Sab
06
Lug
2019
non mi riconosco
Non mi riconosco più. Ero piena di energie, progetti, sogni, fantasia, curiosità. Avevo voglia di socializzare, mi piaceva conoscere persone di ogni tipo, adoravo fare le cose più folli. Ho avuto tanti amici che mi hanno adorato perchè sapevo trascinare anche le serate più noiose verso l'imprevedibile. Amavo leggere, ascoltare musica, ogni forma d'arte.
Adesso mi sembra di avere cento anni in un colpo. Non è successo dall'oggi al domani ovviamente, sono diventata l'ombra di quella che ero. Un'ameba informe che si muove nell'oscurità piena di paura. Non c'è più nessuno che ora ami stare con me, non ho più voglia di ascoltare musica. Non riesco più ad amare gli altri. Mi sembra di cadere in pezzi giorno dopo giorno, è un declino di cui non vedo il fondo. Ho bisogno di spensieratezza e non so più dove cercarla, io che ero sempre pronta a rigirare tutto per trovarvi qualcosa di positivo. Non faccio altro che starmene a casa e studiare, ma non è uno studio proficuo, non è mosso da curiosità o fiducia in quello che posso ottenervi. Mi sento come se avessi un peso sul cervello che non mi permette di pensare. Mi sale l'angoscia la sera, come un peso sul petto che non mi fa respirare bene. Mi sembra che il cielo sia solo il limite di una prigione, non ho scampo, nessun luogo sulla terra sulla quale rifugiarmi, è tutto così piccolo e opprimente. E io sono così deludente che evito anche di guardarmi allo specchio per dimenticarmi di me. Non ho più nessuno con cui parlare e anche se lo avessi come potrei mai dire queste cose così terribili? Tutti vanno avanti, io sono immobile
Scusate davvero se vi ho trasmesso un po di negatività. Non capisco come ho potuto diventare questo, non capisco come fermarlo.
12 commenti
° Stiamo diventando degli zombie. benvenuto 5G a finire l'opera
È pacifico che questo processo ha le sue ragioni. Ci sono cioè eventi e situazioni che ti hanno cambiata, più probabilmente ferita. Se in una certa misura alcune trasformazioni sono fisiologiche, in questo caso mi sembra che siano fonte di troppa sofferenza. Elabora meglio le tappe di questa storia e magari parlane con un professionista.
Non ho più nessuno con cui parlare e anche se lo avessi come potrei mai dire queste cose così terribili?
Non hai rivelato nulla di particolare, momenti no, piu' o meno lunghi capitano a tutti.
Quanti anni hai?
137, perché?
Olm 25. Spero davvero sia solo un momento ma la paura è di cadere sempre più in basso. Non voglio essere questa. La cosa più terribile è la totale mancanza di un conforto. Di solito nei periodi bui si ha qualcosa che ci spinge ad andare avanti: una speranza per il futuro, un piccolo piacere, un amico, il fare qualcosa che distrae. A me sembra di non avere nessun conforto, guardo al futuro e vedo una vita grigia, una vita che non voglio vivere, tutti i miei sogni in cenere. Ci sarebbe tanto, troppo da dire e molte cose non le dico nemmeno a me perchè ne ho paura. Anonimo degli zombie: farei parte anche di un gruppo di zombie in questo momento pur di avere uno scopo.
Beh se vanno bene anche gli zombies ascolta me: prova a fare un salto in chiesa. Non sto scherzando.
Più parli e più si capisce. C'è stato qualcosa. Hai fatto brutti incontri. Il lutto non segue l'evento traumatico, viene a galla più tardi. Al momento che certi schemi di compensazione non funzionano più. Dal trauma al lutto possono passare decenni.
La compagnia di qualcuno ti aiuterebbe o forse no. Dipende da chi è quel qualcuno, a che punto del proprio cammino spirituale si trova, che intenzioni ha.
Ti aiuterebbe ad andare avanti ma non ti darebbe la soluzione.
C'è qualcosa di cui non ti senti di parlare con gli altri, ma c'è fi più. Non sei pronta a parlarne a te stessa. E per queste cose serve tempo, purtroppo. Qualcosa ti fa paura. E per sconfiggere la paura quella vera, si deve affrontare la paura della morte.
