Mar
22
Ott
2019
Vivere passivamente
A volte rimango veramente sconcertato nel vedere come tante persone affrontino momenti, periodi o talvolta addirittura un'intera vita con una passività degna di un bradipo. Sembrano non avere alcuna cura, alcun interesse verso se stessi e ciò che li circonda. Sembra quasi che la vita non sia la loro, come se i loro problemi e limiti dovessero semplicemente sparire da soli una mattina quando si svegliano. In particolare ci sono stati due episodi che mi hanno fatto pensare a questo. 1) Leggo ogni tanto i racconti, le esperienze di alcune ragazze che non fanno mai il primo passo, che aspettano sempre l'uomo. Ma dico io, come si fa ad avere questa mentalità nel 2019? Non siamo più nel dopoguerra, adesso anche le donne hanno accesso a tanti servizi, a tante libertà e a tanti diritti...quindi adesso tocca anche assumersi doveri, responsabilità e senzo di intraprendenza. Ma ci pensate? Passare un'intera vita a fare da passeggere della loro vita sentimentale. Aspettare sempre la mossa di altri...veramente tristissimo. 2) Le persone che hanno paura dei cani. Pensateci, un cane non è come la cubomedusa o l'orso polare che si trovano solamente in alcune zone geografiche. Può capitare che domani mattina una di queste persone si ritrovi un branco di cani randagi pericolosi sotto casa. Che cosa fa? Resta a casa tutto il giorno? O peggio comincia a scappare facendosi sbranare? Certe paure vanno affrontate, non si possono portare avanti per una vita intera. Poi vai a chiedere alle persone in questione perchè hanno paura e ti dicono una roba tipo "Eh no sa, una volta nel 1985 il chihuahua della mia vicina provò a mordermi" MA ANDATEVENE A FANCULO, VA
48 commenti
Io di questo sfogo non ho capito una cosa: che cosa te ne frega di come vivono gli altri se non fanno male a nessuno?
Ti ha mai sfiorato il cervellino l'idea che la vita finisce e pertanto vivere è inutile?
Sarebbe utile vivere solo se la vita fosse eterna? 60-80anni di merda sono difficili da buttare giù, meglio mettersi comodi
Certo Difficile, prendendo per buoni alcuni assunti.
Se dopo la morte c'è l'oblio, sia di corpo, che di mente, che di anima, significa non avere ricordo delle esperienze passate. Affaticarsi per vivere allora è inutile.
Se dopo la morte c'è qualcosa d'altro, allora è qualcosa d'altro su un altro piano dell'esistenza. Può essere qualcosa d'altro di migliore o di peggiore della vita passata. E non è comunque detto che si potrà conservare i ricordi delle esperienze trascorse in vita. In ogni caso, se l'esistenza dopo la morte conserva i ricordi o meno, che sia migliore o peggiore, poco importa come hai vissuto prima. Un po' come poco importa come hai vissuto ieri rispetto a oggi.
Difficile, alla tua domanda mi sento di rispondere sì, se la vita fosse eterna, vivere sarebbe certamente più comprensibile. Io sarei più incentivato a conservare che so, i primati che ho raggiunto, le cose che ho comprato. Sarei più incentivato a impegnarmi nella vita, perché so che ciò che faccio resta.
Ciò che faccio purtroppo non resta così come non resto io. La vita è solo una grande truffa.
E non venitemi a dire che la vita è un dono. Intanto non si può donare qualcosa a qualcuno che ancora non esiste, e poi qualora la vita ce l'avesse donata Dio, beh, bel dono di merda. Una vita in cui sei "obbligato" a lavorare per vivere; una vita magari in cui nasci malato, ecc..
E per di più, se la mia (la mia non lo è) vita è una merda, faccio anche peccato mortale se la getto via.
Se io voglio donare qualcosa a qualcuno, ho premura che ciò che regalo sia perfetto. Perché non dovrebbe farlo anche quel cesso di Dio?
