Sab
05
Ott
2019
Le debolezze di Biancaneve
Sono nuova qui ma è da un po’ di tempo che mi soffermo a leggere i vari sfoghi e commenti. Alcuni sono superficiali, altri “cazzeggevoli”, altri belli e profondi, altri ingenui ma che ti entrano nel cuore. Non so perché a volte leggo anche commenti scaduti …cioè che risalgano a vari anni fa, ma che, in fondo, valgono sempre. Questa mattina ho letto un vecchio sfogo di TomTom sul fatto che facciamo tutti schifo. Mi sono chiesta se fosse vero. Le sue argomentazioni sembravano alquanto convincenti. A volte, noi umani riusciamo a scivolare cosi in basso che la risalita sembra impossibile. Ma il motivo è perché facciamo schifo o invece perché siamo deboli? In fondo, i nostri sfoghi non rappresentano le nostre debolezze? Siamo afflitti, flagellati, schiacciati dalle nostre debolezze. Ma se questo fosse vero, allora c’è speranza per noi! Le debolezze si possono capire, affrontare, curare, e cambiare. Basta motivazione e volontà.
Per raccontare le mie debolezze scelgo Biancaneve, perché con le principesse moderne non mi ci vedo proprio e Cenerentola non mi piace, mi sta sulle scatole. Ma il vero motivo della scelta di Biancaneve è dovuto al fatto che le mie bambine quando erano piccole dicevano che ero come lei. Credo solo per un’ associazione di colori, capelli neri e pelle bianca. Io non vedo altro … non ho sette nani - ma solo tre: le mie due figlie e il terzo nano, mio marito (e già in questo ruolo parte in svantaggio, capirete poi il perché). Con il tempo però, non so cosa sia successo, ho iniziato a identificarmi un po’ in questo personaggio, le persone mi attribuivano un animo gentile e puro e questo, in alcuni casi, ha creato invidie e gelosie. Non sono state poche le occasioni dove individui intorno a me hanno tentato di avvelenarmi. Fortuna che non mi piacciono le mele. Le mele a casa mia non entrano e se entrano generalmente marciscono nel cesto in cucina.
Ma se questa è Biancaneve nella sua sfera affettiva/familiare, Biancaneve a lavoro è una principessa guerriera. Biancaneve guerriera è la moderna evoluzione del personaggio. Magari anche io mi sono evoluta negli anni. Infatti, combatto ogni giorno (mantenendo fino ad ora le caratteristiche di sopra). Ogni giorno combatto per mantenere il mio piccolo castello. Mi sento molto medioevale. Il mio castello non è grande, però è bello, verde e pieno di beni preziosi. Potete immaginare, anche questo attira le invidie dei possidenti qui intorno. Ogni giorno sono assediata. Ultimamente mi hanno dichiarato guerra. Ho perso molte battaglie e forse non so se riuscirò a vincere l’ultimo assedio. Le forze e le risorse scarseggiano. Il mio umore è pessimo, sto soffrendo molto per questo. Negli anni però ho avuto la fortuna di essere stata invitata alla tavola rotonda di Re Artù. Siedo insieme a tutti i cavalieri più nobili. Ero l’unica donna all’inizio. Un grande onore. Re Artù si è sempre schierato a difendermi. Anche adesso, è qui in prima linea e combatte fianco a fianco a me. Come me, anche lui è stufo di questi attacchi (abusi e soprusi). Combattiamo: o la vita o la morte. Ce lo siamo detti. Re Artù è il mio “RE”. Ha tutto quello che posso immaginare. Il mio animo gentile e puro sta cedendo a lui. Mi chiedo perché il mio nanetto non è qui con me. Perché non combatte anche lui insieme a me? Il mio nanetto non vede, lui se ne va giù in miniera – dove tutto è buio e non si accorge di quello che succede in superficie. Per lui la soluzione è lasciare il castello e andare in miniera con lui. Ma a Biancaneve la miniera proprio non piace. Biancaneve ha invece iniziato a volere il suo Re. Biancaneve ha le sue debolezze. Non è la principessa perfetta. Soprattutto, Biancaneve non vuole più essere la principessa perfetta! Mentre meditavo queste cose mi è successo un fatto simpatico. Una signora che viene in palestra con me mi ha chiesto se fossi Islandese come lei. Islandese? Questa è nuova. Per tutta la vita sono stata scambiata per araba, ma islandese è la prima volta. Mi sono chiesta se il cambiamento sia già avvenuto. Mi sto trasformando in una regina di ghiaccio???
