemente prendendo a pugni un sacco. Secondo me devi parlarne al tuo futuro marito. So che dirai che non vuoi che possano litigare per colpa tua. Ma fidati che più taci, peggio è. È meglio abituarlo adesso alle tue crisi di nervi perché così impara come domarti e ti aiuterà. Provaci.

Avatar di AnonimoAnonimo alle 14:51 del 06-05-2019

Ozymandias, è semplice: fino a un paio di anni fa facevo arti marziali. Poi ho dovuto smettere. Ora, quando i miei impegni mi danno tregua, mi divido tra bicicletta, stare dietro alle mie gatte, passeggiate, giardinaggio, uncinetto, amici.

Cominciano a non bastare più, in ogni caso. Finora, l'unica soluzione che vedo per me è quella che prospetti tu, cercare un equilibrio. Ma ho il pensiero fisso in testa, anche perché lavoro nell'azienda di famiglia, per cui questo problema mi perseguita per la maggior parte delle mie giornate. Mi sento come se veramente non manchi molto alla mia esplosione. Poi magari reggerò per altri vent'anni, sai te, ma ora come ora mi sento veramente al limite!

Avatar di CriseideCriseide alle 14:55 del 06-05-2019

E sì, decisamente voglio sistemare la cosa prima di decidere di avere un figlio.

Non so nulla su come sarò presa a livello ormonale, ma certo se decido di avere figli, non darò loro una repressa come madre! Che di esempio sarei? 

Avatar di CriseideCriseide alle 14:58 del 06-05-2019

Ma secondo te i presupposti per cambiare almeno lavoro (con la dovuta prudenza ovviamente) ci sarebbero? oppure per 1000 ragioni che non conosco (rapporti con i famigliari, prospettive di rilevare l'attività in un futuro ecc... ) sei fortemente vincolata a continuare a lavorare lì??

Perché magari dando aria fresca al comparto lavorativo (che sono minimo minimo 40 ore ogni settimana) la situazione potrebbe diventare psicologicamente molto più sostenibile. Tutto però dipende dalla fattibilità della cosa.

Avatar di OzymandiasOzymandias alle 15:00 del 06-05-2019

Ozy, in quel caso lì, ni. Nel senso che sì, volendo potrei cambiare lavoro, anzi, due o tre contatti che mi assumerebbero li ho anche, ma, detta come va detta, non ne ho voglia. Sono stufa di lavorare come dipendente. Soffro troppo a sottostare agli ordini di qualcuno che potrebbe contestarmi qualsiasi cosa per X motivi, non necessariamente tutti validi. E spesso, per la mia esperienza, non lo sono. A questo punto, se devo distruggermi dallo stress, preferisco che sia perché sono la titolare, non una dipendente trattata da titolare da tutti anche se non lo è e ricevere comunque pesci in faccia. Solo ed esclusivamente quelli, perché mi avessero dato uno stipendio adeguato o gratificazioni di qualunque tipo, la musica sarebbe diversa.

Circa tre anni fa avevo cominciato ad arrotondare facendo la copywriter (scrivere per siti internet). Da allora ho cominciato a carezzare l'idea di diventare una copywriter free-lance. Per una serie di motivi ho dovuto lasciare da parte quest'idea, ma l'anno scorso ho ricominciato a pensarci seriamente. Ho un paio di contatti per iniziare a lavorare, ma comincerò dopo il matrimonio (il che vuol dire, fra matrimonio e congedo, fra poco meno di un mese), perché ora come ora non ho proprio la testa per pensare anche a quello. L'avvio del mutuo e l'organizzazione del matrimonio mi hanno mandata K.O, proprio non riuscivo a concentrarmi. Adesso che il mutuo è avviato sono leggermente più tranquilla e sto cercando comunque altri corsi (ne avevo già fatto uno) per diventare copywriter.

Quindi, preferisco concentrarmi su questo. 

Avatar di CriseideCriseide alle 15:23 del 06-05-2019

Le gatte da accudire sono la tomba del matrimonio.

Avatar di LottascudoLottascudo alle 15:42 del 06-05-2019

Tu invece sei la tomba dell'intelligenza.

Avatar di CriseideCriseide alle 16:40 del 06-05-2019

Anonimo alle 14:51 del 06-05-2019, scusami ho visto solo ora la risposta. A lui ne ho già parlato. Gli parlo spesso di questo discorso, per avere un consiglio. Sa già da un po' come sono fatta e perché.

Avatar di CriseideCriseide alle 16:47 del 06-05-2019

Capisco,

Vabbè in tal caso non mi pare ci siano tanti margini di manovra, nel senso che l'unica cosa da fare è cercare un equilibrio sostenibile e una convivenza decente con cognata e zia. 

La cognata da come ne parli mi sembra una persona abbastanza irrispettosa ed invadente, cerca se puoi di metterle i dovuti paletti in quanto il matrimonio è il tuo e non il suo, pertanto le regole devono essere le tue. 
A casa mia è già parecchio grave e fastidiosa che per l'addio al nubilato se la sia potuta "tirare" fino all'ultimo senza che nessuno le mettesse un freno.

Per il resto in bocca al lupo per tutto.

Avatar di OzymandiasOzymandias alle 17:04 del 06-05-2019
Ti capisco benissimo

Ho sempre  sopportato  ,anni di silenzio ma.....da poco  tempo  ho iniziato  a dire quello che  penso! Fallo anche  te! 

