Sab
17
Ago
2019
Sono diventato un uomo gelido..
Non provo nulla quando muore qualcuno, che sia una persona vicina, o un amico che non vedo da anni, persone che han fatto parte della mia vita tanti anni fa o che comunque sono state di passaggio... mi chiedo, ma cosa sto diventando? Mi rendo conto che l'immagine che do di me agli altri è molto sbagliata, io non sono una persona cattiva dentro, anzi forse il contrario, forse sono io che ho ricevuto tanto male, tanta cattiveria gratuita, bullismo in quantità, umiliazioni.. forse è per questo che ho sviluppato questa corrazza, fatto sta che da anni non mi sento toccato minimamente da nulla, a meno che non riguardo lo stretto nucleo mio di appartenenza.. oggi ho appreso della tragica morte di un ragazzo del mio paese, un anno più piccolo di me, con cui ho condiviso seppur molto tempo fa dell'adolescenza, un pezzo di vita.. diciamo che siamo stati amici/conoscenti, non quelle amicizie viscerali, importantissime, però comunque c è stato un periodo in cui ci siamo frequentati assiduamente.. è voltato giù in una scarpata di 30 metri, un impatto violentissimo, la macchina distrutta, lui morto sul corpo.. la notizia non mi ha scosso minimamente, non ho provato nulla quando mio padre me l ha comunicato, freddezza, inddifferenza, non mi sono minimamente scomposto, ho detto solo: mi dispiace.. punto. È successa la stessa cosa con altre persone, è un periodo in cui molte persone che han fatto parte della mia vita sono scomparse tragicamente, o comunque hanno gravi problemi di salute ma io non sento nulla per loro, nemmeno un po' di vicinanza.. mi sento un mostro per questo, ma non so come cambiare, un tempo non avrei reagito così, ad oggi mi rendo conto di quanto sia diventato cinico e indifferente al dolore altrui e ho paura che anche quando andranno via i miei genitori, non proverò nulla, voi dite che sia il caso di consultare un esperto?? È come se avessi un blocco, non riesco, non posso mostrarmi fragile, in lacrime, vulnerabile, per me è inaccettabile, tuttavia so che un giorno o l altro esplodero', perché le persone come me, apparentemente dure, tutte d un pezzo prima o poi esplodono sempre, scoppiano quando non ce la fanno più... l unica cosa che riesco pensare è quanto sono fortunato ad essere ancora qui..
6 commenti
Questo è un meccanismo di difesa molto comune.Quando ci avviciniamo troppo al dolore,una parte di noi si congela e ci protegge dalla sofferenza che potremmo sentire.No,non sei un mostro,anzi,sei fin troppo sensibile e di conseguenza reagisci con indifferenza.
Dovresti lavorare un po' su te stesso e sulle cause che ti han portato a questa apatia emozionale.Parlarne con un esperto potrebbe essere utile davvero.
Semplicemente non esprimi le tue emozioni, ognuno alla morte reagisce in modo differente chi scoppiando in lacrime, chi con indifferenza, ognuno hai il suo scudo e la sua protezione in questi casi. Non è perché tutti piangoono anche tu devi piangere. Non piangere non significa che non vuoi bene al tuo amico. È il tuo modo di affrontare il dolore non devi sentirti in colpa. Io sono come te non sono riuscita mai neanche io a farlo nemmeno quando ero piccola e non credo che lo farò nemmeno quando arriverà il momento di mio nonno. (Spero il più tardi possibile), per quanto bene li voglia. Tempo fa morì un mio pro zio, fratello di nonna. E la figlia, del mio pro zio, fratello del nonno sempre allegra sorridente, con la battuta pronta., piangeva in maniera disperata, era impressionante vederla. Io li ero impassibile non ho versato nemmeno una lacrima. E non me ne importa un fico secco di cosa hanno pensato di me gli altri. Inoltre, penso fosse più partente prossimo a me che a lei. Se non ti senti di piangere non farlo, se ti senti di piangere (non trattenerti). Ah, dimenticavo non hai bisogno di nessuno esperto.
Ah non dar retta a chi ti dice di parlare con un esperto, per esperienza ti dico che il dolore deve fare il suo decorso, o non ci si libera di esso, nessuno esperto potrà dirti cosa devi fare e né tanto meno aiutarti. È meglio se esplodi quando sarà il momento, strafregandotene degli altri e di ciò che penseranno di te, è il dolore che fa il suo decorso. Se non si passa attraverso queste fasi il dolore non passa, e l'esperto non può né accellerarle né fare niente, qualsiasi intervento in.questo senso sarebbe un rischio perché non ti permette di passare queste fasi. Nel 2010 mi è morto un conoscente (un ragazzo allora avevo 21 anni, ,quasi 22 è morto il giorno prima del suo compleanno) in un incidente stradale, è stato uno shock per tutti. Specie per me. Da lì sono iniziati i miei guai, perché ero diventata una specie di automa ambulante, facevo cose strane (e questo ha portato le persone a giudicarmi male), appunto perché non avevo passato le fasi del dolore.
Hahah, nomen omen, sei davvero una sfinita
悪い頭が嫌いなんだ! Meglio sfiniti che teste vuote...senti ora vai a giocare con le bambole...
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Non giudicarti duramente e non lasciarti giudicare dagli altri per questo (le due cose sono collegate). Riduci innanzitutto la tua ansia per la sensazione che provi, anche perché credo che la realtà sia molto diversa (tu stesso descrivi questa dissonanza). Non so nulla, ma è possibile che la tua sensibilità sia solo sommersa, come dimenticata. Il dolore di cui parli esiste ma si muove su un piano diverso, anzi credo che col tempo sia addorittura dilagato dentro di te, inibendo la manifestazione diretta delle emozioni. È uno degli esiti possibili delle esperienze difficili che hai vissuto. Non sopravvalutare l'effetto che questa "paralisi" tutta apparente può avere sugli altri, forse nessuno ti ha davvero imputato questa freddezza, inoltre sembri molto lucido e saprai spiegare alle persone più vicine quello che veramente provi. Ma pensa soprattutto a te stesso: secondo me è arrivato il momento di riavvicinarsi alle questioni fondamentali che ti hanno portato a questo.