Lun
23
Set
2019
La vita
Sta diventando sempre più orribile. Pazzesco come quello che scrive harari nel libro homo deus si stia già avverando. L'assenza di guerra e la sovrapopolazione stanno velocemente portando a creare una useless class di persone e lavoratori. Meglio la morte in guerra, con la paura e l'agonia del dolore, che una vita spesa a mendicare lavoro e attenzione. Perché anche chi ce l'ha, altro non è uno che soffre ogni giorno fino a quando finirà quella sofferenza. Dietro l'apparenza non c'è nulla di reale, se non le notti insonni, l'ansia di non poter sbagliare spesso ma poco e in numero sempre minore di volte. Allora qualcuno si salva, vive in paesoni facendo cameriere/tecnico/bamconista ma la solfa non cambia di molto. A fronte di un atteggiamento distaccato anche lui/llei celebra l'incomunicabilità, la penuria di reale contatti.
14 commenti
La guerra
Come puoi dire che sia meglio morire in guerra.
Quanto strazio e sofferenza e per cosa?
Lottare per la patria, per la gloria, per riconquistare territori, lottare per la superiorità delle razze.
Quando erano ignari della sofferenza della guerra, tutti si armavano e si dicevano pronti, poi il dolore dei propri cari aprí gli occhi. La guerra, la guerra è dolore.
Ti ci mandavano, non sceglievi di andarci.
I sopravvissuti portavano sulla coscienza le morti altrui. Vince chi uccide per primo.
non avevi scelta, avevi un biglietto per l’inferno.
Oggi non sei soddisfatto della vita, e anche se lo Stato ti uccide lentamente, hai la libertà di scegliere, puoi fuggire e trovare un sistema diverso.
poi se non vuoi complicarti la vita puoi sempre andare a Ikea comprare una corda e uno sgabello.
Meglio morire in guerra ma che cose assurde mi tocca leggere.
Al di la della guerra in sr, è la sensazione di morte giornaliera che risulta insopportabile. Avere un lavoro sapendo di doverlo conquistare ogni giorno è peggio della guerra, perché castra e mortifica. Lottare con una stampante o con l'epatite cambia poco se si diventa involucri vuoti. La forza che infonde la guerra e il senso di creazione portato dalla distruzione sono preferibili ad un'agonia penosa degna della discesa agli inferi senza poter salvare alcun anima, nemmeno la propria. La guerra e la morte, il terrore e la pazzia sono meglio di un complesso sistema di leggi regole e divieti non smontabili, ma che chiedono un'obbedienza maggiore.
La guerre igiene del mondo ci mancava.
Ma perché?
perche’ hanno chiuso i manicomi?? Perché???
Rispondo volentieri ad anonimo delle 12:16. Non posso più credere ad una propensione verso l'altro denudata di interesse o scambio o vantaggio. Prova ne sono i contratti lavorativi che fioriscono: a chiamata, determinato, voucher, a progetto. Perché? Il tentativo che la società fa ogni giorno per migliorarsi è destinato ad essere sempre interrotto dalla guerra, dallo scontro. Perché sono sbagliate, parere personale, le premesse. Non si sta partendo dall'amore, ma si cerca di incanalare gli istinti verso una direzione accettata. Purtroppo viviamo di istinti, è grazie a questi che andiamo avanti. Reprimerli, con assenza di guerra, vuol dire mendicare il lavoro (pagando università prestigiose, rimboccandosi le mani fino alla mania), mendicare attenzione sotto ogni punto di vista, aspettare il momento opportuno per colpire, in un'ottica distorta. Una fune il cui equilibrio e continuamente precario, una repressione degli istinti che annichilisce. Si può per esempio ormai dire solo che i partiti conservatori (tipo lega) sbagliano tutto, che i m5s sbagliano tutto, che ognuno ha un dettaglio da migliorare. Questo annienta per esempio l'idea della politica stessa (cittadino che vede esauditi i suoi bisogni), e la rimpiazza con file di burocrati e tecnici. Non sto favorendo alcun partito, ne sono un fascista pazzo, cerco solo di decifrare i segnali. Ovviamente mi auguro che ogni giorno possa durare, ma la "guerra" può anche essere intesa come un ribellarsi alla modalità di censura dell'individuo cui siamo costretti, in un continuo darsi ragione, aggiustare il dettaglio, accogliere chiunque. Quindi dove sono i delinquenti? Sono pochi? Dov'è il buon senso? Esiste più? È tutto solo divenire in un processo creativo che non ha nulla di attraente (mix di regole, frasi perfette e stare sul pezzo h24?). Non è simile al mendicare?
Mah
Di guerre ce ne sono tante in giro per il mondo...scegliti quella che ti aggrada di più e parti...
si sta male (generico - ammesso e concesso) e allora la soluzione sarebbe... la guerra. ma guerra a chi? se fosse lotta di classe capirei, ma la guerra è solo una guerra fra poveri. invece di andare a soffrire al lavoro vai ad ammazzare e a farti ammazzare da altri disgraziati come te.
come partire da una base giusta e arrivare a una conclusione errata.
ci aggiungerei testa di cazzo, sperando che il commento passi lo stesso.
