Lun
01
Lug
2019
Sono stanca
Come da titolo, sono stanca, anzi stanchissima. A parte essere stata scaricata da quello che credevo l'amore della mia vita, nulla nella mia vita è andato secondo i piani. Al momento sto arrancando a trovare lavoro e sinceramente con il mio titolo di studio sembra una battaglia persa. Devo reinventarmi, ma a oltre 30 anni sembra impossibile, almeno in Italia. Sono stanca di sentirmi ripetere che devo trovarmi un lavoro, anche se umile, o sposarmi per garantirmi un futuro. Come se non passassi già le notti a scervellarmi su possibili piani o soluzioni. So di aver investito molto su me stessa e con sacrifici enormi (i miei non hanno soldi) e so di essere una risorsa nel mio campo, ma non serve a nulla se nessumo vuole darmi un'opportunità. E no, non ho voglia di sposarmi per farmi mantenere: a parte l'orgoglio, dopo la delusione con il mio ex non ho fiducia negli uomini.
Ho paura che finirò a fare una vita di merda, tipo la precaria a vita nella scuola quando so per certo che è un lavoro che non mi interessa minimamente. O sposarmi un tizio giusto per non rimanere sola per poi guardarlo tristemente dall'altra parte del tavolo. Fare figli che non voglio. Fare sacrifici senza averne soddisfazione.
Mi chiedo cosa bisogna fare per garantirsi una sopravvivenza non dico felice (perché la felicità è una scelta), ma almeno decente.
13 commenti
Se hai problemi economici e lavorativi farai la fine che han fanno molte donne d'oggi precarie da anni:ti sposerai con un uomo con casa e lavoro sicuro,poco conta se sei innamorata,basta che sia buono (il fesso?!?). Verrai mantenuta in casa sua e tu sotto a sfornare un marmocchio,che così manco ci penserai più a cercare un lavoro,2 piccioni con una fava. Vita non da ricchi ma più che dignitosa. Le mie amiche han fatto tutte così, beate le femmine che risolvono i problemi in questo modo (e fan tutte così, soprattutto le più LOL orgogliose)
Quindi se hai capito sai quello che devi fare. Esci e trovati un uomo di buon carattere, con un lavoro sicuro,libero e mettitici insieme, invece di piangerti addosso
Sono stanca di sentirmi ripetere che devo trovarmi un lavoro, anche se umile, o sposarmi per garantirmi un futuro.
Sposarti per trovare un sostegno economico è una follia. Accontentarsi, in via temporanea, di un lavoro non pienamente soddisfacente potrebbe essere una soluzione... la vera alternativa è andarsene all'estero. In cosa sei laureata, di cosa ti piacerebbe occuparti?
Anonimo 11:13 applaudo la tua capacità di sparare luoghi comuni. A parte che il matrimonio d'interesse l'ho già inserito nella categoria "vita di merda" perché non solo sono tremendamente orgogliosa, ma ho un'avversione al matrimonio che neanche immagini. Oltrettutto, ho avuto gli esempi negativi di mio padre che si faceva mantenere da mia madre (vedi che la cosa funziona in entrambi i casi?) o di una parente che va avanti a psicofarmaci perché incastrata in un matrimonio senza amore. Non ho nessuna intenzione di ripetere l'esperienza e fidati che offerte ne ho avute. Sono una che non si lascia offrire una bevanda se non posso ricambiare, figurati se mi lascio incastrare in un rapporto non equo, come minimo m'impegno a rovinargli la vita. Figli poi ... vade retro!
Caro Olm, infatti sto raccongliendo informazioni per l'estero. Purtroppo so per esperienza che i lavori interessanti nel mio campo sono disponibili solo ai madrelingua (per fortuna sono bilingue dalla nascita), mentre se non domini la lingua in tutte le sue sfumature rischi di fare lavori sottoqualificati (il che andrebbe bene se non fossero lavori di solito al limite della sopravvivenza). Io tra l'altro ho una formazione umanistica, finora ho principalmente scritto e fatto ricerca. Non è il lavoro della mia vita, sarei anche felice di cambiare perché non si guadagna molto. Farei leva sulle mie (finora poche) esperienze di vendita o passerei alla gestione eventi. Quest'ultimo aspetto mi interessa molto, ma dovrei tornare all'università perché chiedono titoli ed esperienza. Purtroppo i lavori che vorrei fare sono difficili da accedere, nel senso che non esiste più la gavetta di un tempo. Sembra che o trovi un santo protettore che ti aiuti ad inserirti nell'ambiente o ti sposti all'impazzata in giro per il mondo raccogliendo esperienze qua e là. Finora ho seguito l'ultima strada, ma non è servito a molto, perché non riesci a crearti una rete di contatti nei tempi minimi. Santi protettori non ne ho, o meglio, sto cercando di acquisire visibilità lavorando gratis. La frustrazione nasce dall'incertezza, perché i soldi sono sempre scarsi e se mi succede qualcosa non sono tutelata...
Ciao...
