Ven
14
Dic
2018
La volontà non è mai buona
Rovina tutto, più vuoi una cosa e più non la ottieni. L'eccesso di volontà non va mai bene, perchè chiude gli occhi verso il mondo e lo rende un posto peggiore. Sarebbe giusto un'abdicare alla volontà, lasciando che le cose vadano come devono andare. E' la volontà che genera lavori e situazioni assurde. L 'unica via è il buddhismo praticato da tutti. Per lasciarci in pace, per smetterla di inseguire il sogno americano della produttività o qualsiasi altro. Imprenditori, dipendenti, soldi... non hanno senso. Ciò che ha senso è la mancanza di volontà, disarmando chi vuole imporsi con la sua.
Non cercare mai nemici dove non ci sono, e si può fare con la mancanza di volontà. Auguro di essere tristi, perchè dove c'è tristezza c'è onesta, rispetto reciproco e alla fine guarda a caso, soldi. Si perchè si fanno insieme, non contro gli altri.
Assenza di volontà per non cambiare nulla nel mondo. Assenza di volontà per smetterla di ridere. Niente fa ridere, solo la tristezza porta al sorriso. Chi ha volontà è un venditore, o si trasformerà in un venditore. Sfrutterà per forza di cose. Annichilimento della volontà, per annichilire i nostri interlocutori e lasciare che il mondo vada tranquillo e liscio.
No pregiudizi, no politica, no volontà. Niente dogmi, niente nemici, niente carriere da inseguire.
12 commenti
"L'unica via è il buddismo"
Conosco la pratica e mi ha aiutato tantissimo, per cui si per me le risposte si possono trovare solo dentro noi stessi. Coltivando la spiritualità e lo forza interiore. Ma non ti confondere, senza azioni e determinazione, la vita non avrebbe senso. Tu inneggi allapatia e alla sconfitta ma se nel mondo la gente non fosse stata spinta dal desiderio e dallo spirito di ricerca, saremmo ancora ai tempi della pietra. Il desiderio fa parte dell'animo umano, se credi sia possibile estirparlo, ti illudi. Dobbiamo trasformarlo, farne il carburante per la nostra felicità.
Nessuna volontà e cosa porti in tavola da mangiare? Aria e spirito?
Meraviglioso
Sto attraversando un periodo difficile per ragioni affini a quelle del tuo discorso, e mi trovo completamente d'accordo con te... Quanto al Buddhismo, mi ha sempre affascinato, chissà, magari può davvero essere una giusta via. La volontà crea solo guai, ciò di cui abbiamo bisogno è dietro l'angolo, più cerchiamo e più ce ne allontaniamo. Vivere in una società frenetica come la nostra non fa che aumentare questa volontà, questa fame di successo, di soldi, di amici. Ma la felicità è un'altra cosa. La felicità non si pianifica.
Io invece credo che bisogna realizzarsi personalmente, qualcuno la trova nella famiglia, altri nel lavoro ecc.. Ovviamente si prendono un sacco di pali in faccia facendolo però appena ti realizzi non si hanno rimpianti e sei felice.
volontà
intesa come forza distruttrice. Sono d'accordo nel mangiare e nel procacciarsi il sostentamento. Purtroppo è palese la questione sollevata dal buddhismo: tutto ciò che coincide con la volontà come desiderio, causa negli altri sofferenza. Il non voler riconoscere nell'altro un essere che soffre, ma elevarlo a nemico o confronto, causa sofferenza inutile. Quando la volontà coincide col fare soldi a scapito degli altri, causa sofferenza. Quando la nostra realizzazione non è accomagnata dal coraggio di vedere al di là del nostro obiettivo, causa sofferenza. Esempio pratico: nei piccoli paesi, non integrare i più deboli causa sofferenza. Nelle grandi città, vedere l'altro come nemico o confronto, apporta sofferenza ulteriore e inutile. L'assenza di volontà intesa come perfezione. Intesa come sforzo nel regalara agli altri la scoperta del loro Buddha interiore, non la consapevolezza di essere inutili o inferiori o mal riusciti. Perchè la verità è che capita a tutti, lo sappiamo tutti, ma pochi hanno il vero coraggio, consistente nell'azzerare queste presunte differenze. Assenza di volontà negativa, connaturata all'ambizione in un campo per il quale sappiamo di essere bravi, ma non i migliori. Assenza di volontà nella felicità quando abbiamo paura, e quindi letteralmente gridiamo la nostra felicità contro gli altri, e non con gli altri.