Se un mio amico, parente mi dona qualcosa e si scopre che è danneggiato, il mio amico, parente è il primo a dispiacersi e a cambiarmelo con molto piacere. Evidentemente i miei amici e i miei parenti sono molto più divini di Dio.
Se il regalo è danneggiato e non è possibile cambiarlo, lo butto via, cosa lo tengo a fare? Gli cambio destinazione di utilizzo? Come si cambia destinazione di utilizzo a una vita danneggiata dalla tetraplegia.
Ma fatemi il favore, bigotti rotti nel culo.
secondo me invece è tutto un sistema di reincarnazione.
In tal caso mi piacerebbe tornare in versione aquila o falco
Lotta, non voglio parlare di Dio, né di vita dopo la morte perché sono dogmi, ti parlo solo di ciò che per me è più che certo. Non ha senso vivere male perché "tanto la vita finisce e di me non resta nulla" perché mentre aspetti la fine tu "senti", soffri, gioisci, godi, ti arrabbi, "senti" tutto e ''senti" sempre, in ogni momento. Non si può, quindi, negare l' importanza del "qui e ora" perché non sai se iquesto "qui e ora" durerà fino a domani o per altri 50 anni. A questo punto mi chiedo che senso ha non impegnarsi per la propria soddisfazione sapendo che il rischio è vivere 50 anni di insoddisfazione.
Te l'ho già spiegato, prendendo per vero qualsiasi assunto che spieghi cosa c'è dopo la morte, vivere bene o vivere male non fa differenza.
Anzi, impegnarsi, come dici tu, è un inutile spreco di energie, data l'inutilità di vivere, prendendo per vero qualsiasi assunto che spieghi cosa c'è dopo la morte.
Per me non ha molto senso quello che mi hai spiegato. Non importa se soffro per 80 annitanto devo morire.. Contento tu.
La vita è fatica e c'è chi non è felice di fare fatica. Io non ho chiesto di esistere, mi è stato imposto e così mi sono stati imposti anche dolore fisico, fatica, dolore emotivo.
Metti il caso. Prima di nascere effettivamente, hai una piccola parentesi di esistenza in cui ti viene spiegato cosa succederebbe qualora acccettassi la vita proposta. Ti viene detto che ci sono gioie e cose belle, ma col compromesso che potrebbero accadere cose brutte e dolorose ed è matematico che possano accadere. In più ti viene detto che potresti nascere con malformazioni oscene e invalidanti. In non accetterei, ringrazierei per la piccola parentesi di esistenza e smetterei di esistere.
Per me non ha senso vivere.
Come non ha senso?
Semplifichiamo la questione.
Che senso ha impegnarsi per qualcosa che poi ti verrà tolto?
Cavoli, buon per te che ragion secondo il detto "meglio piuttosto che niente". Io se non posso avere le cose cime dico io, preferisco non avrle affatto. Come se in tempi di carestia dovessi essere ridotto a mangiare topi e insetti. Muoio di fame piuttosto, ma letteralmente.
Fai un figlio, ma ti viene detto con assoluta certazza che morirà a 10 anni. Io il figlio non lo faccio.
Sarà un caso limite, ma il ragionamento è esattamente lo stesso. Poi qualcuno può pensare "va beh qui e ora per 10 anni me lo godo, poi se schiatta amen".
Lotta ti assicuro che non era mia intenzione convincerti, a me non viene nulla se tu vivi male o vivi bene. Vivi come ti pare.
Io non vorrei mai vivere in eterno. La vita può essere bella proprio perché non dobbiamo spenderla per forza solo a garantirci il domani. Ed è una consolazione che anche le cose peggiori hanno prima o poi una fine. Sii felice sii disperato, tanto tutto finisce.
Il tuo sfogo meriterebbe una risposta lunga e ponderata. Mi limito a dirti che, alla fine della fiera, è un po' come dice Lottascudo. Chi te lo fa fare di impegnarti? Di aspirare al meglio? Tanto alla fine muori, no? Meglio rimanere nel tepore del proprio bozzolo piuttosto che esporsi, soffrire per tutta la vita fa più male masticazzi, lo fai nella tua "confort zone". Vuoi mettere quanto sia meglio lamentarsi di essere zitelle (o qualsiasi altra cosa) piuttosto che alzare le chiappe, ricevere qualche rifiuto, prendersi le responsabilità?
