Gio

22

Mar

2018

Leone in gabbia

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Non so da dove cominciare, il lavoro mi fa schifo, lavoro a nero in uno studio commercialista per 5 euro l'ora, il fatto è che ci lavoravo mentre studiavo all'università, lo studio è lo stesso dove mio padre andava a dare una mano e io per guadagnare qualcosa ho iniziato ad andarci, il fatto è che sarebbe dovuto essere una sorta di impiego temporaneo per arrotondare ed avere una prima esperienza di lavoro, ma un anno dopo la laurea sono ancora qui e questo non mi va giù, perché non ho fatto alcun progresso e questo mi manda ai pazzi. Ho provato subito dopo la laurea ad andare da un'altra parte e ci sono stata un mese, non mi piaceva l'ambiente e lo studio era troppo distante, così decisi di tornare allo studio vicino a casa mia anche perché avevo intenzione di prendere la patente (come ho fatto). Nel frattempo mio fratello si è trasferito in Olanda, andare all'estero è sempre stato il sogno della mia vita ed ho in progetto di realizzarlo. Dunque precedendo con ordine a dicembre ho preso la patente e poi ho deciso di sistemarmi i denti perché sentivo molta sensibilità e quindi gli stipendi di gennaio e febbraio sono andati al dentista. Il fatto è che devo mettermi da parte dei soldi per andare in Olanda e mi serve almeno un altro stipendio. Quello che mi dà fastidio del lavoro è soprattutto l ambiente, le persone, infatti siamo in 4: il mio capo, l'altro ragioniere e la moglie di quell'altro ragioniere. Il mio capo è un tipo veramente pesante, l'ho preso subito in antipatia, non perché sia stronzo, ma è il tipico datore di lavoro italiano che sfrutta il proprio dipendente, non riesce a coordinare il lavoro, non riesce ad organizzarsi, è approssimativo ed è molto prolisso quando mi spiega. Inoltre parla al futuro, tipo "dobbiamo fare questa cosa perché a luglio ci ritrovermo così" mentre io vorrei piantarlo già da oggi e non tornare mai più. La figlia dell'altro ragioniere si è trasferita in Inghilterra, l'anno scorso ha preso ed è andata a fare la ragazza alla pari, ora ha trovato lavoro lì come commessa, ha un buono stipendio di 1500 sterline, ha un ragazzo inglese con cui convive e io non faccio altro che paragonare la sua intraprendenza con il mio immobilismo. Poi mi dico che è facile per lei perché dietro ha il paparino sfondato di soldi e quindi lei può permettersi di prendere e partire senza dover mettere insieme 200 euro alla volta. In più ho paura di non avere molti sbocchi e che neanche in Olanda riuscirò a trovare un buon posto. Mi sento un leone in gabbia, sprecata qui, quando vado a prendere il caffè al bar vedo ragazzi poco più piccoli che ridono e scherzano ad alta voce con la loro sigaretta tra le dita (i ragazzi qui fumano tutti, parlano tutti ad alta voce e pensano di sapere tutto), li guardo e li compatisco perché non sanno ancora che miseria è il lavoro qui. E vivo ogni giorno tra la sensazione di soffocamento che ho nel vivere quotidiano e la sensazione che il trasferimento in un altro posto sia una cosa troppo grande per me. Odio la mia vita, ho ricevuto solo porte in faccia, tra la perdita di mia madre, il percorso universitario tortuoso, i soldi che non bastano mai e la continua sensazioe di non essere intraprendente abbastanza, anche se sono riuscita ad andare un po' oltre la mia timidezza perché mi sono resa conto che non serve a niente. Sono totalmente disillusa che possa andarmi liscia almeno una volta nella vita. Mi sento come se fossi finita nelle sabbie mobili che mi costringono a rimanere dove sto e se faccio una mossa per liberarmi vengo trascinata ancora più giù. Non mi aspetto siate arrivati a leggere fin qui! 

2 commenti

Autrice dello sfogo

Rileggendo lo sfogo (scusate gli errori di battitura e qualche virgola dimenticata) vorrei dire che non mi è piaciuto per niente ciò che ho scritto riguardo la figlia del ragioniere che lavora in studio: infatti solitamente sono una persona che non si cura molto delle vite degli altri, il fatto è che lei è riuscita con successo a fare esattamente quello che vorrei fare io (trasferirmi all'estero, trovare un buon lavoro e trovare l'amore). Sono entrata in una sorta di competizione, cosa che io evito sempre perché non ne vale la pena, e questo ha tirato fuori anche il fatto che mi ritengo una persona senza alcuna intraprendenza, mentre lei ne ha da vendere e la vita le dà ragione perché sta ottenendo solo belle cose.

Avatar di AnonimoAnonimo alle 12:07 del 22-03-2018

Ciao, sono passati tanti giorni da quando hai scritto queste righe e chissà, la tua autostima gia bassa sarà scesa ancora di una tacca vedendo che pure qui non ti ha filata nessuno... 

Leoncina in gabbia che gira su se stessa...

Sai quale è il punto? E che essere preparati e competenti non basta per avere occasioni di lavoro. Bisogna darsi da fare per intessere conoscenze anche al di fuori dell'ambiente di lavoro. Tempo fa ci fu una polemica perché un ministro disse pressapoco che una partita di calcetto conta più di cento curricula inviati a sconosciuti. Certo, detto da un politico suona male, come un fallimento del sistema meritocratico, però è tremendamente vero. 

Perciò datti da fare a intessere conoscenze presso un luogo adatto ( ti faccio due esempi estremi: al circolo del golf, a quello velico, insomma, dove ci stanno i sghei! ;-). Molla il commercialista rabbino: ti rendi conto che a te versa una misera mentre lui è ricco a palate sulle spalle di quelli come te? Cazzo, io 5€/ora li prendevo trent'anni fa 😢...

Buona fortuna! 

Avatar di SoldatojokerSoldatojoker alle 09:53 del 04-04-2018

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