Il gioco (Negrita)
Ma ci affanniamo tutti su questa scomoda sedia
Seduti verso il nulla con la croce tra le mani
Siamo dei cannibali travestiti da vegani
Un'autostrada in fiamme con curve di miele
È una tempesta è un tuffo dentro a un cerchio di fuoco
La vita è un gioco, la vita è un gioco per noi
Ci ridono, ricompongono ancora e ancora
Siamo cannibali travestiti da vegani
Fermare il gioco. E' un gioco triste e scomodo. Creare il contromondo. Non fingere di essere ciò che non si è. Esempio pratico: ho avuto amici che venendo in città cambiano inevitabilmente chi sono, la maggior parte abituati a cose ben più spiacevoli dello stress, e fanno carriere importanti per il solo fatto di essere più duri, travestendosi da rispettosi del confronto. Alimentando un mercato fatto di denaro, invece di accettare il proprio Buddha nato in un posto scomodo. Questo è scorretto e causa sofferenza. Ognuno è perfetto per quello che è, e va rintuzzato il suo personale Buddha. Non c'è creazione, non c'è prospettiva, c'è solo da togliere il velo anestetizzante. Altro esempio pratico: impegnarsi nel sociale. Nessuno vuole un vero aiuto, meglio riconoscere la sua Illuminazione nel non volerlo. Non chiedere, non pretendere, non causare dolore. Il mondo gira è vero, ma non riconoscerci il potere di farlo rallentare è peggio. Esempio politico, pur essendo a-politico: perchè ostracizzare comunismo/fascismo/dittature benevoli, per scegliere una democrazia anarchica? Per il desiderio, l'ambizione, la pretesa di voler cambiare e migliorare qualcosa di già perfetto e naturale. Portando alla sofferenza. Perchè finanziare i social a fini commerciali? Perchè non addolcire tutto? Solo desiderio di qualcuno di essere un CEO. Solo desiderio di qualcuno di essere meglio? Sforzarsi di comprendere un sistema che favorisce la prepotenza è da vigliacchi.
Interessantissimo sfogo
Io aggiungerei anche il desiderio ,tra le cose che allontanano l uomo dalla vera felicità.
Questo costante ricerca di migliorarsi,esser felici...eppure paradossalmente tutto questo ha dato la spinta a grandi uomini e donne per portare benessere alla nostra società.
Quindi molto probabilmente un mondo in assenza di volontà,desiderio e altre forze piu o meno negative,non potrebbe esistere
Frase banale ma rende l'idea
Il bene ha bisogno del male per esistere.
Un mondo sano e' un mondo senza esseri umani,siamo noi che abbiamo sia bene che male,in continuo conflitto dentro noi,e noi lo riflettiamo su ccio''he ci circonda.
Imho non è né la volontà ad essere sbagliata e tanto meno il desiderio ma è ciò che si vuole ottenere e ciò che si desidera che possono essere controproducenti o meno. Siamo condizionati dalla società, dal circolo vizioso in cui ci siamo ritrovati a vivere e l'ipocrisia dei nostri comportamenti ne è la diretta conseguenza. Bisognerebbe interrompere il gioco ma dove ci porterebbe? Senza contare che l'uomo è un animale con degli istinti innati: mors tua vita mea, do ut des, meglio a te che a me, etc. Insomma discorsi troppo ampi e complicati da fare qui. Io credo che l'importante sarebbe che ciascuno riuscisse a trovare un proprio equilibrio cercando di (soprav)vivere senza tradire troppo sé stesso nel rispetto della vita degli altri, perché in ogni caso, vivendo in società bisogna sempre giungere a dei compromessi.☯️😊😘
Che poi basta guardare in questo sito certi comportamenti, e ti cascano i 🌰🌰 😥😈
ringrazio
per i commenti e la partecipazione. Grazie per l'interessamento. Altro esempio concreto: come mai il sistema scandinavo può funzionare meglio? Si parte dal concetto di volere meno, di volere poco. Non è escludere le dinamiche economiche che ci avvolgono, ma è la consapevolezza di non essere meglio di qualcun altro. La massima concentrazione. Bisogna saper riconoscere in se stessi quella volontà negativa, quel modus operandi che nuoce alle altre persone. Creare il contromondo, nella pratica, potrebbe voler dire concentrarsi sulla tristezza, perchè è obiettivamente triste vivere e produrre. Certo, conosciamo i privilegi che questo comporta, ma la verità non cambia: tutta la creazione, anche quando portata avanti con coraggio, ci ferisce e mortifica. Il risultato porta sempre a zero. Ci avvicineremo alla morte e avremo bisogno di qualcuno, può darsi che chiederemo aiuto a chi abbiamo ferito? Togliamo la volontà che si esplica in forme negative. Mettiamoci nei panni di un altro, e aiutiamolo a scoprire l'illuminazione. Facciamogli complimenti, non lucriamo su di lui, spieghiamogli le cose, accettiamo la differenza radicale delle nostre intelligenze.
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Quello che dici può avere un senso, ma sarebbe più utile come elemento da contrapporre all'ostinazione. La volontà è un vettore importante, non ti alzeresti neppure dal letto senza di quella, ti lasceresti morire, abbandonato a te stesso e speranzoso di carità, che non verrebbe da nessuno se tutti operassero col tuo stesso principio.