E poi, le fobie non sono semplici paure "nel 1934 mi morse un moscerino e ho paura degli elefanti", no, con la fobia non sei razionale, hai paura e basta, non è che la superi accarezzando 4 canetti di merda.
" Certe paure vanno affrontate, non si possono portare avanti per una vita intera"
Certo, in teoria è così, ma se non fossero paure non farebbe paura affrontarle.
Forse ha ragione Lottascudo, la vita non ha senso. Per lo meno non come lo intendiamo noi dal punto di vista filosofico. Forse abbiamo senso solo nel popolare un granello.di pianeta che rotola tra materia oscura e altri pianeti.
Oppure la vita è una cosa talmente tanto grande che riescono ad affrontarla come merita solo chi ha grandezza d'animo. Non lo so.
Fatto sta che al punto 1 te l'appoggio tantissimo, sonopersone tristissime che potrebbero dare tanto ma per un motivo o l'altro involvono e vivono per lamentarsi
Le tacchinelle del punto 1 però non mi sento di biasimarle tanto. Fa piacere essere lunsingati e cercati da qualcuno. Certo però che fa molto più piacere farsi avanti e vedersi accettati, solo che così c'è anche il rischio di essere rifiutati.
Dipende dall'indole di ognuno. Io che sono abituato a guardare tutto da un punto di vista economico, non mi sognerei mai di rischiare un rifiuto, preferisco essere cercato e avere una buona soddisfazione, ma minore nel caso il mio farmi avanti evvesse positivamente.
È esattamente come investire in denaro. Preferisco investire con un minore tasso di interesse con rischi quasi nulli, piuttosto che farlo potendo ricevere un interesse più sostanzioso ma con rischi elevati.
evvesse = evolvesse
Qualcuno si prende la briga di dare un'aggiustatina al metodo di input di commentii e sfoghi da mobile?
Pensare che vivere non abbia senso è molto triste,vorrebbe dire proprio essere come una foglia trascinata dal vento,non prendere decisioni,non vivere.Un bellissimo dono sprecato...è proprio nella consapevolezza che prima o poi si muore che dovremmo rendere la nostra esistenza un viaggio ,ma il viaggio che desideriamo noi.
Lotta scudetto ,prima o poi farai anche tu i conti ed i bilanci della tua vita, anche se ora dici di non coglierne il significato...
Sul senso della vita si sono espressi Kant, Camus, Kierkegaard, Socrate, Campanella, solo per citarne alcuni.
Poi leggo: E non venitemi a dire che la vita è un dono. Intanto non si può donare qualcosa a qualcuno che ancora non esiste, e poi qualora la vita ce l'avesse donata Dio, beh, bel dono di merda. Una vita in cui sei "obbligato" a lavorare per vivere; una vita magari in cui nasci malato, ecc..
E per di più, se la mia (la mia non lo è) vita è una merda, faccio anche peccato mortale se la getto via." e mi domando, ha senso leggere le motivazioni di chi confonde il concetto di Dio con quello di religione?
Diluisco il mio pensiero calandolo nel privato.
Ha senso la vita per alcuni? in effetti, potrebber sembrare loro, o essere, senza un senso.
Ha senso la vita per alcuni? direi che pochi attimi, o anche tempi piú lunghi talvolta, possono bastare a taluni per giustificare una esistenza intera, finita, ovviamente.
Potrebbero aver senso, in una vita infinita, beni, averi, attimi, finiti? O dovremmo pretendere anche l´eternitá della materia? Un nuovo sistema delle cose.
Probabilmente, avrebbero senso solo quelle cose che nella nostra finitezza, sentiamo giá infinite, e appaganti, o giustificanti una esistenza intera.
@Lottascudo.
Sicuro che le scarse, solo a volte, argomentazioni logiche che poni non siano di supporto ad alcune giustificazioni morali che inconsciamente, e/o non, senti di dover saziare?