La madre  del mio compagno  è  una grandissima  stronza ed egoista, me ne ha fatte di tutti  i colori...io stavo sempre  zitta ma adesso basta! Mi sono rotta e sto parlando!

la sorella  più  grande  del mio fidanzato  è  la copia  della madre, sono stata  zitta per anni,sono stata gentile, disponibile...mi ha rotto  pure lei! Adesso  basta!

Avevo  un  buon lavoro, pagato bene e tutto....i colleghi  e il capo ,mi hanno  massacrata...ho lasciato  quel lavoro  e sono rinata!!!!!

 pensa ai tuoi di sentimenti, alla tua di felicità  ,fallo per te stessa!

Sono con teπŸ’ͺπŸ’ͺπŸ’ͺπŸ’ͺ 

Avatar di AnonimoAnonimo alle 19:44 del 06-05-2019

Datemi un consiglio, per favore, perché davvero non ne posso proprio più. 

Mi sembra che per i tuoi piccoli problemi stai esagerando. 

 

Avatar di AnonimoAnonimo alle 20:31 del 06-05-2019

Criseide, non so se ho capito bene, stai accumulando nella speranza di riuscire a tener botta senza dover un giorno scoppiare? Parlaci quando sei tranquilla con la zia e la congnatina. Dovrebbero sapere che alcuni loro comportamenti ti hanno dato fastidio e che col tempo hai iniziato a starci male. Glielo dici con calma, a titolo informativo. Si sa mai, potrebbero anche, almeno in parte, capirti. In ogni caso, una volta detto ad alta voce cosa reggi e cosa no, metti comunque un punto fermo. E un punto fermo fa differenza nelle situazioni in cui uno caga fuori dal vaso per abitudine e l'altro pulisce per abitudine. Per quanto riguarda il resto credo tu stia cercano un modo per sovvertire la dinamica in cui si finisce per reprimere per paura di esagerare. Mentre ti leggevo mi è venuta in mente una cosa successa l'altro giorno.  Mio figlio raccontava del suo prof. di storia che adora. Fino all'anno scorso c'era un'altra prof a detta sua parecchio stronza. Dopo aver raccontato tutti i particolari su sto tizio prossimo alla pensione chiuse dicendo che secondo lui questo qua non ha bisogno di essere stronzo perché ha avuto belle cose dalla vita. Sono rimasta di stucco, perché fino a qualche anno fa mio figlio faticava anche nelle interazioni semplici con gli altri, ed è tuttora un'anima semplice con pochi filtri. Un'altra delle sue che ripeteva qualche mese fa era sugli terroristi, diceva che qualcuno se li dovrebbe adottare perché se avessero degli amici smetterebbero di fare del male.  Quando ha detto quella sul prof. ero troppo emozionata per capirla fino in fondo e ho realizzato solo dopo quanto può significare quella frase sulle cose belle della vita  che mi è ritornata in mente pure ora mentre leggevo di tua cognata. Penso che quella dimensione in cui non si ha bisogno di essere stronzi sia un po' come il frigorifero di casa. Bisogna fare la spesa ogni tot per tenerlo abbastanza pieno. Magari nel frigo di tua cognata riecheggia il vuoto e lei rompe invece di riempirlo, magari perché non sa, non può o non vuole.  Può darsi che il quanto certe cose riescono scalfirti possa anche dipendere da quanto sia pieno il tuo di frigo. Forse fare il pieno di cose belle può essere una ciambella di salvataggio migliore della repressione della rabbia. Insieme a quel paio di punti fermi che serve ogni tanto mettere :-). Non penso che accumulare belle sensazioni significa sentirsi come se avessi appena vinto a lotto e che ad un certo punto saresti in grado di sopportare pure uno stronzo che ti sputa in faccia. No, gli atteggiamenti stronzi è giusto limitarli. Ma credo che abituarsi a provare belle sensazioni possa alleggerirti abbastanza da permetterti di sentirti sicura quando hai bisogno di porre limiti. A quel punto credo anche la rabbia tornerà ad essere semplicemente un emozione e non sarai costretta servirtene per liberarti ne dovrai reprimerla per paura di esagerare.   

Avatar di FucktotumFucktotum alle 21:54 del 06-05-2019

Secondo me parlare con la cognata e la zia, anche da calme, non  farà altro che rivelare loro le tue insicurezze. Sapranno con certezza come ferirti e ci lavoreranno sopra. L'ideale sarebbe mostrare indifferenza. Ma so che è alquanto difficile se non impossibile. Comunque a loro non parlarne, mai! Ti meriteresti nelle mani dei tuoi aguzzini, fidati.

Avatar di AnonimoAnonimo alle 22:31 del 06-05-2019

Criseide, premetto che ho letto solo la tua risposta al mio commento, quindi potrei ripetermi.

Intanto tu non sei più quella bimba impulsiva,hai messo filtri su filtri fino a reprimerla del tutto. Ora son sicura che sarai capace di dire quel che senti senza travolgere nessuno.

Ma è importante ,per te in primis,mettere dei confini con queste persone.Che non vuol dire escluderle dalla vostra vita ,ma delineare i tuoi spazi. 

Avatar di LetterascarlattaLetterascarlatta alle 09:30 del 07-05-2019

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