Mar
10
Set
2019
Odio uscire e sono triste
Ho 23 anni e detesto uscire. A meno che non si tratti di andare a lavorare e fare il mio lavoro, di tutto il resto sembra non interessarmi nulla, mi sento come se fossi apatica a tutto ciò che mi circoda. Ho pochi amici, per colpa mia, perché tendo ad allotanarmi dalle persone e logicamente le persone si stancano di corrermi dietro, ma mi sento apatica anche in questo. Nel senso che, quando gli altri si allontanano da me, non mi sento per nulla triste, rimango molto indifferente e non capisco se sia una cosa positiva o meno.
Questa estate mi è capitato di uscire due volte con due amici differenti e l'unica sensazione che ho provato, etrambe le volte, è che non vedevo l'ora di tornare a casa e passare il tempo in modo differente. Odio davvero tanto uscire, preferisco di gran lunga stare a casa, magari a leggere, ad ascoltare della musica oppure a guardare dei film. Ma questa situazione un po' inizia a pesarmi, non uscendo tanto, quando esco tendo ad ascoltare molto e far parlare gli altri, in parte ache perché sono molto riservata e in parte perché non uscendo spesso mi capita di non avere nulla di cui parlare/spettegolare. Più per gli amici, ho paura che andando avanti questa mia "solitudine" posso diventare ancora più grande. Ho paura di non riuscire a trovare nemmeno un ragazzo o qualcuno con cui mi possa piacere passare del tempo e questo mi deprime. Ho paura di essere risucchiata completamente dalla mia stessa solitudine. In più penso al fatto che anche volendo non riuscirei a conoscere nessuno a cui non piace uscire, perché come me, molto probabilmente quella persona sarà a casa
Perdonatemi se ho fatto qualche errore grammaticale, spero di essermi più o meno spiegata. Spero in qualche consiglio
2 commenti
La gioventù a volte è un vero e proprio lavoro. O si intercetta subito l'ambiente a noi congeniale, altrimenti si viene esposti a quella grande corrente giovanile degli anni 2000. Intendo che, a meno che non si viva la propria gioventù nel senso fulgido, attivando al massimo le proprie potenzialità con persone che hanno i nostri stessi interessi, può davvero apparire una faticaccia: quell andare in giro per locali/bar con persone che parlano di cose a noi estranee,quella battuta che non ci fa ridere, quel modo di fare che non ci sentiamo appartenere.
La solitudine a quel punto al confronto sembra un sollievo, vero, ma altrettanto vero quel che dici che temi di farti risucchiare dal tuo stesso sollievo. Quindi, consigli? Semplicemente trovare le persone giuste. Continua la tua ricerca senza timori, troverai prima o poi L amico che ti fa ridere davvero, L amica con cui parlare della stessa musica che vi piace, ecc ecc, e lì non ti sembrerà più un lavoro, anzi ci prenderai gusto davvero. Un abbraccio
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