Lun
14
Ott
2019
Lettera in una bottiglia
Questo sfogo non è per voi ,è per me, è per dare una forma a quello che mi porto dentro e riconoscerla cosicchè non possa più farmi del male
Da dove cominciare...è un po' che mi porto un paio di sassolini nella scarpa così tanto che ormai mi sono abituato, ne sono diventato insofferente anche se questo non per forza è un bene.Penso sia arrivato il momento di parlare, di togliermi quella scarpa, contare i danni , riparare ad alcuni e riprendere a camminare.So che al mondo ci sono problemi più gravi, guerre nel mondo,cambiamenti climatici,immigrazione , spread e chi più ne ha più ne metta ma fatemi essere un po' egoista per una volta,è il mio sfogo.
E' cominciato tutto qualche anno fa, ero intrappolato in una relazione di amicizia con una ragazza che all'esterno si dava a vedere forte ma che segretamente mi minacciava di voler togliersi la vita ogni volta che qualcosa andava storto,maniche lunghe per coprire i tagli,mangiava sempre meno e si lasciava completamente ricadere su di me che provavo compassione per tutto questo dolore e che provavo in ogni modo ad aiutarla, anche facendo sacrifici.E a forza di stare a contatto con tutto quel dolore alla fine ne sono diventato distaccato quasi apatico e questa apatia è stata l'inizio della mia rovina.Forse il mio cervello come meccanismo di difesa dalle delusioni,dalle cose che non andavano per il verso giusto ha cominciato a distaccarsi dalla realtà a dare sempre meno peso alle cose che forse sono davvero importanti nella vita come l'istruzione.Io frequento l'univesità e inizialmente non l'ho affrontata con la serietà che necessità ,un esame indietro è diventato 2 e così via fino a rimanere un anno indietro mentre vedevo e vedo i miei compagni superarli anche quasi senza sforzo ed io per non provare quelle delusioni quel dispiacere nel non essere come loro mi rifugiavo in un ozio logorante che non aggiungeva nulla alla mia persona ma che mi manteneva protetto fino a che non si è presentato il conto da pagare e a quello non si scappa, ora l'apatia non basta più , questo mio male interiore si è concretizzato come gastrite che mi accompagna da 2 mesi e che secondo il medico è solo frutto della mia mente.Niente finale ad effetto mi dispiace la mia storia termina qui per il momento
2 commenti
Certamente,ho rotto i ponti in modo definitivo 2 anni fa ma lei è stata solo la scintilla,un artefice inconsapevole,il vero colpevole sono io o meglio il mio cervello che ha come unico obbiettivo l'autoconservazione di me stesso e che ha trovato nel distacco da un po' tutte le emozioni un valido scudo anche e soprattutto contro il dolore.Quando sei sofferente vuoi solo che smetta, non importa come e inconsciamente io ho trovato questa soluzione.
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Vorrei sperare che almeno l'hai allontanata!! Non è così?