E per averne un po' meno, farci pace, si deve avvicinarsi a questa consapevolezza della mortalità, si deve parlarci e guardarla negli occhi, per usare le parole di Marlon Brando che interpreta il vedovo in un famoso film, si deve entrare dentro al buco del suo culo e poi uscirne. È buio, là dentro. Forse ti serve tempo, forse ti servono persone, ma c'è scarsità di mezzi e ti hanno lasciata sola. Prevedo che ce la farai da sola. Ci sono risorse nascoste dentro di noi che sono più affidabili degli altri. Gli altri possono sempre imbrogliarci, noi stessi invece possiamo aiutarci da soli. Si attiveranno le risorse che non sai di avere. Ne uscirai più forte di prima. Però abbi fiducia che sarà così, non pensare male. È sufficiente un atteggiamento positivo per vincere. Affronterai le tue paure. Non puoi evitarlo. Smetti di fare resistenza e lasciati guidare dal tuo cervello viscerale. The guts. Dentro di te ci sono tutti gli strumenti necessari per tornare allegra. È così. Serve un voto di fiducia. Pensaci.
Grazie oldjoe, credo che rileggerò spesso le tue parole
Oldjoe ti ha già dato una risposta effettivamente bellissima, quasi non sentivo la necessita di aggiungere altro. Ma al contempo mi sono sentita di commentare perché hai descritto in maniera davvero perfetta non tanto la tristezza in se, ma lo spavento che prende con il sopraggiungere della tristezza. Lo spavento comporta quella quasi claustrofobia su tutto, in cui anche il cielo diventa un cupolone che ingabbia e imprigiona, hai descritto quel senso improvviso di asfissia, e quel "baratro" che terrorizza perché si percepisce come infinito. Come se ti dicessero "guarda, lì c è un buco che va al centro della terra, prego, inizia pure la tua discesa". Credo che prenderebbe lo spavento a chiunque, anche se è una discesa metaforica, e come ti ha detto OldJoe in altri termini, "lì c è buio". Ora, non so se hai avuto modo di leggere il mito della caverna di Platone, ma ti consiglio caldamente di cercarlo, ci sono anche alcuni video su YouTube. Questo perché l'impressione che stai vivendo in questo momento, questo "spavento del buio", potrebbe essere invece esattamente il suo contrario, che ti stai liberando da tutto per andare verso la luce vera. Troppo facile, come ti facevano notare prima, fare i trascinatori a 20 anni! Quella è quasi sempre una maschera, che puntualmente qualcuno indossa e funziona, è bella la leadership, ma è una maschera luminosa che in un attimo si spegne. Insomma il mio consiglio è di non confrontarti più con quella maschera del passato e di andare ora alla ricerca della tua vera luce interiore. Lo spavento che stai provando in realtà potrebbe essere l'inizio proprio di questa luce, per quello paradossalmente ti sta sembrando tanto buio. Un grandissimo abbraccio, anche secondo me c'è la farai, non lo dico tanto per, anche senza conoscerci lo penso sul serio.
Bipolare disorder maybe?
Bipolare disorder maybe?
Non ti curar di lor ma guarda e passa...
Mr. 8 e 29
è molto maleducato e offensivo insinuare patologie psichiatriche. E lo è particolarmente quando non si scrivono argomentazioni a supporto della tesi, e un bel maybe per dare sfoggio della conoscenza della lingua inglese.
Suppongo che la mancanza di argomentazioni e il maybe siano intenzionali, allo scopo di offendere la persona al di là dello schermo, con quali finalità posso solo immaginarlo, ma, appunto, quello è il lavoro dello psichiatra.
Non so te tu abbia quel tipo di disorder, il bipolare, ma qualcosa mi dice che un disorder ce l'hai di sicuro.
Altrimenti non scriveresti così.
Lo psichiatra tuo che dice?
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da quello che racconti sembrerebbe che
Probabilmente da giovanissima recitavi il ruolo della trascinatrice di folle, poi ti sei stufata e gli altri hanno smesso di cercarti. Perché la gente vuole i leader, fra l'altro in quel modo faticano meno, tutto il lavoro lo fa l'organizzatore.
Serve il tempo che le persone giuste ti conoscano. Tutti sono amici degli organizzatori. Gli amici veri è un'altra cosa.
My 2 dimes.