Il senso della vita?
Avete portato il discorso sul senso della vita; mi sembrava che lo sfogo parlasse di coraggio.
E io credo che sia normale, per il coraggioso, disprezzare chi è senza coraggio.
E lo credo perché appartengo al gruppo dei coraggiosi, ed è un sentimento che ho provato anch'io, simile all'indignazione.
Il perché non lo so, però è così.
Per quanto riguarda il senso della vita oggi sono sopraffatto dalla Soledad, per cui recito questo "pezzo" di F. G. Lorca: è il Soneto de la Dulce Queja, 2a strofa
Tengo pena de ser en esta orilla
tronco sin ramas; y lo que más siento
es no tener la flor, pulpa o arcilla,
para el gusano de mi sufrimiento.
Vi consiglio di ascoltarlo cantato dalla voce di Vicente Monera. La trovate sul tubo.
ciao
sfogante: Quello che dici è bello ma la domanda a questo punto è: come mai tu noti queste cose? dove io sono bloccato/a nella mia vita? quali paure non voglio affrontare? che sono simili a cose banali come quella dei cani?
Per Lottascudo:
Io penso che nella frase dopo la morte ci sia gia un errore, noi siamo vivi e solo essendo vivi possiamo constatare il tempo.
Nel momento in cui moriremo forse cambierà il nostro concetto di tempo, e quindi un dato istante sarà li limpido " fermo" per sempre. E' come vivere la tua vita all'infinito. E tu per l'eternità dover vorrai essere? in paradiso o all'inferno? Queste sono scelte puoi scegliere sempre come vuoi vivere la tua vita. inferno o paradiso?
mi sembrava che lo sfogo parlasse di coraggio.
Pensa che a me lo sfogo sembra una ramanzina che l'autore fa a tutti quelli che non vivono come lui, ma è facile parlare, ad esempio, di fobie senza averne una. È facile anche criticare una donna per un comportamento che viene in parte dalla pressione sociale, senza essere donna. A me non sembra coraggio questo, mi sembra non guardare oltre il proprio naso.
Onestamente mmhg, non capisco cosa tu stia cercando di farmi capire. Puoi spiegarlo più semplicemente?
Non ho confuso Dio con religione, ma ho preso a esempio il Dio cattolico.
Con il mio discorso intendo dire che, per me, la vita non ha significato, nel senso che esistere o non esistere è la stessa cosa, in quanto parto da assunto che ho scritto prima, cioè la fine dell'esistenza.
Se la mia vita finisce e io con essa, allora a posteriori esistere non ha avuto significato, perché non esisterà nessuno che possa concepire il significato di un'esistenza trascorsa e finita.
Diversamente, se la vita ha significato, per gentil cortesia vorrei che qualcuno me lo dicesse. Ma io voglio il significato assoluto, non quello relativo tipo "il senso devi darglielo tu; perché ti hanno fatto i tuoi genitori (e grazie arcaz); perché Dio ti ama" e simili.
Non so, parliamo dei tre monoteismi. Senza essere troppo sottili Dio ti ha creato "perché ti ama". Vi sembra un ragionamento?
È una frase che ho sentito da teologi cristiani, musulmani ed ebrei.
Diversamente, se la vita ha significato, per gentil cortesia vorrei che qualcuno me lo dicesse. Ma io voglio il significato assoluto, non quello relativo tipo "il senso devi darglielo tu; perché ti hanno fatto i tuoi genitori (e grazie arcaz); perché Dio ti ama" e simili.
Se per senso intendi uno scopo superiore, uno scopo "finale" credo che allora nulla abbia scopo nell'intero universo.
Alla fine è tutto un susseguirsi di triliardi di iterazioni causa-effetto, dal livello subatomico a salire, che non portano a null'altro se non ad un aumento inesorabile dell'entropia.
Se invece intendi il poter godere delle sensazioni e delle esperienze che possiamo percepire in quanto esseri senzienti, tutto cambia.