Le nostre esperienze sono simili, guarda purtroppo viviamo in una grossa fetta di mondi in cui la formazione non è importante,anzi è un hobby per "radicale chic".
Se non hai legami con nessuno cerca lavoro all'estero, cerca di avere un inglese ottimo e vattene, all'estero sta cosa ridicola dell'età non esiste
Io ho usato la laurea per lavorare come freelance ma non potevo assolutamente pagare le bollette con questo lavoro, perciò ho fatto dei corsi tecnici in altre aree che mi piacevano ma che non sono collegate al mio titolo di studio e oggi lavoro. Mi sono reinventata di brutto e quando avrò l'opportunità voglio comunque vivere all'estero.
Fossi in te non cercherei nessuno per il momento perchéi legami finiscono per bloccarci in certi luoghi e situazioni com'era accaduto a me.
Quindi tu consiglio: estero, inglese, formazione anche alternativa e non creare legami
La frustrazione nasce dall'incertezza, perché i soldi sono sempre scarsi e se mi succede qualcosa non sono tutelata...
Le tue preoccupazioni sono comprensibili ma non hai altre soluzioni. Precariato in Italia oppure una esperienza con tante variabili all'estero. Fossi in te, punterei dritto sulla seconda opzione, ma capisco che sono scelte molto soggettive. Continua a curare le relazioni, non arrenderti, presto o tardi, competenze e perseveranza saranno premiati. In bocca al lupo.
A me piace essere sincero. Leggendo questo sfogo non riesco a dare un contributo, cioè un consiglio.
Mi viene l'ansia a leggere, credo che sia perchého gli stessi problemi, mi faccio le stesse domande, e sono anche più vecchio.
Mentre leggevo arrivato al discorso sulla Laurea mi è apparsa l'immagine della mia ex di cui ho parlato, quella che si è sposata. Le immagini erano le foto di lei in occasione della Laurea. Io non sono laureato, sono solo diplomato.
Vado nel panico coi problemi economici, l'idea fissa di andarmene da un'altra parte e non poterlo fare.
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Giorni addietro ho letto un articolodi psuicologia in rete, non ricordo il sito, che affermava che l'individuo che ha dei problemi sociali che non derivano da sue patologie ma dall'ambiente ostile, non può fare niente, perché non ha patologie interne, il suo malessere viene dall'ambiente. Non si può sostituire il lavoro con gli psicofarmaci.
E allora cerdo, in tutto questo casino, che sia il caso di cercare una terra promessa. Poi si rischia che la terra promessa diventi un mito che ci avvelena. Mi viene in mente Tom Joad, la migrazione dall'Oklaoma alla California, quel libro dello Steinbeck che in Italia è stato tradotto col titolo di "Furore". Roba pesante.
Vado nel panico, Madame. Leggo te e è come se mi guardassi allo specchio, e mi sento pure svantaggiato.
E intimidito penso che almeno la mia ex si è fatta una famiglia e ha un lavoro. Ma con la famiglia che avevo io non avrei mai potuto laurearmi.
Sono un'overdose mancata. L'ho detta grossa, scusate, ma mi va di dirlo. E' stato quello il mio passato. A volte invidio chi è morto giovane.
Cercherò di inventarmi qualcosa.
Come diceva Dalla "L'anno che sta arrivando fra un anno passerà. Io mi sto preparando, è questa la novità."
Però sono stufo di preparami al futuro.
E' stato confusionale il mio. Forse perché ho dormito poco. Troppa internet.
Mi scollego.
Alla prox.
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Non è che bisogna essere laureati per avere un futuro,anzi alcuni ottimi corsi tecnici ovviamente riconosciuti e che offrono stage possono essere un trampolino di lancio. Tornassi indietro nel tempo altro che laurea, avrei fatto dei bei corsi seri di informatica e via... Comunque conosco persone grandi da 50 anni in sù che si sono reinventare appunto facendo corsi, andando a vivere in campagna, insomma non è facile ma bisogna comunque dare il via, all'estero è più semplice se parliamo di Europa e alcuni altri anche del terzo mondo stesso
Sono d'accordo sul valore della laurea oggi, infatti non mi sono laureata pensando che mi cascherà un lavoro subito dopo la consegna della tesi (in verità poi è successo - contratto a tempo determinato nel mio settore ricevuto ancor prima di iniziare la tesi). E mi sto reinventando anche facendo corsi di informatica e studiando lingue. Ho la fortuna di aver fatto esperienza lavorativa già durante gli anni di studio e di aver sempre coltivato rapporti cordiali anche con persone che non stimo molto, quindi non sono una sprovveduta. Devo però aggiungere che pur lavorando tanto guadagno pochissimo e da alcuni anni la mia salute ne risente, sia fisica che mentale. Andare all'estero è sicuramente stressante, ma sento la necessità di cambiare qualcosa nella mia vita, almeno per salvaguardare la mia salute.