Hai ragione!
" Lottare con una stampante o con l'epatite cambia poco se si diventa involucri vuoti. La forza che infonde la guerra e il senso di creazione portato dalla distruzione sono preferibili ad un'agonia penosa"
Insensatamente affascinante. Però se la vita non ha senso ora, non avrà senso nemmeno con la guerra. La ricostruzione credo sia una vana speranza di dare un illusorio significato a tutto. Gli involucri vuoti rimangono tali. Non credi?
... e poi se muori in battaglia ti danno 77 vergini. Altro che lavorare in fabbrika!
PS: Vergini, non ExtraVergini, attenzione! E' come l'olio d'oliva... Non ci andare a morire per loro! Quelle hanno fatto i lavoretti di bocca!
ma
io quando leggo queste cose mi viene sempre in mente una grandissima verità. I bambini sono felici o infelici? I bambini sono umani non inquinati da idee di altri umani e sono felici. Gli basta un niente per crearsi un gioco, gli basta un pezzo di carta per inventarsi qualcosa di divertante. Sanno muoversi come gli adulti non riescono ecc...
Quindi mi viene da dire di conseguenza che la sofferenza la abbiamo creata noi. di natura l'essere unamo è felice.
L'ansia di non poter sbagliare deriva dal fatto che in questa società si da più importanza agl'altri piuttosto che a se stessi. Basta riappropriarsi di se stessi veramente per non sentire più nessuna pressione del giudizio altrui. ( quindi è una cosa costruita da noi)
poi scrivi "vita spesa a mendicare lavoro e attenzione"
ma per chi? se mendichi il lavoro e l'attenzione altrui torniamo alla partenza. La natura dell'uomo è quella di fare cose, non di stare fermo. E' questa società che ha trasformato questo bisogno primario in un lavoro renumerato con dei soldi. Che sempre la società ha messo al primo posto come valore assoluto. Quindi tutta la nostra infelicità nasce da questa società malata che ci porta a inseguire cose che non sono reali.
Qualcuno mi potrebbe dire" vallo a dire q quel bambino in Africa che muore di fame!"
ma perchè quel bambino muore di fame? di chi è la colpa? sempre della società, sempre del nostro arrivismo. Le tribu che vivevano nella foresta non sono mai morte di fame. La fame arriva con la società e il denaro. Con la distinzione ricchi e poveri.
La vita di per se è gioia, felicità. Il dolore e il resto sono solo nostre percezioni che ci creiamo da quando nasciamo.
sei vittima di questa società? ci sta. Ma hai sempre la facoltà di scegliere dentro alla tua mente.
ALmeno sopporti un'agonia che durerà 80 anni di vita e muori subito fucilato, questo si
Quello che intendo è il "rispetto" verso la vita in quanto tragedia. Ci rimane l'analisi di costi, di variabili. Quindi cosa ne esce? Una "guerra" falsata in partenza, un cercare la perfezione, il dettaglio. Ma sempre di guerra si tratta. Una guerra senza istinto. Senza musica e senza vita. Una modernità dove si è tutti uguali in apparenza, creando diversi livelli di finzione umana.
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Scusa ma devo dirtelo, parti da un punto a priori inesatto. O meglio, verisismo quel che dici della sovrappopolazione, come analisi sociologica è esatta, ma è inesatta la conseguenza che ne ricavi, che a quel punto era meglio morire in guerra e nel dolore, temo che in questa percezione tu non abbia la vera dimensione della guerra, esattamente come me, per il semplice motivo che ne io ne te l'abbiamo vissuta. (A meno che tu non abbia 90 anni ma non credo). La guerra credo sia terribile da qualunque punto di vista, lasciamo perdere lo slogan banale "w la pace",io intendo terribile proprio dal punto di vista sensoriale ed emotivo: queste bombe che ti esplodono sopra la testa o affianco e ti rendono sordo e stordito, il veder morire accanto a te amici e compagni,la vista continua di sangue e cadaveri, il senso precario della vita e le domande sull esistenza, a cui non può esserci una risposta plausibile in quell orrore. Il tema sarebbe troppo lungo da trattare, io direi solo, sperando di non risultare banale, di apprezzare L immenso tentativo che sta tentando di fare la società per migliorarsi. L'individuo come essenza resta invariato, sappiamo molto bene il male di cui è capace,ma tendiamo a ignorare il bene, gli atti spontanei che spesso compie di altruismo o eroismo,la bontà sincera di cui anche è capace. Per quanto riguarda L incomunicabilità anche verissimo, è un problema serio in particolare di quest espoca,Comuqnue ripeto argomenti troppo Lunghi, solo una domanda se ti va di rispondere: perché pensi che la vita sia solo un mendicare attenzione? Cosa ti porta a usare questa parola, che se ci fai caso è un po' insolita?