Come deve continuare questa storia? Biancaneve deve curare le sue debolezze usando il suo animo puro e gentile oppure diventare di ghiaccio e assecondare le sue debolezze?
8 commenti
Secondo me hai fatto una abbuffata di stereotipi fradici tra Biancaneve, la guerriera e Re Artù. Meglio sarebbe stato dire che il tuo uomo non ti piace più e ti fa gola il tuo capo.
Sei libera ovviamente di raccontarti la realtà nella maniera che più ti aggrada,"re", "principessa di ghiaccio", "castello nel verde", la cosa più reale e pura, però, è che stai semplicemente soppesando una ipotesi di tradimento, ne'più ne'meno di come farebbe una comunissima popolana. Lungi da me giudicare cosa deciderai di fare, però please: pane al pane..
Io invece ho cercato di seguirti in ogni metafora, dalla prima coroncina all ultima carrozza. Non ho problemi con allegorie e dintorni, anzi le adoro, pur sapendo che sovraccaricandone un testo ci si espone a pubblica incomprensione, come in effetti poi ti è stato fatto notare: chi ti ha detto che semplicemente non ti piace più tuo marito ma il capo non ha tutti i torti. Ciononostante ho provato comunque a seguire il tuo racconto decifrando tutte le illusioni, e bho...devo ammettere che con tutti gli sforzi comunque resta che alcuni passaggi non reggono. Cioè, come tu stessa hai detto all inizio, di Biancaneve ti senti solo la pelle bianca e i capelli neri, e sol perché te lo sei sempre sentito dire. Ecco, già con questa premessa siamo al punto. Non è L immagine vera che ti viene di te stessa, è una base di partenza poco solida, poco strutturata e che poi infatti non "tiene" L intero racconto simbolico. Si nota anche dal fatto che hai dovuto far ricorso all intreccio di troppe favole, Re Artù che non c'entra nulla con Biancaneve, Cenerentola nominata anche solo per esclusione ma che confonde il lettore,insomma la trama non rende e a quel punto meglio ricorrere davvero alla semplificazione che ti hanno consigliato. Invece il mio consiglio a questo punto, che se noti non è sul da farsi perché quello lo capirai tu piano piano, e su come "raccontarti" meglio le favole. Nella simbologia c è tantissimo, non va per nulla sottovalutata. Devi partire da in immagine vera, che ti rispecchia davvero, e che non è Biancaneve, in cui in effetti non c è nessun Re e sei dovuta entrare in un altra favola per andare a cercarlo, con enorme forzatura. Ma anche il marito trasposto come nano non rende. Avrebbe reso se avevi 7 figli.. sto facendo molto esempi solo per spiegarmi eh,non per fare la maestrina, quello mi manca. Insomma dicevamo trovati in immagine di partenza più consona, che non è a quanto pare Biancaneve. Chi potrebbe essere una donna a cui ispirarsi che non amava più il marito e si è innamorata del capo?parti dalla trama giusta e vedi che troverai anche la soluzione giusta, un caro saluto
Grazie per i vostri commenti. Sicuramente mi aiuteranno a vedere la cruda realtà.
@anonimo 17.40 - ti ringrazio per aver cercato di capire più a fondo. Forse hai ragione devo fare chiarezza dentro di me.
Il punto è che questo sforzo di cucire metafore (manco particolarmente ricercate) sulla tua esistenza e su questioni che potrebbero essere piuttosto serie per chi ti circonda non sembra molto maturo, anzi desta sospetti di fuga narcisistica. Sembra che tu abbia più tempo per dipingere la tua vita come una fiaba che per viverla autenticamente.