Per me anche godermi un piatto di tagliatelle al ragù di cinghiale, o osservare un paesaggio, può essere uno scopo. Probabilmente per te tutto questo non ha senso, ma rimane inutile disquisire su ciò che è soggettivo.
Intendo proprio l'esistenza, come hai detto nel primo punto.
Ma certo, poi grazie, anche io godo nel mangiarmi tre fette di tagliata e a farmi massaggiare la schiena. Ma è un significato temporaneo. Mi spiego,xanche a posteriori posso dare significato al mio piatto di tagliata, perché mi ha saziato, perché ho fatto un'esperienza culinaria e via. Ma quando muoio il significato anche a posteriori svanisce, perché non esisto e non posso concepirne il significato. Pertanto, ciò che dico è che di fronte a tempi lunghi, la frazione di una vita trascorsa diventa i molto poco significativa, quasi insignificante. Paragonata all'eterno, invece, qualsiasi lasso di tempo è insignificante, cioè senza significato.
Lotta perchè dovremmo avere un senso assoluto, noi, che non siamo assoluti? Non potremmo avere un senso casuale?
Intendi un senso assoluto casuale, nel senso di prendere casualmente un senso assuloto da un'urna, o un senso relativo che ognuno si sceglie?
Perché nel primo caso siamo punto e a capo, nel secondo caso pure. Perché il senso che ho dato alla mia vita è vivere serenamente. Ma il senso della mia vita io non lo so. Cioe perché io esisto?
Preferisco che qualcuno mi dica "guarda esisti e basta e non nessuno sa il perché, vedi di farla finita".
Quello che intendo io è
Cioe perché io esisto?
Per nessuna particolare ragione
Preferisco che qualcuno mi dica "guarda esisti e basta e non nessuno sa il perché, vedi di farla finita".
È quello che ho cercato di dirti con il discorso del "qui e ora", ma pare che non ti abbia convinto
Non che io voglia convincerti, figurati. È giusto che ognuno, appunto, trovi il suo senso. Il tuo senso magari è cercare un senso
Non si può neanche parlare di vita sprecata, purtroppo. Quando sento "che vita sprecata". Ma sprecata cosa?
Se tanto muori che vita sprecata è?
Comunque grazie difficile. Sei gentile.
Ma certo, poi grazie, anche io godo nel mangiarmi tre fette di tagliata e a farmi massaggiare la schiena. Ma è un significato temporaneo. Mi spiego,xanche a posteriori posso dare significato al mio piatto di tagliata, perché mi ha saziato, perché ho fatto un'esperienza culinaria e via. Ma quando muoio il significato anche a posteriori svanisce, perché non esisto e non posso concepirne il significato.
Beh, se il problema risiede nella temporaneità, possiamo nuovamente affermare che nulla ha senso nell'universo, dato che non solo non esistono forme di vita eterne, ma neppure altri ammassi di materia più o meno grandi/complessi.
Persino i pianeti, le stelle, le nebulose e le galassie hanno gli anni contati, pertanto dovrebbero essere anch'esse senza senso.
Detto ciò quindi quale sarebbe la cosa più opportuna da fare di fronte tutte queste insensatezze? farla finita? oppure godersi quel che ci è concesso nella consapevolezza che nulla rimarrà?
Paragonata all'eterno, invece, qualsiasi lasso di tempo è insignificante, cioè senza significato.
Perché?
Non riesco a capire il sillogismo "eterno : significato = finito : senza significato
Cos´é ti ha colpito la frase del gladiatore: ció che facciamo in vita riecheggia per l´eternitá?
Vediamo un pó:
1) "esistere o non esistere è la stessa cosa". No, non é la stessa cosa. Uguaglianza che non sta in piedi, e del resto, non portata avanti da tutti quanti quelli che non esistono. Giá solo per asserire anche questo pensiero, DEVI esistere, diversamente, non diresti nulla. Lapalissiano, ma a volte, sfugge. Volevi forse dire: ha lo stesso risultato, lo stesso fine, lo stesso vacuo nullo scopo? In ogni caso, non l´hai detto, ma valeva come contrafforte a qualcosa di espresso (da te).