Non credo che l'estero sia l'Eden, ma dai racconti di amici e parenti capisco che si è comunque più tutelati o almeno è più facile trovare un lavoro che ti permetta di pagare le bollette (e no, non sogno posti da manager, ma un lavoro qualsiasi che mi permetta di essere tranquilla se ho qualche imprevisto o permettermi una vacanzina per rilassarmi). Una volta ho fatto un esperimento in Germania, peccato ci fossi solo in vacanza, ma in 10 minuti mi misero a disposizione un'impiegata che era prontissima ad aiutarmi a trovare lavoro lì... Vabbè, parlo il tedesco in maniera discreta e quindi era ben disposta nei miei confronti, ma se penso che in Italia al massimo chiedono a me dove penso di cercare lavoro o mi consigliano di emigrare... Per ora ho diversi piani (A, B, C ecc.), ma solo un paio contemplano la possibilitò di rimanere in Italia. Ho intenzione di provarle tutte.
Madama, della farfalla che hai nel nick dovresti prendere solo la leggerezza, non il volo irrequieto, spaziando tra un fiore e l'altro. Ti leggo e quell'irrequietezza mi colpisce attraverso lo schermo. Quel lavoro soddisfacente decentemente pagato per cui sei fatta là fuori ESISTE. Così come ESISTE la persona con la quale potrai vivere un futuro senza doverti tarpare le ali. So che non è facile trovare la calma in un periodo di incertezza, ma in quell'incertezza c'è anche la libertà di poter scegliere. Infatti sei una donna libera che non ha fatto male a nessuno e ha tutto il diritto di scegliere il meglio per se stessa, quindi perché lasciarsi offuscare la visuale da mille scenari negativi in cui vedersi costretta ad arrancare ed accettare il meno peggio pur di tirare avanti. Ma chi te l'ha detto che non ti meriti il meglio invece?? Vedi di tenere lo sguardo alto su tutto l'orizzonte e fai come gli arcieri: Mira bene <3. Un abbraccio.
Yes, Sir.
Sono andato a dormire dopo il mio intervento. Non dormivo da un giorno e mezzo. Ora non ho più l'ansia.
Via dall' Italia, chi può, mi sembra sempre un'idea sana. Stanco o rilasssato che io sia.
Cambia molto le cose l' età. Mai, a 30 anni, mi sarei depresso così. Mi riferisco all,'eta media di chi commenta.
Andarmene via per me è più difficile di ieri e più facile di domani.
"Gli over 40 e quelli etichettati "sposati con famiglia" si facevano strizzare il fegato con estrema facilità" (Charles Bukowski - The gut wringing machine)
PS:
Non sono d'accordo con l'ultima parte dello sfogo. Si afferma che la felicità è una scelta. Mi piacerebbe leggere un chiarimento in proposito.
Per come ragiono io la felicità è qualcosa di effimero. Viene e poi se ne va. La serenità, quella sì, si può costruire.
Anche nella dichiarazione dei diritti dell'uomo, scritta dai francesi, quando la Francia era (ancora) il Paese più evolutoal mondo in tema di diritti umani (liberté, egalité, fraternité), si fa cenno alla felicità. Più o meno l'articolo recita "Ogni uomo ha ditritto a ... e alla "ricerca della felicità"."
L'Italia è un popolo barbaro: hanno trasformato liberté egalité, fraternité in liberté, egalité, in kulo a te
Da queste piccole cose si nota la cultura di un popolo.
Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!
Attingo volentieri da Wikipedia: Benito Mussolini disse che «governare gli Italiani non è difficile, è inutile».
Scrivo anche qui per pura disperazione: ricapitolando, ho qualcosa in banca per sopravvivere un paio di mesi senza lavoro, sto vendendo tutto ciò che ho e lavoricchio per incrementare questa somma, purtroppo non ho diritto a nessun sostegno economico perché vivo dai miei. Voglio andare via perché qui sto impazzendo a furia di lavorare poco, male e senza prospettive concrete e poi perché sì, vorrei fare carriera nel settore dove mi sono laureata. Parlo varie lingue perché mi piace studiarle (attualmente mi diverto con il cinese ma senza avere grosse pretese), due a livello madrelingua tanto che saltuariamente faccio traduzioni e/o revisioni. Inglese parlato a livello alto causa esperienze lavorative all'estero e una tendenza ad innamorarmi solo di stranieri. Voglia di lavorare? Beh, quando il lavoro mi piace, faccio impallidire i giapponesi. :) Posso vivere con poco, l'ho fatto per anni. Visto che me lo avete suggerito in tanti, dove mi consigliate di emigrare? Sto pensando al Canada, considerando che sono ancora abbastanza giovane per un visto working holiday. Ma confesso che ho una paura matta di fallire...
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Trent'anni non sono troppi per ricominciare. E nella vita molto poco spesso si fa il lavoro che si sognava, o prima di farlo ci si deve accontentare di altro per mantenersi, è stato così anche per grandi artisti quindi nulla di nuovo. Mi sembra che c'è una visione di base puntata solo sul lavoro. Ma tu lavori per mantenerti e permetterti di essere felice con tutto il resto che fai , poi se sei anche fortunata di fare qualcosa che ti piace tanto meglio ma le cose che ti rendono felici le dovresti conoscere e trovare a prescindere da questo.