Sab
27
Lug
2019
Alis Volat Propriis
sono sempre stato una persona tranquilla, privata, introversa, empatica, molto ma molto timida e anche impacciata.
un mediatore immerso nei suoi sogni.
sin dalla tenera età a mio padre non è mai piaciuta questa vena bohéme, ha sempre ostacolato le mie aspirazioni, accusando me di non essere abbastanza portato o titillevole e menefreghista nei confronti dei miei obiettivi, spacciandosi per il giustiziere di turno, colui che ha sempre supportato quel che mi piaceva fare.
nonostante tutto, ho sempre capito mio padre e la sua figura autoritaria, ad ogni dialogo, esperienza, lui voleva sempre aver ragione, e chi gliela negava?
pian piano, ho imparato a conviverci, male, ma a conviverci, probabilmente perché non mi è mai importato il potere, anzi, ho sempre puntato per la collaboratività in famiglia, cosa che mio padre non condivideva, di fatti ha fatto in modo di tagliare i ponti e i dialoghi con il proprio figlio.
in età adolescenziale, adesso, mi ha praticamente rovinato la vita. paranoico, nervoso, frustrato, superbo, discolo, impertinente, estremamente egoista, violento, questo è mio padre.
non è il padre che conoscevo, è il padre che non vuole il punto d'incontro che con me ha sempre trovato, ma il male.
vuole il mio male, precisamente, sono il capro espiatorio di tutte le sue frustrazioni, del suo nervosismo che ha accumulato negli anni, dice bugie pur di incolparmi, anche un minimo passo sul parquet di casa è sintomo di litigio.
ma non litigi futili, è arrivato anche a picchiarmi, ho pure avuto strane idee sul fatto di avere la colpa di quel che lui combina, di essere io in torto, io odio mio padre
ogni giorno mi riduce una pezza, psicologicamente, non posso piangere altrimenti scoppierebbe in lui la scintilla e mi picchierebbe, non posso scappare dal soggiorno, non posso chiudermi in stanza, non posso parlare ma vuole risposte, non finisco il piatto di pasta da quasi una settimana perché ho un involucro di angustie dentro, ha pure minacciato di ritirarmi da scuola, che per me è veramente tutto.
non posso non parlargli, non posso fiatare, non posso camminare, non posso sedermi, non posso usare il mio cellulare, non posso, non posso, non posso e devo sopportare quel che lui mi infabula in testa e quel che mia madre manipola dentro lui, lo infuoca durante i litigi, e gli dice cose quando son soli di cui mio padre si convince fermamente.
leggo per sdeviare, suono ma non ho potuto continuare gli studi di chitarra e neanche quelli del disegno, le mie più grandi passioni.
ho paura di restare senza fondamenta e di non poter scappare da questo calvario, ho paura di cadere in depressione, ho perso tutti i miei amici perché non potevo più uscire e se potevo non me la sentivo, ero troppo triste.
io ho paura
2 commenti
Devi chiedere aiuto a qualcuno. Tuo padre è una persona tossica.
La prima cosa che consigliano di fare quando si è sottoposti ad abuso narcisistico è studiarsi l'argomento. Toxic psrents, narcissistic abuse etc.
Ma il tuo caso è troppo grave per poter studiare. Dovresti denunciare i tuoi. Dagli assistenti sociali oppure dala polizia. Però se ti scoprono è un casino.
Devi farlo di nascosto.
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