2) "Se la mia vita finisce e io con essa, allora a posteriori esistere non ha avuto significato." Sorvolando sulle forme verbali poste in essere, NESSUNO guarda, o puó guardare a posteriori la sua vita finita. E´un punto di vista che non ci appartiene, puoi ipotizzarlo, ma non é detto sia cosí. L´unico punto corretto é durante la finitezza della vita. Potresti prendere come esempio, a posteriori, la vita dei defunti, ma anche lí, a posteriori, nessuno ti risponde. Cerca la risposta dove puoi trovarla. Mettersi nell´impossiblitá di un risultato, onde dimostrare l´inesattezza di un risultato oltraggiato e non voluto, non é una tecnica vincente.
3) "Diversamente, se la vita ha significato, per gentil cortesia vorrei che qualcuno me lo dicesse.Ma io voglio il significato assoluto." Anche qui, assunto sotteso "se il significato esiste, é uno ed uno solo, fasulli o incompleti tutti gli altri". Ancora, onde sostenere una tesi, poni dogmaticamente schermi atti a mantenere in gioco un qualcosa.
4)"Ma quando muoio il significato anche a posteriori svanisce, perché non esisto e non posso concepirne il significato. Pertanto, ciò che dico è che di fronte a tempi lunghi, la frazione di una vita trascorsa diventa i molto poco significativa, quasi insignificante". Ancora, concepire significati a posteriori. Dico io, perché? Perché mettersi nell´impossibilitá di qualcosa? Qualora fossi una mucca grossa dieci parsec, sarei triste vista la probabilitá elevata della mia non mungitura, quindi -> tesi. Vorresti che la tua esistenza finita, vissuta in un finito infinitesimo dell´universo con un corpo finito e MATERIALMENTE insignificante possa trovare un significato solo ingigantendo le scale di misura del tutto? A parte la trovata americana del grosso é meglio, é proprio questo quello che ti sazierebbe? Vedersi nel concetto umano di Dio? Matematicamente, e altrove, esiste l´infinitamente grande, e l´infinitamente piccolo. Fisicamente, strana cosa, esistono due misure alla buona dell´una e dell´altra. Cerca trova.
mmhg
1) Non era ovvio? Ho usato una sineddoche, anche perché di ciò a cui porta l'esistenza stiamo parlando, non di altro.
4) L'unica cosa che vorrei è avere delle risposte.
Figurati lotta, grazie a te
Francamente, se con un'azione giungo a un risultato e con un'altra azione giungo allo stesso risultato, scegliere di compiere l'una o l'altra azione è irrilevante e non ha senso, a parità di sforzo compiuto, piacere nel compierla e altre varianti.
Quindi trasporto questo ragionamento sul piano esistenziale. Se il risultato è lo stesso, ovvero della non esistenza, sia che abbia una parentesi in cui esisto sia che non ce l'abbia, esistere è irrilevante, dato che esistere vale non esistere.
...piacere nel compierla...
Ecco la piccola discriminante che fa la differenza.
Sono l'autore del post. Rispondo a "Difficile". Chissà perchè mi aspettavo un commento del genere da parte di una donna. Tanto per cominciare, chi ti ha detto che il sottoscritto non abbia mai avuto fobie? Le avversità nella vita si affrontano, si devono affrontare, prima o poi. Ci sta che in una fase della vita abbiamo debolezze e paure ma poi deve arrivare il momento della svolta. E non perchè lo dice un tipo anonimo su un forum di sfoghi ma per il proprio benessere, perchè la vita è già di per se piena di difficoltà e problemi. No, non sono io che non so guardare oltre il mio naso, anzi chi mi conosce mi ha sempre riconosciuto come uno molto empatico ma allo stesso tempo non sono uno che si beve le solite scuse. Quali sarebbero le pressioni sociali legate all'esporsi, al provarci col qualcuno?? Ormai siamo nel 2019, le differenze tra sessi, quanto meno in ambito sentimentale e sessuale sono state annientate, non ce ne sono più. Se c'è qualcuno che giudica una ragazza/donna perchè ci prova con qualcuno, è un troglodita ignorante proveniente dal medioevo e la sua opinione non andrebbe mai presa in considerazione. Secondo te è lecito limitarsi, porre dei muri alla propria vita sentimentale per non essere giudicate da 4 chiusi di mente?? Bah...