Molto probabilmente hai ragione è una fuga narcisistica …ma non per il fatto che non viva la mia vita a pieno, ma per cercare di allontanare un dolore che mi sta uccidendo lentamente. Mi rendo conto di avere banalizzato e reso ridicola me e le persone che mi circondano raccontando la mia storia in questo modo. Vi do ragione, avrei potuto cercare metafore più eleganti, questo è vero, ma non l’ho fatto. Forse, era per alleggerirne il peso, non so, non so nemmeno io perché mi è venuta cosi. Il problema non è che sogno il mio capo (che poi non è il mio capo). Ma perché lo sogno. Il problema è più profondo e forse anche a più livelli. Ovvio che la mia metafora non ha funzionato, forse non volevo neanche che funzionasse, perché volevo fuggire dalla mia realtà. Volevo il vostro sostegno, volevo che supportaste la mia stupida visione. Invece la state attaccando! Per me sarebbe stato più facile. Invece adesso mi tocca fare i conti con il vero problema. Raccontarlo mi procura un dolore immenso. Ho le lacrime che scendono e non voglio soffrire cosi come non voglio cadere in depressione. A Gennaio ho perso il lavoro che amo, mi hanno cacciata dal mio dipartimento in maniera crudele e senza darmi nessuna spiegazione. Posso fare supposizioni, ma certo non saprò mai la verità, anche se quello che è ovvio a molti è l’invidia di un paio di colleghi uomini, a cui una donna metteva in ombra le loro meravigliose competenze (purtroppo per me sono degli incompetenti ma dotati di un grande ego) (il mio lavoro ha una struttura medioevale dove queste cose purtroppo succedono). Ho lavorato tanto per costruire e ottenere questo lavoro, tutto con le mie forze. Ho dato tutta la mia anima e il mio cuore ad un lavoro che era ed è la mia passione. Non voglio vantarmi, ma tutt’oggi ricevo stima e ammirazione da professionisti del mio settore (naturalmente esterni alla mia organizzazione). E allora cos’e che non ha funzionato? Perché si sono accaniti crudelmente contro di me – perché mi hanno tolto la cosa che mi piaceva di più al mondo e che facevo anche molto bene? Non dovevo essere segno di vanto per tutto il dipartimento? Ho sempre supportato il team-work. Lo dimostra il fatto che colleghi provenienti da un’altra sezione mi stanno aiutando per essere reintegrata con loro. Il capo in particolare ha preso molto a cuore la mia situazione. Lo conosco da una vita, abbiamo spesso lavorato a progetti comuni anche se appartenevamo a due sezioni differenti. C’è una grande stima reciproca. Una stima che adesso si sta allargando sempre di più toccando anche la sfera dei sentimenti più intimi. Sono riuscita a raccontargli i miei pensieri più profondi e lui è riuscito a leggerli come in un libro aperto. Non faccio fatica a parlare con lui e sto ricevendo un supporto incredibile. Lui è una persona molto carismatica, anche se agli occhi di molti fa paura, e generalmente è quasi inavvicinabile. Stessa cosa non posso dire di mio marito. A casa non posso parlare con lui di quello che mi sta succedendo. E’ stato di poco supporto, il mio licenziamento lo ha vissuto più come un problema economico, ma per il resto sembrava contento e liberato da un lavoro che sembrava avergli recato angoscia per tanti anni. Se mi chiede in modo retorico come va a lavoro rispondo bene e metto su un sorriso finto. Ma non va bene per niente. Non so se sarò reintegrata, per ora è solo provvisorio. Inoltre, anche se venissi reintegrata dovrò occuparmi di aree diverse da quelle su cui lavoravo in passato. Dovrò ricominciare da zero. Credevo di aver superato il mio problema, invece qualche giorno fa quando, per caso, ho sentito nominare un progetto che avevo iniziato e che verrà fatto da altri mi ha fatto stare male. E’ come aver ricevuto una gran pugnalata al cuore. Avere consapevolezza che non potrò più lavorare in quel settore mi far star male da morire. Tutta questa situazione ha iniziato a farmi vedere anche la relazione con mio marito con altri occhi. Non capisco perché ha alzato un muro con me. Se provo a fare un commento e portare la conversazione sul mio lavoro iniziamo a litigare. Magari è una stupidaggine, ma io sto soffrendo veramente. Nei mesi passati mi sono ritrovata a piangere senza motivo mentre ero al supermercato o in macchina quando sono da sola. Non cerco una relazione extra-coniugale, ma quest’uomo in questo momento mi sta regalando un calore di cui ho bisogno. Vedere il suo volto illuminarsi in un sorriso smagliante quando mi vede mi lascia senza parole.
Biancaneve e sticazzi!!
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se cedi alle debolezze sei tutt'altro che di ghiaccio, ma come hai detto più sopra probabilmente non sei perfetta. nessuno lo è.
io ho da tempo deciso che resistere alle debolezze non è cosa per me. il tempo scorre veloce, presto nessun Re dall'armatura scintillante si metterà più al tuo fianco perché la tua pelle candida sarà piena di rughe e tu somiglierai più alla matrigna quando si traveste da vecchia mendicante.
"so resistere a tutto, tranne che alle tentazioni" - O. Wilde