Bel confronto. Ho trovato aspetti interessanti in ogni commento. Do ragione in parte a Difficile. All'autore del post dico che sull'ultimo commento ha sicuramente ragione, ma che anche qui fino a 2 ore fa c'è stato un dibattito sul porno e la masturbazione maschile/femminile che sembreva veramente medioevale e purtroppo alcuni commenti ortusi venivano da donne. L'essere un po' ottusi accomuna i sessi mi sa. Gli esempi di scelta del partner e paura dei cani mi sembrano banalizzare temi importanti;fermo restando che ognuno è libero di vivere a proprio modo e che nessuno dovrebbe dire ad un altro come deve vivere. Ogni parere è limitato ad un unico punto di vista risultante dalla prospettiva unica che ci appartiene(a me non proprio in quanto a tendenza borderline;uno dei pro di essere psicolabili secondo il metro comune ahahahah) come risultato di bias cognitivi, esperienze personali ecc.
Autore ri rispondo volentieri, tanto non accenno a prender sonno.
chi ti ha detto che il sottoscritto non abbia mai avuto fobie?
Sono assolutamente certa che tu non hai abbia mai avuto una fobia perché nel tuo sfogo prendi come esempio una paura per descrivere una fobia. Se sapessi cos'è una fobia, avresti usato un esempio appropriato. Se invece hai toppato esempio e per assurdo hai superato una fobia tu stesso, davvero mi stupisco della tua accusa sapendo che è un percorso enorme, faticosissimo. Quindi rimango della mia opinione, è facile criticare senza sapere e se sai, sei tutt'altro che empatico come dici di essere
Ormai siamo nel 2019, le differenze tra sessi, quanto meno in ambito sentimentale e sessuale sono state annientate
Mi piacerebbe molto che fosse cosí. Io di fatto, pur essendo cresciuta in un contesto urbano e moderno, ho avuto una educazione repressiva e cattolica (ti ricordo che io sono giovane, ma chi mi ha cresciuta è di un'altra generazione e mentalità) e per conquistare una libertà sessuale ho dovuto lavorare su di me e far cadere le mie certezze. Io che le ho vissute in prima persona queste difficoltà, lo so quanto lavoro ci vuole e pure quanto coraggio. So anche quanto è ingiusto che io debba essere moderna e libera in amore, ma devo anche accettare di avere uno stipendio mediamente più basso di un uomo a pari lavoro, o devo pagare sui miei assorbenti l'Iva più alta di quella dei tuoi rasoi, perché i tuoi rasoi sono considerati beni di prima necessità e i miei assorbenti sono considerati beni di lusso. Se tu scopi 100 donne sei un esempio di virilità, io sono una puttana. Potrei andare avanti, ma se non sei stupido avrai già capito. Allora, sai che c'è... Guarda, io la vedo come te, non si può sentire che una donna alle porte del 2020 si debba comportare come una preda, ma un po' le capisco perché la società non ci fa sentire pari agli uomini. Ti dico solo che qualche giorno fa sono stata a Milano per lavoro e 2 colleghe mi hanno gentilmente ricordato che sto per compiere 30 anni ed è ora che mi sposo e faccio un figlio altrimenti rimango zitella e diventa tardi per figliare (Milano, non il paesello sui monti, 2019)... E anche qui, rimango della mia idea.. Facile giudicare senza sapere.
Le avversità nella vita si affrontano
Condivido in pieno, ma non mi permetto di giudicare chi non lo fa. Il punto è che siamo tutti pezzi unici e non posso sapere perché quella persona non ce la fa a superare una difficoltà. Ci sono troppe varianti. Quindi no, nessuno DEVE fare nulla, a meno che i suoi comportamenti vadano a ledere il prossimo.È PREFERIBILE, per il suo bene che, come ho detto a Lottascudo, ognuno si impegni per la propria soddisfazione, ma se questo non avviene non mi riguarda. Magari mi limitato a evitare di accompagnarmi a persone che si piangono addosso perché sono incompatibili con me.
In tutto ciò, mi hai criticata (e hai fatto bene), ma non hai risposto alla mia domanda del primo commento, ovvero, che cosa te ne frega di come vivono gli altri se non fanno male a nessuno?
In risposta a Difficile
Mi intrometto in risposta a @Difficile su un argomento che è da sempre oggetto di curiosità e interesse per il sottoscritto, tanto da dedicare tre anni or sono il mio sfogo "due pesi due misure".
Credo che la differenza nella reputazione sociale non sia affatto la causa, ma la conseguenza di una diversità viscerale fra i due sessi che trova le sue radici nell'istinto di base.
Basta aprire gli occhi e guardarsi in giro per rendersi conto di quanto l'uomo, sessualmente parlando, sia molto più rincoglionito e decisamente "di bocca buona" rispetto alla donna: quante volte si sente dire "per voi uomini conta solo scopare" oppure "basta che vediate una tipa scollata e/o in minigonna e sbavate senza più ragionare".
Ritengo che questo sia piuttosto vero (e per vero intendo statisticamente vero, pur contemplando le ovvie eccezioni gaussiane che non fanno altro che confermare la regola), infatti è abbastanza evidente che:
1) Se un uomo di bellezza media scrive un post sui social dicendo "sono un amante del sesso, scrivetemi in privato per incontri" non se lo caga nessuna o quasi nessuna
2) Se una donna di bellezza media fa la stessa cosa, dopo 10 secondi cronometrati viene letteralmente subissata da decine e decine di messaggi.
A riprova di ciò basti guardare quanto sia diffusa la prostituzione femminile sui siti di annunci, nettamente preponderante rispetto a quella maschile proprio perché quest'ultima gode di un mercato nettamente inferiore.
Quali sono le conclusioni che dovremmo trarre da ciò?
La conclusione che traggo io, giusta o sbagliata che sia, è che in funzione di queste diversità per l'uomo sia mediamente molto più dura riuscire a fare sesso con una ragazza, per questo chi vi riesce viene elogiato e considerato dagli altri "esempio di virilità".
Dall'altra parte invece, per una donna l'obbiettivo della sola scopata è decisamente più alla portata (credo che ogni iscritta a questo forum sul proprio Facebook abbia almeno una volta ricevuto messaggi di uomini che tentavano un approccio, credo anche che lo stesso non possa dirsi per tutti gli iscritti maschi, vi invito a smentire se così non fosse), pertanto coloro che scopano molto tendono ad essere viste come "facili".
Non entro nel merito del giusto o sbagliato, anche perché per quanto mi riguarda non ho nulla contro quelle che amano provarci e scopare (mi ritengo tutt'altro che bigotto), mi limito solo ad una mera e sterile analisi dei dati.
Ozy quindi? Io non sono concorde, ma mettiamo tu abbia ragione, con il mio discorso che c'entra?
Il mio discorso è ben più ampio, stai commentando il pelo nell'uovo. Alla fine ozy, se rischio di sembrare una facile agli occhi di 4 bigotti idioti, sai che me ne frega? Nulla. Mi interessa molto più la questione economica della differenza tra uomo/donna.
Perdonami @Difficile, non era mia intenzione innescare polemiche tantomeno muoverti delle critiche. Ho approfondito volutamente un piccolo aspetto del tuo discorso perché era la parte che mi interessava.
Ti ripeto ai miei occhi non sei "facile", anzi posso dirti che la mia attuale migliore amica è stata con molti uomini e vive il sesso con grande serenità e libertà.
Volevo solo spiegare le ragioni secondo le quali (in base alla mia personalissima opinione) la collettività tende a giudicare come "facili" le donne di quel tipo.
Si, scusa, lo so Ozy. È solo che porca vacca, e non porco toro, questi discorsi mi fanno diventare ISTERICA! Ma tu non c'entri nulla
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